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Coriandoli nel deserto

Di

Editore: Feltrinelli (I narratori)

3.4
(51)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 137 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807018977 | Isbn-13: 9788807018978 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Ha perso la gloria e la fama, che sono andate tutte a lui, l'amico fraterno. Il premio Nobel per la fisica. L'inventore dell'energia atomica. Enrico Fermi. Forse sarebbe bastato poco per condividerle. Ha perso anche l'amore, quello per lei. L'unica ricercatrice del gruppo di via Panisperna. La donna che saliva e scendeva dagli aerei come dalla sua bicicletta. Nella Mortara. Forse sarebbe bastato un attimo per averlo. È il giugno del 1969 quando dal suo letto d'ospedale Enrico Persico ripercorre il tracciato della sua esistenza vissuta all'ombra del genio. Schiacciato dal peso del genio. Non si può competere con il più grande scienziato del Novecento quando si ha la sventura di fare lo stesso mestiere e, ironia del destino, di averne pure lo stesso nome. Da quel letto vediamo Persico inseguire la speranza e l'ambizione, e sentiamo il destarsi di una voce, di segrete accensioni, di timidi stupori, di malcelati rimpianti: la sua è la storia di un eterno secondo, sullo sfondo di un teatro umano irrimediabilmente più grande di lui. Col passo del romanzo, in un frenetico andare e venire del tempo, Alessandra Arachi ci racconta i coriandoli della vita di un uomo.
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  • 4

    Tra romanzo e realta'

    Ho preso questo libro a scatola chiusa senza sapere minimamente di cosa parlava, attirata solamente dal titolo e ho deciso di intraprendere la lettura.

    Tra le pagine troviamo il monologo del professor ...continua

    Ho preso questo libro a scatola chiusa senza sapere minimamente di cosa parlava, attirata solamente dal titolo e ho deciso di intraprendere la lettura.

    Tra le pagine troviamo il monologo del professor Enrico Persico, l’amico fraterno di Enrico Fermi.
    Mi è piaciuta l’idea dell’autrice di voler far conoscere questo personaggio poco menzionato perché è sempre rimasto dietro la grande ombra del premio Nobel per la fisica Fermi.
    Un uomo che ama il suo lavoro, ma che non riesce a seguire i suoi sogni e le sue ambizioni.
    Persico non riesce a competere con Lui e tutto ciò lo farà combattere una guerra interna di amore ed odio verso Fermi.
    Un uomo che per seguire Fermi rinunciò al suo grande amore.
    Si era innamorato di Nella Mortara, l’unica e la prima donna del gruppo di Via Panisperna, della quale non si sa molto perché Fermi era maschilista e non la inseriva mai negli esperimenti.
    Nella era una professoressa di famiglia ebrea, era una delle poche donne laureate ed aveva modi di fare di un’adolescente anche se era più vecchia di Persico.
    Era una donna straordinaria che “saliva e scendeva dagli aerei come dalla bicicletta”.

    È un libro molto veloce e scorrevole.
    È composto da 137 pagine, 63 capitoli brevi ed un epilogo dove ci viene spiegata la fine che hanno fatto i tre personaggi principali.

    Passiamo alla trama.

    È giugno del 1969 e la storia viene narrata dall’ospedale in cui Enrico Persico è ricoverato e si trova a combattere per una malattia sconosciuta.
    Il modo di narrarci la storia non è lineare, ci sono continui flashback che ci rimandano al passato e ci spiegato cos’era successo.
    Infatti Persico attraverso i suoi pensieri e le sue lettere indirizzate all’amata Nella ci spiega lentamente il susseguirsi dei fatti.
    Ci spiega il perché della scelta di questo titolo.
    Devo dire che è stato davvero interessante scoprire l’uso di questi “coriandoli nel deserto” anche se la storia scritta nel libro non è del tutto veritiera, ma è stata in parte romanzata ho trovato l’idea della scrittrice davvero bella e degna di nota.

    Vi auguro buona lettura!

    ha scritto il 

  • 3

    Mi ha chiamato dallo scaffale...

    ... ho letto il titolo ed è stato amore... ma poi ho avuto a che fare con un libro strano che sembra non partire mai, per poi fuggire via raccontando la storia degli uomini che "fecero l'impresa" in V ...continua

    ... ho letto il titolo ed è stato amore... ma poi ho avuto a che fare con un libro strano che sembra non partire mai, per poi fuggire via raccontando la storia degli uomini che "fecero l'impresa" in Via Panisperna. Il racconto di una vita vissuta nell'ombra dei "grandi", senza meriti, piacere, amore e poi per che cosa? Solo per essere una rotella dell'ingranaggio? Un testimone dei tempi? Cosa ha avuto in cambio il Prof. Enrico Persico, l'eterno secondo? Una malattia non ben definita, solitudine e amarezza... e tanti, forse troppi ricordi. Storia romanzata, scritta bene, solo un eccessivo uso dei flashback che, a mio avviso, rendono la lettura un po' macchinosa e a tratti noiosa.

    ha scritto il 

  • 4

    Dietro le quinte

    Un modo molto particolare e sconnesso, ma anche per questo di grande effetto, delle vicende di vita di uno che è sempre rimasto dietro le quinte del grande genio Enrico Fermi.
    Storie d'amore e di fisi ...continua

    Un modo molto particolare e sconnesso, ma anche per questo di grande effetto, delle vicende di vita di uno che è sempre rimasto dietro le quinte del grande genio Enrico Fermi.
    Storie d'amore e di fisica sparpagliate dentro la mente dell'io narrante come spesso sono confusi e avviluppati fra di loro i ricordi nelle menti umane.

    ha scritto il 

  • 1

    teribbbileeee!!!esempio del tipo di scrittura del libro:
    oggi sono stanco (punto e a capo)
    vado a letto presto (punto e a capo)
    buonanotte Nella (punto e a capo)
    E via di questo passo+trama presuntuos ...continua

    teribbbileeee!!!esempio del tipo di scrittura del libro:
    oggi sono stanco (punto e a capo)
    vado a letto presto (punto e a capo)
    buonanotte Nella (punto e a capo)
    E via di questo passo+trama presuntuosa (i fisici del gruppo di via Panisperna) = soldi buttati!!!! Ci sono libri che non piacciono, ci sono libri che non piacciono e ti fanno venire una rabbia!...questo fa parte dell'ultima categoria

    ha scritto il 

  • 4

    Bello

    Un libro veramente bello. Scorrevole veloce e che ha un suo scopo. Far conoscere e farti incuriosire su grandi figure della fisica italiana rimaste volente o nolente nell'ombra perchè oscurate da un g ...continua

    Un libro veramente bello. Scorrevole veloce e che ha un suo scopo. Far conoscere e farti incuriosire su grandi figure della fisica italiana rimaste volente o nolente nell'ombra perchè oscurate da un grande sole (lui... l'altro Enrico). E quindi alla fine siamo tutti un poco come Rita o Tommasso del romanzo alla fine anche noi siamo curiosi e vogliamo più notizie e da un piccolo libro che ha solletica la curiosità spero nasca in molti la voglia di ricercare più notizie su questi grandi scienziati italiani.
    Buona lettura

    ha scritto il 

  • 5

    Emozionante.
    Un uomo che scruta il suo passato ricordando e interpretando episodi della sua vita. I sentimenti sono tangibili.
    La vita, che lui ritiene non vita, l'ho trovata, invece, piena di signifi ...continua

    Emozionante.
    Un uomo che scruta il suo passato ricordando e interpretando episodi della sua vita. I sentimenti sono tangibili.
    La vita, che lui ritiene non vita, l'ho trovata, invece, piena di significato.
    Le emozioni che emergono mi hanno toccata profondamente, diventando anche mie.

    ha scritto il 

  • 2

    "Raramente sono stati annunciati dal rumore gli eventi in grado di scompaginare un'esistenza."

    "Un'altra domanda.
    Quella: cosa succedeva invece all'oggetto quando veniva odorato?
    Silenzio.
    Questa volt ...continua

    "Raramente sono stati annunciati dal rumore gli eventi in grado di scompaginare un'esistenza."

    "Un'altra domanda.
    Quella: cosa succedeva invece all'oggetto quando veniva odorato?
    Silenzio.
    Questa volta non esisteva una risposta, ma una risata.
    Limpida, avvolgente.
    La sua risata.
    Mi graffia il cuore ogni volta al ricordo.
    Quando rideva, anche a me sembrava di poter essere un po' felice."

    " 'Enrico, ti ho chiesto una sintesi…'
    'Non ci riesco.'
    'Ad essere sintetico?'
    'Ad essere sincero.' "

    "Lo sai? E' la lentezza il segreto dell'energia atomica.
    Come quello della vita, semplicemente.
    Enrico Fermi lo ha realizzato in un lampo, quella mattina.
    Un lampo di genio, si dice così no?
    Quando è arrivato, con il suo urlo strozzato in gola, davanti allo sgabuzzino della biancheria degli scienziati, bè…te lo ricordi.
    Ha interrotto il mio bacio.
    Il mio sogno.
    Le speranze di una vita.
    Erano le undici e quindici di lunedì 22 ottobre 1934.
    Quando mi ha trascinato e siamo entrati dentro il laboratorio io ero stordito.
    Lui urlava. Voleva che prendessi i fogli per appuntare cifre e risultati.
    Risultati e cifre.
    Quei fogli sì che sono rimasti nella Storia.
    Con la mia calligrafia. […]
    Io lo avevo ispirato con i miei gesti pacati. Con la mia illuminante lentezza.
    Io avevo indugiato nella tua orbita con la speranza di essere catturato da te.
    E Fermi, guardandomi, ha pensato che i neutroni dovevano fare lo stesso.
    Indugiare davanti all'orbita del nucleo con la speranza di essere catturati. E generare così la radioattività.
    Eccolo, il grande segreto dell'energia atomica."

    L'idea di per sè poteva essere molto carina, anche se poteva essere sviluppata meglio. Ma per quanto riguarda lo stile... basta scimmiottare la Mazzantini e la Mazzucco!

    ha scritto il