Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Corpi di donna

Di

Editore: Marsilio

3.3
(62)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 184 | Formato: Altri

Isbn-10: 8831765132 | Isbn-13: 9788831765138 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Alessandro Giovanni Gerevini

Genere: Gay & Lesbian

Ti piace Corpi di donna?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ragazze nella megalopoli, ragazze in cerca di amore, ragazze a caccia di emozioni forti: Yuriko, Hanayo, Yukiko, Keiko, nomi che sembrano singulti di erotismo... Una giovane fumettista dal talento estroso, amante delle storie erotiche e perverse intreccia, tra le tante, una travolgente storia di passione e di sesso estremo con la ventenne Hanayo. La passione diventa intollerabile: si lasciano, in un finale da cui trapela il dolore dell'addio ed anche la sofferenza del crescere. Ma tra un mese sarebbe arrivata l'estate poi l'inizio dell'autunno e poi il compleanno. "Tutto sommato - pensò Yoko -avevo soltanto ventidue anni."
Ordina per
  • 4

    Quello che penso sempre quando leggo un libro è: occorre vedere il contesto in cui è stato scritto, entrare in un’ottica esterna e se possibile immedesimarsi sia con l’autore che col suo mondo, fondere noi con lui.
    Corpi di donna è un romanzo uscito ufficialmente in un Giappone del 1988, co ...continua

    Quello che penso sempre quando leggo un libro è: occorre vedere il contesto in cui è stato scritto, entrare in un’ottica esterna e se possibile immedesimarsi sia con l’autore che col suo mondo, fondere noi con lui.
    Corpi di donna è un romanzo uscito ufficialmente in un Giappone del 1988, concorreva alla selezione di un’importante premio letterario, e l’esito finale è stato burrascoso, sofferto. Si tratta di un’opera che andava sicuramente controcorrente, ritenuta scandalosa e al limite dell’esecrabile, ma che io – che l’ho letto nel 2013 – l’abbia trovato carino, tenero per certi versi, e magnificamente attuale.
    La protagonista è una giovane ragazza lesbica alle prese con la scoperta di se stessa, attraverso brevi frammenti di sesso violento cerca la via che la condurrà a capire i propri sentimenti, i propri desideri, è alla disperata ricerca di un manuale emotivo che le spieghi di cosa abbia davvero bisogno il suo cuore, e di come cercare una persona che davvero possa ricambiarla in modo onesto, in modo normale, in modo semplicemente assoluto.
    Il libro è diviso in tre tappe fondamentali che segnano le avventure di Yoko, non sono in ordine cronologico ma sono un condensato di sensazioni, di eventi, con qualche flashback qua e là che aiuta a comprendere oppure a complicare, anche se nulla rimarrà sospeso, tutti i punti convergeranno arrivando al finale.

    Per leggere l'intera recensione: http://scrittevolmente.com/2013/04/16/recensione-corpi-di-donna-rieko-matsuura/

    ha scritto il 

  • 3

    solo 21 anni o giu' di li

    Il titolo originale e' Natural Woman ed e' piu' azzeccato di questo "Corpi di donna". Il titolo italiano fa pensare ad altro, a qualcosa di piu' sensuale, erotico. In questo breve romanzo non c'e' nulla di erotico. Il centro del racconto,non sono i corpi e nemmeno le anime delle 3 donne presentat ...continua

    Il titolo originale e' Natural Woman ed e' piu' azzeccato di questo "Corpi di donna". Il titolo italiano fa pensare ad altro, a qualcosa di piu' sensuale, erotico. In questo breve romanzo non c'e' nulla di erotico. Il centro del racconto,non sono i corpi e nemmeno le anime delle 3 donne presentate, ma i pensieri e le azioni di queste, mi verrebbe da sottolineare "i pensieri". Posso solo sforzarmi d'immaginare che il masochismo della protagonista, compensato dal sadismo della bella e dannata, sia solo un escamotage per raccontare la violenza dell'approccio al mondo adulto delle poco piu' che ventenni disegnatrici di fumetto amatoriale. Disegnano fumetti, vivono in un mondo proprio, sono proto-donne, desiderose di sbocciare, di affermarsi, tra loro, nel gruppo omosessuale. Gli uomini ancora una volta non esistono e quando esistono sono completamente inutili. E la Natura Woman e' forse l'agognato desiderio di percepire se stessi, conoscersi ed accettarsi per quello che si e', un cammino che procede necessariamente per icontri e scontri, baci e violenze quasi come stupri. Peccato che il tutto, forse per demerito della traduzione (?), risulti un attimo noioso e ripetitivo. E' un difetto che trovo spesso in molta narrativa nipponica: la ripetizione ciclica di cio' che si era gia' enunciato in precedenza e la verbalizzazione fino allo sfinimento di pensieri e situazioni.. Ma e' cosi' difficile cercare di rendere un sentimento senza che la voce stridula di una protagonista ce lo racconti con immagini banali o che lasciano il tempo che trovano? Puo' essere veramente solo colpa del traduttore?

    ha scritto il 

  • 1

    Bruttino, inutile. Il racconto delle relazioni non proprio sane ed equilibrate della protagonista. Il fatto che la relazione sia lesbica è del tutto ininfluente, la stessa storia poteva essere raccontata in modo identico con un partner uomo. Al centro di tutto rapporti emotivi sgangherati e squil ...continua

    Bruttino, inutile. Il racconto delle relazioni non proprio sane ed equilibrate della protagonista. Il fatto che la relazione sia lesbica è del tutto ininfluente, la stessa storia poteva essere raccontata in modo identico con un partner uomo. Al centro di tutto rapporti emotivi sgangherati e squilibrati ma non approfonditi nella narrazione. Non lascia niente dopo la lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Un viaggio nella sessualità femminile, di corpo e anima.

    Yoko è la protagonista di questo libro, eppure la sua figura sfugge alla definizione, è il punto di vista imprescindibilmente parziale attraverso cui vediamo narrato un periodo della sua vita. Il racconto di tre amori omosessuali: con la giovane Yuki(ko), un rapporto fisico e masochistico; con la ...continua

    Yoko è la protagonista di questo libro, eppure la sua figura sfugge alla definizione, è il punto di vista imprescindibilmente parziale attraverso cui vediamo narrato un periodo della sua vita. Il racconto di tre amori omosessuali: con la giovane Yuki(ko), un rapporto fisico e masochistico; con la collega Yuriko, un amore platonico che per mantenere la sua intensità non deve concretizzarsi; la storia più intensa, difficile, completa e complessa con Hanayo, un amore folle, assoluto, non catalogabile.

    Nelle tre parti in cui è diviso il romanzo, in mainstream di coscienza, si raccontano tre amori diversi, distinti ma interrelati, in ordine non logico, forse in ordine di importanza.
    Un viaggio nella mente femminile ed anche nella sessualità femminile, di corpo e anima, soprattutto nell’esplorazione del proprio piacere in ogni forma – anche apparentemente poco piacevole.
    Un libro che fu osteggiato e boicottato, restò pochissimo in libreria, non fu premiato, fu visto come trasgressivo e “pericoloso”. Una scrittura trasgressiva che afferma una indipendenza tutta femminile.

    Lo stile è particolare.
    Tutti giapponesi i dialoghi che non portano a nulla, lo scambio di frasi assurdo per un occidentale, la mancanza di pregiudizi – anche giudizi - verso l’omosessualità, l’approfondimento psicologico – quasi doloroso scavare – di un animo femminile.
    Molto occidentali certi tagli di inquadratura nel narrare le vicende, i flashback, le ripetizioni.

    Nel complesso pregevole per la forme di scrittura (tranne alcune sbavature nel finale) e l’analisi cruda dell’animo.
    L’ho trovato però non finito, con personaggi odiosi, particolare e a tratti fastidioso nel reiterarsi di violenze che la protagonista ricerca.
    Yoko per me è insopportabile: falsamente passiva, lamentosa, indefinibile, si crogiola nel suo malessere e ne ammorba tutti. Eppure per questo forse è vera, esprime tante forme di sentimento, dalla passione fisica alla pura passione intellettuale, non risparmiandosi violenze e voli pindarici, umiliazioni e lirismi, vivendo quell’eterna indecisione senza fondamenta di sicurezza che è la vita.
    Quindi il giudizio totale ne risente, non per l’opera di per sé quanto per lo scarso fascino che ha esercitato su di me. Buon libro, non piace ma colpisce.

    In eBook.

    This opera by Mmorgana is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License

    ha scritto il 

  • 3

    che scandalo! o no?

    tre episodi della vita di una ragazza, in particolare dei suoi amori omosessuali, narrati in ordine non cronologico


    racconto banalotto


    le acrobazie sessuali, con tanto di sadomaso dichiarato, non sono granchè avvincenti, mentre i piagnistei da vittima della passione sono proprio d ...continua

    tre episodi della vita di una ragazza, in particolare dei suoi amori omosessuali, narrati in ordine non cronologico

    racconto banalotto

    le acrobazie sessuali, con tanto di sadomaso dichiarato, non sono granchè avvincenti, mentre i piagnistei da vittima della passione sono proprio da secolo scorso...solo che allora questi racconti erano sostenuti da passione vera e da capacità letteraria fuori dal comune, e penso ai lunghi passaggi di Jean Genet in cui insisteva sulle sue travolgenti passioni sessuali/passive nei confronti di bei bruti, qua invece c'è solo una lamentosa donnetta passiva che si lascia travolgere da un paio di stronzette adolescenti...che noia, altro che scandalo!!

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante la fuorviante trama in seconda di copertina, e l'idea banale che mi aveva lasciato una vecchia scheda letta per caso anni fa, la storia non è banale per niente. Si parla delle relazioni di Yoko. Tre relazioni: la prima, folle e travolgente con Hanayo; quella fisica e senza amore con l' ...continua

    Nonostante la fuorviante trama in seconda di copertina, e l'idea banale che mi aveva lasciato una vecchia scheda letta per caso anni fa, la storia non è banale per niente. Si parla delle relazioni di Yoko. Tre relazioni: la prima, folle e travolgente con Hanayo; quella fisica e senza amore con l'estenuante Yukiko, e quella più platonica e ingenua con la dolce e "normale" Yuriko. Mi aspettavo una "solita" storia di omosessualità femminile, ma il contesto omosessuale è decisamente l'ultimo che salta all'occhio, lasciando al lettore molti più spunti di riflessione. Niente disagio di una scoperta scomoda, niente paranoie per le ripercussioni sociali o familiari della cosa. Solo i sentimenti che si accompagnano alle storie: da quello più travolgente dal punto di vista emotivo, al trasporto fisico più spinto, all'ansia e al dolore della separazione, ma anche il respiro di sollievo per sentimenti più eterei, con tutto il trasporto di cui è capace qualsiasi cuore umano, sesso e "perversioni" a prescindere.
    Probabilmente è proprio per questo motivo che Corpi di donna è sempre stato un testo scomodo per l'ambiente letterario di appartenenza. È questa la sua vera trasgressione forse. Non è certo il sesso saffico e masochista. Non basterebbe quello per far voltare lo sguardo dei letterati più famosi, per far fare loro finta di niente. E invece.
    E non meriterebbe questo trattamento, visti i contenuti, lo stile interessante, come anche la struttura del romanzo, ben gestita tra l'altro visti i tempi di stesura (tre anni), ma è ovvio che non si può pretendere che l'ambiente letterario ufficiale accetti tranquillamente un elemento di rottura simile.
    Qualcosa di cui lamentarsi, comunque, c'è: a mio parere il personaggio della protagonista è troppo fumoso. Se si tolgono alcuni particolari, è difficile trarne un ritratto soddisfacente, impresa più facile con le altre donne del romanzo. Forse è fatto apposta, ma io mi sono imposta una rilettura per capire Yoko.
    In totale, quasi quattro stelline.
    Ah, e niente voyerismo né fanservice! Fanboy avvisato...

    Sulla traduzione.
    Qualcuno mi spieghi perché, se il titolo originale aveva senso lasciarlo così ("Natural Woman"), è diventato "Corpi di donna". Anche lo stile utilizzato non mi convince, così come i tanti calchi dal giapponese. E certo, si sente che è tradotto da un uomo, ci sarebbe stata bene un po' più sensibilità femminile.

    NB: questo libro ormai è introvabile. Sigh.

    ha scritto il