Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Così parlò Bellavista

Napoli, amore e libertà

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Biblioteca Umoristica Mondadori)

3.8
(1079)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 228 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000006017 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio

Genere: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

Ti piace Così parlò Bellavista?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Culturale

    Un "romanzo", se questo termine basta e rende onore all'autore, che omaggia Napoli, i Napoletani ed i Meridionali in genere. Davvero un pietra miliare per chiunque. Indispensabile per ogni libreria ...continua

    Un "romanzo", se questo termine basta e rende onore all'autore, che omaggia Napoli, i Napoletani ed i Meridionali in genere. Davvero un pietra miliare per chiunque. Indispensabile per ogni libreria personale.

    ha scritto il 

  • 4

    L'autore illustra la "napoletanità" dalla bocca di uno stravagante gruppo di amici. Digressioni filosofiche, politiche e di attualità fanno da contraltare ad un non celato amore per la propria ...continua

    L'autore illustra la "napoletanità" dalla bocca di uno stravagante gruppo di amici. Digressioni filosofiche, politiche e di attualità fanno da contraltare ad un non celato amore per la propria città e al tentativo di distruggerne i luoghi comuni.

    ha scritto il 

  • 4

    Da napoletano mi è sorta, giustamente, la voglia di leggere questo libro. L'idea di fondo mi piace, e De Crescenzo si diletta molto bene nel ricreare una specie di "salotto intellettuale" ...continua

    Da napoletano mi è sorta, giustamente, la voglia di leggere questo libro. L'idea di fondo mi piace, e De Crescenzo si diletta molto bene nel ricreare una specie di "salotto intellettuale" napoletano. I personaggi si riuniscono a casa del Professor Bellavista, che da buon filosofo, discute di vari temi, il cui fulcro centrale sono Napoli, Amore e Libertà. Non male, anche se lo stile ricalca la parlata napoletana, e se anche sorrido, perché di parte, mi dispiace della presenza di alcuni errori grammaticali, troppi a mio giudizio, voluti o non.

    ha scritto il 

  • 5

    Napoli per me non è la città di Napoli ma solo una componente dell'animo umano che so di poter trovare in tutte le persone, siano esse napoletane o no. A volte penso addirittura che Napoli possa ...continua

    Napoli per me non è la città di Napoli ma solo una componente dell'animo umano che so di poter trovare in tutte le persone, siano esse napoletane o no. A volte penso addirittura che Napoli possa essere ancora l'ultima speranza che resta alla razza umana. (Due parole di prefazione)

    Chi non è comunista a vent'anni è senza cuore, chi lo è a quaranta è senza testa.

    Sull'autobus: "Non può salire con la sigaretta accesa" "Ma ho appena bevuto il caffè!" "Ah!Allora va bene"

    ha scritto il 

  • 3

    Trama: Secondo il professore don Gennaro Bellavista, partenopeo purosangue, troppe sono le banalità che si dicono e si scrivono su Napoli e i suoi abitanti, sul suo mare e sul suo Vesuvio col ...continua

    Trama: Secondo il professore don Gennaro Bellavista, partenopeo purosangue, troppe sono le banalità che si dicono e si scrivono su Napoli e i suoi abitanti, sul suo mare e sul suo Vesuvio col pennacchio. La vita a Napoli è ben altra cosa. E' un'arte sottile. Solo a Napoli ognuno vive in una inebriata dimenticanza di sé scriveva Goethe, felicemente sorpreso. Non solo a Napoli, scrive oggi De Crescenzo, il sorriso e il sentimento aiutano l'intelligenza nel mestiere di vivere.

    Commento: Libro molto divertente e scorrevole. Ambientato in una Napoli fantasiosa dove l'arte di arrangiarsi è all'ordine del giorno. Racconti, "fattarielli", che nascono da domande quotidiane e risposte filosofiche. Ovviamente la filosofia di fondo, per quanto vagamente e lontanamente reale, è da prendere con le pinze. Si tratta più che altro di spunti originali per sorridere e trovare delle risposte alternative. Consigliato a chi vuole passare qualche ora in modo spensierato. (C.N.) - See more at: http://www.librierecensioni.com/libri/cosi-parlo-bellavista-luciano-de-crescenzo.html#sthash.pqcaidiW.dpuf

    ha scritto il 

  • 5

    Credo sia uno dei più bei libri scritti da Luciano De Crescenzo, se non il migliore. Mi é piaciuto molto il suo modo di filosofeggiare sulla vita attraverso il racconto di piccoli aneddoti che ...continua

    Credo sia uno dei più bei libri scritti da Luciano De Crescenzo, se non il migliore. Mi é piaciuto molto il suo modo di filosofeggiare sulla vita attraverso il racconto di piccoli aneddoti che descrivono vicende tragicomiche che capitano quotidianamente a Napoli. Tutto condito con il suo tipico humor. De Crescenzo é uno dei protagonisti del romanzo, che si sviluppa attraverso il dialogo con Bellavista (professore di filosofia oramai in pensione) e con una serie di personaggi, tutti "allievi" del professore, che puntualmente si riuniscono per le loro "discussioni filosofiche".

    ha scritto il 

  • 4

    Il mio libro preferito di un autore che in seguito, a mio parere, si è fatto trascinare dalla banalità e dalla ricerca del successo commerciale. Interessante ed originale la sua teoria della ...continua

    Il mio libro preferito di un autore che in seguito, a mio parere, si è fatto trascinare dalla banalità e dalla ricerca del successo commerciale. Interessante ed originale la sua teoria della napoletanità come filosofia di vita, che una terrona come me non può che condividere.

    ha scritto il 

  • 5

    Manifesto della "napoletanità"!

    Una scena su tutte. Il cavalluccio rosso. Chi ha letto il libro capirà, chi lo deve ancora leggere lo riconoscerà: episodio che racchiude tutta la genuinità del popolo napoletano. Il signor ...continua

    Una scena su tutte. Il cavalluccio rosso. Chi ha letto il libro capirà, chi lo deve ancora leggere lo riconoscerà: episodio che racchiude tutta la genuinità del popolo napoletano. Il signor Bellavista, professore di lettere, ormai in pensione, è solito intrattenere nel suo studio di casa, per la gioia della moglie, lunghe conversazioni con i suoi amici. Temi: vita e filosofia.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo, per lettori napoletani doc...ma anche no!

    Per chi come me è nato a Napoli (anche se io in realtà non ci ho mai vissuto) o comunque è campano questo romanzo è un "must": descrive vicende tragicomiche che capitano quotidianamente nella ...continua

    Per chi come me è nato a Napoli (anche se io in realtà non ci ho mai vissuto) o comunque è campano questo romanzo è un "must": descrive vicende tragicomiche che capitano quotidianamente nella città patenopea e lo fa con lo humor proprio di Luciano De Crescenzo, che ha poi tratto da questo suo libro anche un film omonimo esilarante (con un seguito, Il mistero di Bellavista).

    Ma anche chi campano non lo è potrebbe apprezzare le battute di questo romanzo, magari con solo un pò di difficoltà per il dialetto....ma si sa, il napoletano è una lingua universale....viene compreso un pò ovunque nel Mondo :-)

    De Crescenzo (ingegnere nel libro come davvero nella vita) si rende co-protagonista del romanzo, in cui dialoga con un professore di filosofia in pensione, Bellavista per l'appunto, e con una serie di personaggi riuscitissimi, tutti "allievi" del professore, come Salvatore (il "vice sostituto portiere"), Saverio (lo spazzino) e Luigino (il "poeta").

    Ma al di là di ogni battuta, c'è un pensiero che pervade il libro: il fatto che Napoli ha potenzialità grandissime e bellissime, che c'è la Napoli che vale la pena di salvare da tutto quanto invece la rovina (camorra, microcriminalità, sporcizia), fatta di gente di vera, di cuore...

    (dal libro) <<E chi lo sa. Chi lo sa come è Napoli veramente. Comunque io certe volte penso che anche se Napoli, quella che dico io, non esiste come città, esiste sicuramente come concetto, come aggettivo. E allora penso che Napoli è la città più Napoli che conosco e che dovunque sono andato nel mondo ho visto che c'era bisogno di un poco di Napoli.>>

    ha scritto il