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Congratulazioni

Hai appena incontrato la I.C.F. (West Ham United)

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

3.5
(228)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8860731526 | Isbn-13: 9788860731524 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biography , Crime , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Molto calcio, siamo inglesi, molti calci, siamo l'I.C.F. (InterCity Firm) l'incontrollabile gruppo di hooligan al seguito del West Ham United. Cass Pennant ne è uno dei membri originari e più rispettati. Ora scrive per giornali e cinema e ha deciso di raccontare la sua storia e di un gruppo ristretto di amici, i fondatori e le guide spirituali di questa organizzata e solidissima armata. Un coro sincero che canta la leggenda nata alla fine degli anni Settanta, un gruppo di autoconvocati, di fuoriusciti stufi di lotte intestine e di gelosie tra "mob", tra bande di tifosi dello stesso club. Il West Ham è la squadra più proletaria di Londra, la squadra del popoloso e violento East End. Bill Gardner, Big Ted, Andy Swallow, "Animal" Ikoli e molti altri sono stati per anni i suoi più fedeli e decisi sostenitori: migliaia di ragazzini inglesi si sono ispirati alle gesta di questi guerrieri degli spalti. Un gruppo con una scala gerarchica, con una sezione giovanile e regolari biglietti da visita: quelli che lasciavano ai doloranti e feriti tifosi avversari. Semplici biglietti rettangolari con una scritta a caratteri cubitali: "Congratulazioni - Hai appena incontrato la I.C.F.".
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  • 0

    Un piccolo caso editoriale

    [Ce ne parla Matteo Falcone di Sport People]


    Cass Pennant e il suo “Congratulazioni, hai appena incontrato la ICF” sono stati un piccolo caso editoriale: pochi altri titoli di provenienza o di argomento stadio, hanno varcato la soglia del mercato editoriale italiano attraverso la porta pr ...continua

    [Ce ne parla Matteo Falcone di Sport People]

    Cass Pennant e il suo “Congratulazioni, hai appena incontrato la ICF” sono stati un piccolo caso editoriale: pochi altri titoli di provenienza o di argomento stadio, hanno varcato la soglia del mercato editoriale italiano attraverso la porta principale di una casa come la “Dalai” (all’epoca ancora “Baldini Castoldi Dalai”).

    Partendo dall’inizio, ICF sta per Inter City Firm, un gruppo hooligan diventato famoso per le proprie scorribande al seguito del West Ham United, non di certo una delle squadre più titolate d’Inghilterra ma sicuramente una delle più affascinanti per l’origine e il seguito fortemente radicato nella working class dell’East End londinese. Conosciuto anche come l’Accademia del football per il suo florido vivaio da cui sono sbocciati campioni come Frank Lampard senior e junior, Bobby Moore, Rio Ferdinand, Geoff Hurst, Paul Ince, Joe Cole, il West Ham era nato come Thames Ironworks FC, squadra dopolavoro degli operai dell’omonimo cantiere navale.

    Continua qui: http://blog.futbologia.org/2012/08/13/congratulazioni-hai-appena-incontrato-la-i-c-f-di-cass-pennant/

    ha scritto il 

  • 2

    Hooligans, che fatica

    L'idea è buona. Il potenziale, considerato l'autore, anche. Peccato che il risultato finale sia una cronaca poco coesa, direi quasi malscritta, di scazzottate che si susseguono l'una dietro l'altra.
    Peccato: era una buona occasione per approfondire un periodo storico culturalmente molto int ...continua

    L'idea è buona. Il potenziale, considerato l'autore, anche. Peccato che il risultato finale sia una cronaca poco coesa, direi quasi malscritta, di scazzottate che si susseguono l'una dietro l'altra.
    Peccato: era una buona occasione per approfondire un periodo storico culturalmente molto interessante...ma rimane tutto in quei cazzotti.

    ha scritto il 

  • 3

    Francamente mi aspettavo di più da questo libro, uno sguardo da dentro tanto per dire, mi son imbattuto invece in una lunga sequela di ricordi ed episodi come si potrebbero raccontare al bar, anzi al pub... niente di che.

    ha scritto il 

  • 4

    Congratulazioni: hai appena incontrato la I.C.F.!

    Prende il titolo dalla celebre Calling Card che i ragazzi della firm del West Ham erano soliti lasciare agli avversari dopo uno scontro, per l'appunto "Congratulazioni: hai appena incontrato la I.C.F".
    Spiccio, crudo, alle volte duro, ma splendido nella sua totale mancanza di ricerca dello ...continua

    Prende il titolo dalla celebre Calling Card che i ragazzi della firm del West Ham erano soliti lasciare agli avversari dopo uno scontro, per l'appunto "Congratulazioni: hai appena incontrato la I.C.F".
    Spiccio, crudo, alle volte duro, ma splendido nella sua totale mancanza di ricerca dello stile. Non c'è una vera e propria ricerca lessicale quindi alla fine risulta molto grezzo, eppure affascinante.
    Parte dalla nascita della firm, alla fine degli anni settata, fino al suo epilogo, in un susseguirsi di partite, scontri, traferte raccontate in prima persona da uno dei membri storici, o a tratti narrate attraverso i ricordi di altri membri.
    Che la mano sia quella di un profano della letteratura lo si vede quasi subito, nonostante ciò vale decisamente la pena leggerlo.
    Un impatto molto forte, forse perchè mostra una parte di mondo che i più conoscono solo attraverso i resoconti di giornalisti e Forze dell'Ordine, mentre Pennant racconta la sua storia non come "persona informata dei fatti" ma come persona che di quei fatti è stato artefice e parte integrante.
    Alle volte esagera un pò, pecca di vanità, a tratti è esageratamente autocelebrativo, sebbene sia anche comprensibile il perchè, e si ha come l'impressione che Pennant stia gonfiando i numeri, ma le sensazioni sono quelle giuste e non c'è mai nel libro la volontà di indorare la pillola sui temi più caldi.
    La violenza è violenza, e Pennant l'ha vissuta sulla propria pelle scegliendola, autoproclamandosi parte di quella violenza. Eppure dal libro emerge bene il concetto che non sia una violenza cieca, priva di fondamento, ma bensì una violenza consapevole e basata su principi e motivi che regola ogni decisione e mossa.
    Questo libro viene raccontato da chi quella violenza se l'è scelta, coltivata e, non ultimo, ne ha risposto davanti alla legge. Bello nella sua rudezza, istruttivo e interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico del genere, una efficace risposta alle decine di saggi "sociologici" che hanno invano tentato di spiegare il fenomeno hooligan senza conoscerlo a fondo e basandosi solo sulle apparenze esterne. Una grande pecca è la traduzione, secondo me, davvero pessima.

    ha scritto il 

  • 4

    i'm forever blowing bubbles

    per lo più il libro fa la storia del momento d'oro del movimento hooligan inglese e una disamina su le cause che l'hanno portato a scomparire.
    "negli anni 70 combattevi i tuoi nemici in base alla forza dei colori che indossavano. poi arrivarono gli 80, la decade della violenza da stilista d ...continua

    per lo più il libro fa la storia del momento d'oro del movimento hooligan inglese e una disamina su le cause che l'hanno portato a scomparire.
    "negli anni 70 combattevi i tuoi nemici in base alla forza dei colori che indossavano. poi arrivarono gli 80, la decade della violenza da stilista di moda. l'hooliganismo venne portaro a un altro livello. ogni banda aveva un nome ed era di nomi e delle facce che andavi alla ricerca, non più i colori. nessuno indossava più la sciarpa della squadra". gli hooligan furono batuti, secondo pennant, dall'arrivo dei posti a sedere negli stadi, dallo spostamrento degli stadi fuori dal centro abitato e dai centri di cui facevano parte, dall'obbligo di prenotare i biglietti, l'impossibilità di entrare senza biglietto, i posti a sedere numerati.
    ovviamente anche la tragedia di heysel, come gli episodi che hanno coinvolto il millwall e il luton, hanno avuto il loro peso.

    il libro parla per lo più di tecniche di guerra e di tante botte date e prese (per lo più date, pennant ha una visione supeominidea degli hammers).

    bello il capitolo relativo la musica, gli sham 69, tante alte band tra cui in primis i cockney rejects.

    si parla di abbigliamento: ben sherman, crombie, slazenger, harrington e sta-prest.

    e di nomignoli di gruppi, esempio: i taff sono i gallesi (credo), i geordies sono del newcastle e i gooners sono all'arsenal; i tifosi del tottenham si chiamano yid o spurs e i ragazzi del chelsea sono "i re dell'esagerazione". in generale i campagnoli del nord, tipo di aberdeen, sono jocks. i tifosi del manc u sono i mancs. i tifosi del city sono i cool cats (mentre si sa i mancs sono l'armata rossa). i tifosi del liverpool sono gli scouser, o i topolini er vengono da lillyverpool. scopro che l'altra squadra di liverpoool è l'everton. la banda più forte el birmingham si chiamava zulu.

    ha scritto il 

  • 2

    Cosa valutiamo quando mettiamo le stellette ad un libro, il suo valore letterario o l'approvazione delle tematiche trattate?


    Perché, ammettiamolo, proprio non capiamo come si possa apprezzare dal punto di vista narrativo una lunga serie di scazzottate raccontate con uno stile ed un linguag ...continua

    Cosa valutiamo quando mettiamo le stellette ad un libro, il suo valore letterario o l'approvazione delle tematiche trattate?

    Perché, ammettiamolo, proprio non capiamo come si possa apprezzare dal punto di vista narrativo una lunga serie di scazzottate raccontate con uno stile ed un linguaggio per nulla intriganti.

    Amiamo (fra l'altro alla follia) il calcio inglese, ma questo libro è destinato solo agli apologi della mentalità ultras. Non si tratta, infatti, né di un'analisi sociologica del fenomeno né di un punto di vista originale e profondo della vita di curva. Il libro è la storia raccontata dall'interno dell'Inter City Firm, uno dei più temuti gruppi di tifosi - per la cronaca della squadra londinese del West Ham - organizzati, attivo a cavallo degli anni Settanta e Ottanta.

    C'è qualche interessante accenno alla moda e alla musica del periodo, un piccolo accenno alle derive politiche delle curve e qualche aneddoto più divertente o interessante di altri, ma le pagine sono essenzialmente la ripetizione di un clichè in cui cambiano solo i nomi degli stadi e degli avversari.

    Il libro non spiega nulla, soprattutto di questo fantomatico sistema di valori da difendere con i pugni e le spranghe (l'autore alla fine non regala al lettore la spiegazione della differenza fra un minatore licenziato che tifa Liverpool o Manchester United da un pari con la sciarpa del suo West Ham...).

    Uno stile scialbo condanna pagine che per loro stessa natura sono già estremamente partigiane. Poteva essere uno spaccato interessante, invece scade piuttosto nel ridicolo.

    ha scritto il