Conversazioni con Billy Wilder

Di

Editore: Adelphi

4.3
(113)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 376 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 884591738X | Isbn-13: 9788845917387 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: A. Filippi

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Biografia , Non-narrativa

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Descrizione del libro
Fra le molte ragioni della fama di Billy Wilder, una era l'assenza di cautele diplomatiche, qualità decisamente rara in un ambiente votato, come Hollywood,alla consacrazione delle apparenze. La conferma arriva da questa lunga intervista con il collega Cameron Crowe, nel corso della quale Wilder apre i suoi archivi: fotografie in gran parte inedite, giudizi letali, persino consigli a chi è nuovo nel mestiere. Nel corso del racconto parecchi idoli vengono infranti, alcuni sipari strappati, ma l'inspiegabile malìa del cinemane esce intatta.
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  • 5

    play it again billy

    da leggere, rileggere, compulsare. una chiacchierata splendida con uno dei registi più straordinari di sempre. non è solo un'intervista allievo-maestro, ma un dialogo che dice infinite cose a tutti no ...continua

    da leggere, rileggere, compulsare. una chiacchierata splendida con uno dei registi più straordinari di sempre. non è solo un'intervista allievo-maestro, ma un dialogo che dice infinite cose a tutti noi innamorati del cinema. some like it wilder.

    ha scritto il 

  • 5

    Billy Wilder!!

    Una lunghissima conversazione/intervista tra un giovane regista e un maestro assoluto. Talmente bello da diventare un indispensabile manuale di cinema.
    Non bastasse questo, il volume contiene bellissi ...continua

    Una lunghissima conversazione/intervista tra un giovane regista e un maestro assoluto. Talmente bello da diventare un indispensabile manuale di cinema.
    Non bastasse questo, il volume contiene bellissime ed inedite foto provenienti dall'archivio personale di Billy Wilder.

    ha scritto il 

  • 4

    Un buen libro para saber quién era el genio Wilder. Bastante completo y además bastante ameno, pues está estructurado como una entrevista en su mayor parte.

    Además tiene una buena selección de fotos d ...continua

    Un buen libro para saber quién era el genio Wilder. Bastante completo y además bastante ameno, pues está estructurado como una entrevista en su mayor parte.

    Además tiene una buena selección de fotos de actores, rodajes..., y fotogramas de sus películas, perdón, de sus obras de arte.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Se a qualcuno piace Wilder

    Crowe non è certo Truffaut... e Wilder non è Hitchcock (per il cui modo di far cinema Wilder sembra tra l'altro nutrire un certo biasimo).
    Le interviste, pur se parzialmente confusionarie e un po' rip ...continua

    Crowe non è certo Truffaut... e Wilder non è Hitchcock (per il cui modo di far cinema Wilder sembra tra l'altro nutrire un certo biasimo).
    Le interviste, pur se parzialmente confusionarie e un po' ripetitive, sono scorrevoli e delineano, tra reticenze e confessioni, il carattere e le opinioni di un regista "topico" del cinema americano (fatto un po’ paradossale, date le sue origini austriache).
    Wilder parla senza peli sulla lingua, pur non affondando mai fino in fondo il coltello.
    Nelle interviste scorrono, tra ricordi più o meno allegri, simpatici bozzetti di alcuni attori: in essi viene raccontata ad esempio l’avarizia di Cary Grant (con il quale Wilder ha sempre tentato invano di girare molti suoi film) o l’insicurezza della straordinaria Monroe (divertente la storia dei suoi 80 ciak) se paragonata alla fredda professionalità della Dietrich; o ancora l’estrema versatilità di Laughton, l’esuberanza di Lemmon (messa a freno da Cukor fino alla “non recitazione”) ed il riconosciuto fascino della Hepburn.
    Traspare ancora tutto il rancore per un cineasta come Leisen (a causa del quale si sentì quasi obbligato a passare dal ruolo di sceneggiatore a quello di regista), il rispetto e la stima per colleghi come Wyler e Stevens e infine la venerazione per il geniale maestro Lubitsch (morto, come ricorda goliardicamente, tra le braccia di una prostituta).
    Efficace appare inoltre il solido pragmatismo con il quale Wilder maturava la stesura delle sceneggiatire, nella fruttuosa collaborazione con i suoi due co-sceneggiatori Brackett e Diamone; o la meticolosità dei criteri con cui definiva i tempi delle battute per le sue commedie più brillanti.
    I ricordi più dolorosi sono ovviamente quelli della madre finita nel campo di Auschwitz e probabilmente l’insuccesso di alcuni suoi film, sui quali pare quasi detestasse discorrere.
    C’è parecchio di vero Wilder in queste interviste, di sicuro un po’ incupite (ma forse anche mitigate nei suoi toni tipicamente caustici) dal peso dell’età (“sono morti tutti”).
    Buona la grafica del testo, belle le foto.
    In conclusione di sicuro un libro che non può mancare nella biblioteca degli estimatori del regista.

    ha scritto il 

  • 4

    Il paragone tra queste conversazioni e quelle tra Truffaut e Hitchcock è abusato e non completamente calzante. Mentre Crowe tenta di essere il Truffaut della situazione, Wilder sfugge in tutti i modi ...continua

    Il paragone tra queste conversazioni e quelle tra Truffaut e Hitchcock è abusato e non completamente calzante. Mentre Crowe tenta di essere il Truffaut della situazione, Wilder sfugge in tutti i modi al ruolo di Hitchcock. Il maestro del brivido, come un vecchio prestigiatore, si compiaceva di rivelare i trucchi delle proprie magie. Wilder, di contro, mantiene una certa reticenza nei confronti degli aspetti più tecnici dei suoi film, reticenza che diventa un silenzio pressoché assoluto quando le domande vertono sulle pellicole che considera meno riuscite, e, peggio ancora, sulla sua vita privata. Costruisce, piuttosto, una vasta e godibilissima muraglia di aneddoti, che gli serve principalmente per barricarsi. Il ritratto più autentico dell'uomo, e del regista, emerge quindi più che altro dai silenzi e dalle risposte sibilline, dalle battute sempre pronte e spesso demolitrici. Wilder è un artigiano schivo e genuinamente modesto, sorprendentemente devoto al suo maestro Lubitsch. Di certo preferirebbe essere ancora sul set a lavorare, piuttosto di rispondere a lunghe sedute di interviste. Ma quel tempo è passato, e il regista ultranovantenne si sottopone alle visite di Crowe un po' come a quelle di un notaio venuto a registrare una formalità ormai inevitabile. <Il finale perfetto per il libro> suggerisce Wider a Crowe, <sarebbe che io morissi.>

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro(ne) non ha nulla da invidiare al classico " Il cinema secondo Hitchcock" di F. Truffaut. La forma dell'intervista fiume è ottimale e rende a pieno la verve e l'ironia inarrivabile di Wild ...continua

    Questo libro(ne) non ha nulla da invidiare al classico " Il cinema secondo Hitchcock" di F. Truffaut. La forma dell'intervista fiume è ottimale e rende a pieno la verve e l'ironia inarrivabile di Wilder. Consigliatissimo per tutti gli amanti di Billy e in generale per chi ama il cinema.

    ha scritto il 

  • 5

    Per chi ama il cinema

    Per i grandi appassionati di cinema, e non solo di Wilder, un libro che non può mancare nella propria biblioteca personale. In esso emerge tutta la passione per il cinema e la genialità di uno dei più ...continua

    Per i grandi appassionati di cinema, e non solo di Wilder, un libro che non può mancare nella propria biblioteca personale. In esso emerge tutta la passione per il cinema e la genialità di uno dei più grandi cineasti di tutti i tempi.

    ha scritto il 

  • 4

    cameron crowe, il regista di almost famous e vanilla sky, incontra uno dei più grandi autori della storia del cinema. e come truffaut con hitchcock, riesce a far nascere una conversazione spumeggiante ...continua

    cameron crowe, il regista di almost famous e vanilla sky, incontra uno dei più grandi autori della storia del cinema. e come truffaut con hitchcock, riesce a far nascere una conversazione spumeggiante , in cui il vecchio folletto wilder scatena tutta la sua ironia irriverente e burlesca, spalancando gli armadi della vecchia hollywood e commentando con melliflua crudeltà, senza peli sulla lingua,i suoi rapporti con produttori e divi. ce n'è per tutti e alla fine anziché l'amaro in bocca per il sipario strappato, si termina la lettura con rinnovato stupore per la magia del cinema. ottimo corredo fotografico, colonna visiva della fortunata intervista.

    ha scritto il 

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