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Coração das Trevas

Por

Editor: Companhia das Letras

3.9
(8006)

Language:Português | Number of Páginas: 182 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) Spanish , English , Chi simplified , Chi traditional , French , German , Italian , Finnish , Catalan , Polish , Swedish , Galego

Isbn-10: 8535912509 | Isbn-13: 9788535912500 | Data de publicação:  | Edition 1

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Descrição do livro
Publicado em forma de livro em 1902, 'Coração das trevas' é um dos clássicos da literatura do século XX, conhecido também por ter servido de base para o filme Apocalypse now!, obra-prima de Francis Ford Coppola. Nessa nova tradução de Sergio Flaksman, a prosa conradiana aparece em todos os seus contornos e trejeitos, conforme o leitor acompanha a viagem do protagonista Marlowe pelo coração sombrio da selva africana.A missão de Marlowe é trazer de volta Kurtz, um mercador de marfim cujos métodos passam a desagradar a companhia mercante que o contratou. Dividido entre o fascínio e a repulsa por Kurtz, Marlowe aos poucos vai descobrindo a natureza desses métodos. A edição - lançada diretamente no formato de bolso - acompanha ainda o conto 'Um posto avançado' e posfácio do renomado historiador Luiz Felipe Alencastro.
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  • 5

    Non stento a credere che venga considerato una delle opere migliori del '900, di sicuro è una delle opere più ambiguamente potenti che abbia mai letto.
    L'ambiguità deriva dal fatto che appena ho chius ...continuar

    Non stento a credere che venga considerato una delle opere migliori del '900, di sicuro è una delle opere più ambiguamente potenti che abbia mai letto.
    L'ambiguità deriva dal fatto che appena ho chiuso il libro sono stato impossessato da una strana sensazione, quasi una repulsione verso tutto ciò che avevo letto ma anche un'attrazione per la perfezione letteraria del personaggio di Kurtz; un personaggio che si vede poco e quando Marlow lo raggiunge non è in ottime condizioni, ma resta un personaggio in grado di stordire con le sue ambizioni.
    Anche Conrad, come Pessoa, non ha scritto un romanzo facile. La complessità della narrazione l'ho trovata un modo compiuto per moltiplicare i sensi sottaciuti del testo.
    Già alla prima lettura è chiaro che non sia solo un'opera che si scaglia contro il colonialismo, quello è il pretesto per parlare d'altro, o meglio: per inserire in un quadro di senso più ampio la mostruosità colonialista, per rendere universale il "fatto".
    Conrad ha una delle migliori prose che abbia mai letto, mi pento di non averlo fatto prima; periodi lunghi e un continuo ricorso alla ripetizione, quasi come a voler rimarcare l'inafferrabile.
    Addentrandosi nella lettura, e risalendo il fiume con Marlow, il romanzo diventa sempre più asfissiante, si appiccica addosso ma mantenendo una caratteristica costante: tutto assume dei contorni eterei, sembra di essere dentro un sogno. Lo scopo di Conrad sembra proprio essere quello di farsi strada nella coltre onirica del reale: per Marlow, Kurtz è "solo una parola".
    «Do you see him? Do you see the story? Do you see anything? It seems to me I am trying to tell you a dream» dice Marlow al suo auditorio di marinai/dice Conrad ai suoi lettori, e continua specificando che raccontare il sogno è inutile, "un tentativo inutile", perchè è impossibile comunicare con le parole «that notion of being captured by the incredible which is of the one very essence of dreams...».
    Quindi il testo, per cercare di afferrare la sfuggevolezza del reale, si fa metaforico, allucinogeno. Quell'Africa, mai nominata per tutto il testo, assume i contorni spettrali di un luogo fantastico, pieno di quelle "black shadow of disease" che Marlow non vede come nemici, notando piuttosto il legame indissolubile che persiste fra schiavo e padrone.
    Un legame che Marlow percepisce anche fra lui e Kurtz. Pur non abbracciando i metodi e le idee di quell'uomo adorato come un dio dai selvaggi, sente di doverlo rispettare, sente di capirlo quasi, sente di non essere poi molto diverso da lui. Sente di doverlo difendere con la colossale menzogna che segna la fine del romanzo.
    Quindi il "cuore della tenebra" dov'è? Conrad sembra suggerirci che non è nel cuore del Congo, in Africa, ma forse sta passeggiando per le strade di una rispettabile metropoli in questo momento.

    dito em 

  • 4

    Vuoto.

    La caratteristica eccezionale di Cuore di Tenebra è una, e una deve essere: il vuoto. Chi sostiene che la prosa di Conrad sia illeggibile, che la narrazione sia asfissiante o incomprensibile e che la ...continuar

    La caratteristica eccezionale di Cuore di Tenebra è una, e una deve essere: il vuoto. Chi sostiene che la prosa di Conrad sia illeggibile, che la narrazione sia asfissiante o incomprensibile e che la lettura non lasci niente dimostra di non essere un buon osservatore, soprattutto di se stesso. Chiunque abbia letto Cuore di Tenebra non può negare la strana sensazione che si avverte a libro chiuso. Che sia positiva o negativa, è irrefutabile: è un vuoto, impalpabile ma presente. Questo è un romanzo che parla del cuore del male, di orrore primordiale. Qual è la strana sensazione che vi lascia? Vuoto. E che cos'è la tenebra, se non il vuoto?

    dito em 

  • 3

    C'è un fil rouge che unisce lo scrivano Bartleby, il Giro di vite, Cuore di tenebra, e Kafka.
    Per esempio tutti suscitano la domanda fondamentale: ma ci è o ci fa?
    Leggere la prosa di Conrad poi è com ...continuar

    C'è un fil rouge che unisce lo scrivano Bartleby, il Giro di vite, Cuore di tenebra, e Kafka.
    Per esempio tutti suscitano la domanda fondamentale: ma ci è o ci fa?
    Leggere la prosa di Conrad poi è come camminare in una palude tra le canne, i serpenti e il fango.

    dito em 

  • 2

    Leopardi

    "Diventa sempre più buio e più stretto... Dio! I muri mi schiacciano, mi soffocano..."
    Da Leopardi, Hugo Pratt

    Mi permetto di fare mie le parole di quel grande fumettista che è Pratt e di aggiungere c ...continuar

    "Diventa sempre più buio e più stretto... Dio! I muri mi schiacciano, mi soffocano..."
    Da Leopardi, Hugo Pratt

    Mi permetto di fare mie le parole di quel grande fumettista che è Pratt e di aggiungere che, se il libro fosse stato solo un poco più lungo, probabilmente sarebbe già tra gli abbandonati.

    dito em 

  • 3

    Questo libro di Conrad ha una fama forse superiore al suo reale valore, probabilmente perché ha ispirato Francis Ford Coppola per Apocalypse Now. Senza infamia né lode, indubbiamente scritto bene ma f ...continuar

    Questo libro di Conrad ha una fama forse superiore al suo reale valore, probabilmente perché ha ispirato Francis Ford Coppola per Apocalypse Now. Senza infamia né lode, indubbiamente scritto bene ma forse troppo breve e, almeno a mio giudizio, Conrad avrebbe potuto sviluppare di più e meglio la figura di Kurtz e il rapporto, seppur breve, che quest'ultimo ha con Marlow.

    dito em 

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