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Cortesie per gli ospiti

Di

Editore: Einaudi (Nuovi coralli; 353)

3.7
(1697)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 137 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Sloveno

Isbn-10: 8806561502 | Isbn-13: 9788806561505 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefania Bertola

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    Dare ascolto alle proprie impressioni

    Un libro, in principio, lento e noioso ma un autore intelligente e acuto. Di fatti dopo poche pagine ci accorgiamo che Ian McEwan ha scelto coscientemente di rendere il libro lento e noioso per far ca ...continua

    Un libro, in principio, lento e noioso ma un autore intelligente e acuto. Di fatti dopo poche pagine ci accorgiamo che Ian McEwan ha scelto coscientemente di rendere il libro lento e noioso per far capire quanto, in realtà, sia lenta e noiosa la vita dei personaggi (Colin e Mary) e quanto siano piatti loro stessi.

    Colin e Mary decidono di prendersi una vacanza nel vero senso del termine, liberarsi da ogni impegno professionale e mentale, e così lasciano la loro Inghilterra per passare un po' di tempo a Venezia, così affascinante da un punto di vista artistico ma appesantita da una terribile afa che rende i protagonisti ancora più apatici, quasi antipatici al lettore per il loro immobilismo mentale e fisico.
    La loro relazione è di lunga data ma non sono sposati, anzi nemmeno amano definirsi fidanzati, infatti fin da subito negano una qualsivoglia forma di serietà o di impegno nel loro rapporto. “Il piacere stava soprattutto nell'amichevole mancanza di fretta, nella familiarità dei rituali e delle procedure.”.

    Colin è un uomo dall'incredibile bellezza con un fallimentare passato nel mondo dello spettacolo, maggiore fortuna professionale l'ha avuta Mary che per anni ha lavorato in una compagnia teatrale formata interamente da donne e dal forte risvolto femminista. Un po' meno fortunata sul profilo personale: un divorzio alle spalle con un uomo patito per la fotografia e due figli.
    In albergo dormono separati, condividono lunghi silenzi fino a sera quando con pazienza l'uno ascolta i sogni dell'altra e viceversa.

    Una sera gli capita di uscire più tardi del solito, ma, cercando di raggiungere l'unico locale a loro memoria aperto a quell'ora, si perdono tra le vie interne della città. Nel loro camminare lenti e goffi fanno pochi discorsi, il più delle volte con un lieve tono d'ira e lunghi silenzi in cui l'autore è maestrale a far percepire al lettore l'aria di tensione che si respira fra i due.

    Irrompe improvvisamente tra i due Robert, un vero e proprio anfitrione, che sembra essere ben voluto e rispettato da tutti coloro che incontrano; i due protagonisti vengono portati nel bar che Robert ha in gestione ma che è in procinto di cedere; Colin non lo prende molto in simpatia mentre Mary ne sembra quasi affascinata.
    Figlio di diplomatici, cresciuto con una rigida educazione viene su con una anacronistica morale da un lato molto inflessibile ma che dall'altro lascia molti sospetti. Nel bar Robert li ristora trattando sempre Colin quasi con indifferenza e ricoprendo Mary di attenzioni.
    Alla fine della serata i protagonisti sono invitati a casa di questo nuovo personaggio che esige rispetto ma allo stesso tempo incute un po' di terrore, una volta dentro i due conoscono Caroline, la moglie fragile, circospetta e timorosa di Robert. Senza alcuna difficoltà si capisce che la moglie è vittima della violenza del marito.

    Come per magia, dopo l'incontro con la strana coppia, gli istinti sessuali di Colin e Mary si risvegliano da un lungo letargo (prima il sesso era semplice ingranaggio di routine) e decidono, per ben quattro giorni, di segregarsi in albergo e dare libero sfogo alle loro fantasie erotiche, alcune le mettono in pratica mentre altre si limitano a raccontarsele, come se i semplici racconti fossero parte integrante di questa nuova ondata sessuale. Il ritorno di tanta passione non è abbastanza per nascondere a chi legge la fragilità dei sentimenti dei protagonisti che, pur accorgendosi delle loro debolezze, non vogliono procrastinare questi desideri.

    Fino al penultimo capitolo potrebbe essere un libro come tanti altri sono stati scritti (e come sempre saranno scritti) sulle crisi di coppia, se non fosse per un elemento disturbante leggero ma sempre presente nel sottotono del romanzo, ma alla fine sono tanti i libri che lasciano un sapore strano in bocca, lo farà anche questo libro... invece NO!
    In undici pagine McEwan con fredda spietatezza ti lascia lì, impietrito, terrorizzato, esterrefatto, solo e incredulo. In cosa consisteranno mai queste “Cortesie per gli ospiti”? Dove condurra quel elemento di disturbo? Leggete il libro e anche voi, come me, rimarrete impietriti davanti a un finale spietato.

    Abile nel descrivere le psicologie dei singoli personaggi e nello scavare nel profondo della loro anima senza rivelare immediatamente tutti i vizi e le virtù di ogni singolo personaggio, McEwan scava con successo nella profondità delle pulsioni umane che possono essere incanalate verso l'Eros o verso il Thanatos. Mai abbassare l'attenzione e dare sempre ascolto alle proprie impressioni, spesso queste possono salvarti.

    ha scritto il 

  • 3

    Sconcertante

    Non amo molto le narrazioni che avvengono in luoghi imprecisati, anche se forse l'intento dell'autore era quello di evidenziare l'ambiguità dei personaggi e rendere la narrazione surreale. Mi sto anco ...continua

    Non amo molto le narrazioni che avvengono in luoghi imprecisati, anche se forse l'intento dell'autore era quello di evidenziare l'ambiguità dei personaggi e rendere la narrazione surreale. Mi sto ancora domandando : come hanno fatto Colin e Mary a cadere nelle grinfie di quei due pervertiti?

    ha scritto il 

  • 0

    E' un libro abbastanza deludente. Sicuramente non è all'altezza del capolavoro Espiazione oppure di Chesil Beach. Spero soltanto che gli altri libri non siano come questo dato che lo stile dell'autore ...continua

    E' un libro abbastanza deludente. Sicuramente non è all'altezza del capolavoro Espiazione oppure di Chesil Beach. Spero soltanto che gli altri libri non siano come questo dato che lo stile dell'autore mi piace molto. Parlando dello stile... McEwan è davvero capace a trasmettere attraverso le parole le sensazioni che desidera far provare ai lettori e a far immaginare le varie ambientazioni. Peccato che questo libro non mi sia piaciuto..

    ha scritto il 

  • 3

    A similitudine dei confini inesplorati dell’universo anche l’animo umano è imperscrutabile al di là dei vari stereotipi spesso osannati sulle persone al di sopra di ogni sospetto. Penso che la frenol ...continua

    A similitudine dei confini inesplorati dell’universo anche l’animo umano è imperscrutabile al di là dei vari stereotipi spesso osannati sulle persone al di sopra di ogni sospetto. Penso che la frenologia di Lombroso, dell'800, sia stata, giustamente, superata e archiviata in ogni sua ipotesi relativa all’accostamento dei lineamenti e fattezze del corpo umano circa la potenzialità criminale dell’individuo in relazione, appunto, a certe caratteristiche esteriori.

    La vicenda narrata ci induce a ribadire come le apparenze traggano spesso in drammatico inganno. Sullo sfondo di una città (Venezia?) colma di contrasti ambientali, una coppia di turisti si trova a essere protagonista di una vicenda grottesca e misteriosa; essi, infatti, incontrano per puro caso (oppure no? il dubbio rimane) un’altra coppia di residenti in tale città che offre loro ospitalità in un palazzo d’epoca arredato in maniera poco sobria e addirittura “barocca” nel senso di ridondanza; trascorrono alcuni giorni e le modalità di cortesia iniziale vengono ben presto sostituite con vere e proprie imposizioni fino a rendere il soggiorno dei due malcapitati turisti pesante e inquietante.

    La lettura è scorrevole e il quadro emozionale diventa sempre più scalpitante e inarrestabile; coloro che ospitano rivelano in maniera crescente la loro vera indole fatta di cinismo, perversità e malvagità creando un vortice che avvolge i due sventurati , oramai prigionieri degli eventi, fino a un epilogo sconvolgente.

    Ecco, allora, che si intravvede, troppo tardi, il vero significato di queste “cortesie”.

    ha scritto il 

  • 5

    People are strange when you are a stranger

    Un piccolo gioiello davvero questo The comfort of strangers di Ian McEwan. Mi piace evidenziare il titolo inglese perché, per quel che mi riguarda, quello italiano, seppur formalmente corretto, perde ...continua

    Un piccolo gioiello davvero questo The comfort of strangers di Ian McEwan. Mi piace evidenziare il titolo inglese perché, per quel che mi riguarda, quello italiano, seppur formalmente corretto, perde quel doppio sguardo insito nella parola 'stranger'; termine che da parte sua, dice non poco di un certo modo inglese di pensiero. Stranieri sono Mary e Colin, coppia apparentemente in piena fase da usurazione abitudinaria; estranei sono, da parte loro, Robert e Caroline, presenze oscure e sub-conscio crudele della storia.
    Ho trovato interessante soprattutto come la morbosità si agglutinasse nelle figure maschili descritte, anche fisicamente, fino al dettaglio ossessivo. Le donne occupano, per contro, soprattutto uno spazio mentale ed emotivo. Una scelta che mi è piaciuta, e che alza il livello di tensione erotica ed esistenziale in modo non convenzionale. Come in altri libri di McEwan, anche qui ritroviamo una metafora crudele e meravigliosa dei meccanismi che muovono il sub-conscio dei desideri, delle passioni, delle incapacità di coppia. E, come sempre, il the end lascia segni profondi e tanto materiale per pensieri scomodi.

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ha molto esaltata in tutta onestà; forse a causa delle recensioni che lo elogiavano, avevo delle aspettative che sono poi state disattese, almeno in parte. E' un libro piacevole da leggere, sco ...continua

    Non mi ha molto esaltata in tutta onestà; forse a causa delle recensioni che lo elogiavano, avevo delle aspettative che sono poi state disattese, almeno in parte. E' un libro piacevole da leggere, scorrevole, ma non ha quella potenza e quel magnetismo che mi aspettavo di trovare, soprattutto con una storia di segreti e violenze come questa. Invece resta tutto sussurrato, c'è molto non detto, molto sottinteso. Questo potenziale poteva avere uno sviluppo migliore.

    ha scritto il 

  • 4

    Inizialmente il libro sembra incentrato su una relazione sentimentale ormai giunta al capolinea, un amore quasi prosciugato dall'eccesso di conoscenza tra i due protagonisti; ma presto la vicenda pren ...continua

    Inizialmente il libro sembra incentrato su una relazione sentimentale ormai giunta al capolinea, un amore quasi prosciugato dall'eccesso di conoscenza tra i due protagonisti; ma presto la vicenda prende pieghe diverse, più fosche e oscure nonostante le giornate assolate che fanno da cornice alla coppia in vacanza. Venezia è lo sfondo, sebbene l'autore non ne riveli mai il nome, ma le descrizioni della Giudecca, di piazza San Marco e di altri scorci sono inconfondibili. Che sia Venezia o un'altra città sembra importare poco, ma pensare a Venezia rende ancora più immediata la valenza simbolica che ha la città rispetto al rapporto tra i due e alla narrazione stessa, fatta di luoghi nascosti, silenzi, cose non dette e segreti.
    Lo stile di McEwan non è tanto asciutto, come viene definito, quanto visivo. Ogni parola usata imprime un'immagine e la storia scorre davanti agli occhi come se fosse un film.

    ha scritto il 

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