Coppie

Di

Editore: Guanda (Le fenici tascabili, 243)

3.8
(150)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 517 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860880890 | Isbn-13: 9788860880895 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Attilio Veraldi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
John Updike esplora, in modo crudo e sottile, facendo assurgere la sessualità a metafora esistenziale, le tensioni nascoste, le contraddizioni e le nevrosi proprie della middle class americana, convenzionale, colta e perbene, degli anni Sessanta in un piccolo villaggio della provincia benestante del New England, Tarbox. Tra un doppio misto a tennis e una cena a casa di amici, la vita scorre indolente. Questo falso paradiso suburbano, innocente solo in apparenza, cela però un'intricata rete di adulteri e seduzione collettivi che vedono protagonisti alcune coppie di varia provenienza.
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  • 4

    Molto più di una lunga serie di scopate

    Tutti scopano con tutti, per 496 pagine. O meglio, scopano e organizzano o partecipano a party, per essere precisi. Con una punta di irrispettoso cinismo si potrebbe riassumere anche così la trama di ...continua

    Tutti scopano con tutti, per 496 pagine. O meglio, scopano e organizzano o partecipano a party, per essere precisi. Con una punta di irrispettoso cinismo si potrebbe riassumere anche così la trama di "Coppie", fra i romanzi più noti del grande Updike. E' chiaro che il libro è molto più di questo e che un forzato riassunto del genere non tiene conto di tutto l'armamentario di sensi di colpa e incidenti - famiglie sfasciate, gravidanze indesiderate etc. - che consegue da una simile premessa. Però, nel leggere "Coppie", torna alla mente quella geniale battuta di Woody Allen, sull'orgasmo che nella società occidentale è usato "per colmare gli spazi vuoti dell'esistenza". In fondo, è una riflessione accostabile a quella di Piet Hanema, uno dei personaggi principali della storia, non a caso ripresa pure nella nota di quarta di copertina: “Dio non ci ama più. Ora ama la Russia. Ama L'Uganda. Noi siamo grassi e foruncolosi e berciamo sempre perché vogliamo altri pasticciotti. Abbiamo perso la grazia”. Ecco, non rimane altro a cui aggrapparsi oltre al sesso, motore principale dell'esistenza. Gli stessi personaggi ne sono consapevoli, più o meno. Ma è proprio così?

    "Coppie", sia chiaro, si legge anche per la straordinaria maestria dell'autore, che governa il complicato coacervo di legami e personaggi con la sicurezza che hanno pochi altri (Bellow e Roth, ad esempio, ça va sans dire). Con un limite, però, che a mio avviso ha forse nuociuto alla sua gloria. Un limite riscontrato anche in altri suoi romanzi, che pure ho molto amato, come "Torna Coniglio": quello di apparire per certi aspetti troppo legato ai suoi anni, al suo tempo. In altre parole: datato. Ora, bisogna pure intendersi sul significato di questa parola, perché anche "Guerra e pace" o "Delitto e castigo" lo sono. Ma sono anche sufficientemente lontani da noi da apparirci classici. Mentre, riconosciuta la grandezza di Updike, non sono del tutto sicuro che questo clima da "tutti scopano con tutti" possa uscire indenne dagli anni '70 borghesi e mediamente colti descritti qui, e resistere nei secoli dei secoli.

    ha scritto il 

  • 5

    A questo libro di John Updike sono arrivata facendomi guidare dalle bricioline interessanti sparse a riguardo da Mr. Philip Roth, che ne ha parlato all’interno del saggio Roth scatenato e dal suo alte ...continua

    A questo libro di John Updike sono arrivata facendomi guidare dalle bricioline interessanti sparse a riguardo da Mr. Philip Roth, che ne ha parlato all’interno del saggio Roth scatenato e dal suo alter ego femminile, Mrs. Erika Jong, che l’ha citato con entusiasmo tra le pagine del suo “Sedurre il demonio”. Due scrittori che apprezzo per la loro spudorata schiettezza, che mi “consigliano” lo stesso libro non potevo non assecondarli ad occhi chiusi.
    È il primo Updike che leggo e una delle cose che più mi ha colpito della sua scrittura è l’uso frequente di metafore azzeccatissime per descrivere stati d’animo, stati corporali, luoghi… ti immerge totalmente nella mente dei protagonisti (in particolare di quello di Piet Hanema, il personaggio principale).
    “Nel suo cranio, come in un thermos, era tenuto in serbo un fragile bicchiere di mal di testa….”
    Confesso di aver fatto un po’ fatica ad inquadrare tutti i personaggi, tutte le coppie coinvolte in questa storia, tanto che mi sono dovuta fare uno schemino con tutti i nomi di moglie e marito, e solo dopo pagina 150 sono riuscita ad entrarci davvero in confidenza.
    È interessante vedere come vengono fuori e sottolineate le differenze del modo in cui uomini e donne, in genere, accusano le “conseguenze” di un rapporto. L’uomo se ne va di fiore in fiore, parendo volta per volta preso completamente dalla partner, salvo poi passare da una all’altra con una certa disinvoltura. Le donne che si lascia dietro, sono donne ferite, donne che richiedono ancora attenzione, un’attenzione che ormai è attirata quasi completamente da un’altra donna, quasi completamente perché il nostro “eroe” non esista a costruire castelli di tradimenti su tradimenti, saltando da un letto all’altro, per poi tornare indietro, se richiesto.
    Alla fine il consiglio di Roth e Jong ha soddisfatto davvero le mie attese: Updike come loro è diretto, schietto, sfacciato, può far male, ma mostra la realtà così com’è, con gioie insidiose, false lealtà, amori fittizi.

    ha scritto il 

  • 3

    Dalla nascita alla morte, ci muoviamo in mezzo a una folla di altri, e questa sfilata si chiama amore

    Durante un party, nel primo capitolo, vengono presentate tutte le coppie che daranno vita alla vicenda. I profili si sovrappongono, si avverte il rumore delle stoviglie, il chiacchiericcio in sottofon ...continua

    Durante un party, nel primo capitolo, vengono presentate tutte le coppie che daranno vita alla vicenda. I profili si sovrappongono, si avverte il rumore delle stoviglie, il chiacchiericcio in sottofondo, di alcune ironie non si riesce a coglierle il senso. Succederà anche più avanti, durante la narrazione, di aver la sensazione di giocare a flipper bendati; dai rumori e dai suoni si intuisce dove si trovi la biglia, il nostro premere i tasti però è infruttifero.
    Coppie è un libro pubblicato nel 1968 (ambientato nei primi anni sessanta) e lo scandalo che generò allora, è difficile rievocarlo adesso. Si scagliò contro il falso perbenismo della classe media, lo fece parlando “dei giochi falsamente innocenti” di un gruppo di amici sposati e residenti in una piccola ed apparentemente placida cittadina del New England. Non ho potuto evitare un parallelo fra Updike e lo pseudo-fenomeno anobiano dell’anno scorso, ovvero Butler. Quando parlano di coppie, il primo le descrive da dentro attraverso uno dei membri, il secondo da fuori, come se fossero paesaggi. I paesaggi di Butler sono ottimi, le coppie invece, gli vengono tutte uguali, fotografie al crepuscolo senza il flash.
    Credo che ricorderò il mio 2015 letterario come l’anno di Updike. Non ho familiarizzato subito con il suo stile, quando è successo però ho provato l’appagamento che scaturisce dall’avere un libro da leggere anziché da finir di leggere. Mi ha coinvolto con la sua capacità di raccontare, è stato in grado di tenermi ad ascoltare anche i pettegolezzi.. almeno fino ai due terzi del libro, perché questa volta, la resa dei conti è stata una roba da telenovela argentina con musica straziante in sottofondo. Nel leggere il nome del protagonista PIET, mi veniva spontaneo chiedere l’aggiunta di una salvifica A accentata finale. Non si è rinnovata la magia totale di “Sei ricco, coniglio”, nonostante ciò ho letto pagine notevoli, ed indovinato già dal primo rimando a Jackie Kennedy che si sarebbe arrivati a parlare dell’omicidio di suo marito. Mi sembrava di essere a fianco di quei trentenni bevuti, riunitesi per vedere il funerale in tv, alcuni sorpresi dall'assenza del dolore che credevano di provare, altri dal rispetto per l’uomo, ritenuto uno di loro, uno incapace di guidarli politicamente.
    Giunto ai 2/3 della lettura, mi son trovato con un libro da finir di leggere, l’ho fatto, ma ciò significa che non gli darò più di tre stelle

    La colonna sonora è quasi interamente composta dal succedersi delle canzoni di Doris Day.
    Qui c’è il link per chi ne volesse ascoltare una
    http://www.youtube.com/watch?v=IOG4zHUMZ7E

    Qui il link per coloro che riescono ad ascoltarne più di una
    http://www.youtube.com/watch?v=7gehNPfiZZU&list=PL18yhXvkVdCDrlpKRZ2KEpm8FaVEC3AaR

    ha scritto il 

  • 5

    Durante la lettura ho spesso pensato che questo libro parlasse di tutti noi. Perché Updike non ci racconta di gente speciale, ma di persone normali, siamo noi con i nostri amori e i nostri desideri ch ...continua

    Durante la lettura ho spesso pensato che questo libro parlasse di tutti noi. Perché Updike non ci racconta di gente speciale, ma di persone normali, siamo noi con i nostri amori e i nostri desideri che sconvolgono delle vite che altrimenti diventerebbero vittime della routine. Definirlo romanzo erotico è riduttivo, l'erotismo è trattato con finezza e con le parole giuste ed è solo un contorto a una storia di tipi umani così diversi eppure così vicini. Qual è la morale? Forse nessuna. Si può peccare, si può sbagliare, si può ricominciare.

    ha scritto il 

  • 4

    Sessocentrico di valore

    E' forse il libro più famoso di Updike, il libro dello scandalo, quello che mette a nudo i vizi privati dell'America del New England nei primi anni '60 (siamo nel 1963).
    E' difficile da giudicare oggi ...continua

    E' forse il libro più famoso di Updike, il libro dello scandalo, quello che mette a nudo i vizi privati dell'America del New England nei primi anni '60 (siamo nel 1963).
    E' difficile da giudicare oggi, anche se è un romanzo che rimane dentro e il racconto dei giochi di società e dei parties, degli intrecci tra le coppie e dei tradimenti non è solo descrittivo-fenomenologico o meramente narrativo, ma è fortemente letterario. Ossia l'autore si sforza di esprimere un'intensità, un grado di "letterarietà" molto forte in questa opera. Lo fa a mio avviso in due modi (che poi ritroverò in altri autori americani, uno è, per esempio, T. Williams nella sua veste di narratore di racconti).
    In primo luogo, lo sforzo stilistico emerge dall'uso continuo della metafora "sorprendente", che qualche volta è rivelatrice ed efficace, ma che rischia troppo spesso di essere gratuita, arbitraria e troppo finalizzata à "épater les bourgeois". Veramente gli accostamenti riescono in qualche caso forzati e incongrui.
    Poi Updike è un postmoderno ante litteram, se così si può dire, perché senza l'aiuto web (del quale possono avvalersi i contemporanei) riesce a scrivere minuziosamente, per esempio, di lavori di appalto di costruzioni di cottages o di altre amenità "enciclopediche", senza abusarne, però, in questo caso. Qualche volta i dialoghi sono faticosi, sfumando nel flusso di coscienza, ma trovo che l'autore li gestisca con maestria.
    E' un libro che - superato l'impatto iniziale non facile - intriga ed ha comunque valore. Sessocentrico.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelline e mezza

    Effettivamente le prime cento pagine sono ostiche e mettono a dura prova la lettura. In alcuni punti il inguaggio è spinto al limite della comprensione, quasi un flusso di coscienza. Poi l'intreccio s ...continua

    Effettivamente le prime cento pagine sono ostiche e mettono a dura prova la lettura. In alcuni punti il inguaggio è spinto al limite della comprensione, quasi un flusso di coscienza. Poi l'intreccio si dipana e inizia a succedere qualcosa; anche il linguaggio si alleggerisce. L'argomento è noto fin dal titolo: coppie, vita matrimoniale, tradimenti. Con qualche colpo di scena (tutto sommato prevedibile). Morale: tre stelline e mezza. Un po'più di così così, ma non ancora uno di quei libri che definirei "belli".

    ha scritto il 

  • 4

    Sulla scia dei vari Yates,Sloan Wilson e molti ancora,un altro spaccato della middle class americana degli anni sessanta.
    In questo caso il sesso è il lubrificante dei rapporti che legano le varie cop ...continua

    Sulla scia dei vari Yates,Sloan Wilson e molti ancora,un altro spaccato della middle class americana degli anni sessanta.
    In questo caso il sesso è il lubrificante dei rapporti che legano le varie coppie della tipica cittadina di provincia,tra feste,corna,invidie e così via.
    Tra i pregi del libro direi che è scritto benissimo e ha dialoghi molto brillanti (anche troppo, soprattutto se pensiamo che sono messi in bocca all'americano medio).
    Il difetto è che è troppo lungo e la storia si sviluppa solo alla fine,quindi armatevi di pazienza perchè nelle prime 2-300 pagine si gira un po'a vuoto.

    ha scritto il 

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