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Confessioni di una mamma pigra

Di

Editore: TEA

3.6
(74)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 130 | Formato: Altri

Isbn-10: 8850213484 | Isbn-13: 9788850213481 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: De Medio E.

Genere: Children , Education & Teaching , Non-fiction

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un libro coraggioso

    Muffy Mead-Ferro è una pubblicitaria di successo, diventata madre verso i quarant'anni: prima di una bimba, Belle, e a distanza di un anno di un bimbo, Joe. Il suo libro, Confessioni di una mamma pigra, è una chiacchierata faccia a faccia con le mamme che, come lei, si sentono o si sono se ...continua

    Muffy Mead-Ferro è una pubblicitaria di successo, diventata madre verso i quarant'anni: prima di una bimba, Belle, e a distanza di un anno di un bimbo, Joe. Il suo libro, Confessioni di una mamma pigra, è una chiacchierata faccia a faccia con le mamme che, come lei, si sentono o si sono sentite inadatte al ruolo che le aspetta, ossessionate dal mito dominante della supermamma e del superfiglio. In due parole: mamme normali. Con una massiccia dose di sarcasmo ed ironia, l'autrice consiglia alle sue lettrici di buttare i manuali, spegnere Internet e tapparsi le orecchie quando qualcuno cerca di suggerire loro come comportarsi: essere creative, improvvisare ed arrangiarsi è la migliore ricetta per avere successo come madre e crescere dei figli forti, corazzati, felici. Si definisce una madre <<sfaticata>>, ma è il suo buonsenso a guidarla e le sue riflessioni sulla maternità sono assolutamente condivisibili. Questo libro non mi ha insegnato nulla che non sapessi già, ma mi ha aiutata a ragionare con la mia testa, lasciando da parte i modelli e i dogmi che il marketing, gli esperti e la società contemporanea ci passano ogni giorno: troppi giocattoli diventano una schiavitù e i bambini che ottengono tutto ciò che vogliono non apprezzano più nulla perché non se lo guadagnano; errori, incidenti, delusioni e sofferenze sono la miglior scuola di vita, perché il mondo non è equo e non è tutto rose e fiori, quindi è giusto sbatterci il naso fin da piccoli; non bisogna annullarsi per i propri figli, altrimenti si apparirà frustrate e rancorose, un pessimo modello di madre; i bambini non vanno cresciuti nella bambagia, ma devono imparare a cavarsela da soli e ad affrontare le conseguenze delle proprie azioni; i successi scolastici non sono nulla in confronto all'acquisizione di competenze pratiche, anche perché al mondo di veri geni ce ne sono davvero pochi. Muffy Mead-Ferro stila il manifesto della mamma imperfetta, istintiva, disorganizzata e, sulla base delle sue esperienze, ma soprattutto delle sue radici, incoraggia le altre madri a seguirla, abbandonando regole e imposizioni dall'alto, per godersi davvero fino in fondo la maternità e la cura dei figli. Brava e coraggiosa.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2013/08/confessioni-di-una-mamma-pigra-anno-ii.html

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro intelligente, un approccio alla meternità che tendenzialmente condivido e in cui mi ritrovo. Nulla di che, ma carino per sdrammatizzare quei manuali sul "come si deve fare".

    ha scritto il 

  • 3

    dedicato a tutte le mamme che non trovano necessario trasformare i propri figli in "superfigli"

    letto in un momento diverso avrebbe ricevuto più stellette, ma letto dopo una serie di altri riguardo all'educazione dei figli, all'essere mamma ecc., non aggiunge niente di nuovo. lo sanno tutti coloro dotati di buon senso che ad un figlio non si deve concedere tutto, che è necessario metterlo d ...continua

    letto in un momento diverso avrebbe ricevuto più stellette, ma letto dopo una serie di altri riguardo all'educazione dei figli, all'essere mamma ecc., non aggiunge niente di nuovo. lo sanno tutti coloro dotati di buon senso che ad un figlio non si deve concedere tutto, che è necessario metterlo di fronte a delle rinunce, che dette rinunce lo preparano alla vita, bla bla bla.. per la mia generazione è altresì scontato che i genitori reclamino ed ottengano anche un po'di spazio per sè. in realtà di spunti di riflessione se ne trovano nel libro, ma, come ha già detto qualcuno in una precedente recensione, il libro è intriso di autocompiacimento, cosa che lo rende meno simpatico e meno godibile. questa mamma pigra non è pigra punto e basta, ma lo è a ragion veduta, segue una sua logica. il suo non agire in realtà è un agire ben preciso, a mio parere.

    ha scritto il 

  • 4

    Simpatico libercolo autobiografico di una mamma americana che racconta della propria esperienza come figlia cresciuta in un ranch e successivamente come madre alle prese con l'educazione dei due figli, in un mondo pieno di manuali, di consigli e di attrezzature "indispensabili" per farli crescere ...continua

    Simpatico libercolo autobiografico di una mamma americana che racconta della propria esperienza come figlia cresciuta in un ranch e successivamente come madre alle prese con l'educazione dei due figli, in un mondo pieno di manuali, di consigli e di attrezzature "indispensabili" per farli crescere nel modo migliore. Con la conclusione che la ricetta magica non esiste, meglio tornare a confidare nel proprio istinto (io specifichere che prima occorre imparare a riconoscerne la voce, però...) ed avere sufficiente fiducia in se stessi "da pensare di poter essere una buona madre senza far riferimento ai libri, ai giornali, alla tv e ad internet. E soprattutto, forse non ho bisogno di campagne pubblicitarie che approfittino delle mie buone intenzioni per far soldi. So da me come fare. E se non lo so, per Dio, ci arriverò da sola." Condivido appieno, anche se, con una carriera che le piace e che comporta un livello di autostima sopra la media, l'autrice non tiene forse in considerazione abbastanza quelle tante donne che invece sono ansiose e impreparate, a prescindere dalla maternità, e che nella maternità trovano un fattore di aumento del loro disagio e della loro confusione. Magari bastasse uno stimolo come questo libro per renderle più consapevoli e fiduciose in se stesse. Sul disagio prolificano gli avvoltoi. Fermo restando che nel grande marasma qualche voce utile c'è, ma è fortunato chi riesce a riconoscerla. In sintesi: libro interessante in senso di esperienza autobiografica ma, come spesso con le "cose americane" accade, un po' facilone nella sua suggestione.

    ha scritto il 

  • 3

    Per crescere figli indipendenti che pensano con la propria testa bisogna essere mamme pigre. Ironico e divertente, questo libro è per tutti i genitori che non aspirano ad avere figli bravi in tutto, è per le mamme che non vogliono rinunciare alla propria vita per soddisfare le esigenze, molto spe ...continua

    Per crescere figli indipendenti che pensano con la propria testa bisogna essere mamme pigre. Ironico e divertente, questo libro è per tutti i genitori che non aspirano ad avere figli bravi in tutto, è per le mamme che non vogliono rinunciare alla propria vita per soddisfare le esigenze, molto spesso sopravvalutate, dei figli e che soprattutto non vogliono avere sensi di colpa!

    ha scritto il 

  • 2

    Fondamentalmente sono d'accordo con la "mamma pigra", che in sostanza sostiene che è necessario che i nostri figli scoprano il mondo sulle loro gambe e non iperproetti sotto campane di vetro e circondati da oggetti inutili e costosi che sono succedanei del vero affetto. Il discorso però, dopo un ...continua

    Fondamentalmente sono d'accordo con la "mamma pigra", che in sostanza sostiene che è necessario che i nostri figli scoprano il mondo sulle loro gambe e non iperproetti sotto campane di vetro e circondati da oggetti inutili e costosi che sono succedanei del vero affetto. Il discorso però, dopo un inizio promettente, si sgonfia nella rievocazione gloriosa dei "bei tempi" dell'infanzia dell'autrice, che vive nel mito del passato "al ranch" e dei suoi genitori. Che bello quando guidavo il trattore a nove anni dopo la scuola! Che bello mungere le mucche alle cinque di mattina! Che bello che i miei stavano appresso ai maiali e non avevano tempo per venire al mio saggio! Io farò esattamente così con i miei figli! Sbagliato. Essere genitori vuol dire anche fare un salto di qualità rispetto al proprio essere figli.

    ha scritto il 

  • 4

    Inauguro con questo libro un filone di letture "a tema" per evidenti (!) motivi circostanziali.
    Dunque. Chi me lo ha prestato mi ha detto che mi sarebbe piaciuto. E chi me lo ha prestato mi conosce bene, perchè in effetti, via via che scorrevano i capitoli, ho apprezzato sempre di più le consider ...continua

    Inauguro con questo libro un filone di letture "a tema" per evidenti (!) motivi circostanziali. Dunque. Chi me lo ha prestato mi ha detto che mi sarebbe piaciuto. E chi me lo ha prestato mi conosce bene, perchè in effetti, via via che scorrevano i capitoli, ho apprezzato sempre di più le considerazioni di questa signora, e ho sperato, e spero tuttora, di riuscire ad essere almeno un po' come lei. E come è lei? Non pigra, secondo me non è l'aggettivo giusto. Rende di più "tranquilla", ma neanche tanto. Insomma. E' una che non si sbatte, non si fa (troppe) paranoie, è convinta che i bimbi imparino meglio sulla propria pelle e quindi evita di star loro dietro con mille braccia come la dea kalì. Non li addestra per essere molto intelligenti, non fa sentire loro Mozart perchè poi pare che diventino più bravi in matematica, la prende morbida. Ecco! Confessioni di una mamma morbida. Ci piace (come dice coso del GF).

    ha scritto il 

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