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Coppi e Bartali

Di

Editore: Adelphi

3.9
(61)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 56 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845923819 | Isbn-13: 9788845923814 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: History , Non-fiction , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
con una nota di Gianni Mura
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  • 4

    Trio

    Bartali, Coppi e Malaparte: quale inizio migliore di questo libretto per un anno di letture di un lettore (ex-)ciclista, ancorché stanco?


    Lodevole il recupero da parte di Adelphi di questo lungo articolo di Malaparte apparso oltralpe nel 1949: fra il Tour del 1948 vinto da Bartali e poco p ...continua

    Bartali, Coppi e Malaparte: quale inizio migliore di questo libretto per un anno di letture di un lettore (ex-)ciclista, ancorché stanco?

    Lodevole il recupero da parte di Adelphi di questo lungo articolo di Malaparte apparso oltralpe nel 1949: fra il Tour del 1948 vinto da Bartali e poco prima dell'inizio di quello del 1949 che sarebbe stato vinto da Coppi. La nota conclusiva di Gianni Mura è utile per inquadrare il contesto storico e sportivo (leggetela prima del resto se siete un po' digiuni di storia del ciclismo). Le riproduzioni dei disegni di René Pellos impreziosiscono il... fascicoletto. Sul costo, soprassediamo: diciamo che è opera (operetta, viste le dimensioni) per amatori.

    E per il lettore non appassionato di ciclismo, che le storie di Bartali e di Coppi non le ha già lette e rilette in riviste e libri, o viste in trasmissioni sportive e in filmati acquistati in edicola, che c'è di interessante? Ciò che mi ha colpito è l'interpretazione che Malaparte dà della rivalità fra Bartali e Coppi (non tanto di quella fra i due campioni, quanto di quella fra le due tifoserie che "divideva" l'Italia). E' la guerra che ha separato generazioni contigue (solo cinque anni correvano fra i due campioni); è la guerra che ha scavato un solco. Da una parte coloro che erano riusciti a crearsi un futuro prima della guerra e che dopo si sono dati da fare per ricostituirlo. Dall'altra coloro che la guerra aveva travolto e portato via nel momento in cui si affacciavano sull'età adulta. Questi, al ritorno, il futuro hanno dovuto inventarlo in un mondo radicalmente diverso da quello nel quale erano cresciuti.

    Bartali sembra voler dare l'impressione di essere l'unico, fra tutti i campioni del ciclismo mondiale, ad avere Dio dalla sua parte [...] Bartali si sente investito della missione quasi divina di battersi per il trionfo della fede e la salvezza della patria [...] Per Coppi lo sport non ha nulla a che fare con la metafisica. Egli non si crede affatto investito di una missione divina, non corre per salvare l'Italia [...]
    Coppi crede soltanto nell'uomo, nella <<macchina-uomo>>, nella sua forza fisica e morale. Sa che l'uomo è solo: solo nella natura come nella società, solo di fronte al proprio destino.

    ha scritto il 

  • 4

    Due Italie o l'Italia a due facce?

    Libro delizioso, poche pagine meravigliose. Bellissimo, poi, scoprire che i due grandi rivali che han diviso l'Italia, alla fine, non sono così distanti. Eroe l'uno, campione l'altro, emotivo il toscano, razionale il piemonte ma insomma, per buttarla in politica, alla fine erano entrambi democris ...continua

    Libro delizioso, poche pagine meravigliose. Bellissimo, poi, scoprire che i due grandi rivali che han diviso l'Italia, alla fine, non sono così distanti. Eroe l'uno, campione l'altro, emotivo il toscano, razionale il piemonte ma insomma, per buttarla in politica, alla fine erano entrambi democristiani.

    ha scritto il 

  • 4

    La sfida infinita

    La dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che i libri non si misurano a peso. In questo breve saggio, Malaparte mette a nudo tutta la sua capacità narrativa e riesce, in poche pagine, a "dipingere" un'epoca, quella delle mitiche battaglie tra i due campioni del ciclismo.
    Personalmente credo ...continua

    La dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che i libri non si misurano a peso. In questo breve saggio, Malaparte mette a nudo tutta la sua capacità narrativa e riesce, in poche pagine, a "dipingere" un'epoca, quella delle mitiche battaglie tra i due campioni del ciclismo.
    Personalmente credo che sarei stato un coppiano. Lo era mio padre, certe cose si ereditano. Bartali mi sembra essere stato un grandissimo campione e un uomo dalla vita retta, un esempio morale per quell'Italia che visse a cavallo della Seconda guerra mondiale.
    La vita di Coppi è stata invece molto tribolata (vedi "dama bianca") e molto contestata dai benpensanti dell'epoca. Ma questo mi sembra abbia fatto di lui un vero "uomo", con tutte le sue debolezze esposte al pubblico. Aspetto che si bilancia con l'altra immagine, quella di Coppi in bicicletta. Lì non era un uomo, era una macchina potente e vincente. Trovo che questo "doppio", così differente nei suoi aspetti, sia molto, molto affascinante.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un libretto di una cinquantina di pagine che traccia un profilo personale dei due ciclisti, la loro rivalità e il loro dualismo. Se vi capita sotto mano, leggetelo. Ne vale la pena.

    ha scritto il 

  • 4

    In clima di Tour questo libriccino ci mostra quello che è stato, è e sempre sarà la bicicletta e tratteggia meravigliosamente le figure di Coppi e Bartali (facendo un po' il tifo per questo). Vale realmente la pena leggerlo, come tutto ciò che è di Malaparte...

    ha scritto il 

  • 4

    i due volti dell'Italia che fu nel Novecento...

    un piccolo classico tra giornalismo, antropologia, sport e cultura...tra Jean Cocteau e guerre mondiali, santi e madonne...
    divertente anche la nota di Gianni Mura

    ha scritto il 

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