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Così parlò Zaratustra

Di

Editore: UTET (I grandi scrittori stranieri, 54)

4.0
(80)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 409 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000163319 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Barbara Allason

Genere: Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 4

    "Così parlò Zarathustra" è un’opera fondamentale del filosofo tedesco Friederich Nietzsche, il cui pensiero costituì uno spartiacque nella cultura occidentale a partire dalla fine dell’Ottocento, per poi inoltrarsi nel Novecento. I temi che egli affrontò nella sua vasta produzione restano ancora ...continua

    "Così parlò Zarathustra" è un’opera fondamentale del filosofo tedesco Friederich Nietzsche, il cui pensiero costituì uno spartiacque nella cultura occidentale a partire dalla fine dell’Ottocento, per poi inoltrarsi nel Novecento. I temi che egli affrontò nella sua vasta produzione restano ancora oggi vivi e i quesiti da lui aperti in gran parte irrisolti. Quest’opera fu considerata dallo stesso autore "incomprensibile"; solo Nietzsche, reduce dei suoi vissuti, delle sue esperienze, possedeva la chiave necessaria alla sua più profonda analisi. L’evolversi del libro non fu uniforme, le quattro parti da cui è costituito risultano il frutto di una complessa evoluzione del suo essere. I temi affrontati sono certamente numerosi; il principale, che accompagna l’opera nel suo significato, è l’aspirazione al Superuomo, il superamento di sé, descritto da Nietzsche come il progredire dell’umanità verso una nuova forma al di sopra della propria essenza. Il filosofo, inoltre, esorta esorta gli uomini a liberarsi dall’idea di un mondo oltre il mondo, sostenuta dal Cristianesimo nonché dalla metafisica. Il sostanziale distacco dell’autore dalle considerazioni della sua epoca si manifesta con la concezione di volontà di potenza dell’uomo, la quale apre le porte a un rivoluzionario metodo di pensiero, in contrasto con il nichilismo passivo di Schopenauer. Così, seguendo idee che fa proferire a Zarathustra, analizza il complesso della società e afferma che non esistono certezze, confutando in questo modo l’entità dello stato e della religione. Dice, infine, di parlare "a dei compagni, non a un gregge", rifiutando cioè di essere venerato in quanto dux, bensì in qualità di essere umano con la propria volontà, in questo caso indipendente dal conformismo del sistema. Voglio concludere citando un passo del libro che mi ha particolarmente affascinato: “O uomini superiori, che cosa ve ne sembra? Sono un profeta? Un sognatore? Un ebbro? Un interprete dei sogni? Una campana di mezzanotte? Una goccia di rugiada? Un vapore e profumo dell’eternità? Non lo sentite? Non lo fiutate? Poco fa il mio mondo era perfetto, mezzanotte è anche mezzogiorno, dolore è anche piacere, maledizione è anche benedizione, notte è anche sole: andatevene o imparate che un saggio è anche un folle. Avete mai detto si a un piacere? Oh, amici miei, allora avete detto si anche a ogni dolore. Tutte le cose sono concatenate, intrecciate, innamorate, avete mai voluto due volte l’una volta, avete mai detto: <<Mi piaci felicità! Soffio! Attimo!>> volendo così tutto indietro! Tutto di nuovo, tutto eterno, tutto concatenato, intrecciato, innamorato,oh, così amaste il mondo; voi eterni, amatelo in eterno e per sempre: e anche al dolore dite: <<Passa, ma torna!>> Ogni piacere, infatti, vuole eternità!

    ha scritto il 

  • 3

    casa editrice Ghelfi rilegato in blu

    Comperato ad una fiera del libro.


    Non so se e' un libro che parla più facilmente ai giovani: io lo lessi da giovane e, anche se io non sono né un'appassionata di filosofia né una liceale, mi piacque. Trovo sia da leggere per gli appassionati di storia contemporanea, tanto per sfatare il si ...continua

    Comperato ad una fiera del libro.

    Non so se e' un libro che parla più facilmente ai giovani: io lo lessi da giovane e, anche se io non sono né un'appassionata di filosofia né una liceale, mi piacque. Trovo sia da leggere per gli appassionati di storia contemporanea, tanto per sfatare il significato corrente di Superuomo (che non è quello che distrugge le razze inferiori, bensì quello che supera se stesso) e per capire quale fetta dell'inconscio sollecitasse nel mondo intellettuale tedesco. Certo che lui a furia di pensarci e di esperienze mistiche sulle vette si è guadagnato un disturbo bipolare (ironia della sorte per chi vedeva necessario superare la dicotomia bene /male), un probabile lento avvelenamento da psicofarmaci e la follia.

    Potrei commentare come Arturo Bandini: Che libro!

    ha scritto il 

  • 0

    mi fuma il cervello

    Un libro decisamente impegnativo (il mio ha una copertina leggermente diversa boh) comunque dicevo un libro davvero tosto, che ogni tanto ricordo di aver cominciato a leggere....

    ha scritto il