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Correre

Di

Editore: Adelphi (Fabula, 214)

3.8
(311)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 148 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8845924335 | Isbn-13: 9788845924330 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Pinotti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Ai Giochi interalleati di Berlino, nel 1946, vedendo dietro il cartello Czechoslovakia un solo atleta male in arnese, tutti ridono. E quando quell’atleta, che non si è accorto della convocazione, attraversa lo stadio come un pazzo urlando e agitando le braccia, i giornalisti estraggono avidi i taccuini. Ma poi, quando nei cinquemila, pur avendo già un giro di vantaggio, non smette di accelerare e taglia il traguardo in solitudine, gli ottantamila spettatori scoppiano in un boato. Il nome di quel ragazzone biondo che sorride sempre non lo dimenticheranno più: Emil Zátopek. La sua aria mite e gentile è una trappola: dacché ha scoperto che correre gli piace, nessuno l’ha più fermato. Il fatto è che vuole sempre capire fin dove si può spingere. Dello stile se ne frega: corre come uno sterratore, il volto deformato da un rictus, senza preoccuparsi dell’eleganza. È, semplicemente, un motore eccezionale sul quale ci si sia scordati di montare la carrozzeria. Nel giro di pochi anni e di due olimpiadi Emil diventa invincibile. Nessuno può fermarlo: neppure il regime cecoslovacco, che invano lo spia, limita le sue trasferte, distorce le sue dichiarazioni. Emil corre, corre sempre. Corre contro il suo declino, e sorride. Anche nelle miniere d’uranio dove lo sbattono perché ha sostenuto Dubček, anche mentre insegue a brevi falcate il camion che raccoglie la spazzatura a Praga. Nemmeno Mosca può fermarlo.
Come un film proiettato a velocità doppia, il nuovo romanzo di Echenoz attraversa quarant’anni di un destino eccezionale eppure misteriosamente simile al nostro, sorvola i marosi della Storia – ci appassiona e ci commuove. E ci regala una scrittura sovranamente limpida, increspata di quell’impagabile ironia che per Echenoz è solo un affetto pudico.
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  • 2

    La storia, per niente sviluppata sul piano storico e umano del protagonista, sul grande campione di corsa Emil Zapotec. Interessante conoscere questo campione, ma in modo del tutto superficiale. ...continua

    La storia, per niente sviluppata sul piano storico e umano del protagonista, sul grande campione di corsa Emil Zapotec. Interessante conoscere questo campione, ma in modo del tutto superficiale.

    ha scritto il 

  • 3

    El libro en sí no pasará a la historia por lo bien escrito que está. No es que esté mal, es que es más un reportaje de la 2 que un libro. Lo interesante es el personaje, Emil Zápotek, un nombre mítico ...continua

    El libro en sí no pasará a la historia por lo bien escrito que está. No es que esté mal, es que es más un reportaje de la 2 que un libro. Lo interesante es el personaje, Emil Zápotek, un nombre mítico para los aficionados a las carreras de larga distancia, ganador de todo lo que era posible ganar al revés de como decían los especialistas, los entrenadores y hasta los médicos que durante algunos años esperaron (sin éxito) su muerte en cualquier competición. Y además era una persona afable, simpática, que gesticulaba de una manera exagerada en las carreras, se detenía a hacerse fotos con la gente, terminaba una carrera dejando a sus competidores un par de vueltas al estadio por detrás y aún corría una vuelta más esprintando para saludar al público.
    Fue desposeído de todos sus honores militares por apoyar la revolución de la primavera de Praga del 68, enviado a trabajar a una mina de uranio y luego de basurero, para humillarle. Pero les salió mal porque Zápotek era tan popular que la gente le aplaudía cuando pasaba con el camión de la basura.
    Todo un personaje.
    El libro se lee de un tirón.

    ha scritto il 

  • 4

    "... ha saputo disciplinare cuore e polmoni..."

    "... prende le redini della situazione e non le molla più."

    "Quel che non aveva previsto è che dopo un po' comincia a piacergli."

    "Tenere la macchina se ...continua

    "... ha saputo disciplinare cuore e polmoni..."

    "... prende le redini della situazione e non le molla più."

    "Quel che non aveva previsto è che dopo un po' comincia a piacergli."

    "Tenere la macchina sempre in moto, migliorarla di continuo e strapparle prestazioni."

    ha scritto il 

  • 4

    Simple. Una demostración más de cómo con gran sencillez literaria, sin grandes florituras semánticas, puede explicarse una historia llena de matices y sentimientos complejos. Una novela biográfica de ...continua

    Simple. Una demostración más de cómo con gran sencillez literaria, sin grandes florituras semánticas, puede explicarse una historia llena de matices y sentimientos complejos. Una novela biográfica de un personaje entrañablemente cercano, que nos ayuda a comprender muchos de los misterios del deporte... y de determinados regímenes políticos, no demasiado ajenos en el tiempo.

    ha scritto il 

  • 3

    Per eccellere è quasi sempre indispensabile diventare spietati con se stessi, ed Emil Zátopek lo era ferocemente. La bella storia di un mito dell’atletica, ma soprattutto di un uomo che riesce a viv ...continua

    Per eccellere è quasi sempre indispensabile diventare spietati con se stessi, ed Emil Zátopek lo era ferocemente. La bella storia di un mito dell’atletica, ma soprattutto di un uomo che riesce a vivere con esemplare dignità le drammatiche vicissitudini personali e della sua Praga.

    ha scritto il 

  • 4

    La vita di Emil Zátopek si presterebbe a una narrazione epica. Mezzofondista e maratoneta moravo, la "locomotiva ceca" frantumò ogni record tra la fine degli anni '40 e la prima metà dei '50. Correva, ...continua

    La vita di Emil Zátopek si presterebbe a una narrazione epica. Mezzofondista e maratoneta moravo, la "locomotiva ceca" frantumò ogni record tra la fine degli anni '40 e la prima metà dei '50. Correva, correva come se non gli restasse altro da fare e vinceva tutto il vincibile con un'andatura così sgraziata, con una faccia così piena di smorfie impossibili e con la splendida incuranza di un fenomeno. Chiuso il libro sono andata a vedere le foto di questo “miracolo vivente” e ho ritrovato quella faccia lì, quel sorriso inconsapevole e quel correre disarticolato e pieno di un dolore necessario.
    «Ma le scimmie sembrano cattive, inacidite, amare, perennemente scocciate di aver mancato giusto per un pelo l'umanità. È un pensiero che le assilla, è indubbio, un chiodo fisso. Hanno una gran voglia di fartela pagare». Questo è Emil, un bambino adulto che ha in tasca le chiavi di tutto, che sa senza chiedere, agisce senza sapere, che vive e si lascia vivere con meravigliosa levità.
    Corre attraverso il regime stalinista cecoslovacco; corre attraverso gli anni più bui della paura, della delazione, della polizia segreta e dei processi sommari, a casa un ritratto di Stalin e uno del Presidente ceco Gottwald. Corre dentro la Primavera di Praga e l'invasione sovietica, le epurazioni e la normalizzazione. Tutto accade accanto a lui, nonostante lui e si rovescia su di lui senza troppo rumore, come la sua fama mondiale. Ne è consapevole, sa di essere un eroe nazionale? Non è dato saperlo, è solo Emil, un uomo normale che correva molto, molto forte tra lo stupore del mondo.
    Poteva essere una narrazione epica e invece è leggerezza pura, intimità, naturalezza. Nessun dialogo o climax. «Non so voi, ma personalmente di tutte queste imprese, e record, e vittorie, e trofei, comincio un po' a non poterne più. Il che cade a proposito perché, proprio adesso, Emil sta per mettersi a perdere».

    ha scritto il 

  • 4

    Dall’occupazione nazista alla liberazione russa, dal comunismo alla primavera di Praga, Emil Zàtopek sembra attraversare la storia a passo di corsa. Un vita da eroe, la sua, anche se lo stile di Echen ...continua

    Dall’occupazione nazista alla liberazione russa, dal comunismo alla primavera di Praga, Emil Zàtopek sembra attraversare la storia a passo di corsa. Un vita da eroe, la sua, anche se lo stile di Echenoz è ben lontano dai toni epici che ci aspetteremmo. https://trecugggine.wordpress.com/2014/11/04/correre-di-jean-echenoz/

    ha scritto il 

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    Ancora una volta

    Ancora una volta mi ritrovo a leggere un libro di Echenoz, ad apprezzarlo mentre lo leggo, e a chiedermi quando l'ho finito: ma io, perché l'ho letto?
    E lui: perché l'ha scritto?

    ha scritto il 

  • 0

    Emil, umile e con le gambe infuocate.
    Mi sarebbe piaciuto leggere di più dell'intimità di quest'uomo, i pensieri durante la fatica, la lotta mentale per resistere oltre i limiti, la delusione per non ...continua

    Emil, umile e con le gambe infuocate.
    Mi sarebbe piaciuto leggere di più dell'intimità di quest'uomo, i pensieri durante la fatica, la lotta mentale per resistere oltre i limiti, la delusione per non poter espatriare e misurarsi con altri atleti . E' un assaggio della biografia di questo curioso personaggio al di fuori degli schemi, che improvvisa tutto basandosi sul proprio corpo , inventando un modo di correre innovativo. Zatopek incarna quell'idea di volontà in grado di piegare i limiti umani; un paio di scarpe giuste, che invece lui non aveva, e via.

    ha scritto il 

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