Conoscerete la nostra velocità

Di

Editore: Mondadori (Ebook)

3.6
(890)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 302 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8852017062 | Isbn-13: 9788852017063 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 3

    ritmo

    Rispetto al grande capolavoro di Eggers, questo non è forse all'altezza, eppure è un libro che ho letto bene, volentieri e con coinvolgimento. Com'è possibile? Mi sono chiesto. Alla fine, mi sono risp ...continua

    Rispetto al grande capolavoro di Eggers, questo non è forse all'altezza, eppure è un libro che ho letto bene, volentieri e con coinvolgimento. Com'è possibile? Mi sono chiesto. Alla fine, mi sono risposto che, la forza di "Conoscerete la nostra velocità" è proprio il ritmo della narrazione, che coincide esattamente con il ritmo esistenziale dei personaggi che racconta, permettendo quindi al lettore di entrare nelle loro vite e nel loro modo di viverle.
    Forse non un capolavoro, quindi, ma certamente una conferma per Eggers.

    ha scritto il 

  • 1

    Brutto..

    Sono riuscita a finire di leggere questo libro solo perché odio lasciare i libri a metà. Sinceramente speravo in un racconto di viaggio entusiasmante ma sono stata delusa. I due protagonisti sono imma ...continua

    Sono riuscita a finire di leggere questo libro solo perché odio lasciare i libri a metà. Sinceramente speravo in un racconto di viaggio entusiasmante ma sono stata delusa. I due protagonisti sono immaturi e stupidi e la storia insensata. Consiglierei di non sprecare del tempo leggendo questo libro, anche perché non ricaverete alcun tipo di insegnamento.

    ha scritto il 

  • 4

    Away We Go

    2 simpatici amici ,Will* e Hand** , decidono di partire,così, senza stare a fare troppi programmi...
    (che poi sono i viaggi migliori)
    a disposizione solo una settimana di tempo,
    per uno strampalato vi ...continua

    2 simpatici amici ,Will* e Hand** , decidono di partire,così, senza stare a fare troppi programmi...
    (che poi sono i viaggi migliori)
    a disposizione solo una settimana di tempo,
    per uno strampalato viaggio(quasi)intorno al mondo.
    Il loro è , piu' che altro ,un piombare a razzo in un posto,
    per poi schizzare subito via,a prendere un altro aereo,
    a macinare altri km in macchine a nolo,e così via...
    L'idea di Will è semplice: muoversi di continuo ,
    accelerare piu' che si puo',perché solo in questo modo gli pare possibile tentare di battere in velocita'(e lasciarsi alle spalle)il dolore straziante ,la rabbia e tutti i pensieri orrendi che lo torturano (incessantemente)da mesi.

    * Will è uno dei parlatori piu' lenti che si possano incontrare,magari...ma con una testa,quando non è presa in prestito da chissachì,che saetta e turbina

    ** Hand è uno che è costantemente preda di una insaziabile curiosita',che gli fa estendere le sue vibratili antenne su ogni cosa,dalle scienze esatte alle donne sensibili e ingenue (capito,no?)

    ps:Will ,tutto ammaccato (fuori e dentro)ispira continuamente tenerezza e un senso di protezione,e Hand(che tipo!)ispira anche lui,sì...quantomeno simpatiche domande:
    Ma che razza di passo è -si puo' sapere? - il Passo del carrello della spesa?!

    pps :e che viaggio mai sarebbe senza qualcuno a cui scrivere cartoline? Hahaha,eggia'...le cartoline :D

    Quelle per le gemelline Mo e Thor sono assolutamente A-D-O-R-A-B-I-L-I !tipo questa:
    Mo! Thor!
    (Lo sapevate che in Scandinavia quando scrivono i saluti mettono sempre i punti esclamativi?Credo che sia vero,anche se è stato Hand a raccontarmelo. Vi ricordate di Hand?Quello che vi ha portato all'acquario e si è messo a litigare con la guida.)Ho un consiglio per voi due.Non è che voglio che lo seguiate veramente.Voglio semplicemente che lo ascoltiate,che lo conserviate anche a conti fatti,quando ormai non è piu' utile.Non datemi retta.I consigli raggiungono talmente di rado le persone a cui sono rivolti. Sono un po' come la spada nella roccia:li si lascia lì, e magari un giorno qualcuno li trovera' e sapra' che farsene.[etc etc etc]

    Ok.Ora posso concludere lasciando anch'io la mia piccola spada nella roccia ?
    Ecco:questo libro di Dave Eggers è da leggere!
    (ma mica dovete darmi retta per forza,ci mancherebbe :D )

    ha scritto il 

  • 1

    PATETICO

    Conoscerete la nostra velocità è uno di quei libri capace di indisporti già dalle prime 10 pagine... Ma che continui a leggere perché non puoi accettare che davvero qualcuno abbia potuto concepire una ...continua

    Conoscerete la nostra velocità è uno di quei libri capace di indisporti già dalle prime 10 pagine... Ma che continui a leggere perché non puoi accettare che davvero qualcuno abbia potuto concepire una schifezza del genere ed in più trovare l ispirazione per continuare a scrivere fino alla fine. Così Ti auto convinci che forse sia tutta una tecnica per spiazzarti con qualche colpo di scena prima o poi nelle pagine... Ma non cè sforzo che tenga, Un senso di fastidio si fa via via più forte... Finché una notte ti alzi per gettare nel cassonetto questo lento, inutile, pesante, patetico libro!!!!!!!!!!!!

    ha scritto il 

  • 1

    Conoscerete la nostra inutilità

    Titolo certamente accattivante e presupposti alla "On the Road" mi hanno spinto a comprare questo libro, ma subito dalle prime pagine mi sono accorto di aver buttato dei soldi.

    Una storia che non ha m ...continua

    Titolo certamente accattivante e presupposti alla "On the Road" mi hanno spinto a comprare questo libro, ma subito dalle prime pagine mi sono accorto di aver buttato dei soldi.

    Una storia che non ha mai un filo logico, personaggi privi di carattere che si dilungano in dialoghi che variano dalla follia all'inutilità, pur rimanendo sempre di una noia terribile.

    Questo, di per sé, basterebbe ad inquadrare questo libro tra i peggiori che io abbia mai letto; se poi aggiungiamo che è stato dipinto come una sorta di "On the Road" dei tempi moderni, oltre al danno è presente anche la beffa.

    ha scritto il 

  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/07/18/conoscerete-la-nostra-velocita-dave-eggers/

    “L’anno appena passato era stato il più strano della mia vita, il più brutale e bizzarro. Avevo perduto Jack e ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/07/18/conoscerete-la-nostra-velocita-dave-eggers/

    “L’anno appena passato era stato il più strano della mia vita, il più brutale e bizzarro. Avevo perduto Jack e mi era capitato tra le mani più denaro di quanto avessi mai visto in una volta. Mi capitava sempre più spesso di svenire e inciampare. Sentivo troppo e troppo intensamente. Ogni cosa mi si gettava davanti agli occhi. Passavo ore a galleggiare in questa o quella piscina, o seduto per interi pomeriggi in terrazza a osservare mediocri panorami. Mi sentivo invadere da una gioia subitanea, sin eccessiva, di fronte a una coppia felice. Vedevo o sentivo parlare di gente, di solito gente che conoscevo appena o che magari neppure mi piaceva più di tanto, mi dicevano che si erano messi insieme, si erano trovati dopo tante tribolazioni, e mi sentivo invadere da una sorta di incanto. Ero preso in contropiede dalle cose più familiari.”
    (Dave Eggers, “Conoscerete la nostra velocità”, ed. Piccola Biblioteca Oscar Mondadori)

    Se qualcuno mi avesse proposto di leggere un romanzo che narra le vicende di due amici che decidono di viaggiare per il mondo con lo scopo di spendere quanto più denaro possibile, credo che mi sarei rifiutato, perché poche cose possono essere più lontani dalla mia attuale condizione. Non viaggio granché, per motivi che qui non è il caso di analizzare, e soprattutto non ho somme di denaro da elargire in maniera più o meno casuale. Detto ciò, è evidente che per apprezzare un romanzo non serve condividere le esperienze dei protagonisti, né sentirle vicine a sé sotto tutti gli aspetti. C’erano altre due condizioni per rendermi inappetibile “Conoscerete la nostra velocità” di Dave Eggers. Il titolo “furbo”, anche se non “furbo” quanto “L’opera struggente di un formidabile genio” e il fatto che l’autore fosse (anzi, sia) un contemporaneo, un vivente (almeno nel momento in cui scrivo, sono ammessi inutili gesti scaramantici).
    Premesso ciò, se sono qui a scriverne, significa che il romanzo di Eggers mi è piaciuto, sebbene non abbia i requisiti per entrare nel mio personale Olimpo dei romanzi preferiti. A dirla tutta, forse (ma non ne sono sicuro, in questo entra sempre un effetto suggestivo dato dalla distanza temporale) apprezzai di più l’altro. Finora sembra che io voglia quasi stroncare Eggers, cosa che, invece, mi guardo bene dal fare, perché non ne vedo i motivi. La trama, di per sé, ripeto, non aveva nulla per cui potessi restare avvinto, ma è bene accennarne: Will, un giovane, si trova tra le mani una somma di denaro che ritiene di dover sperperare, per un motivo che qui non anticipo; propone a Hand, un suo amico, di fare un mini-giro del mondo in sette giorni. Lo scopo è all’apparenza semplice: viaggiare, viaggiare, viaggiare e spendere tutto il denaro. I due faranno tappa in diverse zone del mondo, ma si accorgeranno che il loro piano non è così semplice da attuare, e che lo stesso scopo provoca domande che non hanno risposte sicure, per esempio: a chi dare il denaro, con quali criteri scegliere?
    Nel ripetere che, messa così, questo romanzo non avrebbe potuto interessarmi, eccomi finalmente a elencare qualche motivo che me l’ha reso appetibile. Innanzitutto, la scrittura (la traduzione, è sempre bene tenere presente che leggo in lingua non originale) di Eggers, che già avevo conosciuto nell’altro romanzo e che si è confermata di livello. Non scopro certo chissà che, ma, così come mi è capitato con altri autori, si può scrivere bene e rendere attraente per il lettore, anche su qualcosa che il lettore sente come molto lontano da lui. Sotto questo profilo, il libro ha ritmo e, nonostante lo sfondo tragico che aleggia sui due protagonisti, è molto divertente.
    Lo “sfondo tragico” è Jack, un terzo amico, morto (non sto svelando nulla d’irreparabile, lo si scopre al primo rigo del romanzo); la sua assenza-presenza è ciò che fa fare al romanzo quel salto che me lo ha fatto apprezzare. Con l’utilizzo dei flashback e di un altro accorgimento “tecnico”, Eggers ci introduce nella testa di Will, il protagonista-narratore, negli improvvisi e devastanti ricordi che, nel bel mezzo del traffico o di qualsiasi altra attività, lo portano lontano, a una velocità che fa male. Will sente di avere, dentro di sé, un archivio di ricordi dai quali deve tenersi distante, perché il dolore che destano in lui è troppo forte; il principale è proprio il ricordo di Jack, l’amico morto. È qui che il romanzo acquista, almeno ai miei occhi. Le scorribande di Will e dell’entusiasta e più disinvolto Hand possono divertirmi, ma sono i pensieri che Will fa “tra sé e sé” a rendermelo gradito.
    Chiudo con la sensazione di aver scritto tutt’altro rispetto a quello che avevo progettato di scrivere (ma questo conta poco ai fini del romanzo). Peraltro, il motivo che mi ha fatto veramente apprezzare il libro non posso scriverlo qui, perché, di fatto, dovrei scrivere a mia volta un romanzo, e non è il momento, né forse lo sarà mai.
    “Non puoi tirare a indovinare sulla vita, sul dolore. Tutto il dolore è reale e personale. Ed è la cosa più intimamente nostra. Divora ognuno di noi in modo differente. Tu non puoi sapere...
    - E invece posso! Sì che posso!”

    ha scritto il 

  • 3

    Scusi, per andare dove dobbiamo andare dove dobbiamo andare?

    E in effetti questo libro, come i suoi protagonisti, non sa benissimo dove andare.
    Non solo perchè oscilla nella direzione che fa prendere ai suoi protagonisti, ma perchè non ha deciso fino in fondo c ...continua

    E in effetti questo libro, come i suoi protagonisti, non sa benissimo dove andare.
    Non solo perchè oscilla nella direzione che fa prendere ai suoi protagonisti, ma perchè non ha deciso fino in fondo cosa vuole essere:
    esistenzialismo adolescenziale?
    Kerouac alla griglia?
    chick-lit per maschi trentenni nerd?
    manuale di filosofia new-age applicata?
    Guida di viaggio à-la-page per paesi sfigati?

    E' successo (o non è successo, vedi poi) un dramma che strazia una coppia di amici e li spara in giro per il mondo, in attesa della fine di uno dei due annunciata, va detto, nelle prime righe del romanzo che l'autore vuole stampate in copertina (e dunque, no, questo non è uno spoiler).
    Momenti di vero dolore nel vedo-non vedo che il protagonista lascia intravedere sul suo squarciato passato (condito dalla solita famiglia di mer... USA).

    Ma, attenzione, in un'altra versione (SPOILER) del libro Hand ci rivela che tutto questo dramma è paranoia allo stato puro.

    Il che ancor più mi convince del fatto che l'autore è partito senza saper bene dove andare e ha solidamente mantenuto questa non direzione in attesa di un attimo di serendipity che non è mai arrivato.

    Salvano il libro squarci di bellezza. Che non basta.

    ha scritto il 

  • 4

    Citazione preferita:

    "...dobbiamo cercare di dare un taglio alle nostre speranze di continuità. Slancio. Dobbiamo vedere ogni situazione e istante come un'unità. Differente, indipendente. Un lavoro in ...continua

    Citazione preferita:

    "...dobbiamo cercare di dare un taglio alle nostre speranze di continuità. Slancio. Dobbiamo vedere ogni situazione e istante come un'unità. Differente, indipendente. Un lavoro in corso."

    ha scritto il 

  • 2

    Sulla strada... Sopravvalutata!

    Will e Hand si mettono in viaggio per elaborare il lutto dell'amico Jack; hanno con loro una grossa somma di denaro e se ne vogliono liberare, cercando di trovare persone meritevoli di ricevere soldi. ...continua

    Will e Hand si mettono in viaggio per elaborare il lutto dell'amico Jack; hanno con loro una grossa somma di denaro e se ne vogliono liberare, cercando di trovare persone meritevoli di ricevere soldi. Li seguiremo così fra Senegal, Marocco, Paesi Baltici... E le loro elucubrazioni.

    Dopo 160 pagine avevo abbandonato la lettura, innervosita dalla storia e dai protagonisti. Ogni pagina mi sapeva di Kerouac, del suo "on the road", che al confronto ho letto molto agilmente. Ho deciso di finirlo, non aspettandomi di rivalutarlo, ma semplicemente perchè in fin dei conti (ma con molto impegno) la lettura scorreva. In conclusione, il mio parere non è cambiato, ed è molto negativo: in sintesi, ho trovato questo libro senza alcun senso. Fuggire alla morte, al dolore, al senso di inquietudine e di incertezza, mettendosi a correre... Meglio le droghe di Kerouac.

    Sconsigliato.

    ha scritto il 

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