Conosci Parigi?

Tutto quello che devi assolutamente sapere

Di

Editore: Barbès

3.6
(48)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 220 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8862942826 | Isbn-13: 9788862942829 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: A. Conti

Genere: Non-narrativa , Da consultazione , Viaggi

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Descrizione del libro
Una delle più divertenti e anomale guide che siano mai state scritte. Tra il novembre 1936 e l’ottobre 1938 Raymond Queneau, l’autore di libri leggendari come I fiori blu o Esercizi di stile, tiene ogni giorno una rubrica sul quotidiano “L’Intransigeant” nella quale pone tre domande sulle cose più curiose della capitale francese. La Storia si mescola all’aneddoto, la pratica documentaria al perdersi nella città, il sorriso alla conoscenza. “Qual è la strada più corta di Parigi?”, “Quanti archi di trionfo ci sono a Parigi?”, “In quale casa di Parigi morì Molière il 17 febbraio 1673?”, “Che cos’era la Samaritaine che ha poi dato il nome ai celebri grandi magazzini?”, “Chi era il Père Lachaise che dette il nome al celebre cimitero?”, “Quale fu il primo ristorante di Parigi?”. Notizie curiose, vere e proprie scoperte, talvolta rivelazioni. Una guida indispensabile per chi ama questa straordinaria città che è anche la scoperta di un nuovo testo imperdibile per chi ama Queneau, uno dei più geniali scrittori del Novecento
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  • 4

    Scoprire Parigi nelle mani di Queneau

    "Conosci Parigi?" è di una guida anomala, originale e singolare (esattamente nello stile dell’autore), in cui Queneau raccoglie domande del tipo “Qual è la strada più corta?” oppure “Qual è il teatro ...continua

    "Conosci Parigi?" è di una guida anomala, originale e singolare (esattamente nello stile dell’autore), in cui Queneau raccoglie domande del tipo “Qual è la strada più corta?” oppure “Qual è il teatro parigino che fu costruito in 75 giorni?”. Notizie curiose, dunque, rivelazioni, “chicche” , che lo scrittore francese svelava ogni settimana in una rubrica tenuta sul quotidiano “L’intransigeant”.
    Interessante l'appendice all'edizione italiana con segnalazioni, suddivise per arrondissement, di locali, alloggi ed attrazioni da non perdere. Un'ottima alternativa per non recarsi nei ristoranti o negli alberghi pubblicizzati dalle guide turistiche

    ha scritto il 

  • 4

    Queneau e la sua antologia di curiosità su Parigi. Tre anni di una rubrichetta tenuta su un quotidiano negli anni '30.
    Quando nei quotidiani ci scrivevano i Giornalisti e gli Scrittori.
    La stampa è mo ...continua

    Queneau e la sua antologia di curiosità su Parigi. Tre anni di una rubrichetta tenuta su un quotidiano negli anni '30.
    Quando nei quotidiani ci scrivevano i Giornalisti e gli Scrittori.
    La stampa è morta.

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro raccoglie 456 delle domande, formulate da Queneau, che apparvero fra il 1936 e il 1938 sulle pagine del quodidiano l'Intransigent in una rubrica tenuta dallo scrittore.
    Bella l'idea della rub ...continua

    Il libro raccoglie 456 delle domande, formulate da Queneau, che apparvero fra il 1936 e il 1938 sulle pagine del quodidiano l'Intransigent in una rubrica tenuta dallo scrittore.
    Bella l'idea della rubrica, l'idea di intrattenere un rapporto con i lettori: tutti i giorni venivano poste 3 domande sugli aspetti più curiosi di Parigi e le risposte venivano pubblicate il giorno successivo.
    Pessima l'idea di ricavarne un libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Ha fatto molta sensazione la recente pubblicazione, per Barbès Editore, del libro di Raymond Queneau "Conosci Parigi?, un elenco (o, meglio, un trivial pursuit) di ciò che a suo avviso si deve assolu ...continua

    Ha fatto molta sensazione la recente pubblicazione, per Barbès Editore, del libro di Raymond Queneau "Conosci Parigi?, un elenco (o, meglio, un trivial pursuit) di ciò che a suo avviso si deve assolutamente sapere di Parigi.
    Un volume che ha suscitato grande amore e grande odio. In primo luogo per la sua struttura: 456 domande e risposte geografiche e storiche su Parigi. Per alcuni questa costruzione è agile e chiara, per altri è soltanto rigida. Cè stata poi la discussione sui contenuti: per qualcuno sono rivelate sciocchezze o fatti che tutti sanno, per altri cose fondamentali, curiose e illuminanti.
    Si trovano alcune cose buffe, come ad esempio quale strada di Parigi si è chiamata, "nel XVII secolo, cul-de-sac du Ha! Ha!", ovvero l'impase Guéménée, o qual è la strada di Parigi con il nome più lungo (è lo square des Ecrivains-combattants-morts-puor-la-France nel 16mo). Si scoprirà che il boulevard Marbeau nel 16mo è largo solo sei metri e termina in un vicolo cieco. I numeri pari cominciabo col 30 e finiscono al 38, i dispari sono rappresentati dalla cancellata che i separa dal boulevard de l'Amiral - Bruix. rue Saint-Antoine si ferma al numero 100 per diventare rue de Rivoli, ma sul lato dispari continua a mantenere il suo nome sino al numero 137, che si trova davanti al 12 di rue Rivoli. Sapevate che rue Bois-le-Vent signfica bosco a levante?E che Boccaccio è nato in rue des Lombards nel 1313? che per 71 anni Madame de Rovigny occupò il 71 di boulevard Poissonière, dal 1835 al 1906ù' che rue de l'Arbre Sec indica la forca?
    Molto interessante la postfazione di Emmanuel Souchier, che spiega come il libro sia nato da una domanda che Queneau pose su Intransigent dal 1936 al 1938, chiedendo ai lettori se conoscevano Parigi. L'opera è documentaristica e enciclopedica. Io, personalmente, ho amato l'appendice dell'edizione italiana, che descrive le aree più importanti, con dove mangiare, dove bere, dove dormire e cosa vedere; inoltre, procede segnalando alcuni punti descritti dall'autore: per esempio, la quai aux Fleurs (primo), la bourse, rue Viille du Temole, place Saint-Suplice, canal Saint-Martin e parc- Montsouris. Vi si indicano luoghi quali rue des rosiers, il ghetto ebraico di Parigi sin dal XII secolo (conserva un paio di scuole, una libreria antiquaria e qualche ristorante e pasticceria), la piazzetta place Furstenberg (metro Saint-Germain-des-Prés), faubourg Saint-Antoine e rue de Lappe (bastille), zeppe di passages inaspettati, le catacombe a Defert-Rochereau e il cimitero Montparnasse (Beauvoir, Sartere, fDuras, Beckett, Gainsbourg, Baudelaire). In fine, Bellevillle, in particolare nell'area di rue des Pyrénées e il cimitero du Père-Lachaise.
    Le critiche, come si diceva, sono ambivalenti. C'è chi ha sostenuto che il testo è "tutt'al più buono per risolvere cruciverba" e chi ha detto che il testo fa ricordare angoli "che accendono il cuore e i ricordi". Un libro consigliato a chi Parigi già la conosce, magari da donare, come farò io, al vostro caro amico che per Parigi ha lasciato l'Italia.

    ha scritto il 

  • 4

    io parigi non la so

    vacci, mi hanno detto: t'innamori.
    le donne francesi ti stanno bene, sono il tuo genere

    sarà. sì ma io non parlo il francese, no: scusa, pardòn.
    (e non convivo con un'austriaca, pe ...continua

    io parigi non la so

    vacci, mi hanno detto: t'innamori.
    le donne francesi ti stanno bene, sono il tuo genere

    sarà. sì ma io non parlo il francese, no: scusa, pardòn.
    (e non convivo con un'austriaca, per i più avvisati).

    bref (che è una delle poche cose che so in francese): le guide frammentarie sono le meglio cose.
    tanto le guide pedisseque finisce che te le leggi invece di andarci nei posti.

    questa suggerisce, incuriosisce. così a te resta solo di scendere nell'hotel ancora esistente dove beaumarchais scrisse le nozze di figaro.

    una guida rapida.
    la mia precedente guida di parigi era di lelouch, altrettanto rapida.
    e sentimentale nel modo che piace a me.

    era questa:
    http://youtu.be/-NJzrv4MaMo
    (c'etait un rendez-vous, 1976 - otto minuti e mezzo di passione)

    ha scritto il