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Confessions d'une accro du shopping

By

3.7
(6186)

Language:Français | Number of pages: 368 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , German , Chi simplified , Dutch , Catalan , Italian , Swedish , Spanish

Isbn-10: 2266128884 | Isbn-13: 9782266128889 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Fiction & Literature , Humor , Romance

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Description du livre
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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    3

    不會特別推薦這本 但就是會想繼續看下去

    這是家人借來的,書蟲如我拿來啃一啃的書。可能是價值觀有點差異吧,看著看著就不喜歡女主角為何積著卡債也要繼續買,很想叫說給我停下來,然後巴她幾巴。我比較喜歡的橋段是她為苦於理財的人回答問題的時候,總是能回答出最漂亮的回答,為對方著想、最適合最有道理的那種回答。

    書裡出現很多精品品牌,很多品牌可能都沒有聽過,但如果聽到熟悉的一兩個─有可能只是產品名,會發現那真的是有涉獵的人才知道的經典產品。

    可是問我好不好看,我不會特別推薦這本,只是我就是會想繼續看下去(這本還有續集)

    dit le 

  • 2

    Ho sentito molto parlare di questo libro e quando l’ho preso tra le mani sapevo già che sarebbe stata una storia leggera e senza troppe pretese. Di certo non mi aspettavo una disfatta di proporzioni epiche!
    Lo stile della Kinsella è fluido, lineare, coinvolgente e molto divertente, peccato ...continuer

    Ho sentito molto parlare di questo libro e quando l’ho preso tra le mani sapevo già che sarebbe stata una storia leggera e senza troppe pretese. Di certo non mi aspettavo una disfatta di proporzioni epiche!
    Lo stile della Kinsella è fluido, lineare, coinvolgente e molto divertente, peccato che le cose che scriva non abbiano un minimo di senso compiuto. La trama del libro si può riassumere così: Becky (la protagonista) che è in rosso e non ha una sterlina, Becky che compra qualsiasi cosa. Probabilmente se trovasse una svendita di dopobarba comprerebbe una scatola anche di quelli, nonostante sia una donna! Questa donna è totalmente fuori controllo!!! Ha debiti per migliaia di sterline e si compra un pigiama con vestaglia, piumino e cuscino coordinati, ma siamo fuori di testa?! Ok, esistono le “malate di shopping” ma c’è un limite a tutto…
    Almeno si limitasse a comprare roba inutile e basta, no la nostra protagonista cerca di fregare la gente pur di acquistare vestiti, cosmetici, borse e chi più ne ha più ne metta. E dopo averlo fatto si sente in colpa, grazie tante! Alla quinta volta che lo fa non trasmette più compassione, anzi verrebbe voglia di seppellirla sotto una valanga di abiti fuori moda, almeno le verrebbe un infarto e fine della storia! Credo di non aver mai letto un libro con una protagonista (non un personaggio secondario) così superficiale, egoista, insensibile e approfittatrice come Rebecca Bloomwook!

    dit le 

  • 4

    Becky lavora per la rivista finanziaria "Far fortuna Risparmiando". Dispensa ai suoi lettori consigli su come investire i risparmi in modo sicuro, ma lei non è in grado di gestire le sue finanze ed è indebitata fino agli occhi perché malata di shopping. Questa "malattia" la farà inciampare in una ...continuer

    Becky lavora per la rivista finanziaria "Far fortuna Risparmiando". Dispensa ai suoi lettori consigli su come investire i risparmi in modo sicuro, ma lei non è in grado di gestire le sue finanze ed è indebitata fino agli occhi perché malata di shopping. Questa "malattia" la farà inciampare in una serie di disavventure sentimentali ed economiche davvero spassose...

    Un libro senza troppe pretese, adatto quando si ha voglia di una lettura leggera, scorrevole e divertente.

    dit le 

  • 3

    I hate shopping. Se dovessi copiare Sophie Kinsella e scrivere un libro sull’argomento, lo intitolerei proprio così, io odio lo shopping.
    Sono una donna atipica anche in questo, a me fare shopping ha sempre annoiato, chiudermi in un centro commerciale e girare tra i negozi mi fa venire un s ...continuer

    I hate shopping. Se dovessi copiare Sophie Kinsella e scrivere un libro sull’argomento, lo intitolerei proprio così, io odio lo shopping.
    Sono una donna atipica anche in questo, a me fare shopping ha sempre annoiato, chiudermi in un centro commerciale e girare tra i negozi mi fa venire un senso di soffocamento(a meno che non si tratti di una libreria, in tal caso resterei dentro per ore), preferisco di gran lunga una passeggiata all’aria aperta a osservare le stelle, le nuvole, i fiori, gli animali piuttosto che le fredde vetrine…sono strana, lo so, ma a me spendere soldi non mi è mai piaciuto(anche perché, detto con tutta sincerità, ne ho sempre avuti talmente pochi che non me lo sono mai potuta permettere), soprattutto cifre astronomiche per vestiti e oggetti vari(i rari capi d’abbigliamento che compro provengono dai mercatini rionali e non devono costare più di dieci euro), lo trovo futile, superficiale e molto, molto dannoso.
    Per questo leggere di Rebecca Bloonwold e della sua irrefrenabile passione per lo shopping che l’ha portata perfino alla bancarotta mi fa rimanere attonita e sconcertata e, da una parte, anche irritata…ma come può l’essere umano arrivare a tali livelli di mediocrità? Non lo so, me lo sto ancora chiedendo…
    Rebecca Bloonwold è una giovane donna di venticinque anni, graziosa, brillante, simpatica, disinvolta e con un grave difetto, quella di spendere soldi per ogni cosa inutile che le capita davanti agli occhi, sia esso un vestito, un oggetto per la casa o un gioiello.
    Vive a Londra, nell’elegante Fulham, lavora come giornalista presso una testata che si occupa di problemi finanziari(lei, quella che spende soldi su soldi in cose inutili dovrebbe dare consigli su come investire e risparmiare il proprio denaro…) e trascorre le sue giornate nei centri commerciali a fare acquisiti, fino a che non finisce in bancarotta.
    Ecco che la sua vita da compratrice ossessivo-compulsiva cambia repentinamente, ecco che giungono per lei lettere da parte della banca che la intima di saldare il suo oneroso debito, ecco che le sue amate carte di credito le vengono confiscate, ecco che i creditori la tartassano per telefono, ma lei continua imperterrita a spendere a destra e a manca fino a che, un giorno, non si renderà conto(ma alla fine nemmeno tanto) di quanto questa sua vita sia inutile e vuota.
    Quando si sente parlare della Kinsella di solito si storce il naso, di solito si parte con dei pregiudizi nei suoi confronti, però devo dire che, nonostante questo romanzo sia qualitativamente molto basso, tutto sommato l’ho trovato gradevole.
    Come ha giustamente scritto il mio amico Ariano Geta a Kinsella è una scrittrice puramente commerciale, ma non si può negare che possieda un innegabile talento da intrattenitrice, questo suo primo romanzo scorre via come l’acqua, si fa leggere in brevissimo tempo, diverte, intrattiene, ti fa anche riflettere su quanto questa società materialista e superficiale ci porti ogni giorno a cercare di accaparrarci ogni oggetto futile messo in commercio con la speranza che possa in qualche modo colmare alcune nostre lacune interiori…più compriamo, più possediamo e più ci sentiamo felici, ci sentiamo superiori agli altri, ci sentiamo degni di far parte di questa società.
    C’è una velata critica al consumismo dietro questo romanzo e la Kinsella usa l’arma della sagacia e della simpatia per il suo scopo, il personaggio di Rebecca Bloomwold è quanto di più odioso, superficiale e irritante abbia mai visto(personalmente una così la prenderei a sberle dalla mattina alla sera), immatura, sciocca, frivola, ma alla fine, sotto sotto, riesce anche a rendersi simpatica(più o meno…)
    Un romanzo dai contenuti poveri, ma scritto con uno stile fresco e simpatico che alla fine riesce persino quasi a conquistarti.
    Una lettura da ombrellone, ma per chi sta passando momenti non particolarmente felici nella propria vita riesce a donare un po’ di serenità e di allegria.
    Certo però questa Rebecca è davvero insopportabile(e ha pure una fortuna che definire sfacciata è un eufemismo), da donna posso dire che parteggiare e simpatizzare per lei è come tornare indietro di un secolo…spero che la maggior parte delle fan della Kinsella non si riveda in lei(speranza un po’ vana la mia, lo so), altrimenti saremmo davvero nei guai.

    dit le 

  • 1

    Abbandono.

    l'ho iniziato e abbandonato troppe volte! Non lo sopporto vorrei venderlo, ma è il primissimo libro che ho comprato quindi mi sentirei in colpa...comunque è una noia mortale! E' il cambio di titolo è totalmente inutile!

    dit le 

  • 1

    A parte l'idea geniale di sostituire il titolo originale inglese "The secret dreamworld of a shopaholic" con un altro titolo sempre in inglese, Rebecca Bloomwood è una cretina. Si capisce che non l'ho trovato divertente?

    dit le 

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