Corsari di Levante

Le avventure del Capitano Alatriste 6

Di

Editore: Tropea (I Trofei)

3.7
(68)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 276 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8855800957 | Isbn-13: 9788855800952 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Roberta Bovaia

Genere: Narrativa & Letteratura

Ti piace Corsari di Levante?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Questa volta non c'è la terra a dare conforto con i suoi frutti, a parte brevi momenti in cui trovare ristoro fra le taverne di qualche approdo mediterraneo. Non ci sono donne da amare, per cui soffrire o duellare, ma soltanto bordelli dove riscaldare l'animo con il vino e con gli immancabili piaceri di una effimera compagnia. Non ci sono gli intrighi di corte, le congiure di palazzo, o le manovre dell'Inquisizione. C'è un periodo di stanza in una Napoli barocca e spagnola, alcune scaramucce con la gente del posto, i versi di don Francisco de Quevedo - per non perdere l'esercizio della lettura - una pericolosa lettera d'amore che riapre ferite lontane, e uno scontro a muso duro con un Alatriste più che mai pensieroso e solitario. Il resto è sole, vento, onde, isole e pirati, insenature e porti naturali, abbordaggi e duelli, in mezzo alla tempesta o alla bonaccia, con la salsedine appiccicata alla pelle e la prua a Levante. Imbarcato sulla Mulata, l'agile galea a ventiquattro banchi della flotta di Filippo IV, il giovane Iñigo si immerge nella dura vita militare e affronta le esperienze che lo porteranno a diventare uomo. Sotto la vigile presenza dell'amato capitano, di un compagno fedele e di un moro convertito, solcheranno i mari del Mediterraneo, a caccia dei corsari e degli inglesi, tra bordate e arrembaggi. Fino all'ultima battaglia, davanti a Iskenderun, dove, contro cinque galee turche, sarà il valore, o forse il caso, a decidere della vita e della morte.
Ordina per
  • 2

    Stanco e fragile

    Ma non parlo di Alatriste, ma della trama: troppo debole per reggere un romanzo, che infatti si basa più che altro su lunghe e cruente scene di battaglie e sgozzamenti vari. L'atmosfera, fra colonie s ...continua

    Ma non parlo di Alatriste, ma della trama: troppo debole per reggere un romanzo, che infatti si basa più che altro su lunghe e cruente scene di battaglie e sgozzamenti vari. L'atmosfera, fra colonie spagnole in Africa, Napoli e navi corsare è senz'altro diversa dai precedenti. Apprezzabile il tentativo di evolvere un po' Inigo e il rapporto col Capitano, ma sembra più un libro di passaggio.

    ha scritto il 

  • 3

    Ed eccomi alla sesta avventura di Alatriste, anche se penso che non sia il migliore fra quelli letti, devo ammettere che la scrittura di Perez Reverte sa catturare sempre l’attenzione e tenerla alta n ...continua

    Ed eccomi alla sesta avventura di Alatriste, anche se penso che non sia il migliore fra quelli letti, devo ammettere che la scrittura di Perez Reverte sa catturare sempre l’attenzione e tenerla alta nel lettore. Non c’è una vera e propria trama, è piuttosto un’avventura che si svolge tutta per mare a bordo delle galee, le difficoltà della navigazione, la vita a bordo, le battaglie, il tutto interessantissimo sotto il profilo storico.

    ha scritto il 

  • 4

    Nella sua sesta avventura, il capitano Diego Alatriste si ritrova senza terra sotto i piedi. Letteralmente: in Corsari di Levante lo spadaccino senza padrone protagonista della serie omonima ambientat ...continua

    Nella sua sesta avventura, il capitano Diego Alatriste si ritrova senza terra sotto i piedi. Letteralmente: in Corsari di Levante lo spadaccino senza padrone protagonista della serie omonima ambientata nella Spagna del Seicento, accompagnato dal fedele Íñigo Balboa (la giovane voce narrante) e da Sebastián Copons, loro compagno e veterano, si imbarca su una galea che lo porterà attraverso tutto il Mediterraneo, dalle coste africane via Napoli fino alle acque turche. Non più duelli dunque, né la guerra tra il fango delle Fiandre: stavolta si combatte per mare, con tutte le implicazioni che questo comporta.

    Recensione a cura di Marta su http://www.amazingreaders.net/narrativa/corsari-levante-arturo-perez-reverte/

    ha scritto il 

  • 4

    "E alla Gloria torna chi dalla Gloria viene a fronte alta al fatal destino, tremante il cuore, giammai la spada"

    Un pò meno.
    Stavolta un pò meno.
    Epico? Sì, al solito, la claustrofobia della nave e la rudezza dei rapporti personali sui vascelli, ma stavolta un pò meno.
    Malinconico? Sì, al solito, la solitudine d ...continua

    Un pò meno.
    Stavolta un pò meno.
    Epico? Sì, al solito, la claustrofobia della nave e la rudezza dei rapporti personali sui vascelli, ma stavolta un pò meno.
    Malinconico? Sì, al solito, la solitudine di chi decide di vivere da eroe, da uomo d'onore c'è sempre ma, stavolta...
    Emozionante? Sì, al solito, vorresti esser vissuto in quegli anni di emozioni forti e di compagni veri, di generosità e follia, di duelli e donne meravigliose.
    Ma stavolta, le parole restano tra le pagine, non spiccano il salto nella mente del lettore e, soprattutto, nel cuore.
    Un pò meno.

    ha scritto il 

  • 5

    Le vostre Signorie saranno stufe di sentir parlare di eroi inglesi salvatori di giovinette e perfidi spagnoli, bigotti come le vecchie di Leon e ladri come una masnada di biscaglini... ma le vostre gr ...continua

    Le vostre Signorie saranno stufe di sentir parlare di eroi inglesi salvatori di giovinette e perfidi spagnoli, bigotti come le vecchie di Leon e ladri come una masnada di biscaglini... ma le vostre grazie ora possono leggere dalla penna di Don Arturo come veramente si svolsero i fatti, in quel bellissimo, terribile e (alla fine) mortale secolo d'oro di Spagna. Tra una botta di toledana e un abbordaggio all'ultimo sangue, il capitano Alatriste ci porta con sé, che sia una battaglia sul ponte di una galea nel Mediterraneo o una notte stellata nelle vie di Napoli. E una volta cominciato il viaggio, non si riesce più a scendere. Positivo: è Alatriste, alle vostre grazie basti questo. Negativo: come ogni cosa, prima o poi finisce... e bisogna aspettare il prossimo.

    ha scritto il 

  • 5

    “Gran putifarre! Questo Alatriste è pura dinamite! Il vecchio satanasso vorrà di sicuro incontrarlo.”. Questo, ne sono certo, direbbe il mio vecchio amico Kit. E sarebbe davvero intrigante poter assi ...continua

    “Gran putifarre! Questo Alatriste è pura dinamite! Il vecchio satanasso vorrà di sicuro incontrarlo.”. Questo, ne sono certo, direbbe il mio vecchio amico Kit. E sarebbe davvero intrigante poter assistere, nell’Arizona del 1800, ad un incontro tra Alatriste e Aquila della Notte! Non foss’altro che per osservarli mentre si studiano, prima di tendersi la mano!
    Ho letto che alcuni lettori ritenevano che il Capitano Diego Alatriste y Tenorio fosse un personaggio realmente esistito nella Spagna del ‘600. Non so se ciò corrisponda al vero, ma quel che posso testimoniare è che Pérez-Reverte ha il grande, grandissimo merito – a parer mio – di coniugare personaggi e intreccio narrativo con la Storia, rendendo i suoi libri, senza che ciò diminuisca di un briciolo la malia del leggere, quasi un accurato, affascinante resoconto storico. Probabilmente anche altri autori hanno saputo sposare Storia e invenzione narrativa (nella mia personale esperienza, Asimov e O’Brian su tutti), ma Pérez-Reverte lo fa con un tocco magico tale da farti vivere ‘in presa diretta’ tutte le avventure di Diego ‘Faccia di Pietra’ Alatriste.
    Siamo nei famosi ‘Quartieri spagnoli’ di Napoli: “Prima di arrivare alla chiesa di San Matteo, Diego Alatriste svoltò a sinistra. A pochi passi di distanza, si trovava la locanda di Ana de Osorio. […] Arrivato davanti alla porta, alzò il viso sotto l’ala del cappello, guardando il cielo cupo tra le case e i panni stesi. Il tempo cambia alcuni luoghi e ne rispetta altri, concluse. Ma ti cambia sempre il cuore.”
    Che dire, sarò forse innamorato del bel tenebroso Capitano, ma vi chiedo: “cómo vas a recoger el trigo y alimentar el fuego, si yo me llevo … el Capitan Alatriste y Tenorio?” (León Felipe mi perdonerà la licenza …)

    ha scritto il 

  • 4

    Quest'ultima avventura del Capitano Alatriste ritorna ad essere all'altezza delle precedenti dopo la "caduta" del precedente episodio "Il cavaliere dal farsetto giallo".
    Questa volta l'ambientazione è ...continua

    Quest'ultima avventura del Capitano Alatriste ritorna ad essere all'altezza delle precedenti dopo la "caduta" del precedente episodio "Il cavaliere dal farsetto giallo".
    Questa volta l'ambientazione è del tutto nuova perchè, come si capisce anche dal titolo, la storia non si svolge in Spagna ma su una galea in navigazione nel Mediterraneo.
    Storia ben scritta, forse poteva essere maggiormente descrittiva della vita di bordo, a momenti avvincente.
    Insomma, un libro piacevole da leggere.

    ha scritto il