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Contro i notai. Tutti i misteriosi privilegi della casta più inviolabile e ricca d'Italia

Di

2.3
(7)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Altri

Isbn-10: 8862201389 | Isbn-13: 9788862201384 | Data di pubblicazione: 

Genere: Business & Economics , Non-fiction , Political

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Descrizione del libro
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  • 3

    E' un libro che può essere interessante, paradossalmente, per chi è fuori da questo ambiente, per chi veramente non sa di cosa si occupi un notaio e lo odi solo perchè sfondato di soldi, per chi vede proprio figlio - figlia invecchiare quotidianamente sui libri senza capire bene perchè sia sempre ...continua

    E' un libro che può essere interessante, paradossalmente, per chi è fuori da questo ambiente, per chi veramente non sa di cosa si occupi un notaio e lo odi solo perchè sfondato di soldi, per chi vede proprio figlio - figlia invecchiare quotidianamente sui libri senza capire bene perchè sia sempre allo stesso punto, per chi sa che intanto è tutto un magna magna ma non saprebbe quantificare il danno. Per gli altri sono sono chiacchere a vuoto o numeri sparati a casaccio.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Il notaio è immarcescibile

    Nel paese del "Gattopardo" se c'è una professione che non è mai cambiata e mai cambierà,almeno se penso a quanto letto in questo libro, è proprio quella di notaio. Una vera e propria casta che fondata con decreto regio il 16 febbraio 1913 non è più stata riformata, una categoria Regia sopravvive ...continua

    Nel paese del "Gattopardo" se c'è una professione che non è mai cambiata e mai cambierà,almeno se penso a quanto letto in questo libro, è proprio quella di notaio. Una vera e propria casta che fondata con decreto regio il 16 febbraio 1913 non è più stata riformata, una categoria Regia sopravvive nella Repubblica! I notai hanno visto passare governi, guerre e cataclismi e sono sempre rimasti fermi lì, aggrappati alla loro scrivania in noce massello doppio fronte stile '800, non temendo alcuna riforma. Quando un ministro della Repubblica paventa la possibilità di riformare questa professione, la categoria si muove nelle stanze dei bottoni con determinazione e discrezione sicura di ottenere il risultato migliore,come il principe Fabrizio Salina diceva al giovane Chevalley nel famoso romanzo, "se vogliamo che tutto rimanga com'è,tutto deve cambiare"ed in effetti le riforme del notariato hanno questo effetto,nessun cambiamento.Quando qualche parlamentare impertinente ha il ghiribizzo di snellire procedure, far risparmiare tempo e denaro ai contribuenti, il grido di dolore si leva alto e immadiato come quando il legislatore tolse l'esclusiva del passaggio di proprietà di moto e autoveicoli ai notai per affidarlo anche alle agenzie automobilistiche. Sono 4700 gli iscritti dice il sito del Notariato, divisi per distretti,liberi professionisti ma nello stesso tempo pubblici ufficiali, dichiarano un guadagno medio di 327mila euro all'anno con punte che sfiorano il milione di euro, per questo la Cassa del Notariato prevede un aiutino,un minimo garantito per quei colleghi"sfortunati" ai quali è toccato un distretto "economicamente disagiato", la pensione minima garantita è 90mila euro all'anno per tutti indipendentemente dai contributi versati, il 20 % è figlio, nipote o parente di un notaio. Onestà e imparzialità sono il fiore all'occhiello di questa figura professionale e nella maggior parte dei casi risponde al vero questo slogan, ma l'inchiesta coraggiosa di Tecce e Morello ,pone l'indice anche sulle pecore nere, il reato più diffuso in questa casta è il peculato, scandali e tuffe li hanno interessati in passato e anche nel presente ,vedi il caso Ciancico,notaio catanese al centro di un grosso scandalo,come pure la truffa emersa negli ultimi concorsi, sì perchè un altro argomento molto serio e ben analizzato in questo saggio è l'accesso a questa professione, molto complicato, fin troppo viene da dire.Infine mi piace citare un'intervista di Milena Gabanelli ,condutrice di Report,ricordata nel testo, fatta ad un apprezzato notaio che della sua professione disse cantando:
    "Ho scelto di fare il notaio per lavorare quando mi va,se mi va,ma avere sempre tanti soldi". "Beati loro", a noi miseri mortali la voglia di cantare è passata da un bel po.
    di Luigi De Rosa

    ha scritto il 

  • 4

    Dialogo tra un Amico e un professore.

    "In effetti questo libro è un'eresia, a giurisprudenza";
    "Eh, un po' sì".

    L'Amico aveva un malcelato sorriso di soddisfazione dipinto in faccia. E' bizzarro come basti nominare il Fatto Quotidiano per sconvolgere un uomo.

    ha scritto il 

  • 1

    Argomento molto interessante che concede spunti ma trattato con una leggera vena di qualunquismo, al limite del chiacchiericcio da bar...
    Alcune tematiche meritavano un po' piú spazio, per una spiegazione migliore e piú approfondita... È doveroso, e coerente con la tesi trovare una soluzion ...continua

    Argomento molto interessante che concede spunti ma trattato con una leggera vena di qualunquismo, al limite del chiacchiericcio da bar...
    Alcune tematiche meritavano un po' piú spazio, per una spiegazione migliore e piú approfondita... È doveroso, e coerente con la tesi trovare una soluzione all'imbuto giuridico/procedurale che provoca il ricorso alla categoria.

    ha scritto il