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Corpi di scarto

By Elisabetta Bucciarelli

(89)

| Paperback | 9788896238967

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Book Description

E' possibile vivere in una discarica e avere ancora la forza di sognare?
Iac vive tra la casa della madre e i bordi di una grande discarica. Accanto a lui il fratellino Tommi e l'attraente Silvia, ragazza perbene scontenta del proprio corpo. E un gru Continue

E' possibile vivere in una discarica e avere ancora la forza di sognare?
Iac vive tra la casa della madre e i bordi di una grande discarica. Accanto a lui il fratellino Tommi e l'attraente Silvia, ragazza perbene scontenta del proprio corpo. E un gruppo di esistenze abbandonate, il turco Saddam, il nero Argo e l'italiano Lira Funesta, scarti umani non privi di una loro particolare dignità.
Mondezza, morchia indistinta, fumo, terreno avvelenato, aria tossica, olezzo. La Bucciarelli ci spinge con i piedi nel fango, ci sporca di liquame infetto e con una capacità di scrittura straordinaria, potente e concentrata, ci racconta ciò che siamo soliti rifiutare.
Ma non è solo questo. E' un viaggio che accompagna il lettore nell'esplorazione del concetto di rifiuto in tutte le sue declinazioni; rifiuto della famiglia, della società, del proprio corpo, delle responsabilità, dell'autorità e della legalità.

26 Reviews

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Gli scarti umani

    Corpi Di Scarto di Elisabetta Bucciarelli è un libro inchiesta. Si parla di Ecomafia.
    Ecomafia è un termine coniato da Legambiente per parlare appunto dei settori della criminalità organizzata che "hanno scelto il traffico e lo smaltimento
    illecito ...(continue)

    Corpi Di Scarto di Elisabetta Bucciarelli è un libro inchiesta. Si parla di Ecomafia.
    Ecomafia è un termine coniato da Legambiente per parlare appunto dei settori della criminalità organizzata che "hanno scelto il traffico e lo smaltimento
    illecito dei rifiuti, l'abusivismo edilizio e le attività di escavazione come nuovo grande business".

    Nel romanzo viene sfatato il luogo comune secondo cui il fenomeno interesserebbe solo il meridione, la storia infatti è ambientata in una periferia del nord, probabilmente a Milano, se ne riconoscono alcuni tratti essenziali tra le righe. Il romanzo inoltre è stato tradotto in varie lingue, anche in tedesco, e questo dimostra che non è solo una questione italiana. I rifiuti si muovono verso la Cina, l'India.
    Dopo il capitolo novanta, l'ultimo di questo romanzo dal ritmo incalzante si può trovare una ricca bibliografia. Corpi Di Scarto si maneggia con cura, quasi come fosse lui stesso un rifiuto speciale. La copertina ritrae una bambina vestita di bianco, tra le mani ha dei ramoscelli di mimosa. No, lei non è tra i personaggi che incontreremo nel viaggio all’interno della discarica. La sua esile figura è in contrasto con lo scenario che ha alle spalle fatto di sacchi ammassati e malformi, ma ci introduce alla lettura: "Siamo ognuno lo scarto parziale o totale di qualcuno".
    Parole forti, che hanno quasi lo stesso effetto dei sassi lanciati dai bambini dispettosi.

    Senza retorica, si legge tutto d'un fiato. E’ difficile immaginare la vita tra le montagne di rifiuti. La discarica è la protagonista, con i suoi scarti materiali e scarti della società che la Bucciarelli descrive senza ipocrisia e senza voler commuovere il lettore. E' un romanzo che scuote l'anima. Noi stessi diventiamo protagonisti, magari siamo la casalinga che annoda le calze del marito, ancora utilizzabili.
    C’è il Nero, uno dei tanti cani randagi che vedi gironzolare nei pressi delle discariche alla ricerca di cibo, e poi c'è Argo, un immigrato di colore con regolare permesso di soggiorno che si guadagna da vivere vendendo gli oggetti che trova all'interno della discarica al mercato; Saddam il turco che ha ricostruito un'abitazione tipica della sua terra con i materiali trovati tra i rifiuti, e condivide con gli altri abitanti la sua cultura e le sue tradizioni; Lira Funesta e Iac, due adolescenti ribelli, alla ricerca di sé stessi e del senso della vita. Lira Funesta vive ancora con i genitori, rifiutato dalla madre e dalla sorella, mentre Iac si rifiuta di vivere con la madre. Frequenti sono le incursioni del fratellino Tommi che abita a pochi passi dalla discarica. Iac lo intrattiene con piccoli trucchi di magia, ma l'attrazione principale è la polvere di stelle. La stessa con cui incanta Silvia, una ragazza che appartiene a quel mondo in cui conta solo apparire, affascinata dal pericoloso macromondo della discarica.

    I corpi di scarto sono anche quelli del Vecchio, un homeless che possiede solo delle coperte e un cartone per la notte, e quelli degli skaters ragazzi che si divertono a fare lo slalom tra i rifiuti con i loro tavole di legno.
    Tutto il romanzo è ricco di dettagli e particolari minuziosi, essenziali. Il rifugio di Iac, viene descritto come un piccolo contenitore sterile, e se non fosse per il tanfo, a cui comunque ci si abitua, potrebbe sembrare una cantina piena di cianfrusaglie da cui è difficile staccarci.
    Non ci sono computer, si è scollegati dal resto del mondo che corre veloce. E' un'atmosfera familiare, solidale. Le giornate sono una vera e propria caccia al tesoro, pensate che si possono trovare anche degli stivaletti nuovi o un paio di Nike.

    Ci sono due storie parallele nel libro. Quella della discarica, e quella della città con i suoi vizi. I due mondi si sfiorano, si toccano con l'incontro di Iac e Silvia, ma non si confondono. L'essere e l'avere, l'essere e l'apparire. Ma nella discarica non ci sono solo gli ammassi di scarti e i "Corpi di Scarto". C'è una convivenza “obbligata” con gli operatori che conferiscono i rifiuti. Un giorno scoppia un incendio, e il ritmo del romanzo accelera improvvisamente. I Corpi Di Scarto non posso rimanere indifferenti rispetto alla “Cosa”, e al male. La “Cosa”, è un ammasso di rifiuti indefinito, composta da scarti di ogni genere, anche pericolosi. Argo, Saddam, Lira Funesta e Iac, non possono permettere che venga distrutto il loro piccolo universo, devono rompere il silenzio. Non c'è un lieto fine, non c'è nemmeno una fine. C’è il riscatto di quella parte della società che rifiutiamo, diversa, ma con una dignità. Ricordate la polvere di stelle? La ritroverete alla fine del libro. E non è certo qualcosa di magico.

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    Acidella said on Sep 18, 2013 | Add your feedback

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    Pubblicata per www.gialloecucina.wordpress.com

    Se avessi la possibilità un giorno di incontrarla di persona, le stringerei la mano e la ringrazierei di cuore. Corpi di scarto è un libro unico nel suo genere a cominciare dall’ambientazione, una discarica, per proseguirre poi con i personaggi di cu ...(continue)

    Se avessi la possibilità un giorno di incontrarla di persona, le stringerei la mano e la ringrazierei di cuore. Corpi di scarto è un libro unico nel suo genere a cominciare dall’ambientazione, una discarica, per proseguirre poi con i personaggi di cui è difficile non innamorarsi. Persone di diversa estrazione sociale, con storie differenti alle spalle, si incontrano e condividono le loro esperienze nel posto dove regnano i rifiuti. Già, perchè loro sono in grado di vivere con quello che la società ha definito uno scarto. Così, senza effetti speciali, le necessità vengono soddisfatte da oggetti in disuso, ma non per questo ci si sente scartati da chi ci circonda, dai nostri cari e dai nostri affetti. La vita nella discarica va avanti grazie alle emozioni e ai sentimenti che ognuno di noi prova quotidianamente. A meno che…

    Corpi di scarto è un noir di denuncia scritto e pensato bene ma, se possibile, realizzato anche meglio. Le pagine scorrono via veloci lasciando però grossi punti di domanda cui chissà se troveremo mai risposta.

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    Elio said on Mar 26, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La Bucciarelli colpisce ancora

    Colpire verbo transitivo; in senso figurato significa “Impressionare, suscitare una forte emozione”.
    Tra i sinonimi: stupire, sconcertare, turbare, toccare.
    Leggere questo libro significa rimanere colpiti, nei diversi significati elencati sopr ...(continue)

    Colpire verbo transitivo; in senso figurato significa “Impressionare, suscitare una forte emozione”.
    Tra i sinonimi: stupire, sconcertare, turbare, toccare.
    Leggere questo libro significa rimanere colpiti, nei diversi significati elencati sopra.

    Si può ambientare un romanzo in una discarica?
    Una discarica descritta come fosse un luogo quasi normale dove vivere, dove i rifiuti non sono solo scarti, ma opportunità, elementi utili. Fuori c’è la nostra società, gli individui, le diverse personalità che vengono descritte lasciando però al lettore lo spazio per la propria immaginazione.

    Messa da parte (ma non scartata) la Vergani ed il romanzo d’indagine, Elisabetta Bucciarelli ci porta in un mondo che il lettore conosce solo dall’esterno e superficialmente.
    La storia infatti si svolge in una discarica, uno di quei luoghi che per la nostra società, basata per la maggior parte sull’immagine pulita e levigata dei modelli e delle pubblicità, non dovrebbe esistere e di cui forse non si dovrebbe parlare.
    I rifiuti danno fastidio, ingombrano, certe volte invadono le città; è sufficiente uno sciopero di un giorno per far emergere lungo le strade quello che noi scartiamo.
    Ma un romanzo della Bucciarelli non può fermarsi a raccontare i rifiuti e la loro gestione, pure se la collana “VerdeNero” si occupa anche di questo: l’analisi va come sempre più a fondo, tocca delle corde che danno fastidio e mettono a disagio il lettore.
    Iniziamo dalla frase: “siamo ognuno lo scarto parziale o totale di qualcuno.” E’ veramente così?
    La parola “scarto” non è usata nel suo significato più comune, il risultato di un processo, ma indica quello che mi differenzia da ogni altro essere delle specie umana.
    Forse allora è vero che siamo tutti scarti, perché non esistono due persone uguali.

    Un libro che spiazza il lettore abituato al significato abituale delle parole, perché riesce a far diventare una parola con accezione negativa (il termine “scarto”) un valore aggiunto. La differenza può anche essere arricchimento, se c’è il rispetto reciproco e il riconoscimento che le caratteristiche dell’altro non sono solo un motivo di conflitto.
    Non è l’ambiente che definisce gli individui: anche in una discarica gli uomini sono innanzitutto persone.

    Frasi nitide, precise, esaurienti: una boccata d’ossigeno rispetto a quello che si legge di solito.
    Capitoli brevissimi, scelta di termini inattesi, a volte inusuali, ma anche interessanti.
    Un linguaggio chiaro ma non semplice, non elementare: ricercato? No, efficace.
    Un libro diverso e singolare, per il luogo dove si svolge la vicenda, per i personaggi che racconta e, alla fine, anche sorprendente.
    Un mondo unico, inaspettato. 216 pagine, novanta capitoli brevi o brevissimi (di una o al massimo tre pagine); 90, come la paura? La paura degli altri, degli sconosciuti, delle persone vestite male, delle malattie che si possono prendere, dei batteri, dei rifiuti ormai alla fine della loro esistenza.

    Io però non mi sento “lo scarto parziale o totale di qualcuno”: sono presuntuoso?
    E’ vero, ogni persona è diversa da tutte le altre, ma penso che le cose comuni alla maggior parte delle persone siano in numero maggiore rispetto alle differenze: forse sono un idealista…

    “Poi rimasero zitti per un po’. Di solito stavano anche zitti per alcuni minuti, non era necessario dire sempre qualcosa. Questo lo consideravano un grado effettivo di libertà. Nessuno che interpretava i loro silenzi, nessuno che interrogava, nessuno che voleva controllare i loro pensieri. Nessuno che formulava la domanda più ostile: <A cosa stai pensando?> Alla quale in coro, avrebbero continuato comunque a rispondere: <A niente>.”

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    Carrfinder said on Apr 25, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Le donne sono già rifiuto quando la bellezza le abbandona"

    Vengo a conoscenza dell’ultimo libro di Elisabetta Bucciarelli grazie alla segnalazione di Giulio Cavalli, durante un incontro dedicato alla letteratura della legalità, e decido immediatamente di acquistarlo: conosco l’attività letteraria di Elisabet ...(continue)

    Vengo a conoscenza dell’ultimo libro di Elisabetta Bucciarelli grazie alla segnalazione di Giulio Cavalli, durante un incontro dedicato alla letteratura della legalità, e decido immediatamente di acquistarlo: conosco l’attività letteraria di Elisabetta da lontano, ma questo ultimo lavoro mi incuriosisce più degli altri.
    Perché è ambientato in una discarica ai bordi di una Grande Città, perché racconta degli ultimi e dei randagi di cui nessuno vuole sentir parlare, perché si intinge nella mondezza e ne racconta gli abusi: una scelta coraggiosa per un’autrice. (...)

    CONTINUA QUI: http://www.maggiejeans.com/blog/elisabetta-bucciarelli-…

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    Elena Torresani said on Dec 22, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    E' un bel libro ed è anche un libro coraggioso, di denuncia.
    Bello e felice di averlo letto!

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    Simona Romano said on Oct 23, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    "In mezzo, tra il prima e il dopo, un gesto banale, e un altro ancora, in una catena di mancanze, dimenticanze, assenze. Banale come il male"

    Questo libro parla di scarti.
    Scarti umani, scarti emozionali, ma anche scarti veri e propri, i rifiuti. L'intera vicenda, infatti, ha luogo in una discarica, la discarica di una grande città, una città senza nome in cui si riflette una Milano che is ...(continue)

    Questo libro parla di scarti.
    Scarti umani, scarti emozionali, ma anche scarti veri e propri, i rifiuti. L'intera vicenda, infatti, ha luogo in una discarica, la discarica di una grande città, una città senza nome in cui si riflette una Milano che isola ed espelle dal convivio civile i suoi figli disgraziati e i suoi paria.
    La discarica è infatti il rifugio di giovani, vecchi ed immigrati di differenti nazionalità, che si ritrovano loro malgrado schiacciati dalle ecomafie dilaganti, piaghe tutte moderne che nascono, crescono e dilagano nell'indifferenza. Un cancro considerato banale, mentre appare sempre più chiaro che, come ha insegnato Hannah Arendt, l'unica vera banalità sia quella del male.
    Era l'assoluta banalità del "fare male" il minimo comune multiplo alla portata di chiunque, era da lì che si arrivava con facilità estrema e colposa al disastro

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    Giulietta said on Sep 29, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (89)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 223 Pages
  • ISBN-10: 889623896X
  • ISBN-13: 9788896238967
  • Publisher: Edizioni Ambiente (Verdenero Noir)
  • Publish date: 2011-03-01
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