Cortesie per gli ospiti

Di

Editore: Einaudi

3.6
(1843)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 134 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Sloveno

Isbn-10: 8806174886 | Isbn-13: 9788806174880 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefania Bertola

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Due coppie si incontrano casualmente nella torrida atmosfera di una città dimare. Mary e Colin, turisti inglesi legati da un tranquillo rapporto in cui"il piacere stava soprattutto nell'amichevole mancanza di fretta, nellafamiliarità dei rituali e delle procedure", si imbattono in un personaggioinquietante, Robert. Dai monologhi di lui, che si snodano lungo il filo di uncrescendo inarrestabile, emerge un passato di sottomissione nei confronti delpadre e di sottili crudeltà domestiche. Caroline, la fragile moglie di Robert,che sembra votata all'autodistruzione, è il quarto personaggio del romanzo esu di lei aleggia un presentimento: prigioniera, più che padrona, della casain cui si preparano agli ospiti cortesie speciali.
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  • 2

    Sadismo di coppia

    Alla luce di questo romanzo, letto parecchio tempo dopo Espiazione e Chesil Beach, mi sento di affermare che se c'è un aggettivo che meglio e più degli altri definisce McEwan, questo è eclettico.
    Infa ...continua

    Alla luce di questo romanzo, letto parecchio tempo dopo Espiazione e Chesil Beach, mi sento di affermare che se c'è un aggettivo che meglio e più degli altri definisce McEwan, questo è eclettico.
    Infatti, se in Espiazione McEwan cantava l'amore sfortunato e in Chesil Beach quello incompreso, in Cortesie per gli ospiti veniamo catapultati in una dimensione completamente diversa. Siamo in una località di villeggiatura (che dai commenti degli altri lettori ho scoperto essere Venezia), in un periodo storico imprecisato in compagnia di Colin e Mary, due amanti parecchio annoiati e poco appassionati (almeno all'inizio) che si trovano lì in vacanza. Purtroppo per loro, i due entrano nelle mire di un'altra coppia, quella di Robert e Caroline, da cui sarebbe imperativo tenersi alla larga. Ecco, se già i primi due non erano particolarmente simpatici, questi ultimi sono addirittura dei sadici pericolosi, come si scopre purtroppo nell'epilogo del romanzo.
    Quello di Cortesie per gli ospiti non è sicuramente il mio McEwan, tuttavia bisogna riconoscere che è bravo anche in questa prova, di cui francamente, da lettrice, non sentivo l'esigenza. Infatti, per quanto il tema sia disturbante, il ritmo della storia da lento e sonnolento, si fa via via più incalzante e coinvolgente, spingendoti a guardare senza riuscire a distogliere lo sguardo, quasi non fossimo lettori, ma dei voyeurs.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggendo gli ultimi due capitoli mi è venuta in mente quella "pubblicità progresso" con il morto che parla che gira in questo periodo in TV , tutto bene , tutto bello , però ecco ripensandoci .... no ...continua

    Leggendo gli ultimi due capitoli mi è venuta in mente quella "pubblicità progresso" con il morto che parla che gira in questo periodo in TV , tutto bene , tutto bello , però ecco ripensandoci .... non avrei rifatto quella cosa, col senno di poi .... Colin : anno nascita - anno morte :-)
    A parte gli scherzi , interessante indagine sui meccanismi relazionali morbosi e non ..... adesso so perché all'inizio chiamavano McEwan : "Ian macabre" :-)

    ha scritto il 

  • 3

    Strano libro questo,

    va a corrente alternata, scorrevole, piacevole, intrigante ma anche troppo corto, frettoloso e minimalista, nella peggior espressione.

    anche la "mia" Venezia viene descritta pr ...continua

    Strano libro questo,

    va a corrente alternata, scorrevole, piacevole, intrigante ma anche troppo corto, frettoloso e minimalista, nella peggior espressione.

    anche la "mia" Venezia viene descritta prima con pennellate meravigliose poi con sgranature irreali da sfiorare la banalità.

    avrei voluto dare 4 stelle, ma c'è qualcosa che frena, che inciampa che fa dire al lettore a chiusura libro mmm (?).

    libro davvero agro - dolce.

    ha scritto il 

  • 3

    Terribili cortesie...

    McEwan imbastisce un romanzo all'apparenza lento,indolente,pigro al limite dell'ignavia con protagonisti una coppia in vacanza in una Venezia che non viene mai nominata ma che si evince dalle descriz ...continua

    McEwan imbastisce un romanzo all'apparenza lento,indolente,pigro al limite dell'ignavia con protagonisti una coppia in vacanza in una Venezia che non viene mai nominata ma che si evince dalle descrizioni . Ci fa assistere alle loro giornate banali che vengono interrotte dall'incontro,apparentemente casuale, con un uomo che li "avvolge" con il racconto della sua vita fin dall'infanzia. Si troveranno coinvolti da lui e sua moglie nelle spire di un incubo da cui si faranno travolgere fino all'esito finale.
    L'evolversi degli avvenimenti mi ha ricordato la favola di Cappuccetto Rosso...la nonna-lupo (Caroline)...il cacciatore purtroppo non arriva a salvare la vittima...ma santa ingenuità!...non si va da soli nella tana del lupo...
    Alcune scene le ho trovate forzate e alla fine sono uscita dalle pagine del libro insoddisfatta...tre stelle e mezza di cortesia! :)

    ha scritto il 

  • 3

    Le apparenze ingannano

    I due personaggi principali, Colin e Mary, sono in vacanza in una città d'arte imprecisata, piena di canali e monumenti. Intelligenti ma viziati, parlano poco, si amano con parecchia moderazione e sen ...continua

    I due personaggi principali, Colin e Mary, sono in vacanza in una città d'arte imprecisata, piena di canali e monumenti. Intelligenti ma viziati, parlano poco, si amano con parecchia moderazione e senza passione (anche se non sono sposati), giracchiano qua e là, si mescolano poco con i turisti e con la gente. Il ritmo del romanzo è lento, il caldo asfissiante, la vacanza noiosa, i dialoghi risicati e banali, i silenzi dilatati, l'impressione generale è di una certa fiacchezza della narrazione. Che decolla invece repentinamente quando i due incontrano prima Robert e poi la moglie Caroline, due strani personaggi ottimamente descritti da McEwan, che prima ravvivano la loro vacanza e quindi la sconvolgono trasformandola in un terribile incubo.

    Colin, impacciato e troppo spesso inadeguato alle situazioni che subisce invece di affrontarle e Mary, incapace di interpretare i fatti e vittima di equivoci, non riescono a comprendere cosa stia loro succedendo.

    Di che cortesie parla McEwan nel romanzo? Di quelle cortesie che le persone offrono in modo subdolo, indiretto, sfruttando l'adulazione e la lusinga. Quelle cortesie invadenti e ingannevoli, che nascondono velatamente l'obbligo successivo a sottostare alla volontà di chi ospita. Di quelle cortesie che magari si trasformano in perversità e malvagità.

    McEwan scrive molto bene, con uno stile lineare, lento e dettagliato; in questo caso poi la lentezza della sua prosa induce un senso di attesa, di angoscia, di oppressione, che aumenta l'intensità del crollo finale, che non lascia scampo.

    Quale è il messaggio che voleva trasmettere McEwan con questo libro? Che le apparenze ingannano? Che è meglio evitare di fare amicizia con gli sconosciuti? Che anche col sesso si può esagerare? Non so, ma ognuno di questi messaggi mi sembra fiacco e debole e non tale da giustificare la violenza finale.

    Bravo McEwan a selezionare temi sempre nuovi e interessanti e a trattarli un modo analitico e preciso. Meno bravo per me nello svolgimento, a volte poco concludente o coerente, come in questo caso.

    ha scritto il 

  • 5

    Pagg 7-8:
    Da solo, forse, ciascuno di loro avrebbe esplorato la città con piacere, seguendo i propri capricci, libero da mete e quindi contento o ignaro di essersi perduto. C'era molto su cui fantast ...continua

    Pagg 7-8:
    Da solo, forse, ciascuno di loro avrebbe esplorato la città con piacere, seguendo i propri capricci, libero da mete e quindi contento o ignaro di essersi perduto. C'era molto su cui fantasticare qui, bastava essere attenti e pronti. Ma ciascuno conosceva l'altro almeno quanto se stesso, e la loro intimità, un po' come un bagaglio eccessivo, era qualcosa di cui preoccuparsi costantemente. Insieme si muovevano lenti, goffi, mettendo in pratica lugubri compromessi, facendo attenzione ai più delicati mutamenti di umore, sanando fratture. Individualmente non si offendevano facilmente; ma insieme riuscivano ad offendersi l'un l'altro in modi imprevedibili e sorprendenti; allora l'offensore - era successo due volte da quando erano arrivati - si irritava per la nausente suscettibilità dell'altro, e continuavano ad esplorare i vicoli tortuosi e le improvvise piazzette in silenzio, e ad ogni passo la città si allontanava, man mano che loro si dividevano nella reciproca presenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Non avevo proprio capito niente...

    Ho da poco letto La ballata di Adam Henry e mi aspettavo un' altra cosa...
    Pensavo di trovarmi di fronte a un romanzo dove si parlasse di una storia d'amore in crisi e invece...
    Dopo le prime pagine m ...continua

    Ho da poco letto La ballata di Adam Henry e mi aspettavo un' altra cosa...
    Pensavo di trovarmi di fronte a un romanzo dove si parlasse di una storia d'amore in crisi e invece...
    Dopo le prime pagine mi sono trovato irretito nelle vicende di questa coppia in vacanze, una di quelle coppie dove inizia a far capolino la noia...ma le cose cambiano quando incontrano un uomo che li ristora, gli racconta la propria infanzia e li accoglie in casa...
    Indolente all'inizio, estraniante nella parte centrale, inquietante alla fine
    Più che un romanzo giallo direi un romanzo psicologico.
    Grande Ian.
    Ah dimenticavo, Venezia è descritta mirabilmente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Se morte a Venezia ha da essere ...

    ... preferisco Thomas Mann ed Hemingway! Oh questo McEwan con le sue non credibili cupaggini. Inoltre, se Colin e Mary, da turisti, sono in qualche modo "legittimati" (?) all'ignoranza, l'autore st ...continua

    ... preferisco Thomas Mann ed Hemingway! Oh questo McEwan con le sue non credibili cupaggini. Inoltre, se Colin e Mary, da turisti, sono in qualche modo "legittimati" (?) all'ignoranza, l'autore stesso non sembra in grado di distinguere tra l'Italia da operetta e quella reale

    ha scritto il 

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