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Controcorrente

La Biblioteca di Repubblica. Ottocento, 37

By Joris-Karl Huysmans

(229)

| Boxset | 9788889145371

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Book Description

Un misticismo inquieto misto a un simbolismo intriso di sinistre visioni, diede vita a quel “romanzo senza trama” che fu riconosciuto come il manifesto del Decadentismo: nell’eccentrico isolamento del protagonista, disposto a raggiungere e oltrepassa Continue

Un misticismo inquieto misto a un simbolismo intriso di sinistre visioni, diede vita a quel “romanzo senza trama” che fu riconosciuto come il manifesto del Decadentismo: nell’eccentrico isolamento del protagonista, disposto a raggiungere e oltrepassare i confini della ragione, vi è, infatti, tutta l’esigenza della fuga dalla realtà che fu propria di un’intera epoca. Con “Controcorrente” il nuovo modo di fare letteratura inaugurato da Baudelaire trovò piena espressione, per affermare una volta per tutte che “l’inverosimile non è sempre, nel mondo, un’eccezione".

176 Reviews

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    A distanza di 25 anni dalla prima volta che l'avevo letto, e da tempo mi era venuta voglia di rileggerlo, ecco che l'ho fatto.
    Il romanzo resta sempre bello. La vera pecca è la traduzione! Sarà pure di Camillo Sbarbaro, sarà pure per le edizioni All' ...(continue)

    A distanza di 25 anni dalla prima volta che l'avevo letto, e da tempo mi era venuta voglia di rileggerlo, ecco che l'ho fatto.
    Il romanzo resta sempre bello. La vera pecca è la traduzione! Sarà pure di Camillo Sbarbaro, sarà pure per le edizioni All'insegna del Pesce d'Oro di Scheiwiller e pubblicato da Garzanti... ma la traduzione fa veramente schifo! Prima di tutto perché è insopportabile l'uso, spero ormai abbandonato, di cercare di riprodurre l'italiano dei tempi dell'opera che si sta traducendo, italiano che già faceva schifo di suo, ma cercare riprodurlo a distanza di quasi un secolo... per piacere! Ricercatezze linguistiche penose e che contrastano anche con lo stesso spirito dell'opera!
    Detto ciò... si conferma un gran bel libro. Una guida allo spirito del Decadentismo nelle sue forme estetiche, letterarie, musicali, pittoriche, di arredamento e su tutto ciò che è il "Bello".
    Niente a che fare con quella noia che è "Il piacere" di D'Annunzio al quale viene sempre affiancato nelle scuole!
    È sempre un piacere leggerlo e stimola la voglia di andarsi a riammirare le opere pittoriche di cui si parla o rileggere gli autori e i poeti apprezzati del protagonista.

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    MaxManga said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

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    Non mi stupisce il non aver lasciato una recensione dopo la prima lettura: terminato in montagna, probabilmente tempo di attraversare mezza penisola che già lo avevo dimenticato. Perché è un testo che non resta impresso, scorre via: più parole che im ...(continue)

    Non mi stupisce il non aver lasciato una recensione dopo la prima lettura: terminato in montagna, probabilmente tempo di attraversare mezza penisola che già lo avevo dimenticato. Perché è un testo che non resta impresso, scorre via: più parole che immagini ma, purtroppo, spesso più sensazioni, campi semantici, che immagini. Sensazioni, strazio, dolore, nausea, noia, malattia, degenerazione, lento movimento di consunzione dall'interno.
    Ti cresce come un essere dentro, ti mangia, si estende, ramifica come un rhizomorphus e ti chiude dentro di te. Come dentro des Esseintes, accecato dal suo stesso scavare, non trova confini, non capisce dove finisce la vita e dove inizia la morte. Un pensiero deus ex machina giunge dall'esterno, per lui, per noi, si fa una crepa e la luce rientra. La polvere si posa, la rabbia non sa più davvero giustificarsi. Un'incompletezza, un'imperfezione, in questo testo, che lo rende un capolavoro, perché crepato, perché pieno di spazi in cui infilarsi, in cui estendersi, in cui riscriverlo e ricrearlo.
    Pathei mathos.

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    Malleveria said on Apr 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Studia molto, esce poco, mangia come un pulcino, ha il pollice verde (verde palude, però) e saranno passati secoli dall’ultima volta che è stato con una donna, o anche soltanto con un altro essere umano: che depravato!

    Qualche intemperanza in gioventù c’è stata però – al di là di una prostituta pagata a un ragazzetto che neppure si sa se ci sia mai tornato e di qualche corteggiamento a donne una più mascolina dell’altra per poi appagarsi con un maschio una volta pe ...(continue)

    Qualche intemperanza in gioventù c’è stata però – al di là di una prostituta pagata a un ragazzetto che neppure si sa se ci sia mai tornato e di qualche corteggiamento a donne una più mascolina dell’altra per poi appagarsi con un maschio una volta per tutte – la vicenda umana di Des Esseintes non si discosta molto, prima della volontaria clausura, da quella di un italiano medio: e nemmeno da quella di uno mediamente più benestante della norma. Ho diversi amici, e disoccupati, che ne hanno fatte molte di più di Des Esseintes, spendendo infinitamente meno e facendosene un dramma esistenziale manco per niente: sarà che i miei amici in un convitto religioso con senso-di-colpa a lunghissima scadenza non ci sono mai stati.

    La decadenza di Des Esseintes non è la conseguenza di una condotta di vita: è il risultato desiderato e ottenuto dopo aver finto per tanto tempo (ma nemmeno tanto, Des Essintes si dà una calmata intorno ai trenta anni; di solito un uomo, se ne ha i mezzi, non ci pensa a darsela prima del doppio degli anni e dell’avvento dell’unica decadenza propriamente detta: quella fisica)di desiderare tutt'altro.

    Il protagonista del romanzo di Huysmans ne combina quante più ne può e il più alla svelta possibile in compagnia – comprata - degli altri per potersi finalmente dedicare alle sue vere perversioni: arredare casa col suo gusto kitsch, spolverare i libri, allineare i quadretti, preparare i profumi, collezionare minerali e darsi al giardinaggio, bearsi del lusso di annoiarsi fino allo stare male dalla noia.

    Des Esseintes è così controcorrente che se potessi i miei nipoti li manderei da lui a fare doposcuola: la mia unica preoccupazione successiva sarebbe per lo stato dei nervi di Des Esseintes, dopo.

    Controcorrente, e cioè stilosissima, è piuttosto la prosa di Huysmans – la sua traduzione, perlomeno, lo è superlativamente - che rende incantevoli e irrinunciabili le sue solfe sulla letteratura latina e su quella francese sua contemporanea, sui quadri leccatissismi di Gustave Moreau, sugli acquari in casa da camorrista casalese cafonal, sui suoi mal di testa e di pancia, sulle flebo allo sfintere dagli effetti non so quanto consapevolmente comici, e lascio perdere le cattolicissime passioni per il satanismo da bric a brac da rinnegare al primo incubo autoindotto per non rovinare la sorpresa e la simpatia che fa quest’uomo affetto da nient’altro che da una comunissima forma di misantropia conclamata.

    Il romanzo di Huysmans è bellissimo e, a oggi, io gli modificherei solo il titolo, così: “Quando ancora non esistevano i fumetti gli otaku dalla lauta paghetta si comportavano così.”

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    Coda said on Jan 2, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    I sensi, mescolati fra loro

    Eccessivo, cattivo, retorico, fasullo e così profondamente vivo. Ogni capitolo vive un senso raccontandolo per sinestesia. Il gusto è una sinfonia, i profumi una galleria di paesaggi, la malattia fisica una follia della mente.

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    Enrica/The Bride said on Oct 13, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    The author himself thought this book would be a universal flop; au contraire, it wasn't. Instead, it has affected writers, poets, libertines and other people around the world, and continues to impress, outrage and mess with people's ideas on what a b ...(continue)

    The author himself thought this book would be a universal flop; au contraire, it wasn't. Instead, it has affected writers, poets, libertines and other people around the world, and continues to impress, outrage and mess with people's ideas on what a book should be like.

    A man, Jean Des Esseintes, creates his own artistic creation through eccentric and bohemian ways. For example, he ponders the significance of colours and blends of those for ages, along with smells and sights.

    The translation is wonderful, riddled with footnotes and illustrations that flesh out Esseintes' surroundings and references, and the book contains a splendid end note from the translator along with a list of names and explanations; without the annotations, I would not have graded this book as highly as I have. Apart from the namedroppings, this book is worth a lot.

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    Niklas Pivic said on Sep 20, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Una narrazione che si disperde in lunghi capitoli di opinioni letterarie, artistiche e critiche.
    Le parti più riuscite sono quelle prettamente narrative. Des Esseintes è il prototipo del nevrotico eternamente insoddisfatto, con atteggiamenti snobisti ...(continue)

    Una narrazione che si disperde in lunghi capitoli di opinioni letterarie, artistiche e critiche.
    Le parti più riuscite sono quelle prettamente narrative. Des Esseintes è il prototipo del nevrotico eternamente insoddisfatto, con atteggiamenti snobistici spinti all'estremo. Non è un personaggio simpatico, è sopra le righe, eppure riesce a essere reale e credibile.
    Quel che appesantisce il testo sono le numerose digressioni sopracitate che risultano incomprensibili per chiunque non abbia una discreta conoscenza della letteratura francese di fine '800 e della cultura europea in genere del XIX secolo. A lungo andare queste digressioni diventano più utili per un critico letterario che non per un comune lettore.
    Nel complesso un libro da leggere in quanto "manifesto" del decadentismo, però con la consapevolezza che, accanto a pagine straordinariamente riuscite, molte altre pagine risulteranno inevitabilmente pesanti.

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    Ariano Geta said on Sep 19, 2013 | 2 feedbacks

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