Conta le stelle, se puoi

Di

Editore: Einaudi (I coralli)

3.9
(265)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 263 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806194518 | Isbn-13: 9788806194512 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace Conta le stelle, se puoi?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Moise Levi ha solo ventitré anni la mattina di fine estate in cui lascia Fossano portandosi dietro un carretto di stracci. Vuole andare a Torino a far fortuna, e non può immaginare che quello sia solo l'inizio di una lunga storia. Perché Moise possiede un fiuto eccezionale per gli affari e per i sentimenti: darà il via a una florida ditta di commerci nel ramo tessile, e avrà due mogli, sei figli e un'infinità di nipoti sparpagliati ai quattro angoli del mondo. Dopo la grande guerra mondiale e quel "brutto spettacolo" della marcia su Roma, finalmente la vita di tutti ha ripreso il suo corso. Meno male che nel 1924 a quel "brutto muso di Mussolini" gli è preso un colpo secco, altrimenti la storia di nonno Moise e della sua discendenza sarebbe stata molto diversa. Invece la famiglia Levi - con i suoi amori e i suoi affanni, i suoi commerci e le sue tribolazioni, le grandi cene di Pasqua e i lunghi silenzi delle stanze chiuse - diventa sempre più numerosa nella casa di via Maria Vittoria, costruita proprio lì dove una volta c'era il ghetto e adesso non c'è più. Elena Loewenthal non ha riscritto la Storia all'incontrano: ha provato piuttosto a mettere la vita al centro, dove la morte ha cancellato tutto. Ha lasciato scorrere la quotidianità dell'esistenza, con la sua allegria e la sua insensatezza, per vedere come le gioie e le fatiche di ogni giorno possano fondersi "in una cosa sola che non è troppo distante dalla felicità".
Ordina per
  • 4

    Divertente saga familiare, piena di personaggi ai quali ci si affeziona subito.
    Bella l'idea di cambiare la storia per scrivere di come sarebbe potuta andare se....

    ha scritto il 

  • 2

    Ben scritto, le prime pagine mi sono piacute. Poi però non sono riuscito ad appassionarmi ai tanti, troppi personaggi di questa saga familiare permeata di ebraismo, in cui volutamente si mescolano rea ...continua

    Ben scritto, le prime pagine mi sono piacute. Poi però non sono riuscito ad appassionarmi ai tanti, troppi personaggi di questa saga familiare permeata di ebraismo, in cui volutamente si mescolano realtà e fantasia (la qual cosa non mi garba affatto). Ritengo che le frasi in dialetto piemontese siano state usate in eccesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima di capire, c’è stato un attimo in cui mi sono detta “Minchia! Devo rimettermi a studiare storia!”. Poi ho letto la quarta di copertina e mi sono detta “Minchia! Devo rimettermi a studiare a sto ...continua

    Prima di capire, c’è stato un attimo in cui mi sono detta “Minchia! Devo rimettermi a studiare storia!”. Poi ho letto la quarta di copertina e mi sono detta “Minchia! Devo rimettermi a studiare a storia!”. Insomma, capire, ho capito eh… ma in ogni caso devo rimettermi a eccetera.

    ha scritto il 

  • 4

    El piasì di parlé e scrive en piemunteis !!!

    Bella come idea di fondo, ma non fa per me!!
    Non ci riesco, non posso farcela. Così come l'autrice dice di non riuscire a trovare le parole per raccontare la Shoah , io non riesco a cancellarla, a far ...continua

    Bella come idea di fondo, ma non fa per me!!
    Non ci riesco, non posso farcela. Così come l'autrice dice di non riuscire a trovare le parole per raccontare la Shoah , io non riesco a cancellarla, a far finta che non sia mai esistita. Anche se solo per un breve momento. Lo so, è un divertissement e serve a raccontare una bella, bellissima storia famigliare, quella di nonno Miose e di tutta la sua sterminata progenie, ma sono troppo legata alla realtà, non riesco a non pensarci, ad ogni pagina ho sorriso, ad ogni pagina ho pensato :" Sì, bello ! Se solo fosse vero... se solo fosse stato proprio così!".
    Non riesco ad andare avanti per molto tempo con i "se" ... Quindi, attribuisco quattro stelle solo perché mi sono divertita un sacco a leggere (dopo un sacco di tempo che non mi capitava!) le frasi in piemontese...

    ha scritto il 

  • 5

    Non trovo niente di meglio che condividere stralci di un'intervista rilasciata da Elena Lowenthal:“Io che di solito ho un grande amore per le parole, quando si tratta della Shoah ho un'afasia. Non rie ...continua

    Non trovo niente di meglio che condividere stralci di un'intervista rilasciata da Elena Lowenthal:“Io che di solito ho un grande amore per le parole, quando si tratta della Shoah ho un'afasia. Non riesco a pensarla, dirla, raccontarla…L'unico modo per sopravvivere, per i sopravvissuti, è stato rinnegare la Shoah. La Shoah non appartiene alla storia ebraica, è anzi qualcosa che le è totalmente estraneo: estraneo perché è il tentativo quasi riuscito di eliminare la stessa storia ebraica…La Shoah è storia degli altri. Gli ebrei ci hanno messo solo il silenzio dei morti. Quando mi dicono Ah, ma voi ebrei insistete troppo sulla memoria della Shoah, io difendo la mia estraneità. A me questa memoria non ha nulla da insegnare: la memoria - se insegna qualcosa - lo insegna al resto del mondo. Con la Shoah ci devono fare i conti i carnefici, non le vittime. Le vittime non hanno conti da fare, se non quello dei propri morti. Per questo non vado più a parlare nelle scuole. E anche perché non vedo la ragione di andare a sbandierare in giro il mio star male: io soffro, il Giorno della Memoria, una sofferenza soprattutto di frustrazione perché mi rendo conto della mia incapacità di soffrire con i sopravvissuti, la mia impossibilità a capire ciò che i miei genitori e i miei nonni hanno provato... il fatto di ricordare di per sé non insegna nulla.
    Primo Levi diceva che il fatto che la Shoah sia accaduta rende più probabile che si ripeta ancora. Quel che cambia le cose è la partecipazione emotiva, l'inerme consapevolezza che tu non potrai mai provare il dolore dei sopravvissuti, che c'è una distanza abissale che ti separa da loro. La consapevolezza dell'incapacità di entrare in quel dolore è il solo fatto positivo... Il lettore non avrà difficoltà a convincersi che questa storia non è una storia vera. Quella vera, das,was war (ciò che era stato), come la chiama Paul Celan, è svanita dentro le ciminiere dei forni crematori, nelle camere a gas, nelle fosse comuni. Allora, ho voluto provare a non arrendermi alla verità della Storia. A immaginarne una, inventata ma verosimile, come se non fosse successo quello che è successo. E costruirla insieme a chi non c’è più. L’ho scritta per non arrendermi al silenzio di quei morti. Per provare, una volta tanto, a pensare la Storia non senza di loro, ma insieme a loro…ho cercato di lasciare tutto o quasi com’era e come è stato, ma senza la Shoah. Perché la Shoah non sta dentro, sta fuori dalla nostra storia. E’ silenzio di morte, invece che vita e parole…Dedico questa storia a tutti coloro che hanno vissuto quell’altra, purtroppo vera. A chi non è mai più tornato. A chi l’ha attraversata, per raccontarla. O per tacerla, proprio come faceva mia nonna."

    ha scritto il 

  • 2

    viene raccontata la storia di una famiglia ebrea di Torino. il capostipite partì dal piccolo paese di Fossano con un carretto di stracci e diventò un ricco commerciante di stoffe con una numerosa ...continua

    viene raccontata la storia di una famiglia ebrea di Torino. il capostipite partì dal piccolo paese di Fossano con un carretto di stracci e diventò un ricco commerciante di stoffe con una numerosa prole che si sparpagliò ai 4 angoli del mondo.attraverso questa storia veritiera , viene raccontato le trasformazioni politiche dell'Italia e del popolo ebreo dai primi anni del 900 fino ai giorni nostri

    ha scritto il 

  • 5

    uno dei libri più belli che abbia letto, un libro di speranza, un libro dolce, un bicchiere di acqua fresca!
    Ci si affezione al piccolo Moise dalla prima pagina, da quando col suo carretto di stacci p ...continua

    uno dei libri più belli che abbia letto, un libro di speranza, un libro dolce, un bicchiere di acqua fresca!
    Ci si affezione al piccolo Moise dalla prima pagina, da quando col suo carretto di stacci parte alla volta di Torino a cercar fortuna... ed è qui che ha inizio la saga famigliare di nonno Moise, ambientata negli anni di Mussolini che volutamente vengono messi da parte per permettere a questa famiglia ebrea di vivere una vita normale come sarebbe potuta essere quella di tante famiglie senza il regime.
    Una storia che parte da nonno Moise e che arriva fino ai nostri giorni e che contemporaneamente ci fa vivere le trasformazioni della famiglia Moise ma anche quella di una Torino che cambia e si ingrandisce.

    ha scritto il 

  • 4

    La stirpe di Moisin

    E se a Mussolini, una mattina del 1924, subito dopo essere sceso dal letto, fosse preso un colpo e fosse morto? E se la Repubblica Italiana fosse nata nel 1938, subito dopo l'abdicazione e la fuga in ...continua

    E se a Mussolini, una mattina del 1924, subito dopo essere sceso dal letto, fosse preso un colpo e fosse morto? E se la Repubblica Italiana fosse nata nel 1938, subito dopo l'abdicazione e la fuga in Egitto di re Vittorio Emanuele III? E se non ci fosse stato il nazismo né la Shoah? Non è il gioco dei se, è letteratura. Si tratta quindi di allettanti possibilità e, si sa, l'ambito del possibile è ben più ampio e seducente di quello dell'improbabile. Il fatto che tali eventi non siano realmente accaduti non toglie nulla alla loro rilevanza eventuale e al loro fascino. Ed Elena Loewenthal ha saputo trattare intelligentemente il potere dei "se" inventando una storia un po' diversa dalla Storia, allontanandosi quel poco che basta per rendere il suo romanzo verosimile e, a modo suo, illuminante. In fondo, dire più o meno il vero è l'autentico segreto di chi scrive...

    Continua qui: http://www.lankelot.eu/letteratura/loewenthal-elena-conta-le-stelle-se-puoi.html-0

    ha scritto il 

Ordina per