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Cortesie per gli ospiti

Di

Editore: Einaudi (Nuovi coralli; 353)

3.6
(1774)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 137 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Sloveno

Isbn-10: 8806561502 | Isbn-13: 9788806561505 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefania Bertola

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un’opinione meditata era meno importante dell’opposizione in sé

    Che io sia membro di una comunità virtuale e che ciò abbia delle ripercussioni, è presto dimostrato. Sono sul vaporetto che mi sta riconducendo a Piazzale Roma, controllo la posta, passo agli aggiorna ...continua

    Che io sia membro di una comunità virtuale e che ciò abbia delle ripercussioni, è presto dimostrato. Sono sul vaporetto che mi sta riconducendo a Piazzale Roma, controllo la posta, passo agli aggiornamenti aNobii e leggo
    -Una coppia inglese, Colin e Mary, sta trascorrendo qualche settimana a Venezia
    subito sotto, in corsivo, ci sono un paio di citazioni, in fondo una raccomandazione:
    -Astenersi villeggianti (e non) in cerca di relax
    Di ritorno dalla mia vacanza a Venezia mi procuro subito il libro.
    E' una splendida giornata allietata da una brezza leggera e costante, sono disteso in riva al mare su un lettino dalla tela avana. Il sole che diventa oro rifrangendosi sull'acqua, il piacere di una prosa ottima, fatta di descrizioni limpide e misurate. In sottofondo il rumore delle onde copre il chiacchiericcio dei bagnanti e i richiami dei venditori ambulanti. Gli ombrelloni sono tutti alle mie spalle, casomai qualcuno ipnotizzasse che si tratti di quel tipo di lettura.
    Avvantaggiato dal ricordo vivo della città appena visitata, entro in sintonia immediata con la coppia inglese protagonista del romanzo e mi è chiaro il modo in cui una delle città più caratteristiche del mondo, diventi la rappresentazione del labirinto mentale in cui la coppia è intrappolata.
    Siamo in vacanza.
    Si ripetono a vicenda quando uno dei due è preoccupato o adirato. Non è un modo per confortarsi, è un modo per sbeffeggiarsi, un mantra la cui ripetizione ogni volta stacca un nuovo pezzo a quella strana unità, formata da due unità distinte.
    È meraviglioso, qui, dopo tutte quelle stradine strette, – disse Mary.
    Eccoli al largo di un'isola che vi consiglio di visitare se non lo avete ancora fatto: Il Lido.
    Ma saranno veramente liberi? Davvero saranno usciti dal labirinto nel quale erano intrappolati? Mi è piaciuta moltissimo la Venezia turistica del romanzo, il parallelo fra le calli e il dedalo mentale, mi è piaciuto meno lo sfondo noir di cui la vicenda ha necessitato. E' bene sottolineare che senza di esso si sarebbe trattato di una delle tante vacanze in laguna, magari si sarebbe rivelata noiosa come l'esposizione delle diapositive di viaggio o di matrimonio a cui si veniva sottoposti nei primi anni '80. Il finale è una sequenza di foto da cui alcune sono state sottratte perchè il lettore ricostruisca da solo le parti mancanti. Il finale è debole ma lo si può omettere fermando la lettura a
    Si diressero verso un vicolo alla loro sinistra che li avrebbe portati alla casa
    Fermarla? Credo che nessuno riuscirà a farlo e pur di sapere si dedicherà alle foto finali inclinandole di lato, allontanandole e avvicinandole al volto per cercar di carpire i particolari che gli occorrerebbero.
    Mi fossi fermato nel vicolo, le mie stelle sarebbero state cinque.

    Restarono a una certa distanza uno dall'altra, ai due lati della cabina, fissando la linea di prua che girava intorno alle famose spire e cupole, distanti, e passava accanto al campanile per andare a spostarsi al molo dell’isola cimitero, da qui solo un’incerta chiazza che terminava oltre l’orizzonte.
    Sul vaporetto gli occhi mi caddero su un uomo di una sessantina d'anni che aveva un mazzo di fiori con gli steli avvolti nella carta increspata. Spiccava l'arancione di quella carta. Pensai che fossero per una donna. L'altoparlante del vaporetto con un tono smorzato dal rumore del motore, annunciò: “Prossima fermata S. Michele”.
    Solo quando guardai oltre il molo intuii che cosa fosse San Michele
    Molto probabilmente i fiori erano proprio per una donna.
    http://www.nuok.it/venessia/il-cimitero-in-mezzo-alla-laguna-san-michele-in-isola/

    La canzone che stavano ascoltando, e infatti nessuno parlava, era fragorosa e briosamente sentimentale, con l’accompagnamento di una grande orchestra, e il cantante aveva nella voce un singhiozzo particolare quando un coretto interveniva con un sardonico «ha ha ha», ed era allora che parecchi dei giovani sollevavano la sigaretta e, evitando di incrociare gli sguardi, si univano al canto con un singhiozzo e una smorfia.
    Qualcuno è in grado di ipotizzare di quale canzone si potrebbe trattare? Dovrebbe essere dei ' 70. Il libro è stato edito nel 1981
    A me ne viene in mente una per il riadattamento della scena agli anni '10 del nuovo millennio. Versione rigorosamente Mix
    http://www.youtube.com/watch?v=yopYQBz3GSc

    ha scritto il 

  • 3

    Un tuffo in acque torbide e oscure

    Colin e Mary una coppia di bellissimi, non più giovanissimi in vacanza in una città che vien da identificare con Venezia.
    Incontriamo la coppia in uno stato di annoiato torpore... Si amano sì sì... Ma ...continua

    Colin e Mary una coppia di bellissimi, non più giovanissimi in vacanza in una città che vien da identificare con Venezia.
    Incontriamo la coppia in uno stato di annoiato torpore... Si amano sì sì... Ma non si parlano quasi, ogni dinamica  tra loro appare così consolidata e routinaria da non lasciare alcun guizzo, alcuna sorpresa.

    Un rapporto chiuso e stretto come i vicoli angusti che si trovano ad attraversare, piatto e monotono come l'acqua priva di increspature dei canali che li circondano.

    Si raccontano i sogni, quei due, e non è un caso che il sogno di Mary sia questo:
    " Sognava che [..] il suo ex marito la bloccava in un angolo e cominciava a spiegarle con pazienza, come aveva fatto una volta, il funzionamento della sua costosissima macchina fotografica giapponese, fermandosi a interrogarla sulle complicazioni di ogni fase. Dopo parecchie ore lei aveva cominciato a gemere e sospirare, supplicandolo di smettere, ma nulla poteva interrompere l’implacabile ronzio esplicativo."

    Un giorno in maniera apparentemente casuale, appare sulla loro strada il truzzissimo, odorosissimo e mefistofelico Robert che, senza neanche tanto sforzo, riesce a condurre i due sprovveduti (?) nella sua abitazione. E, nella 'tana del lupo', avviene  l'incontro con l'ancor più inquietante Caroline, moglie di Robert.

    E qui le acque cominciano a muoversi ed incresparsi... Diciamo che ci son onde che son proprio cavalloni ....cavalloni in cui si getta effettivamente Mary a simbolica rappresentazione del desiderio della stessa di evadere dagli spazi angusti e dalla noia delle dinamiche di relazione, pronta ad affrontare qualunque pericolo pur di provare qualche emozione.

    Un romanzo enigmatico e inquietante scritto davvero molto bene, onirico, ricco di richiami simbolici, greve di dettagli e dettaglini che possono fornire gli indizi al lettore per anticipare quello che non può che essere un turpe epilogo... Un romanzo che lascia attoniti e perplessi e in alcuni momenti con la voglia incontenibile di lanciare il libro dalla finestra... :)

    Ad una lettura superficiale lo si può considerare un thriller a sfondo sessuale, 'cordialmente perverso' (definizione quanto mai appropriata rubata a littlewing) e bello morbosetto.

    Poi lentamente si insinua il dubbio nella mente che in realtà il messaggio sotteso ci sia e sia anch'esso inquietante e urticante, ovvero che il signor McEwan voglia indicarci che l'amore e il desiderio necessitino di un grottesco e primitivo gioco di coppia, una violenza ancestrale e morbosa di cui, in fondo, sia uomini che donne non potrebbero fare davvero a meno poiché senza si perdono e scivolano nella noia e banalità del quotidiano.

    O forse il romanzo va interpretato come un monito bello potente ad indicare che la strada da percorrere per tener vivo un rapporto è il rinnovamento e la stima e che mai e poi mai scelte che conducono alla violenza in qualsiasi sua declinazione vanno intraprese pena un bagno nell'incubo e nell'orrore?

    Ecco. Alla fine di questa lettura mi son chiesta se ci sono limiti in letteratura che vanno rispettati per quanto concerne la rappresentazione del male. Esistono confini che è necessario non travalicare? Di qui la scelta del libro successivo...

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo enigmatico e inquietante, che parte lento e sonnolento, nel descrivere la relazione tra Colin e Mary, una coppia che non si parla più eppure ciascuno conosce l’altro almeno come sé stesso, ...continua

    Un romanzo enigmatico e inquietante, che parte lento e sonnolento, nel descrivere la relazione tra Colin e Mary, una coppia che non si parla più eppure ciascuno conosce l’altro almeno come sé stesso, per la lunga e abitudinaria convivenza, in vacanza in una città innominata, dominata dall’acqua –un’acqua stagnante ed immobile come le esistenze dei due protagonisti-. Il racconto prosegue in un’atmosfera onirica, come nel mondo ovattato del sogno fatto di silenzi e di gesti lenti e sguardi muti.
    Un incontro con un singolare personaggio di cui sappiamo solo il nome, Robert, smuove le acque intorno a Colin e Mary, che cominciano ad annaspare nell’acqua trasformata in mare increspato dalle onde, da affrontare con estrema attenzione perché può travolgere e annegare tutto ciò che incontra. La morte aleggia sinistra come il vento che dà forza al moto marino, in un crescendo di tensione ed ansia che McEwan dosa in modo sapiente, grazie a piccoli particolari, a gesti apparentemente insignificanti, a sguardi misteriosi, a frasi spezzate, in un gioco macabro tra Colin e Mary, da un lato, e Robert con sua moglie Caroline dall’altro. Fino all’epilogo orribile, che sconvolge, anche se annunciato, perché le acque calme della coscienza sono sopraffatte dal tremendo uragano delle pulsioni umane che esplodono con violenza.
    McEwan è uno scrittore abilissimo, riesce a tenere incollati al libro pur non desiderando altro che gettarlo via, per il disagio e l’inquietudine che ne permeano ogni riga. E poi come scrive bene, con uno stile corposo e fluido che dà vita ad una lettura in ci si gusta ogni frase ed ogni parola.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Il sadismo, la sottomissione e i comportamenti perversi da un lato, l'ingenuità (quasi puerilità) dall'altro, e di conseguenza l'essere oggetto/vittima delle azioni dei primi. tutto è decisamente "fas ...continua

    Il sadismo, la sottomissione e i comportamenti perversi da un lato, l'ingenuità (quasi puerilità) dall'altro, e di conseguenza l'essere oggetto/vittima delle azioni dei primi. tutto è decisamente "fastidioso", tanto da sembrare a tratti inopportuno. mi piace molto lo stile di McEwan ma qui ci sono aspetti che ho mal digerito, non si riesce ad entrare in contatto con nessuno dei personaggi, c'è solo un crescendo di tensione che sfocia in un finale sadico, perverso, molto disturbante.
    Preferisco il McEwan meno "noir" e più sarcastico.

    ha scritto il 

  • 4

    WARNING : Alta Tensione

    Una coppia inglese ,Colin e Mary, sta trascorrendo qualche settimana a Venezia.

    Non era più una grande passione.
    Il piacere stava soprattutto nell'amichevole mancanza di fretta, nella familiarità dei
    ...continua

    Una coppia inglese ,Colin e Mary, sta trascorrendo qualche settimana a Venezia.

    Non era più una grande passione.
    Il piacere stava soprattutto nell'amichevole mancanza di fretta, nella familiarità dei rituali e delle procedure, nel sicuro, preciso incastro di membra e corpi, confortevole come un calco di gesso che torna nella forma. Erano generosi e voluttuosi, scarsamente esigenti e per nulla rumorosi. Il loro modo di fare l'amore non aveva un chiaro inizio o una chiara fine e spesso si concludeva nel, o era interrotto dal, sonno.
    Avrebbero negato con indignazione di essere stufi. Spesso dicevano che era difficile ricordarsi che l'altro era una diversa persona. Quando si guardavano, guardavano in uno specchio annebbiato. Era proprio questa collusione a renderli vulnerabili e suscettibili, facilmente feriti dalla riscoperta che avevano bisogni e interessi differenti. Le loro liti erano condotte in silenzio e le riconciliazioni rappresentavano i momenti di maggior intensità, per i quali erano profondamente grati.

    La loro indolente routine vacanziera ,tra screzi silenziosi e pigri risvegli in albergo nel caldo rannuvolato del tardo pomeriggio (in una stanza dalle persiane socchiuse, da cui filtrano un po' di luce,i rumori dalle chiatte di ferro ormeggiate e le voci dal bar galleggiante) tra visite a chiese,musei, palazzi e giri tortuosi per i vicoli e le piazzette alla ricerca di un buon ristorante, si interrompe una sera.

    In una calle molto stretta, in cui si erano persi, avviene per caso(?) l'incontro con Robert, un uomo gioviale ,energico, muscoloso, con una ambigua espansività,che li trascina , con una morsa morbida ma implacabile in uno dei pochi posti ancora aperti a quell'ora...
    Indossava una camicia nera aderente, di una stoffa artificiale semitrasparente, aperta quasi fino in vita. Attorno al collo aveva una catena da cui pendeva una lametta da barba d'oro, deposta in po' di sghimbescio tra il folto pelame del torace.Aveva una macchina fotografica a tracolla. Un odore di dopobarba dolciastro e nauseante riempiva la viuzza.
    (p.s. ma Robert non vi ricorda qualcuno? a me un Abatantuono eccezzziunale veramente :D)

    Un romanzo breve inquietante
    ansiogeno
    cordialmente perverso :)

    Una scrittura molto efficace , senza sbavature, disseminata di piccoli indizi da decifrare (e questo mi ha intrigato molto)
    in un crescendo estenuante di tensione....

    Astenersi villeggianti (e non) in cerca di relax :D

    ha scritto il 

  • 5

    Semplicemente sconvolgente

    Questo libro mi ha sconvolto. Perchè c'è tutto Ian McEwan dentro, la sua capacità di scrittura fuori dal comune, la sua capacità di raccontare, quella di costruire trame interessanti e di legare a ogn ...continua

    Questo libro mi ha sconvolto. Perchè c'è tutto Ian McEwan dentro, la sua capacità di scrittura fuori dal comune, la sua capacità di raccontare, quella di costruire trame interessanti e di legare a ogni singolo dettaglio l'attenzione dello spettatore. E a me Ian McEwan piace in maniera davvero smodata. Però c'è qualcosa di più e di terribile in questa storia, qualcosa di profondamente inquietante e disturbante. L'ho finito stamattina in tram (e per fortuna l'ho finito: leggendolo ho mancato la fermata e me ne sono accorto dopo altre 5!).
    Un libro da leggere. Assolutamente!

    ha scritto il 

  • 5

    Piccolo capolavoro

    Io venero McEwan. Sto leggendo tutta la sua produzione ma questo libro è stato il primo. Mai provata tanta ansia e tanto disagio leggendo carta stampata. All'ultima pagina ho sentito davvero un maless ...continua

    Io venero McEwan. Sto leggendo tutta la sua produzione ma questo libro è stato il primo. Mai provata tanta ansia e tanto disagio leggendo carta stampata. All'ultima pagina ho sentito davvero un malessere quasi fisico.

    ha scritto il 

  • 3

    Mr. McEwan you're creepy!

    E non poco! Soprattutto dopo aver letto questo e "il giardino di cemento" a pochissimi giorni di distanza. Ma posso perdonarla signor McEwan, soprattutto perché lei scrive davvero bene...lo sa? Certo, ...continua

    E non poco! Soprattutto dopo aver letto questo e "il giardino di cemento" a pochissimi giorni di distanza. Ma posso perdonarla signor McEwan, soprattutto perché lei scrive davvero bene...lo sa? Certo, a fine lettura si resta un attimo intontiti dal suo snervante cicaleccio soffuso, dal suo continuo insinuare che all'amore e al desiderio sia sotteso un grottesco e ancestrale "gioco delle parti", una violenza eccitante di cui, in fondo, sia uomini che donne non potrebbero fare davvero a meno poiché senza si perdono e scivolano nella banalità della routine. Ora, non voglio dire che lei si stia sbagliando ma... in verità è ciò che spero vivamente.
    Scenari tanto lugubri non mi soddisfano mai a pieno.

    ha scritto il 

  • 3

    "Affettuosa morbosità"

    Non fatevi ingannare dal titolo, che rimanda a un rivedibile programma di Real Time, ma se conoscete l'ABC McEwan avrete ben poco da rimanere ingannati, perché anche qui la vicenda si fa alquanto torb ...continua

    Non fatevi ingannare dal titolo, che rimanda a un rivedibile programma di Real Time, ma se conoscete l'ABC McEwan avrete ben poco da rimanere ingannati, perché anche qui la vicenda si fa alquanto torbida come potevate sospettare. In viaggio in una città italiana che non viene apertamente nominata ma che è facilmente deducibile da dei dettagli palesi (spoiler: è Venezia), una coppia di turisti inglesi dalla libido temporaneamente congelata, in attesa di svegliarsi dal torpore della routine di coppia si imbatte in un fascinoso personaggio che, con "affettuosa morbosità" si offre di fare da Cicerone per la città senza fargli mancare nulla, soprattutto la sue presenza ossessiva, malcelando il fatto di essere schiavo di qualche segreto di troppo. Costruito tra saliscendi di tensione, pruriginosa curiosità e un pizzico di voyeurismo, il libro offre i notevoli spunti descrittivi tipici di McEwan in un contesto teso e vagamente erotico, che ci fa sobbalzare a intermittenza prima dell'epilogo finale, che ci libera e ci sconvolge allo stesso tempo (a mio parere, propendo più per la prima delle due, senza voler essere troppo cinici). I temi di McEwan ci sono tutti, ma forse lo sviluppo poteva essere leggermente più arricchito e il finale rischia di far ricredere un tantino sulla bontà complessiva dell'opera.

    ha scritto il 

  • 4

    cortesie inaspettate

    una coppia in vacanza a Venezia e un uomo che li spia, si intromette nella loro vacanza e si insinua nella loro indolenza...il suo fine è oscuro, ma si intuisce la tragedia, o almeno il crescendo dell ...continua

    una coppia in vacanza a Venezia e un uomo che li spia, si intromette nella loro vacanza e si insinua nella loro indolenza...il suo fine è oscuro, ma si intuisce la tragedia, o almeno il crescendo dell'ombra di questa, nel non detto di McEwan, il quale si muove silenzioso dietro le descrizioni accurate di una vacanza/fuga...fino a poche pagine dalla fine potrebbe essere una storia come tante sul potere corruttore di una vacanza italiana e sui tanti luoghi comuni che ammantano quest'esperienza, che a mio avviso McEwan ha fatto...ma poi le cortesie si sprecano e gli ospiti si trovano in grossi guai, immotivati per giunta, si perchè McEwan si diverte a lasciare il lettore a chiedersi come mai gli sia venuto in mente un finale così asciutto e avulso da ogni tentativo di interpretazione...

    ha scritto il 

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