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Cortesie per gli ospiti

Di

Editore: Einaudi (Nuovi coralli; 353)

3.6
(1747)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 137 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Sloveno

Isbn-10: 8806561502 | Isbn-13: 9788806561505 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefania Bertola

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    Mr. McEwan you're creepy!

    E non poco! Soprattutto dopo aver letto questo e "il giardino di cemento" a pochissimi giorni di distanza. Ma posso perdonarla signor McEwan, soprattutto perché lei scrive davvero bene...lo sa? Certo, ...continua

    E non poco! Soprattutto dopo aver letto questo e "il giardino di cemento" a pochissimi giorni di distanza. Ma posso perdonarla signor McEwan, soprattutto perché lei scrive davvero bene...lo sa? Certo, a fine lettura si resta un attimo intontiti dal suo snervante cicaleccio soffuso, dal suo continuo insinuare che all'amore e al desiderio sia sotteso un grottesco e ancestrale "gioco delle parti", una violenza eccitante di cui, in fondo, sia uomini che donne non potrebbero fare davvero a meno poiché senza si perdono e scivolano nella banalità della routine. Ora, non voglio dire che lei si stia sbagliando ma... in verità è ciò che spero vivamente.
    Scenari tanto lugubri non mi soddisfano mai a pieno.

    ha scritto il 

  • 3

    "Affettuosa morbosità"

    Non fatevi ingannare dal titolo, che rimanda a un rivedibile programma di Real Time, ma se conoscete l'ABC McEwan avrete ben poco da rimanere ingannati, perché anche qui la vicenda si fa alquanto torb ...continua

    Non fatevi ingannare dal titolo, che rimanda a un rivedibile programma di Real Time, ma se conoscete l'ABC McEwan avrete ben poco da rimanere ingannati, perché anche qui la vicenda si fa alquanto torbida come potevate sospettare. In viaggio in una città italiana che non viene apertamente nominata ma che è facilmente deducibile da dei dettagli palesi (spoiler: è Venezia), una coppia di turisti inglesi dalla libido temporaneamente congelata, in attesa di svegliarsi dal torpore della routine di coppia si imbatte in un fascinoso personaggio che, con "affettuosa morbosità" si offre di fare da Cicerone per la città senza fargli mancare nulla, soprattutto la sue presenza ossessiva, malcelando il fatto di essere schiavo di qualche segreto di troppo. Costruito tra saliscendi di tensione, pruriginosa curiosità e un pizzico di voyeurismo, il libro offre i notevoli spunti descrittivi tipici di McEwan in un contesto teso e vagamente erotico, che ci fa sobbalzare a intermittenza prima dell'epilogo finale, che ci libera e ci sconvolge allo stesso tempo (a mio parere, propendo più per la prima delle due, senza voler essere troppo cinici). I temi di McEwan ci sono tutti, ma forse lo sviluppo poteva essere leggermente più arricchito e il finale rischia di far ricredere un tantino sulla bontà complessiva dell'opera.

    ha scritto il 

  • 4

    cortesie inaspettate

    una coppia in vacanza a Venezia e un uomo che li spia, si intromette nella loro vacanza e si insinua nella loro indolenza...il suo fine è oscuro, ma si intuisce la tragedia, o almeno il crescendo dell ...continua

    una coppia in vacanza a Venezia e un uomo che li spia, si intromette nella loro vacanza e si insinua nella loro indolenza...il suo fine è oscuro, ma si intuisce la tragedia, o almeno il crescendo dell'ombra di questa, nel non detto di McEwan, il quale si muove silenzioso dietro le descrizioni accurate di una vacanza/fuga...fino a poche pagine dalla fine potrebbe essere una storia come tante sul potere corruttore di una vacanza italiana e sui tanti luoghi comuni che ammantano quest'esperienza, che a mio avviso McEwan ha fatto...ma poi le cortesie si sprecano e gli ospiti si trovano in grossi guai, immotivati per giunta, si perchè McEwan si diverte a lasciare il lettore a chiedersi come mai gli sia venuto in mente un finale così asciutto e avulso da ogni tentativo di interpretazione...

    ha scritto il 

  • 0

    Perverso

    Perverso, troppo glaciale, mi ha lasciato con la pelle d'oca e una voglia per un libro leggero, più consolatorio, meno pervaso di tensione. Amo McEwan, è un maestro, il suo modo di scrivere mi affasci ...continua

    Perverso, troppo glaciale, mi ha lasciato con la pelle d'oca e una voglia per un libro leggero, più consolatorio, meno pervaso di tensione. Amo McEwan, è un maestro, il suo modo di scrivere mi affascina, ma questo libro non mi è piaciuto - mi sembra artefatto, esagerato, troppo glaciale.

    ha scritto il 

  • 3

    Scortesie fuori dall'ordinaria follia

    La cosa che amo di più di McEwan è il modo in cui si trastulla con le parole, uno dei pochi autori contemporanei che mi impone di cercare parole che non conosco sul dizionario. Prende le parole, gli f ...continua

    La cosa che amo di più di McEwan è il modo in cui si trastulla con le parole, uno dei pochi autori contemporanei che mi impone di cercare parole che non conosco sul dizionario. Prende le parole, gli fa fare le capriole, le lancia in aria, le riporta sulla carta e rimani stregato. Al di là della trama, al di là dei personaggi. Ma tutti, tutti, ti penetrano sottopelle. Un vero funambolo della penna.

    ha scritto il 

  • 3

    Ammetto che questo autore è un maestro di scrittura, che sa affascinare, attrarre i suoi lettori come un ragno attira la preda nella sua ragnatela. Questa libro si legge d’un fiato, perché, pur parten ...continua

    Ammetto che questo autore è un maestro di scrittura, che sa affascinare, attrarre i suoi lettori come un ragno attira la preda nella sua ragnatela. Questa libro si legge d’un fiato, perché, pur partendo lento, i due personaggi con le loro stranezze e stravaganze danno una accelerata all’interesse del lettore che è invogliato a vedere dove vogliono andare a parare. Il finale è , penso, immotivato e sconvolgente; o meglio raggiunge quella morbosità quasi ossessiva che trapela qua e là, ben camuffata già dalle prime pagine. Quale il messaggio? Ce n’è uno? Forse il subconscio delle passioni, degli amori malati, delle passioni insane, delle incapacità affettive, della noia esistenziale, un tassello alla volta, arriva a costruire un mostruoso meccanismo che solo delle menti malate possono ipotizzare e realizzare. Devo confessare che il romanzo non ha riscosso il mio gradimento.

    ha scritto il 

  • 4

    Dare ascolto alle proprie impressioni

    Un libro, in principio, lento e noioso ma un autore intelligente e acuto. Di fatti dopo poche pagine ci accorgiamo che Ian McEwan ha scelto coscientemente di rendere il libro lento e noioso per far ca ...continua

    Un libro, in principio, lento e noioso ma un autore intelligente e acuto. Di fatti dopo poche pagine ci accorgiamo che Ian McEwan ha scelto coscientemente di rendere il libro lento e noioso per far capire quanto, in realtà, sia lenta e noiosa la vita dei personaggi (Colin e Mary) e quanto siano piatti loro stessi.

    Colin e Mary decidono di prendersi una vacanza nel vero senso del termine, liberarsi da ogni impegno professionale e mentale, e così lasciano la loro Inghilterra per passare un po' di tempo a Venezia, così affascinante da un punto di vista artistico ma appesantita da una terribile afa che rende i protagonisti ancora più apatici, quasi antipatici al lettore per il loro immobilismo mentale e fisico.
    La loro relazione è di lunga data ma non sono sposati, anzi nemmeno amano definirsi fidanzati, infatti fin da subito negano una qualsivoglia forma di serietà o di impegno nel loro rapporto. “Il piacere stava soprattutto nell'amichevole mancanza di fretta, nella familiarità dei rituali e delle procedure.”.

    Colin è un uomo dall'incredibile bellezza con un fallimentare passato nel mondo dello spettacolo, maggiore fortuna professionale l'ha avuta Mary che per anni ha lavorato in una compagnia teatrale formata interamente da donne e dal forte risvolto femminista. Un po' meno fortunata sul profilo personale: un divorzio alle spalle con un uomo patito per la fotografia e due figli.
    In albergo dormono separati, condividono lunghi silenzi fino a sera quando con pazienza l'uno ascolta i sogni dell'altra e viceversa.

    Una sera gli capita di uscire più tardi del solito, ma, cercando di raggiungere l'unico locale a loro memoria aperto a quell'ora, si perdono tra le vie interne della città. Nel loro camminare lenti e goffi fanno pochi discorsi, il più delle volte con un lieve tono d'ira e lunghi silenzi in cui l'autore è maestrale a far percepire al lettore l'aria di tensione che si respira fra i due.

    Irrompe improvvisamente tra i due Robert, un vero e proprio anfitrione, che sembra essere ben voluto e rispettato da tutti coloro che incontrano; i due protagonisti vengono portati nel bar che Robert ha in gestione ma che è in procinto di cedere; Colin non lo prende molto in simpatia mentre Mary ne sembra quasi affascinata.
    Figlio di diplomatici, cresciuto con una rigida educazione viene su con una anacronistica morale da un lato molto inflessibile ma che dall'altro lascia molti sospetti. Nel bar Robert li ristora trattando sempre Colin quasi con indifferenza e ricoprendo Mary di attenzioni.
    Alla fine della serata i protagonisti sono invitati a casa di questo nuovo personaggio che esige rispetto ma allo stesso tempo incute un po' di terrore, una volta dentro i due conoscono Caroline, la moglie fragile, circospetta e timorosa di Robert. Senza alcuna difficoltà si capisce che la moglie è vittima della violenza del marito.

    Come per magia, dopo l'incontro con la strana coppia, gli istinti sessuali di Colin e Mary si risvegliano da un lungo letargo (prima il sesso era semplice ingranaggio di routine) e decidono, per ben quattro giorni, di segregarsi in albergo e dare libero sfogo alle loro fantasie erotiche, alcune le mettono in pratica mentre altre si limitano a raccontarsele, come se i semplici racconti fossero parte integrante di questa nuova ondata sessuale. Il ritorno di tanta passione non è abbastanza per nascondere a chi legge la fragilità dei sentimenti dei protagonisti che, pur accorgendosi delle loro debolezze, non vogliono procrastinare questi desideri.

    Fino al penultimo capitolo potrebbe essere un libro come tanti altri sono stati scritti (e come sempre saranno scritti) sulle crisi di coppia, se non fosse per un elemento disturbante leggero ma sempre presente nel sottotono del romanzo, ma alla fine sono tanti i libri che lasciano un sapore strano in bocca, lo farà anche questo libro... invece NO!
    In undici pagine McEwan con fredda spietatezza ti lascia lì, impietrito, terrorizzato, esterrefatto, solo e incredulo. In cosa consisteranno mai queste “Cortesie per gli ospiti”? Dove condurra quel elemento di disturbo? Leggete il libro e anche voi, come me, rimarrete impietriti davanti a un finale spietato.

    Abile nel descrivere le psicologie dei singoli personaggi e nello scavare nel profondo della loro anima senza rivelare immediatamente tutti i vizi e le virtù di ogni singolo personaggio, McEwan scava con successo nella profondità delle pulsioni umane che possono essere incanalate verso l'Eros o verso il Thanatos. Mai abbassare l'attenzione e dare sempre ascolto alle proprie impressioni, spesso queste possono salvarti.

    ha scritto il 

  • 3

    Sconcertante

    Non amo molto le narrazioni che avvengono in luoghi imprecisati, anche se forse l'intento dell'autore era quello di evidenziare l'ambiguità dei personaggi e rendere la narrazione surreale. Mi sto anco ...continua

    Non amo molto le narrazioni che avvengono in luoghi imprecisati, anche se forse l'intento dell'autore era quello di evidenziare l'ambiguità dei personaggi e rendere la narrazione surreale. Mi sto ancora domandando : come hanno fatto Colin e Mary a cadere nelle grinfie di quei due pervertiti?

    ha scritto il 

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