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Correre

By Jean Echenoz

(317)

| Paperback | 9788845924330

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Book Description

Ai Giochi interalleati di Berlino, nel 1946, vedendo dietro il cartello Czechoslovakia un solo atleta male in arnese, tutti ridono. E quando quell’atleta, che non si è accorto della convocazione, attraversa lo stadio come un pazzo urlando e agitando Continue

Ai Giochi interalleati di Berlino, nel 1946, vedendo dietro il cartello Czechoslovakia un solo atleta male in arnese, tutti ridono. E quando quell’atleta, che non si è accorto della convocazione, attraversa lo stadio come un pazzo urlando e agitando le braccia, i giornalisti estraggono avidi i taccuini. Ma poi, quando nei cinquemila, pur avendo già un giro di vantaggio, non smette di accelerare e taglia il traguardo in solitudine, gli ottantamila spettatori scoppiano in un boato. Il nome di quel ragazzone biondo che sorride sempre non lo dimenticheranno più: Emil Zátopek. La sua aria mite e gentile è una trappola: dacché ha scoperto che correre gli piace, nessuno l’ha più fermato. Il fatto è che vuole sempre capire fin dove si può spingere. Dello stile se ne frega: corre come uno sterratore, il volto deformato da un rictus, senza preoccuparsi dell’eleganza. È, semplicemente, un motore eccezionale sul quale ci si sia scordati di montare la carrozzeria. Nel giro di pochi anni e di due olimpiadi Emil diventa invincibile. Nessuno può fermarlo: neppure il regime cecoslovacco, che invano lo spia, limita le sue trasferte, distorce le sue dichiarazioni. Emil corre, corre sempre. Corre contro il suo declino, e sorride. Anche nelle miniere d’uranio dove lo sbattono perché ha sostenuto Dubček, anche mentre insegue a brevi falcate il camion che raccoglie la spazzatura a Praga. Nemmeno Mosca può fermarlo.
Come un film proiettato a velocità doppia, il nuovo romanzo di Echenoz attraversa quarant’anni di un destino eccezionale eppure misteriosamente simile al nostro, sorvola i marosi della Storia – ci appassiona e ci commuove. E ci regala una scrittura sovranamente limpida, increspata di quell’impagabile ironia che per Echenoz è solo un affetto pudico.

72 Reviews

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  • 9 people find this helpful

    Vivere / Correre

    Romanzo e biografia insieme. L'idea è pregevole, la vita di Zátopek di certo coinvolgente, ma lo stile colloquiale, che chiama l'atleta semplicemente col nome Emil e che ce lo racconta in una serie di confidenze con qualche piccola riflessione occasi ...(continue)

    Romanzo e biografia insieme. L'idea è pregevole, la vita di Zátopek di certo coinvolgente, ma lo stile colloquiale, che chiama l'atleta semplicemente col nome Emil e che ce lo racconta in una serie di confidenze con qualche piccola riflessione occasionale, a volte viene a noia e non permette grossi approfondimenti. Certo, era nelle intenzioni, ma lasciano perplessi alcuni vuoti, in particolari nelle reazioni emotive del grande corridore cecoslovacco.

    E da qui il grosso difetto del libro: che è sempre gioviale. Anche quando Emil perde, anche quando subisce angherie dal sistema cecoslovacco, il suo atteggiamento gioioso e ottimista non ferisce il lettore, che in fondo pensa sempre "ma sì, una piccola sfortuna in un percorso radioso".
    Nella mia ultima recensione concludevo dicendo che la letteratura è morte. Il problema, qui, è che non ci si fa male. Non c'è morte.

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    Catoblepa (protomoderno) said on Dec 7, 2013 | 6 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    "correrò con uno stile perfetto quando valuteranno la bellezza sulla base di un punteggio, come nel pattinaggio artistico. ma io, per ora, devo solo andare più veloce che posso."

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    sergio said on Dec 3, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro sulla vita del mitico corridore Emil Zátopek.
    Pensavo fosse più avvincente..diciamo che il personaggio che racconta correva decisamente più veloce di questo romanzo.

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    Silvano.F said on Oct 28, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Biografia di un atleta epico raccontata così così...

    La storia di Emil Zàtopekè una di quelle storie che sembrano appartene ad un altro tempo, quando la corsa non era stata ancora invasa dalla tecnologia di scarpe superleggere o da tute super traspiranti. Ho sempre guardato con ammirazione a questo rag ...(continue)

    La storia di Emil Zàtopekè una di quelle storie che sembrano appartene ad un altro tempo, quando la corsa non era stata ancora invasa dalla tecnologia di scarpe superleggere o da tute super traspiranti. Ho sempre guardato con ammirazione a questo ragazzone cecoslovacco, che da ragazzo lavorava alla Bata, una fabbrica di scarpe e che di colpo viene catapultato in una attività sportiva che all'inizio nemmeno gli piace: correre. Il giovane Emil all'inizio sperimenta da solo, la dolce sensazione della sofferenza che un'attività fisica così massacrante scatena nel fisico e nella mente, ed è da lì, dalla sofferenza che scatta qualcosa in lui che gli fa amare la corsa, che lo fa essere umile come solo i grandi campioni sanno essere, quando compie imprese leggendarie. Quello che però a mio avviso è mancato a questo romanzo-biografia è proprio il tono epico, tono che le imprese di questo grande uomo e atleta avrebbe di certo meritato...
    Il tono usato da Echenoz sembra sterile e relegato ad una fredda cronaca degli avvenimenti che si susseguono, soffermandosi poco (a volte pochissimo) sulle imprese sportive, dando maggiormente risalto alla cornice storica in cui si svolgono gli avvenimenti...
    Insomma in conclusione mi aspettavo di più da questo romanzo e in parte ne sono rimasto un po deluso, ma ho provato un immenso piacere nel sapere che c'è ancora qualcuno che riporta alla memoria collettiva la vita di atleti spesso troppo dimenticati il cui ricordo viene lasciato a giacere nell'oblio...
    Consigliato a tutti se si vuole saperne di più sulla figura di Emil Zàtopek...

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    Crono82 said on Aug 13, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La corsa prima di tutto

    Emil Zàtopeck raccontato non come eroe (e che eroe sportivo negli anni 40 e 50 del secolo scorso) ma come un essere che fece della leggerezza, nella vita e nella corsa, un modello di vita.
    Leggere questo romanzo per credere. Bellissimo il passaggio d ...(continue)

    Emil Zàtopeck raccontato non come eroe (e che eroe sportivo negli anni 40 e 50 del secolo scorso) ma come un essere che fece della leggerezza, nella vita e nella corsa, un modello di vita.
    Leggere questo romanzo per credere. Bellissimo il passaggio di quando Emil visita lo zoo e vedendo le scimmie ne nasce questo spunto "Ma le scimmie sembrano cattive, inacidite, amare, perennemente scocciate di aver mancato giusto per un pelo l'umanità. E' un pensiero che le assilla, è indubbio, un chiodo fisso,. Hanno una gran voglia di fartela pagare."

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    GianLuca said on Jun 12, 2013 | Add your feedback

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