Confessioni di una maschera

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 70

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.7
(2496)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 223 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8496142426 | Isbn-13: 9788496142428 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marcella Bonsanti

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
Stravolto romanzo di formazione, intriso in profondità dei più ancestrali riti e miti che percorrono come una condanna la cultura giapponese, violentemente e disperatamente estetizzante, Confessioni di una maschera è il capolavoro indiscusso di un autore che è stato il protagonista, insieme a Kawabata e a Tanizaki, della rinascita della narrativa nipponica nel Novecento. Pubblicato nel 1949, vede al suo centro il dramma di un giovane costretto a nascondere - per obblighi sociali, ma anche per una radicata idea di dignità e di onore - la propria omosessualità e la propria assoluta indifferenza carnale nei confronti delle donne.Condannato all'impotenza, ridotto a mimare una storia d'amore con la sorella di un suo amico, perso dietro sogni erotici che vagheggiano corpi maschili, o dietro voluttuose identificazioni con celebri personaggi femminili, egli consuma fino in fondo la speranza di poter divenire finalmente "normale": inventa strani vizi, si dà con furia a corteggiare "fanciulle in fiore" invariabilmente deludenti, reprime fino allo spasimo ogni impulso di reale attrazione. E la sua miseria sessuale, invano compensata da una nutrita serie di sublimazioni artistiche, si tramuta a poco a poco in miseria esistenziale, in consapevole rinuncia a un rapporto pieno con la vita.La "maschera" finisce col distruggere il volto che nasconde; e non c'è riscatto per un uomo che ha osato cimentarsi nella sfida impossibile di ingannare il mondo senza ingannare se stesso: fra le tante trappole che l'essere umano è capace di costruire per imprigionarsi da solo, quella scoperta da Mishima è forse la più silenziosa e tremenda, la più subdola e devastante, nella sua ingannevole, trasparente "naturalità".
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  • 3

    Mini recensione "Le confessioni di una maschera"

    Libro ben scritto, lessico ricercato,poetico, a tratti crudo.
    Tematica interessante,narra infatti della scoperta e presa di coscienza dell'omossessualità di un giovane ragazzo giapponese,Kochan. Il pr ...continua

    Libro ben scritto, lessico ricercato,poetico, a tratti crudo.
    Tematica interessante,narra infatti della scoperta e presa di coscienza dell'omossessualità di un giovane ragazzo giapponese,Kochan. Il protagonista,in prima persona,racconta le sensazioni provate già a partire dall'infanzia,quando era attratto da dettagli insoliti,come i calzoni da uomo o i corpi possenti dei soldati. Ma è partire dall'adolescenza che Kochan comprende la sua diversità rispetto ai suoi coetanei, la mancanza di attrazione fisica e sensuale verso le ragazze, ma anzi verso gli uomini.
    Negli anni dell'Università,che coincidono con quelli del secondo conflitto mondiale,l'incontro con la sorella di un suo amico,la giovane Sonoko,dà a Kochan l'illusione della " normalità", così il giovane si convince di un'eterosessualità inesistente,si auto-convince di essere ciò che non è. Inizia dunque a corteggiare questa ragazza, ma la relazione tra i due non si concretizza, e ciò mostra senza dubbi a Kochan la realtà sulla sua sessualità.
    Un racconto intimo,caratterizzato da una nota d'angoscia , un continuo conflitto interiore,un interrogarsi,ma anche nascondersi, che mostra la fragilità non solo di una singola anima,ma di un'intera generazione costretta a reprimere la propria natura.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro complesso dallo stile "barocco"  che tratta di accettazione ( e rifiuto ) della propria omosessualità da parte del protagonista... anche se può essere interpretato su diversi piani di letture ol ...continua

    Libro complesso dallo stile "barocco"  che tratta di accettazione ( e rifiuto ) della propria omosessualità da parte del protagonista... anche se può essere interpretato su diversi piani di letture oltre a quello letterale.
    La scoperta, il rifiuto, gli impulsi....il continuo intreccio tra il desiderio sessuale e la ricerca della morte...le fantasie con tratti fortemente sadici...la parte accettabile del protagonista che viene resa solo con il rapporto platonico con Sonoko....me lo rendono un libro difficile da digerire.

    "La personalità romantica è pervasa di sottile sfiducia nell'intellettualismo e questo sentimento sfocia di frequente in quell'atto immorale che va sotto il nome di sogno ad occhi aperti. Contrariamente a quanto si crede, il sognare ad occhi aperti non è un processo intellettuale, ma piuttosto un mezzo di evasione dall'intellettualismo."

    ha scritto il 

  • 4

    Bello ma..

    Primo libro di Yukio Mishima per me, quarto libro di letteratura giapponese dopo aver letto tre romanzi di Banana Yoshimoto. L'ho comprato perché profondamente interessato dalla trama. Il libro è piac ...continua

    Primo libro di Yukio Mishima per me, quarto libro di letteratura giapponese dopo aver letto tre romanzi di Banana Yoshimoto. L'ho comprato perché profondamente interessato dalla trama. Il libro è piacevole e il racconto interessante e scorrevole. Racconta di un giovane omosessuale che fatica ad accettare le sue fantasie erotiche e cerca di illudersi che siano solo scherzi della sua mente, quasi imponendosi convenzionali relazioni eterosessuali. Tuttavia non riuscirà a sfuggire da se stesso e sarà costretto a fuggire invece dal suo proposito di vivere una vita socially correct. Mi ha solo lasciato un po' interdetto l'assenza di un finale vero e proprio, che d'altronde pare essere peculiarità della novellistica giapponese.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggendo questo libro mi rendevo conto di trovarmi di fronte ad uno scrittore con la "S" maiuscola. Andando avanti con la lettura però, mi sembrava che l'eccessiva introspezione diventasse egocentrism ...continua

    Leggendo questo libro mi rendevo conto di trovarmi di fronte ad uno scrittore con la "S" maiuscola. Andando avanti con la lettura però, mi sembrava che l'eccessiva introspezione diventasse egocentrismo e mi restava una sensazione di stucchevolezza. Ciò non toglie che la prosa sia magistrale, limpida e dotta.

    ha scritto il 

  • 1

    Un grandissimo senso di boh...

    Tutto ciò che mi è rimasto di questo libro a distanza di tempo è un grandissimo senso di noia e confusione. Dopo vari tentativi penso di non essere fatta per la letteratura giapponese. Sorry.

    ha scritto il 

  • 3

    scusate se esisto

    Tre stelle: per le invenzioni linguistiche, il cesello di ogni singola frase e le immagini di grandissima forza espressiva.
    Per il resto manca il vigore della maturità di Mishima, e non c'è più il rig ...continua

    Tre stelle: per le invenzioni linguistiche, il cesello di ogni singola frase e le immagini di grandissima forza espressiva.
    Per il resto manca il vigore della maturità di Mishima, e non c'è più il rigore giovanile del "Martirio". Insomma, e paradossalmente, di troppo c'è il protagonista: un uomo debole e irrisolto, vittima di una nevrosi precedente alla scoperta del desiderio, sebbene sia difficile decidere se il desiderio insorga ad una certà così come nascono i peli, o non ripescare piuttosto le teorie freudiane.
    E' fastidiosa la continua descrizione delle somatizzazioni: qualunque cosa accada quest'ometto si sente pervadere, assalire, disgustare, sopraffare. Non si rilassa un minuto: è tutta un'espiazione, una fatica, una sconfitta.
    La fascinazione per la morte, il sangue, il dolore è letteraria, posticcia. Non convince neppure se si tenga conto della biografia dell'autore e dell'epilogo teatrale della sua vita.
    Come sempre nella letteratura giapponese contemporanea manca l'affettività, e prevale una recita di sentimenti resa mielosa dall'affettazione delle buone maniere.

    ha scritto il 

  • 3

    “Per me l’amore altro non era che un dialogo di piccoli indovinelli che sempre restavano insoluti.”

    Perchè mi è piaciuto? perchè contiene frasi come questa:
    "La personalità romantica è pervasa di sottile sfiducia nell'intellettualismo, e questo sentimento sfocia di frequente in quell'atto immorale c ...continua

    Perchè mi è piaciuto? perchè contiene frasi come questa:
    "La personalità romantica è pervasa di sottile sfiducia nell'intellettualismo, e questo sentimento sfocia di frequente in quell'atto immorale che va sotto il nome di sogno a occhi aperti. Contrariamente a quanto si crede, il sognare a occhi aperti non è un processo intellettuale, ma piuttosto un mezzo di evasione dall'intellettualismo."

    ha scritto il 

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