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Controcorrente

Di

Editore: Frassinelli

3.7
(1587)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 282 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8876843469 | Isbn-13: 9788876843464 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: F. Ascari

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Cofanetto , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Descrizione del libro
"Era il libro più strano che avesse mai letto": così Oscar Wilde descrive lereazioni di Dorian Gray alla lettura di "Controcorrente". Questo "librovelenoso", sfolgorante di "metafore mostruose come orchidee", è la Bibbiaineguagliata del decadentismo europeo. In confronto alla preziosa scrittura diHuysmans e alle raffinatezze del suo protagonista Des Esseintes, prototipo emodello di tutti gli esteti e i dandy di fine secolo, D'Annunzio appare unpiccolo provinciale invidioso. Ma l'avventura mentale di Des Esseintes,impegnato a sconfiggere la Natura attravero l'Artificio e quindi a sostituirela volgarità del reale con una vasta gamma di realtà virtuali, ha di chesbalordire anche i lettori d'oggi.
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    mumble mumble... il mio civismo... lascio attaccato emule anche se non ho voglia di scaricare un cazzo... così gli altri possono scaricare da me... un gesto nobile. oltre alla musica adesso metto in l ...continua

    mumble mumble... il mio civismo... lascio attaccato emule anche se non ho voglia di scaricare un cazzo... così gli altri possono scaricare da me... un gesto nobile. oltre alla musica adesso metto in loop anche i vecchi video, tipo quello della sony, con tutte le palline colorate che rimbalzano... quando l'ho visto per la prima volta ho sentito una specie di contentezza...
    qualcosa di strano avviene... non sono poi immutabile... alcun metallo resiste al combinato di tempo e pressione... io credo di stare diventando molto buono.
    fortuna che domani la vista degli umani mi farà tornare la rabbia e così potrò campare un'altra settimana senza che mi commuovano i fanali, le disgrazie lontane e collettive, gli accordi di settima, i cani...
    nella notte, chissà perchè, mi sono sognato che dirigevo un call center... era un sogno molto americano, con le persone che mi si rivolgevano fiduciose... c'erano moltissime cose non dette, che però io capivo lo stesso... lo capivo da come muovevano le sopracciglia... e fuori dal balcone stava un tizio ad annaffiare le piante col tubo di plastica verde...
    pure la colonna sonora del sogno era americana, un folk accattivante, malinconico, con l'occazionale impennata... la mia vista scorreva sulla fila dei visi incuffiati, nella luce verde chiaro... ognuno pareva dare il meglio... la mia vista non era umana ma scorreva dritta, come una cinepresa sul carrello... dalle facce emanava l'etica stessa, facile etica. la doppia etica del di... interferenza... bada al tuo posto altrimenti finirai a fare il bidello, in molise... bada...
    mormoravano tutti quanti i ragazzi con le cuffie, saliva un grande mormorio di partecipazione... poi la vista cambiava direzione e si muoveva come attraverso gli oggetti, le pareti dei cubicoli e dei muri... fino a me. al centro. della stanza stavo io e un server nero, grosso come un armadio, con una sola lucina rossa. pure il server faceva le fusa... pareva una vecchia stufa... io sogno raramente cose piacevoli... ma perchè un call center...
    in quei momenti ero persino in grado di simpatizzare cogli informatici, con quelli che sognano il mondo della grande comunicazione... ma questo solo perchè nel call center la natura umana era azzerata, purificata... nessuno lì dentro pareva pensare troppo, nessuno rideva forte... eppure non erano macchine, più simili a cani... tanti disinteressati cani prodigio, fatui e chiacchierini... non uomini... si, la rivoluzione informatica sarebbe splendida se stesse in mano ai cani... devo proporlo a qualcuno, dare i computer ai cani...
    anche io, per esempio, se avessi un cane... ma io ce l'ho...
    ehi fuffy... fuuuuffy... perchè questo cane di merda non obbedisce, eh? fufiiiii...
    vieni qua! ah, fai lo sforesto... guarda che ti do fuoco, mica mi appauro...
    tu non sai con chi stai parlando, fuffio. tu... TU HAI PRESO DI PETTO L'UOMO SBAGLIATO!
    huhuuuuu... fuuuuuuffy... MWAHAHAHHA! altro che ciappi! ciappi il cazzo! ho qui una cateeeena... vieni vieni vieniiii...

    ha scritto il 

  • 4

    "Eppure, si diceva, quanta gente c'è che vive in solitudine, appartata dal mondo, senza scambiarsi parola con anima viva, come sarebbero i reclusi ed i trappisti. Nè risulta che questi disgraziati e q ...continua

    "Eppure, si diceva, quanta gente c'è che vive in solitudine, appartata dal mondo, senza scambiarsi parola con anima viva, come sarebbero i reclusi ed i trappisti. Nè risulta che questi disgraziati e questi saggi finiscano per ciò pazzi o tisici!.(...)
    "La Bottega aveva invaso i chiostri, dove sui leggi libri mastri di commercio usurpavano il posto degli antifonari. (...)
    (...) era l'inguaribile incommensurabile pacchianeria del finanziere e del nuovo arrivato che splendeva, abbietto sole, sulla città idolatrata che vomitava, ventre a terra, laidi cantici davanti all'empio tabernacolo delle Banche."
    Se tutto questo non fosse stato scritto prima dell'ultimo ventennio del secolo scorso, si potrebbe benissimo pensare che è opera apocalittica di questi giorni. La preveggenza contenuta in queste pagine è sbalorditiva. Viene narrato il rifiuto di un combattente del sublime e dell'unico ma che è però anche il riconoscimento della sua sconfitta rispetto alle forze immani e contrastanti della cultura mercantile della nuova borghesia che hanno provocato oramai danni irreversibili anche nel gusto.

    ha scritto il 

  • 4

    Joris-Karl Huysmans,scrittore naturalista discepolo di Zola con questo libro se ne allontana avvicinandosi al decadentismo descrivendo il suo personaggio nel quale prevale l'avversione per la normalit ...continua

    Joris-Karl Huysmans,scrittore naturalista discepolo di Zola con questo libro se ne allontana avvicinandosi al decadentismo descrivendo il suo personaggio nel quale prevale l'avversione per la normalità,per il progresso,per la promiscuità. Proviene da una famiglia facoltosa Des Esseintes, è un edonista, un nevrotico, esalta il gusto per le cose inanimate e la sensibilità dei suoi sensi, ritenendo inutile muoversi viaggia con l'immaginazione, si abbandona alla meditazione attraverso la lettura, la musica e la pittura,ama Baudelaire, si circonda di quadri tetri, tristi e le sue piante sono simili a creature mostruose. Vive di eccessi e le sue crisi sono frequenti, viene assalito spesso da visioni e si allontana persino dalla luce naturale vivendo di notte con quella artificiale. Si è completamente isolato Des Esseintes nel tentativo di sfuggire al mondo, ma l'esperimento lo porta solo ad aggravare il suo stato di salute fisica e mentale. E' un libro non facile, ma il linguaggio dell'autore aiuta con dovizia di particolari, con descrizioni minuziose e parecchie citazioni così da rendere oltre che interessante anche piacevole la lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    La bocca di una pistola o i piedi della croce

    Considerato una scoperta letteraria di grande valore, “Controcorrente” è un libro insolito che rompe gli argini e pervade di erudizione ogni pagina, celebrando l’estetismo ai massimi livelli. Un capo ...continua

    Considerato una scoperta letteraria di grande valore, “Controcorrente” è un libro insolito che rompe gli argini e pervade di erudizione ogni pagina, celebrando l’estetismo ai massimi livelli. Un capolavoro che meglio di qualunque altro ha saputo rappresentare l’epoca della letteratura decadentista. L’eleganza della prosa, animata da una prodigiosa bravura nello stile, e coinvolgente con la sua bellezza, racconta lo scorcio di vita e le abitudini di un intellettuale eccentrico: Jean Des Esseintes. Un giovane che odia la noia della vita contemporanea e sceglie di condurre un’esistenza controcorrente. Dorme di giorno e vive di notte lontano da tutti, sotto il bagliore di luci dalle tinte scelte accuratamente con un preciso gioco di combinazioni. Un personaggio che ama solo le cose dall’aria artefatta e truccata, un esteta che giunge alla nevrosi grazie alle sue perfezionistiche manie in fatto di architettura e mobilio, oggetti preziosi e quadri. Un uomo che corrompe la natura autentica delle cose con l’artificio della mano umana, trascurando di esaltare l’innata originalità di ciò che lo circonda. Non c’è nessuna cosa che il genio dell’uomo non possa creare, per Des Esseintes. Non c’è fiore che non possa essere uguagliato da taffetà o da carte delicatamente dipinte; non esiste chiaro di luna che fasci di luce elettrica non sappiano ricreare, né roccia che la cartapesta non ripeta alla perfezione. Ma oltre all’aspetto tangibile del mondo materiale, Des Esseintes prova anche attrazione per la femme-fatale e quasi adora, come scolpite in un’effige, la figura di Salomé ed Erodiade, donne note alla storia per la loro crudeltà. Da questi personaggi ne seguono altri, nascono e si moltiplicano passaggi di grande scrittura. Raccontano di arte pittorica e scultura, celebrano artisti come Gustave Moreau e Odilon Redon, passando dai classici della letteratura latina, con un’attenta riflessione al Satyricon di Petronio, alla poetica di Baudelaire tanto amata dal protagonista. Un’opera raffinata e affascinante dalla forte impronta autobiografica dopo la quale, al suo autore, non restò che scegliere tra la bocca di una pistola o i piedi della croce, come egli stesso aveva confessato.

    ha scritto il 

  • 4

    Ne "Il ritratto di Dorian Gray" Lord Henry dona al giovane protagonista un libro che si rivelerà fondamentale nella sua peccaminosa formazione, "A rebours", "Controcorrente". Perché iniziare la recens ...continua

    Ne "Il ritratto di Dorian Gray" Lord Henry dona al giovane protagonista un libro che si rivelerà fondamentale nella sua peccaminosa formazione, "A rebours", "Controcorrente". Perché iniziare la recensione di un romanzo parlando di un altro? Perché come ha insegnato la narcisistica ricerca del diabolico a Dorian, così nella realtà "Controcorrente" ha istruito una serie di cantori del Bello come evasione dalla decadenza, da D'Annunzio allo stesso Wilde.

    Jean Floresas des Eissentes è l'ultimo membro superstite di una famiglia aristocratica. Minacciato dalla volgarità dilagante di una società borghese in ascesa, si ritira in un dorato esilio di esteriori raffinatezze come ultimo custode di un sentire e di un gusto superiore in estinzione.

    Visioni, profumi, suoni, musiche, letture, tutto è finemente descritto come dal pensiero del protagonista, incosciente della fragilità del suo sogno, minacciato e infine sconfitto dall'accidiosa immobilità più che dal suo bramato esteta peccato.

    ha scritto il 

  • 5

    A distanza di 25 anni dalla prima volta che l'avevo letto, e da tempo mi era venuta voglia di rileggerlo, ecco che l'ho fatto.
    Il romanzo resta sempre bello. La vera pecca è la traduzione! Sarà pure d ...continua

    A distanza di 25 anni dalla prima volta che l'avevo letto, e da tempo mi era venuta voglia di rileggerlo, ecco che l'ho fatto.
    Il romanzo resta sempre bello. La vera pecca è la traduzione! Sarà pure di Camillo Sbarbaro, sarà pure per le edizioni All'insegna del Pesce d'Oro di Scheiwiller e pubblicato da Garzanti... ma la traduzione fa veramente schifo! Prima di tutto perché è insopportabile l'uso, spero ormai abbandonato, di cercare di riprodurre l'italiano dei tempi dell'opera che si sta traducendo, italiano che già faceva schifo di suo, ma cercare riprodurlo a distanza di quasi un secolo... per piacere! Ricercatezze linguistiche penose e che contrastano anche con lo stesso spirito dell'opera!
    Detto ciò... si conferma un gran bel libro. Una guida allo spirito del Decadentismo nelle sue forme estetiche, letterarie, musicali, pittoriche, di arredamento e su tutto ciò che è il "Bello".
    Niente a che fare con quella noia che è "Il piacere" di D'Annunzio al quale viene sempre affiancato nelle scuole!
    È sempre un piacere leggerlo e stimola la voglia di andarsi a riammirare le opere pittoriche di cui si parla o rileggere gli autori e i poeti apprezzati del protagonista.

    ha scritto il 

  • 5

    Non mi stupisce il non aver lasciato una recensione dopo la prima lettura: terminato in montagna, probabilmente tempo di attraversare mezza penisola che già lo avevo dimenticato. Perché è un testo che ...continua

    Non mi stupisce il non aver lasciato una recensione dopo la prima lettura: terminato in montagna, probabilmente tempo di attraversare mezza penisola che già lo avevo dimenticato. Perché è un testo che non resta impresso, scorre via: più parole che immagini ma, purtroppo, spesso più sensazioni, campi semantici, che immagini. Sensazioni, strazio, dolore, nausea, noia, malattia, degenerazione, lento movimento di consunzione dall'interno.
    Ti cresce come un essere dentro, ti mangia, si estende, ramifica come un rhizomorphus e ti chiude dentro di te. Come dentro des Esseintes, accecato dal suo stesso scavare, non trova confini, non capisce dove finisce la vita e dove inizia la morte. Un pensiero deus ex machina giunge dall'esterno, per lui, per noi, si fa una crepa e la luce rientra. La polvere si posa, la rabbia non sa più davvero giustificarsi. Un'incompletezza, un'imperfezione, in questo testo, che lo rende un capolavoro, perché crepato, perché pieno di spazi in cui infilarsi, in cui estendersi, in cui riscriverlo e ricrearlo.
    Pathei mathos.

    ha scritto il 

  • 4

    Studia molto, esce poco, mangia come un pulcino, ha il pollice verde (verde palude, però) e saranno passati secoli dall’ultima volta che è stato con una donna, o anche soltanto con un altro essere umano: che depravato!

    Qualche intemperanza in gioventù c’è stata però – al di là di una prostituta pagata a un ragazzetto che neppure si sa se ci sia mai tornato e di qualche corteggiamento a donne una più mascolina dell’a ...continua

    Qualche intemperanza in gioventù c’è stata però – al di là di una prostituta pagata a un ragazzetto che neppure si sa se ci sia mai tornato e di qualche corteggiamento a donne una più mascolina dell’altra per poi appagarsi con un maschio una volta per tutte – la vicenda umana di Des Esseintes non si discosta molto, prima della volontaria clausura, da quella di un italiano medio: e nemmeno da quella di uno mediamente più benestante della norma. Ho diversi amici, e disoccupati, che ne hanno fatte molte di più di Des Esseintes, spendendo infinitamente meno e facendosene un dramma esistenziale manco per niente: sarà che i miei amici in un convitto religioso con senso-di-colpa a lunghissima scadenza non ci sono mai stati.

    La decadenza di Des Esseintes non è la conseguenza di una condotta di vita: è il risultato desiderato e ottenuto dopo aver finto per tanto tempo (ma nemmeno tanto, Des Essintes si dà una calmata intorno ai trenta anni; di solito un uomo, se ne ha i mezzi, non ci pensa a darsela prima del doppio degli anni e dell’avvento dell’unica decadenza propriamente detta: quella fisica)di desiderare tutt'altro.

    Il protagonista del romanzo di Huysmans ne combina quante più ne può e il più alla svelta possibile in compagnia – comprata - degli altri per potersi finalmente dedicare alle sue vere perversioni: arredare casa col suo gusto kitsch, spolverare i libri, allineare i quadretti, preparare i profumi, collezionare minerali e darsi al giardinaggio, bearsi del lusso di annoiarsi fino allo stare male dalla noia.

    Des Esseintes è così controcorrente che se potessi i miei nipoti li manderei da lui a fare doposcuola: la mia unica preoccupazione successiva sarebbe per lo stato dei nervi di Des Esseintes, dopo.

    Controcorrente, e cioè stilosissima, è piuttosto la prosa di Huysmans – la sua traduzione, perlomeno, lo è superlativamente - che rende incantevoli e irrinunciabili le sue solfe sulla letteratura latina e su quella francese sua contemporanea, sui quadri leccatissismi di Gustave Moreau, sugli acquari in casa da camorrista casalese cafonal, sui suoi mal di testa e di pancia, sulle flebo allo sfintere dagli effetti non so quanto consapevolmente comici, e lascio perdere le cattolicissime passioni per il satanismo da bric a brac da rinnegare al primo incubo autoindotto per non rovinare la sorpresa e la simpatia che fa quest’uomo affetto da nient’altro che da una comunissima forma di misantropia conclamata.

    Il romanzo di Huysmans è bellissimo e, a oggi, io gli modificherei solo il titolo, così: “Quando ancora non esistevano i fumetti gli otaku dalla lauta paghetta si comportavano così.”

    ha scritto il 

  • 4

    I sensi, mescolati fra loro

    Eccessivo, cattivo, retorico, fasullo e così profondamente vivo. Ogni capitolo vive un senso raccontandolo per sinestesia. Il gusto è una sinfonia, i profumi una galleria di paesaggi, la malattia fisi ...continua

    Eccessivo, cattivo, retorico, fasullo e così profondamente vivo. Ogni capitolo vive un senso raccontandolo per sinestesia. Il gusto è una sinfonia, i profumi una galleria di paesaggi, la malattia fisica una follia della mente.

    ha scritto il 

  • 4

    The author himself thought this book would be a universal flop; au contraire, it wasn't. Instead, it has affected writers, poets, libertines and other people around the world, and continues to impress ...continua

    The author himself thought this book would be a universal flop; au contraire, it wasn't. Instead, it has affected writers, poets, libertines and other people around the world, and continues to impress, outrage and mess with people's ideas on what a book should be like.

    A man, Jean Des Esseintes, creates his own artistic creation through eccentric and bohemian ways. For example, he ponders the significance of colours and blends of those for ages, along with smells and sights.

    The translation is wonderful, riddled with footnotes and illustrations that flesh out Esseintes' surroundings and references, and the book contains a splendid end note from the translator along with a list of names and explanations; without the annotations, I would not have graded this book as highly as I have. Apart from the namedroppings, this book is worth a lot.

    ha scritto il 

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