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Così è (se vi pare)

Di

Editore: Bonacci

4.1
(531)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 75 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 887573304X | Isbn-13: 9788875733049 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Da leggere prima di Uno, Nessuno, Centomila

    Divertentissimo ed entusiasmante. Una commedia nicciana allo stato puro che finisce con un nulla di fatto, lasciando dubbi e incertezze, come una gran voglia di scoprire. La cecità delle persone e il continuo bisogno di farsi gli affari degli altri è stretto in questi tre atti di pura genialità.< ...continua

    Divertentissimo ed entusiasmante. Una commedia nicciana allo stato puro che finisce con un nulla di fatto, lasciando dubbi e incertezze, come una gran voglia di scoprire. La cecità delle persone e il continuo bisogno di farsi gli affari degli altri è stretto in questi tre atti di pura genialità.
    Consiglio di leggerlo prima di Uno, Nessuno, Centomila poiché aiuta nella comprensione di quest'ultimo, almeno secondo me.

    ha scritto il 

  • 4

    “Io sono colei che mi si crede.”

    Creata dall’immenso genio di Luigi Pirandello, a mio modesto parere quest’opera teatrale è tra le più belle che siano mai state scritte.
    Incentrata sul conflitto tra apparenza e realtà, l’opera è ambientata in una cittadina della provincia siciliana dove vivono il signor Ponza, sua moglie e ...continua

    Creata dall’immenso genio di Luigi Pirandello, a mio modesto parere quest’opera teatrale è tra le più belle che siano mai state scritte.
    Incentrata sul conflitto tra apparenza e realtà, l’opera è ambientata in una cittadina della provincia siciliana dove vivono il signor Ponza, sua moglie e la signora Frola, sua suocera.
    Quest’ultima abita da sola e non può comunicare con la figlia se non attraverso una finestra.
    Questo fatto incuriosisce la piccola e pettegola comunità che arde dal desiderio di conoscere l’intera faccenda.
    Per placare la curiosità della comunità, la signora Frola racconta a tutti quanti che i familiari del genero sono morti durante un terremoto e che il poveretto, rimasto completamente solo al mondo, è talmente preso dall’amore e dalla gelosia nei confronti della moglie tanto da impedire persino a lei, sua madre, di avvicinarla.
    Ma ecco spuntare il signor Ponza ad avvertire che la signora Frola sia in realtà completamente impazzita: sua figlia è morta da ben quattro anni e la sua nuova moglie, per accondiscendere la povera vecchia, ha deciso di far credere alla donna di essere la defunta figlia.
    E qui la comunità si divide in due, chi crede al signor Ponza e chi invece crede alla signora Frola.
    Qual è la verità? Non rimane altro che chiamare a testimoniare la signora(o la fantomatica signora) Ponza…
    Pirandello con questa sua bellissima rappresentazione teatrale mette in risalto, ancora una volta, una spinosa e a lui molto cara questione, la crisi esistenziale dell’uomo che ha perso ogni sua certezza e ogni suo rapporto con la realtà, tanto da arrivare ad affermare, come in quest’opera, che perfino la verità più assoluta può essere considerata oggetto di dubbio.
    Un’opera del 1916 ma ancora estremamente attuale, un’opera che ci fa capire come, di fronte a determinati fatti e avvenimenti, ognuno si costruisce la propria verità, anche se totalmente in contrasto con quella degli altri.
    Un’opera geniale, come la maggior parte della produzione di Pirandello, a mio modesto parere il più grande scrittore che il nostro paese abbia mai avuto.

    ha scritto il 

  • 0

    Ne tengo una copia digitale di cui non sento, per ora, la necessità della lettura.
    Non so se vale inserire una rappresentazione teatrale in una biblioteca di libri ma quest'opera l'ho conosciuta così, nell'ambiente in cui Pirandello l'aveva pensata.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ennesima storia su un tema molto caro all'autore, il contrasto tra persone e personaggi, l'impossibilità di individuare una realtà univoca per tutti. Sicuramente molto pessimista, ma io lo amo alla follia, che posso farci?

    ha scritto il 

  • 4

    Commedia geniale e brillante per dimostrare sempre la solita solfa, che la realtà non esiste, che noi siamo insieme tante persone o nessuna, dipende tutto da come ci vedono gli altri blablablabla. Si vabbè (ecco perché mio padre ripete sempre "Pirandello va preso a piccole dosi").
    La commed ...continua

    Commedia geniale e brillante per dimostrare sempre la solita solfa, che la realtà non esiste, che noi siamo insieme tante persone o nessuna, dipende tutto da come ci vedono gli altri blablablabla. Si vabbè (ecco perché mio padre ripete sempre "Pirandello va preso a piccole dosi").
    La commedia è carina per la rappresentazione delle signore pettegole coi mariti :D

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Descrive il caso insolubile di un’identità sospetta: non sapremo mai se la donna che arriva alla fine della commedia è la seconda moglie del signor Ponza o la figlia della signora Frola; i due protagonisti sostengono ognuno una tesi opposta e la stessa donna, chiamata a sciogliere l’enigma, affer ...continua

    Descrive il caso insolubile di un’identità sospetta: non sapremo mai se la donna che arriva alla fine della commedia è la seconda moglie del signor Ponza o la figlia della signora Frola; i due protagonisti sostengono ognuno una tesi opposta e la stessa donna, chiamata a sciogliere l’enigma, afferma soltanto di essere così come appare a ciascuno. Impossibile dunque definire la verità e anche, di conseguenza, escogitare un finale positivo che rassicuri il pubblico e non lo lasci invece nell’ambiguità e nell’inquietudine.
    È l’eterno conflitto fra essere e apparire. Una società che non lascia scampo, un congegno sociale invadente e ostile. In questo caso una borghesia di provincia, covo di malelingue e di ipocrisia. È questo il meccanismo che porta la società stessa ad essere e a comportarsi in due modi diversi: l’essere se stessi e qualcun’altro. Come un gemello cattivo, come una copia di se stessi venuta male, un po’ come il gioco degli specchi, ma in questo caso lo sdoppiamento riproduce la copia al suo esatto contrario.

    ha scritto il 

  • 3

    Esplicita in tutto e per tutto il pensiero pirandelliano riguardo alla questione della maschera. la trama è interessante solo che per chi già conosce il pensiero pirandelliano (o almeno per me è stato così) capisce già a metà del primo atto come la storia sarebbe andata a concludersi. d'altro ca ...continua

    Esplicita in tutto e per tutto il pensiero pirandelliano riguardo alla questione della maschera. la trama è interessante solo che per chi già conosce il pensiero pirandelliano (o almeno per me è stato così) capisce già a metà del primo atto come la storia sarebbe andata a concludersi. d'altro canto per chi non apprezza ne conosce il modo di scrivere di Pirandello potrebbe risultare un pò ostica la comprensione. nonostante tutto un tre stelle meritato per me.

    ha scritto il 

  • 2

    Posso dire?

    Che palline! Mi sono sentita presa in giro per tutte le pagine di questa commedia,rimanendo indifferente al substrato filosofico che fa da base alla trama.
    Rircordo di avere assitito alla rappresentazione al teatro e di esserne rimasta molto colpita! Però con il tempo si cambia. Ero giovani ...continua

    Che palline! Mi sono sentita presa in giro per tutte le pagine di questa commedia,rimanendo indifferente al substrato filosofico che fa da base alla trama.
    Rircordo di avere assitito alla rappresentazione al teatro e di esserne rimasta molto colpita! Però con il tempo si cambia. Ero giovanissima allora, e di certo non sapevo che la filosofia è quella cosa che fa rimanere tali e quali.
    Sono stata anche presa da un grande fastidio per quest'indagine paesana e l'unico pensiero che mi è venuto da dire è:
    perchè non si fanno i fatti loro?

    ha scritto il 

  • 5

    Atto III, scena IX

    "SIGNORA PONZA Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede.


    Guarderà attraverso il velo, tutti, per un istante; e si ritirerà. In silenzio.


    LAUDISI Ed ecco, o signori, come parla la verità


    Volgerà attorno uno sguardo di sfida derisoria.


    Siete contenti? ...continua

    "SIGNORA PONZA Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede.

    Guarderà attraverso il velo, tutti, per un istante; e si ritirerà. In silenzio.

    LAUDISI Ed ecco, o signori, come parla la verità

    Volgerà attorno uno sguardo di sfida derisoria.

    Siete contenti?

    Scoppierà a ridere.

    Ah! ah! ah! ah!

    Tela "

    ha scritto il 

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