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Così parlò Zarathustra

Un libro per tutti e per nessuno

Di ,,

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 36/37)

4.2
(3994)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 425 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Coreano , Portoghese , Giapponese , Svedese , Olandese , Farsi , Rumeno , Polacco , Greco , Catalano , Turco , Chi semplificata , Croato , Russo

Isbn-10: 8845906558 | Isbn-13: 9788845906558 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook , Rilegato in pelle

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
L’idea di Così parlò Zarathustra balenò a Nietzsche come una folgorazione nell’agosto del 1881, in Engadina, «6000 piedi al di là dell’uomo e del tempo». Essa coincise con il rivelarsi dell’«eterno ritorno», la misteriosa intuizione che segna il passaggio alla ultima fase del pensiero di Nietzsche e lo tramuta tutto dall’interno. Così anche lo Zarathustra rielabora e ripresenta tutto ciò che Nietzsche era stato fino allora in una forma assolutamente nuova, e soprattutto in una forma incompatibile con i canoni della filosofia occidentale. «Un libro per tutti e per nessuno» dice il sottotitolo: proprio perché obbliga il pensiero a parlare immediatamente, fuori da ogni tecnicismo, in una forma poetica e profetica, Zarathustra è sempre stato il libro più letto e venerato di Nietzsche, ma al tempo stesso è il suo libro di enigmi, protetto da saldi sigilli, un libro che sorprende e appare diverso ogni volta che lo si apre. Nietzsche fu del tutto conscio di questo doppio carattere dello Zarathustra, e in certo modo di tutta la sua opera. In una lettera del 1884 scriveva: «Chissà quante generazioni dovranno trascorrere per produrre alcune persone che riescano a sentire dentro di sé ciò che ho fatto! E anche allora mi terrorizza il pensiero di tutti coloro che, ingiustificatamente e del tutto impropriamente, si richiameranno alla mia autorità. Ma questo è il tormento di ogni grande maestro dell’umanità: egli sa che, in date circostanze del tutto accidentali, può diventare con la stessa facilità una sventura o una benedizione per l’umanità».
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  • 5

    Zarathustra "il profeta della Terra"

    "Un libro per tutti e per nessuno" recita la copertina. Nietzsche è uno dei filosofi più citati e conosciuti al mondo, tuttavia le sue opere portano con sé ancora delle ombre per l'uomo moderno. "Chissà quante generazioni dovranno trascorrere per produrre alcune persone che riescano a sentire de ...continua

    "Un libro per tutti e per nessuno" recita la copertina. Nietzsche è uno dei filosofi più citati e conosciuti al mondo, tuttavia le sue opere portano con sé ancora delle ombre per l'uomo moderno. "Chissà quante generazioni dovranno trascorrere per produrre alcune persone che riescano a sentire dentro di sé ciò che ho fatto [...]" così Nietzsche si esprimeva a proposito del suo Zarathustra. Lo stesso filosofo faticava a stare al passo del profeta che, ad un certo punto, appare come crescere, staccarsi dal suo creatore, acquistare un'anima e vivere di vita propria. Questo Superuomo che nella sua solitudine aveva meditato le cose del mondo ed era passato oltre, al di là del bene e del male, adesso è ridisceso tra gli uomini per condividere con loro le visioni e gli enigmi della conoscenza universale, per aprire finalmente gli occhi dei "dormienti"...tuttavia, egli non è la bocca per quegli orecchi.

    "Così parlò Zarathustra" è un opera che cambia, si trasforma, sfugge ad ogni lettura e ad ogni lettura la sua poesia si rivela a noi attraverso l'intuizione...

    "Al di sopra di voi stessi dovrete amare un giorno! Perciò imparate prima di tutto ad amare! E per questo foste costretti a bere il calice amaro del vostro amore! " 

    ha scritto il 

  • 5

    Volere libertà: questa è la vera dottrina della volontà e della libertà - così ve la insegna Zarathustra.
    Non più volere e non più valutare e non più creare!ah rimanga sempre da me lontana questa grande stanchezza!
    Anche nel conoscere io sento solo la mia volontà che gode di generare e di dive
    ...continua

    Volere libertà: questa è la vera dottrina della volontà e della libertà - così ve la insegna Zarathustra. Non più volere e non più valutare e non più creare!ah rimanga sempre da me lontana questa grande stanchezza! Anche nel conoscere io sento solo la mia volontà che gode di generare e di divenire; e se nella mia conoscenza è innocenza, ciò accada perché in essa è volontà di generare. Via a Dio e dagli dèi mi ha allettato questa volontà; che cosa mai resterebbe da creare, se gli dèi - esistessero!

    Impossibilè è la vita, il divenire, se Dio è.

    Così parlò Zarathustra.

    ha scritto il 

  • 2

    Non so bene cosa mi aspettassi ma certo non quello che ho trovato. Un libro illeggibile assolutamente privo di logica. Certo che su questo si sono basati per il Mito del Superuomo ... erano propri ben messi!

    ha scritto il 

  • 2

    Distante

    Con il suo stile e il suo contenuto così fuori dal tempo, per me non è stata una lettura semplice. Tutto appare distante, intangibile, e prolisso, in una misura che esce dalla mia concezione di piacere, coinvolgimento e interesse.
    Ho iniziato la lettura di questa preziosa opera a più riprese, det ...continua

    Con il suo stile e il suo contenuto così fuori dal tempo, per me non è stata una lettura semplice. Tutto appare distante, intangibile, e prolisso, in una misura che esce dalla mia concezione di piacere, coinvolgimento e interesse. Ho iniziato la lettura di questa preziosa opera a più riprese, determinata a non abbandonarla a metà, proprio perché già conoscitrice della filosofia nietzschiana, e consapevole dalla sua importanza. Volevo toccare con mano il suo pensiero, estrapolarlo senza filtri se non quelli della sua parola, dialogare con lui attraverso la lettura della sua opera prima, conoscere di persona l’antico profeta persiano Zarathustra e lasciarmi raccontare la sua storia. Ma la noia ha preso il sopravvento ed ogni tentativo di lettura è stato un gioco al massacro per la mia (dis)attenzione. Impossibile poi non notare le similitudini, quantomeno strutturali, con “Il profeta” di Kahlil Gibran, il quale, quest’ultimo, ha tratto dichiaratamente ispirazione da Nietzsche nella stesura di quello che per me, a suo tempo, fu un vero e proprio Vangelo di vita.

    ha scritto il 

  • 2

    La scrittura di Così parlò Zarathustra sembra sia, per Nietzsche, un modo per superare la difficile metabolizzazione della fase edipica: il padre -predicatore- è infatti morto lasciando un Nitzsche bambino di soli 5 anni, ed è inevitabile che il figlio lo idealizzi; liberarsi di questo pad ...continua

    La scrittura di Così parlò Zarathustra sembra sia, per Nietzsche, un modo per superare la difficile metabolizzazione della fase edipica: il padre -predicatore- è infatti morto lasciando un Nitzsche bambino di soli 5 anni, ed è inevitabile che il figlio lo idealizzi; liberarsi di questo padre idealizzato comporta vestire i panni di Zoroastro erigendosi Messia. Nizsche, all'inizio della seconda parte, nel paragrafo "Dei Preti", se ne occupa affrontando la questione di petto, e rivolto ad immaginari discepoli scrive: "Ecco i preti: e se anche sono miei nemici, passate davanti a loro in silenzio e con la spada a riposo", escludendo con ciò una interpretazione troppo letterale del mito edipico; mentre più in là aggiunge: "Ma il mio sangue è imparentato con il loro; ed io voglio saper onorare il mio sangue anche nel loro", facendo così del padre il figlio e viceversa.

    L'opera è pesantemente legata all'epoca e all'ambiente dell'eroe iper romantico d'impronta wagneriana. In veste di Zoroastro Nitzsche si sforza di rovesciare i principi presumibilmente contenuti nella predicazione paterna; ma se A+B da come risultato C, allora B+A non darà un risultato diverso: Così parlò Zarathustra è intriso dell'idea conflittuale degli opposti che caratterizza la nostra cultura ebraico-cristiana-islamica. E il Zoroastro di Nietzsche torna per mescolare le carte, ma sono sempre le medesime carte.

    Come raccolta di aforismi se ne trova alcuni eccelsi. Troppo poco.

    ha scritto il 

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