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Consigli a un giovane scrittore

By Vincenzo Cerami

(656)

| Others | 9788806140427

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Book Description

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  • 1 person finds this helpful

    Il titolo non dà merito a questo manuale indirizzato a "giovani" -18-25 anni?- "scrittori" -ma anche per lettori e spettatori-; forse si intendeva chi approccia alla scrittura? Sarebbe limitativo.
    Sta di fatto che lo consiglio per tutte le età a pres ...(continue)

    Il titolo non dà merito a questo manuale indirizzato a "giovani" -18-25 anni?- "scrittori" -ma anche per lettori e spettatori-; forse si intendeva chi approccia alla scrittura? Sarebbe limitativo.
    Sta di fatto che lo consiglio per tutte le età a prescindere che si scriva o meno. Infatti, è una carrellata sulle diverse tecniche scrittorie nei diversi campi artistici dove la caratteristica espressiva di ciascuno condiziona, negli spazi e nei tempi, il modo di scrivere i testi.
    Così l'autore affronta le tecniche del romanzo, del racconto, dei testi teatrali, del cinema, della radio e della televisione, svelando le tecniche della fiction, della sceneggiatura, della drammaturgia e, per finire, della comicità alla quale dedica il capitolo finale.

    L'approccio, pur essendo manualistico, è narrato con esempi concreti frutto dell'esperienza dell'autore, con rimandi ad opere letterarie e visuali note, dalle quali si può partire per imparare a leggere con occhio più attento e, nel mio caso, con un tantino di competenza critica in più con indicatori oggettivi, oltre il semplice giudizio estetico generale.

    Riporto questa citazione sulla quale riflettere che mi sembra possa sintetizzare la finalità di chi scrive:

    Il vero si può riprodurre solo con il falso

    (Ma chi ancora non ha fatto da sè la stessa considerazione?)

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    melamela said on Jun 9, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Consigli a un giovane scrittore - di Guido Vassallo

    «La primissima idea di un lavoro creativo (di un romanzo, di un film, di una commedia, ecc.) è appena una luce che si accende, per un attimo, sull’opera d’incanto già compiuta. E’ una prefigurazione. Da quel momento lo sforzo dello scrittore sarà que ...(continue)

    «La primissima idea di un lavoro creativo (di un romanzo, di un film, di una commedia, ecc.) è appena una luce che si accende, per un attimo, sull’opera d’incanto già compiuta. E’ una prefigurazione. Da quel momento lo sforzo dello scrittore sarà quello di trovare tutti gli elementi in grado di ricreare quell’immagine perfetta, scolpita nella memoria ma troppo lontana per poterla ricostruire in ogni parte. Il suo sarà un lento avvicinarsi a quella intuizione mitica, assoluta, (forse anche sbagliata). In quella intuizione sta il novanta per cento di tutta l’attività creativa di un artista. Se si potessero sommare insieme i momenti di creazione pura che uno scrittore (grande quanto si voglia) sperimenta in tutta la sua esistenza, non si arriverebbe neanche a cinque minuti. Tutto il resto è machine, lavoro quotidiano, falegnameria, talvolta persino routine ».

    Al giovane (o meno giovane) aspirante scrittore così Vincenzo Cerami racconta la scintilla che mette in movimento l’attività creativa. Chiunque abbia in vita sua messo su carta, nero su bianco, un sogno, un fatto vero, un articolo sa che è proprio così: ci vuole l’ispirazione, si deve accendere una luce. Quella è come l’anima: non si vede, ma senza di essa il corpo non si regge in piedi.

    Al contempo, e questo è il messaggio di questo piccolo libretto, non basta avere una grande idea o il talento narrativo. Raccontare una storia richiede la conoscenza di un linguaggio tecnico e specialistico, che non è fatto solo di regole grammaticali. Occorre sapere come funzione la metafore e come e quando utilizzarla, sapere evocare e mozioni, saper disegnare un personaggio credibile e capace di fare innamorare il lettore-spettatore, costruire dialoghi tesi e interessanti, imparare a descrivere luoghi, ambienti e caratteri, ecc. Insomma, come ogni mestiere anche quello dello scrittore richiede di affinare gli strumenti.

    Utilizzando il linguaggio cinematografico che gli è molto congeniale, Cerami guida il giovane scrittore come in una carrellata che va da una visione d’insieme, un’inquadratura a campo lunghissimo, fino al particolare, mettendo a fuoco la singola scena e all’interno di essa la microdrammaturgia del dialogo. L’ultimo capitolo è monografico sulla comicità, argomento di cui Cerami ha pieno titolo di parlare: lo legittima la statuetta dell’Oscar conquistata nel 1997 per la straordinaria sceneggiatura di La vita è bella.

    E al termine di questo processo di apprendimento Cerami spiazza il suo giovane discepolo-lettore: quando uno conosce a fondo le regole, e si è esercitato per seguirle, allora è pronto. E’ pronto per infrangerle. Questa infatti è la sua speranza più segreta: «che un giovane, una volta letto il libro e imparato forse una serie di cose, dimentichi tutto e cominci a scrivere andando con disinvoltura per la tangente. Le regole, in arte, vengono in un secondo momento, si scoprono dopo averle applicate».

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    Cogitoetvolo said on Jun 3, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    "Il Novecento invece è fortemente segnato da romanzi scritti in prima persona. Questa modalità si adatta alla descrizione di personaggi che si sono smarriti. L'individuo, in crisi d'identità, descrive un universo visto in soggettiva"

    Non amo i libri ...(continue)

    "Il Novecento invece è fortemente segnato da romanzi scritti in prima persona. Questa modalità si adatta alla descrizione di personaggi che si sono smarriti. L'individuo, in crisi d'identità, descrive un universo visto in soggettiva"

    Non amo i libri di "consigli per la scrittura", anzi, ne diffido proprio, come in genere diffido di tutti i libri che si propongono di insegnarti a essere o a fare qualcosa. Al massimo accetto i manuali di cucina o di giardinaggio, massimo allarme però quando di parla di corsi di scrittura creativa o qualcosa del genere.

    Questo libro di Vincenzo Cerami però è diverso e nonostante il titolo non mi viene da catalogarlo tra le guide. Consigli non mancano, ma in realtà si tratta soprattutto di una porta aperta sul laboratorio della scrittura - qualsiasi scrittura, anche quella per la radio o per il cinema. Queste pagine sono un sentiero che senza presunzione o toni saccenti ci porta al cospetto delle scelte fondamentaliche spettano a chi intende scrivere.

    Riflessioni anche alte. Spunti che ti accendono qualcosa e ti accompagnano per un pezzo. Come queste righe sull'uso della prima persona. Non c'è da scomodare Sigmund Freud. Uso a volte diventa abuso, però una ragione c'è, ragione profonda che va ben oltre le mode e le banalità... da rifletterci sopra, davvero.

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    Paolo Ciampi said on Mar 16, 2012 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Mantiene le promesse

    Sono consigli, buoni consigli, adatti a chi si approccia per la prima volta, o anche la seconda, alla scrittura. Io vi ho trovato ottime indicazioni e credo che la varietà dei generi affrontata possa essere molto più utile di un manuale specifico per ...(continue)

    Sono consigli, buoni consigli, adatti a chi si approccia per la prima volta, o anche la seconda, alla scrittura. Io vi ho trovato ottime indicazioni e credo che la varietà dei generi affrontata possa essere molto più utile di un manuale specifico perché anche nelle indicazioni date a un genere che sembra a noi non congeniale si possono trovare suggerimenti utili. Gli esercizi finali ancora non li ho fatti ma provvederò!

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    Sara Piersantelli said on Mar 8, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il titolo è un inganno, perché parla di cinema, di teatro, di comicità...ma non è ilsolito libercolo che vi intima di non abusare di avverbi ed aggettivi, qui ci sono spunti più profondi...

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    Simone Bernieri said on Feb 24, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Scrivere nell'età della ragione: radiodrammi, cinema e teatro

    Quanti di noi avranno sentito parlare di questo libro?
    Quanti effettivamente lo hanno letto?

    Si tratta del classico libro dal titolo fuorviante, è il ‘giovane scrittore’ a confondere un po’ le acque, perché non è un’opera prettamente per scrittori ...(continue)

    Quanti di noi avranno sentito parlare di questo libro?
    Quanti effettivamente lo hanno letto?

    Si tratta del classico libro dal titolo fuorviante, è il ‘giovane scrittore’ a confondere un po’ le acque, perché non è un’opera prettamente per scrittori in senso stretto né per giovani (intesi come ragazzi).
    Non si tratta infatti di una sorta di epistola morale sulla scrittura ai giovani scritta da una vecchia volpe come Vincenzo Cerami, ma piuttosto di un insieme di appunti sparsi messi insieme sulle tecniche di scrittura per il radiodramma radiofonico, l’impostazione scenica dei film e dei dialoghi e il teatro. Libro non solo per giovani: non si tratta in senso stretto di un manuale di scrittura creativa con eserciziari su tecniche di scrittura, ma si tratta piuttosto di un libro dal tono colloquiale : ‘’Questo libro – racconta Cerami nell’introduzione – esce da una cartella di vecchi fogli, di appunti sparsi che ho raccolto in alcuni anni di chiacchiere nelle scuole e nelle università. Mette in bell’ordine delle certezze conquistate sul campo a forza di sbagliare.’’

    Uno ‘scriba’ Cerami, più che scrittore formatosi tra cinema e letteratura che ha avuto come insegnante di lettere Pier Paolo Pasolini di cui diventò assistente alla sceneggiatura in Teorema dopo essere stato assistente alla regia dei film di Totò.
    Tutto questo basta già a delineare un profilo diverso dal semplice manuale per romanzieri, che invece procede per zoom e temi specifici: ‘Ho pensato di dare a questo libro una sorta di movimento in avanti, come una carrellata cinematografica che vada dalla visione di insieme al particolare. Inizierò inquadrando da lontano le forme generali della narrazione, la trama e le modalità del racconto (letterario, cinematografico, radiofonico e teatrale). Poi, avvicinandomi, cercherò di mettere a fuoco la singola scena per vedere come è costituita. Infine stringerò l’obiettivo sulla microdrammaturgia del dialogo per scoprirne tutti i segreti o per lo meno i più importanti. In chiusura qualche cenno sul genere comico (…)

    E’ lo stesso Cerami a dare un bell’ordine al suo operato: minuziose descrizioni e riflessioni tecniche quanto spiegazioni sul selciato che sta tracciando.
    E’ curioso che questo libro sia stato pubblicato prima per Einaudi Tascabili – Stile Libero e poi per Oscar Mondadori, collane di solito adatte al romanzo. Pur essendo un ‘saggio da officina’, Consigli A Un Giovane Scrittore riesce bene a sorreggere questo formato con una scrittura scorrevole ma che riesce a tracciare anche esempi analitici come il riportare frammenti di sceneggiature, radiodrammi e dialoghi.
    Un libro che è una palestra come poche scritte da uno ‘scriba’ italiano di levatura e di vecchia scuola che tra i romanzi di Tolstoj a Eduardo De Filippo tesse i fili di un’analisi della scrittura per molti ma non per tutti. Voglio dire, visto il titolo, i più intrigati da questa lettura saranno gli adoscenti alle prese con la loro precoce predisposizione alla scrittura, magari al loro primo romanzo, ebbene non è questo il target, lo consiglio soprattutto a chi fa della propria scrittura artistica il proprio lavoro a contatto con i media…libro per giovani ma non solo, anzi no, non è un libro per ‘giovani scrittori’, non è la scrittura spiegata ai ragazzi, è l’infarinatura generale per la scrittura in età della ragione.

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    Chiara Marra said on Feb 6, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (656)
    • 5 stars
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    • 1 star
  • Others 174 Pages
  • ISBN-10: 8806140426
  • ISBN-13: 9788806140427
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 1996-01-01
  • Also available as: Mass Market Paperback , Paperback
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