Confessioni di un trafficante di uomini

Di ,

Editore: Chiarelettere

4.0
(20)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8861903746 | Isbn-13: 9788861903746 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

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Descrizione del libro
“Mosè è stato il primo scafista della storia.”Aleksandr, trafficante siberiano

“Dietro alle decine di migliaia di migranti che ogni anno arrivano in Europa c’è un’industria fatta di grandi professionisti del crimine, gente in doppiopetto, uomini d’affari il cui fatturato mondiale è secondo solo a quello della droga.”Andrea Di Nicola, Giampaolo Musumeci

Per la prima volta parlano gli uomini che controllano il traffico dei migranti. Un sistema criminale che gli autori di questo libro hanno potuto raccontare dopo aver percorso le principali vie dell’immigrazione clandestina, dall’Europa dell’Est fino ai paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Ecco cosa si muove dietro la massa di disperati che riempiono le pagine dei giornali. Una montagna di soldi, un network flessibile e refrattario alle più sofisticate investigazioni. La testimonianza dei protagonisti conduce dentro un mondo parallelo che nessuno conosce. Ora finalmente possiamo vedere in presa diretta la più spietata agenzia di viaggi del pianeta.

Andrea Di Nicola insegna Criminologia all’Università di Trento. Da anni conduce ricerche sulle migrazioni clandestine organizzate e sulla tratta di persone a scopo di sfruttamento.Giampaolo Musumeci, giornalista, fotografo e videoreporter, si occupa di conflitti, immigrazione e questioni africane per radio, tv e giornali italiani e internazionali.

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  • 3

    A volte tocca accontentarsi.

    Questo libro ha consolidato l'idea che la questione dei migranti è affrontata da molti in modo ideologico. I nostri politici, ad esempio, dibattono ostinatamente attorno a false dicotomie come "tutti ...continua

    Questo libro ha consolidato l'idea che la questione dei migranti è affrontata da molti in modo ideologico. I nostri politici, ad esempio, dibattono ostinatamente attorno a false dicotomie come "tutti i migranti sono terroristi" vs. "tutti i migranti fuggono da guerre e povertà", oppure "le ONG sono colluse coi trafficanti" vs. "le ONG sono il meglio della società", e via dicendo. Viene fuori che tutto può accadere (uh, soprendente) e che "segui i soldi e troverai la mafia" (ancora più sorprendente). Assegno tre stelle perché non è ideologico, non ne assegno quattro o cinque perché gli autori insistono nel proporre le conclusioni prima di mostrare i fatti, perché le interviste sono poche, perché insistono sui trafficanti quando il solito Terkel insegna che la gente comune (la sorella del trafficante, il vicino del trafficante, i trafficati, etc, etc) hanno molto da dire, perché il libro è piccolo rispetto alla questione migranti. Avevano una fretta boia di finirlo, ma così è poco più di un instant book senza grosse ambizioni.
    Non so se c'è di meglio, si accettano segnalazioni.

    ha scritto il 

  • 0

    Ci sono persone...

    ...le cui azioni hanno effetti sulla vita di migliaia di persone, nel bene e nel male, senza che il loro nome esca mai dal ristretto ambito della cronaca giudiziaria.
    E' il caso di coloro che sono sta ...continua

    ...le cui azioni hanno effetti sulla vita di migliaia di persone, nel bene e nel male, senza che il loro nome esca mai dal ristretto ambito della cronaca giudiziaria.
    E' il caso di coloro che sono stati in grado di organizzare, durante qualsiasi crisi e guerra, il traffico di essere umani.
    Un traffico infinitamente redditizio, tanto più che la merce (a differenza della droga e delle armi) coincide con chi compra il servizio, e può andare perduta senza che nessuno sia in grado di chiederne conto.
    Josip Loncaric, croato, è stato il più astuto di essi. In grado anche di "ritirarsi" al culmine degli affari, prima di entrare in collisione irrimediabile con qualche mercante più sanguinario di lui.
    Il libro descrive le rotte, i trucchi, le strategie, i prezzi di questo mercato.
    Non ci sono solo i barconi ed i passeur che guidano sui sentieri di montagna per bypassare i controlli di frontiera. Se ce lo si può permettere, esistono sistemi più comodi e non troppo rischiosi.
    Si possono usare, per i cinesi, passaporti rubati di paesi orientali in provenienza dai quali non è richiesto il visto: se la foto è abbastanza somigliante e l'agente di frontiera lievemente distratto, si può arrivare a Malpensa con un volo di linea, e poi scomparire in Europa senza problemi.
    Si possono usare, per i pakistani, le chiamate dirette da parte di imprese agricole (e compiacenti) italiane. Quando "il lavoratore" arriva in Italia, se parla pashtun, appena uscito dall'aereoporto, invece di recarsi nel luogo dove è atteso può stracciare il passaporto, rivendersi come afgano e chiedere asilo.
    Le rotte più pericolose, e più coperte mediaticamente, sono ovviamente quelle che provocano gli esiti più tragici.
    Finchè ci saranno guerre e crisi, questo mercato sarà sempre più florido.

    ha scritto il 

  • 4

    Terribilmente attuale.

    Oggi leggo, in prima pagina su "La Repubblica", Militari contro gli scafisti. Ma è proprio contro di loro che li dovremmo mandare, o non piuttosto contro quelle belle personcine ...continua

    Terribilmente attuale.

    Oggi leggo, in prima pagina su "La Repubblica", Militari contro gli scafisti. Ma è proprio contro di loro che li dovremmo mandare, o non piuttosto contro quelle belle personcine che "per ogni clandestino che entra in Italia guadagnano dai 1000 ai 10.000 dollari"?

    ha scritto il 

  • 4

    Paura di finire dietro le sbarre? Forse lo fareste pure voi, se sapeste di guadagnare così facile. Sono tanti soldi. C'è un po' di rischio, ma è accettabile. Intanto prendo il denaro, poi Dio provvede ...continua

    Paura di finire dietro le sbarre? Forse lo fareste pure voi, se sapeste di guadagnare così facile. Sono tanti soldi. C'è un po' di rischio, ma è accettabile. Intanto prendo il denaro, poi Dio provvede. Noi siamo pachistani, abbiamo visto la miseria, quella vera. Voi non la conoscete, per fortuna vostra, non ve la immaginate nemmeno. [...] Sì, perche alla fine io aiuto le persone. Realizzo sogni, uno in particolare: cambiare vita, lasciare un posto orribile e venire in un paese europeo a vivere bene.

    ha scritto il 

  • 5

    Allarghiamo la prospettiva

    Quando pensiamo all'immigrazione difficilmente andiamo oltre lo scafista, l'ultimo miglio - quello più visibile - di un viaggio verso un sogno.

    In questo libro gli autori cercano di andare oltre e tr ...continua

    Quando pensiamo all'immigrazione difficilmente andiamo oltre lo scafista, l'ultimo miglio - quello più visibile - di un viaggio verso un sogno.

    In questo libro gli autori cercano di andare oltre e tracciare persone, rotte e mezzi di trasporto che portano dal paese di origine (Cina, Centrafrica, Sudamerica, Pakistan, ...) all'ultimo miglio (Mare di Sicilia, la Manica, i valichi di montagna tra Italia e Slovenia, il funzionario di polizia all'aeroporto di Malpensa, il nullaosta per un contratto come stagionale). Facendo questo emerge un'organizzazione strutturata in piccole cellule e coordinata da un amministratore delegato di un'impresa che è seconda solo al traffico di stupefacenti per fatturato.

    Gli ingredienti - che da soli superano quelli necessari per una spy story degna di Hollywood - ossia le confessione dei trafficanti sono ben combinati per sviluppare un racconto che, se fosse narrativa, definirei avvincente.

    ha scritto il