Cortesie per gli ospiti

Di

Editore: Einaudi (Nuovi coralli; 353)

3.6
(1817)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 137 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Sloveno

Isbn-10: 8806561502 | Isbn-13: 9788806561505 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefania Bertola

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 3

    Le apparenze ingannano

    I due personaggi principali, Colin e Mary, sono in vacanza in una città d'arte imprecisata, piena di canali e monumenti. Intelligenti ma viziati, parlano poco, si amano con parecchia moderazione e sen ...continua

    I due personaggi principali, Colin e Mary, sono in vacanza in una città d'arte imprecisata, piena di canali e monumenti. Intelligenti ma viziati, parlano poco, si amano con parecchia moderazione e senza passione (anche se non sono sposati), giracchiano qua e là, si mescolano poco con i turisti e con la gente. Il ritmo del romanzo è lento, il caldo asfissiante, la vacanza noiosa, i dialoghi risicati e banali, i silenzi dilatati, l'impressione generale è di una certa fiacchezza della narrazione. Che decolla invece repentinamente quando i due incontrano prima Robert e poi la moglie Caroline, due strani personaggi ottimamente descritti da McEwan, che prima ravvivano la loro vacanza e quindi la sconvolgono trasformandola in un terribile incubo.

    Colin, impacciato e troppo spesso inadeguato alle situazioni che subisce invece di affrontarle e Mary, incapace di interpretare i fatti e vittima di equivoci, non riescono a comprendere cosa stia loro succedendo.

    Di che cortesie parla McEwan nel romanzo? Di quelle cortesie che le persone offrono in modo subdolo, indiretto, sfruttando l'adulazione e la lusinga. Quelle cortesie invadenti e ingannevoli, che nascondono velatamente l'obbligo successivo a sottostare alla volontà di chi ospita. Di quelle cortesie che magari si trasformano in perversità e malvagità.

    McEwan scrive molto bene, con uno stile lineare, lento e dettagliato; in questo caso poi la lentezza della sua prosa induce un senso di attesa, di angoscia, di oppressione, che aumenta l'intensità del crollo finale, che non lascia scampo.

    Quale è il messaggio che voleva trasmettere McEwan con questo libro? Che le apparenze ingannano? Che è meglio evitare di fare amicizia con gli sconosciuti? Che anche col sesso si può esagerare? Non so, ma ognuno di questi messaggi mi sembra fiacco e debole e non tale da giustificare la violenza finale.

    Bravo McEwan a selezionare temi sempre nuovi e interessanti e a trattarli un modo analitico e preciso. Meno bravo per me nello svolgimento, a volte poco concludente o coerente, come in questo caso.

    ha scritto il 

  • 5

    Pagg 7-8:
    Da solo, forse, ciascuno di loro avrebbe esplorato la città con piacere, seguendo i propri capricci, libero da mete e quindi contento o ignaro di essersi perduto. C'era molto su cui fantast ...continua

    Pagg 7-8:
    Da solo, forse, ciascuno di loro avrebbe esplorato la città con piacere, seguendo i propri capricci, libero da mete e quindi contento o ignaro di essersi perduto. C'era molto su cui fantasticare qui, bastava essere attenti e pronti. Ma ciascuno conosceva l'altro almeno quanto se stesso, e la loro intimità, un po' come un bagaglio eccessivo, era qualcosa di cui preoccuparsi costantemente. Insieme si muovevano lenti, goffi, mettendo in pratica lugubri compromessi, facendo attenzione ai più delicati mutamenti di umore, sanando fratture. Individualmente non si offendevano facilmente; ma insieme riuscivano ad offendersi l'un l'altro in modi imprevedibili e sorprendenti; allora l'offensore - era successo due volte da quando erano arrivati - si irritava per la nausente suscettibilità dell'altro, e continuavano ad esplorare i vicoli tortuosi e le improvvise piazzette in silenzio, e ad ogni passo la città si allontanava, man mano che loro si dividevano nella reciproca presenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Non avevo proprio capito niente...

    Ho da poco letto La ballata di Adam Henry e mi aspettavo un' altra cosa...
    Pensavo di trovarmi di fronte a un romanzo dove si parlasse di una storia d'amore in crisi e invece...
    Dopo le prime pagine m ...continua

    Ho da poco letto La ballata di Adam Henry e mi aspettavo un' altra cosa...
    Pensavo di trovarmi di fronte a un romanzo dove si parlasse di una storia d'amore in crisi e invece...
    Dopo le prime pagine mi sono trovato irretito nelle vicende di questa coppia in vacanze, una di quelle coppie dove inizia a far capolino la noia...ma le cose cambiano quando incontrano un uomo che li ristora, gli racconta la propria infanzia e li accoglie in casa...
    Indolente all'inizio, estraniante nella parte centrale, inquietante alla fine
    Più che un romanzo giallo direi un romanzo psicologico.
    Grande Ian.
    Ah dimenticavo, Venezia è descritta mirabilmente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Se morte a Venezia ha da essere ...

    ... preferisco Thomas Mann ed Hemingway! Oh questo McEwan con le sue non credibili cupaggini. Inoltre, se Colin e Mary, da turisti, sono in qualche modo "legittimati" (?) all'ignoranza, l'autore st ...continua

    ... preferisco Thomas Mann ed Hemingway! Oh questo McEwan con le sue non credibili cupaggini. Inoltre, se Colin e Mary, da turisti, sono in qualche modo "legittimati" (?) all'ignoranza, l'autore stesso non sembra in grado di distinguere tra l'Italia da operetta e quella reale

    ha scritto il 

  • 4

    Inizia raccontando con un ritmo lento, che intorpidisce e confonde... procede serrandoti in una morsa, sempre di più; soffoca, mette ansia, disturba e nonostante questo spinge a guardare.
    McEwan è un ...continua

    Inizia raccontando con un ritmo lento, che intorpidisce e confonde... procede serrandoti in una morsa, sempre di più; soffoca, mette ansia, disturba e nonostante questo spinge a guardare.
    McEwan è un mostro di bravura, tuttavia ammetto di non aver capito fino in fondo cosa abbia voluto dare al lettore con questa macabra storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Eros e Thanatos

    McEwan mi ipnotizza, mi strega, mi incolla alla pagina. Sono una mosca imprigionata in una ragnatela.
    Pur non empatizzando con nessuno dei protagonisti della vicenda, vengo lentamente risucchiata dall ...continua

    McEwan mi ipnotizza, mi strega, mi incolla alla pagina. Sono una mosca imprigionata in una ragnatela.
    Pur non empatizzando con nessuno dei protagonisti della vicenda, vengo lentamente risucchiata dalla narrazione, dalle atmosfere dapprima sottilmente inquietanti, poi disturbanti, e infine agghiaccianti, che la prosa di McEwan evoca nella descrizione di ambienti, situazioni e caratteri.
    Letto d’un fiato, in apnea. Ho ancora i brividi addosso.
    Credo che dureranno a lungo.

    ha scritto il 

  • 2

    perdersi

    Colin e Mary stanno trascorrendo dei giorni vacanza in una citta lagunare, (identificabile con la città di Venezia). Si perdono nelle calli, si innervosiscono senza alzare i toni ma allontanandosi con ...continua

    Colin e Mary stanno trascorrendo dei giorni vacanza in una citta lagunare, (identificabile con la città di Venezia). Si perdono nelle calli, si innervosiscono senza alzare i toni ma allontanandosi con il silenzio pieno di non detto. I riavvicinamenti sono resi possibili grazie alla reciproca conoscenza e quel collante amoroso di chi si conosce da anni.
    Anche il sesso rientra in un routine consolidata, una sequenza di schemi che vengono ripetuti. Banali ma consolatori.

    In uno di questi silenzi pieni di rancore e nel mezzo di una apparente perdita alla ricerca di un luogo dove cenare, incontrano per caso Robert. È una sorta di apparizione.
    letteralemtne li trascina dove vuole, li ospita, li nutre, lava i loro vestiti. Spiati nella lora intimità dalla moglie.
    Si assiste ad un crescendo di inquietutine che respinge ed attrae. E che mostra subito delle ripercurssioni sul menage della coppia.
    Dopo pochi giorni i due, quasi inspiegabilmente, tornano nella casa che li ha in qualche modo sedotti.

    L’incontro con la moglie di Robert mostra un rapporto di coppia, dove non esistono limiti, nemmeno del dolore fisico, pur di raggiungere il piacere sessuale.
    Questa è, sinceramente, la parte che mi ha più disturbato e che ho trovato eccessiva, pur riconoscendo, ancora una volta, la maestria nella prosa di Mc Ewan, questo romanzo mi è apparso un po’ forzato, una virata al sadomaso che non comprendo.

    Per chi non conocesse l’autore, non consiglio di iniziare con questa lettura. Potrebbe trovarla un po’ deludente.

    ha scritto il 

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