Cortesie per gli ospiti

Di

Editore: Einaudi (Nuovi coralli; 353)

3.6
(1918)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 137 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Sloveno

Isbn-10: 8806561502 | Isbn-13: 9788806561505 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefania Bertola

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

Ti piace Cortesie per gli ospiti?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Holiday in Hell

    Una vacanza all'inferno, quella che fanno Colin e Mary, innamoratissimi ma con la passione sessuale non più accesa come un tempo. Un continuo girovagare in una città marittima disorganizzata e senza i ...continua

    Una vacanza all'inferno, quella che fanno Colin e Mary, innamoratissimi ma con la passione sessuale non più accesa come un tempo. Un continuo girovagare in una città marittima disorganizzata e senza indicazioni (È Venezia? Il lettore se ne accorge, ma è come se gli stessi personaggi non lo sappiano affatto), un non-luogo torrido, incredibilmente desolante e privo di coordinate come la psiche umana (o di coppia?). Un romanzo psicologico/psicopatico (bellissimo, per giunta) sullo svelamento del sottobosco ferino, violento, nascosto dentro di noi.

    ha scritto il 

  • 4

    Alla fine ho come la sensazione che manchi qualcosa, o forse non ho solo capito. Però, però... è un libro che mi ha lasciato un sacco di "immagini" e un sacco di domande. Continuo a fare congetture. F ...continua

    Alla fine ho come la sensazione che manchi qualcosa, o forse non ho solo capito. Però, però... è un libro che mi ha lasciato un sacco di "immagini" e un sacco di domande. Continuo a fare congetture. Forse il suo bello sta proprio qui.

    ha scritto il 

  • 3

    Quale migliore idea che leggerlo in una giornata passata a Venezia?

    Eh sì, siamo proprio a Venezia, nonostante la città non venga mai, e dico MAI, nominata. Né vengono mai citate calli, campi o nomi d ...continua

    Quale migliore idea che leggerlo in una giornata passata a Venezia?

    Eh sì, siamo proprio a Venezia, nonostante la città non venga mai, e dico MAI, nominata. Né vengono mai citate calli, campi o nomi di Palazzi o posizioni che possano identificare questa località. Non c'è nemmeno mai la parola 'gondola'. Ma Venezia è unica al mondo, perciò uno per forza capisce che è Lei e nessun'altra.
    Per una persona che Venezia la conosce, riesce a individuare anche i posti specifici che i personaggi percorrono e le descrizioni sono assolutamente autentiche sebbene si capisca che siano raccontate da qualcuno di "estraneo" alla città stessa. Quindi può essere una gran bella descrizione fatta da i nostri due protagonisti in vacanza.
    Mi chiedo e sono curiosa di sapere come mai l'autore abbia fatto questa scelta stilistica di NON nominare la città e tutta la toponomastica? Attenzione, non associo questa decisione a qualcosa di negativo. Mi chiedo semplicemente..perchè? Forse per dare un tocco in più di mistero? Di qualcosa non detto?

    Il libro va letto per intero. O tutto o niente. Inizialmente, sembra un prodotto di narrativa, mentre verso il finale ci apre una visione thriller del romanzo. Qualcosa non quadra. Dei pezzettini mancano.

    Prima volta che leggo di questo autore. Se all'inizio il libro non mi sembrava che fosse chissà cosa (anche se ben scritto), verso la fine della storia ti intriga: vuoi capire cos'è quel qualcosa che si cela dietro alla città, ai personaggi..

    ha scritto il 

  • 3

    In vacanza in una città sospesa dove perdersi tra i canali è più facile che consumare caffè in un locale, Mary e Colin, lei divorziata e lui ... di una bellezza quasi femminea e di nuovo Ian McEwan de ...continua

    In vacanza in una città sospesa dove perdersi tra i canali è più facile che consumare caffè in un locale, Mary e Colin, lei divorziata e lui ... di una bellezza quasi femminea e di nuovo Ian McEwan descrive con attenzione chirurgica tanto i luoghi quanto la monotonia di una routine di coppia, fino a quando i due non vengono intercettati da Robert, uno strano tipo, che subito mostra un lato oscuro alquanto diabolico… gli ospiti vengono ospitati da lui e sua moglie Catherine, e qualcosa accade, un ritorno di passione qualcosa li smuove, quell’assurda intrusione che stravolge una vacanza piatta come lo era già diventata la loro vita, e la storia va in un crescendo inquietante fino al culmine in cui non rimane che l’orrore, e l’amaro di un’armonia ritrovata ed immediatamente interrotta, nel modo più tragico che si possa immaginare.

    ha scritto il 

  • 3

    Il secondo libro di Ian McEwan. Ancora una volta, un libro inquietante e grottesco come 'Il giardino di cemento', tuttavia è per alcuni tratti più affascinante del precedente. Thriller particolarissim ...continua

    Il secondo libro di Ian McEwan. Ancora una volta, un libro inquietante e grottesco come 'Il giardino di cemento', tuttavia è per alcuni tratti più affascinante del precedente. Thriller particolarissimi incentrato sul rapporto di coppia e sessualità tra uomo e donna. Non è per tutti, non lo consiglio a chi non apprezza libri troppo enigmatici o con troppi particolari.

    ha scritto il 

  • 4

    Non era più una grande passione. Il piacere stava soprattutto nell'amichevole mancanza di fretta, nella familiarità dei rituali e delle procedure, nel sicuro, preciso incastro di membra e corpi, confortevole, come un calco di gesso che torna nella forma.

    Primo approccio con McEwan decisamente positivo: "Cortesie per gli ospiti" è un disturbante incrocio tra thriller, romanzo psicologico e commedia nera. L'ambientazione estiva e rassicurante di una cit ...continua

    Primo approccio con McEwan decisamente positivo: "Cortesie per gli ospiti" è un disturbante incrocio tra thriller, romanzo psicologico e commedia nera. L'ambientazione estiva e rassicurante di una città di mare è perfetta per fare da contraltare all'inquietudine che scaturisce dai personaggi e dalla loro vicenda. L'unica pecca a mio parere è che, essendo un romanzo breve, il vivo della storia fa capolino troppo tardi e non sempre la tensione si mantiene viva. Comunque un ottimo inizio che mi ha convinto a proseguire la scoperta di McEwan.

    ha scritto il 

  • 3

    Se sto libro finisce in inc***** faccio un macello!"

    "Non accettare niente dagli sconosciuti
    Non parlare con nessuno
    E fila dritto a casa".
    Quando le raccomandazioni di una vita - quelle di tua madre - cadono nel vuoto.
    Poi dici che non deve incazzarsi ...continua

    "Non accettare niente dagli sconosciuti
    Non parlare con nessuno
    E fila dritto a casa".
    Quando le raccomandazioni di una vita - quelle di tua madre - cadono nel vuoto.
    Poi dici che non deve incazzarsi!

    http://tuttobenenellamiatesta.blogspot.it/2016/07/cortesie-per-gli-ospiti-ian-mcewan.html

    ha scritto il 

  • 4

    Un’imprecisata città di mare, Colin e Mary sono in vacanza. Stanno insieme da sette anni, senza essere sposati. In albergo dormono in letti separati, vanno soggetti a discussioni litigiose, un tardo p ...continua

    Un’imprecisata città di mare, Colin e Mary sono in vacanza. Stanno insieme da sette anni, senza essere sposati. In albergo dormono in letti separati, vanno soggetti a discussioni litigiose, un tardo pomeriggio, prima di uscire a cena, l’ennesima riconciliazione passa attraverso il sesso. “Non era più una grande passione. Il piacere stava soprattutto nell’amichevole mancanza di fretta, nella familiarità dei rituali e delle procedure, nel sicuro, preciso incastro di membra e corpi, confortevole, come un calco di gesso che torna nella forma”. Viene buio, hanno come una premonizione: “Non erano mai usciti così tardi, e Mary avrebbe poi attribuito molto di quello che successe proprio a questo”.
    Turisti in un paese straniero, finiscono per perdersi nel labirinto di strade e vicoli. Mentre sono così disorientati, appare Robert. Per uno strano senso di sollievo, rivelano allo sconosciuto di non essere sposati e che Mary ha due figli. Poi è Robert che comincia a raccontare la storia della sua vita. Descrive un rapporto molto intimo, quasi morboso, con la madre; si era creato un legame di assoluta complicità, ogni notte lui la chiamava con qualche pretesto, lei gli portava un bicchiere d’acqua e restava con lui finché si riaddormentava. “In certi periodi questo succedeva ogni notte per mesi di seguito, ma lei non mi preparò mai un bicchier d’acqua vicino al letto. Sapeva che avevo bisogno di una scusa per chiamarla in piena notte”.

    McEwan non scrive in quale città ci troviamo, ma molti indizi (“la celeberrima cattedrale”, la laguna e i bar galleggianti, “ovunque i piccioni si affollavano”) fanno pensare a Venezia. In una grande casa deserta, fanno la conoscenza di Caroline, la moglie invalida. Caroline chiede a Mary se è innamorata di Colin: “Per innamorata, intendo che si farebbe qualunque cosa per l’altro… e si permetterebbe all’altro di farci qualunque cosa”.
    L’atmosfera diventa sempre più morbosa. “Se si è innamorati di qualcuno, bisogna essere pronti a lasciarsi uccidere da lui, se necessario” – conclude Caroline. Ha una grave menomazione alla schiena e, come dice lei stessa, a un certo punto è divenuta “virtualmente prigioniera”. In seguito, confiderà a Colin che non può uscire di casa.
    Immersi in questo clima di “cortesia”, con qualche disagio e imbarazzo, quando Mary e Colin capiscono in che gioco sono finiti, fanno già parte del gioco stesso… Alla fine della cena, quando Colin e Mary se ne vanno, sentono un rumore imprecisato, che “avrebbe potuto essere sia un oggetto caduto che una faccia schiaffeggiata”.

    Ho letto The Comfort of Strangers, nella traduzione di Stefania Bertola uscita nell’83, ascoltando Ummagumma.
    Nel ’90, dal romanzo è stato tratto il film omonimo, diretto da Paul Schrader e sceneggiato da Harold Pinter, con un cast strepitoso: Natasha Richardson (Mary), Rupert Everett (Colin), Christopher Walken (Robert) e Helen Mirren (Caroline).

    ha scritto il 

Ordina per