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Cos'è accaduto alla signora perbene

Di

Editore: Einaudi

3.7
(253)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 182 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806177982 | Isbn-13: 9788806177980 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Bologna anni Settanta: la "signora perbene" non è più lei. Cosa è accaduto?Dopo una manifestazione studentesca, con un morto innocente ancora per strada,qualcuno confida a Sarti Antonio che un uomo avrebbe ripreso la manifestazionecon una cinepresa 16 millimetri e che forse potrebbero anche aver ripresoqualcun altro ancora che prende la mira e spara. Chissà che dal filmino nonesca qualche indizio. Ma la signora perbene ha in serbo molte sorprese perSarti Antonio. E non tutte gradevoli.
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  • 3

    Non uno dei milgiori

    Un po' sottotono rispetto agli altri, di Sarti Antonio. Quasi schizofrenico, forse dettato dai tempi cupi in cui è stato scritto, mette a contorno una trama gialla poco convincente per calarci negli anni di piombo di una Bologna ferita. L'atmosfera c'è, ma i due apsetti non si legano e i personag ...continua

    Un po' sottotono rispetto agli altri, di Sarti Antonio. Quasi schizofrenico, forse dettato dai tempi cupi in cui è stato scritto, mette a contorno una trama gialla poco convincente per calarci negli anni di piombo di una Bologna ferita. L'atmosfera c'è, ma i due apsetti non si legano e i personaggi si muovono più a scatti del solito. Un po' sfuocato, fila via veloce e lascia qualche traccia amara, ma Macchiavelli si può perdonare visti i tanti bei romanzi scritti.

    ha scritto il 

  • 4

    La signora perbene è una città, è Bologna anni settanta, borghese, grassa, un po’ unta, chiusa come una vongola avariata sui suoi sordidi intrallazzi. A me piace tantissimo stare in macchina con il sergente Sarti Antonio e la sua colite, mi piace accompagnarlo a bere il caffè, mi piace ascoltarlo ...continua

    La signora perbene è una città, è Bologna anni settanta, borghese, grassa, un po’ unta, chiusa come una vongola avariata sui suoi sordidi intrallazzi. A me piace tantissimo stare in macchina con il sergente Sarti Antonio e la sua colite, mi piace accompagnarlo a bere il caffè, mi piace ascoltarlo mentre sragiona sui casi e li risolve a modo suo, è simpatico come un zio e tenero come un cuginetto. E poi c’è Rosas, che sa tante cose; forse è un po’ troppo ‘libero’, come direbbe mamma, ma che farci, nessuno è perfetto e mamma non mi permetterebbe mai di frequentare un personaggio di un romanzo, tanto più italiano.

    ha scritto il 

  • 0

    Sono andata a cercare un pò di storie (le prime) di Sarti Antonio.
    Mi ripeto: questi libri coi gialli, non ci azzeccano nulla. Si leggono per il piacere della storia, non per scoprire l'assassino.

    ha scritto il 

  • 2

    Sarti Antonio, sergente. Raimondi Cesare, ispettore capo. Clodetti Vincenzo, il morto. Giorgio Bianchi, lo spazzino. Ugo Rossi, l'assaggiatore di cibo per gatti, e così via...

    Uno dei padri del noir italiano (retro di copertina): poveri figli... Nella brevissima introduzione l'autore spiega che il romanzo fu scritto nel 1979 e, all'epoca suscitò scandalo a Bologna. Ora un romanzo del genere non fa neppure solletico al velo pendulo.
    Motivi del giudizio negativo? ...continua

    Uno dei padri del noir italiano (retro di copertina): poveri figli... Nella brevissima introduzione l'autore spiega che il romanzo fu scritto nel 1979 e, all'epoca suscitò scandalo a Bologna. Ora un romanzo del genere non fa neppure solletico al velo pendulo.
    Motivi del giudizio negativo?
    1 - Schizofrenia con sdoppiamento di personalità.
    Ogni tanto si passa dalla terza persona alla prima. Allora ti chiedi: il protagonista narra in prima persona? L'autore entra nella narrazione? Oddio: c'è un personaggio in più e non me ne sono accorta! Ricontiamoli un po'! Boh. Alla fine non mi ha più interessato sapere la risposta.
    2 - Sarti Antonio, sergente. Ciccino mio, dimmelo una, due, tre volte, che questo qui è sergente, che il suo capo è ispettore capo e che ripete sempre "è vero come si dice", alla cinquantaquattresima volta hai proprio rotto! Ma dovevi consumare inchiostro?
    Fra l'altro che uno degli unici personaggi femminili sia "la biondina", puttana (la precisazione è mia), e non abbia nome è quanto meno di cattivo gusto.
    3 - Trama. Incasinata senza una ragione. Monta il soufflè poi lo tira fuori dal forno ed è una frittatina.
    4 - Chi ha la colite non dovrebbe bere caffè. Qualcuno l'avrà detto all'autore?

    ha scritto il 

  • 3

    Un altro anno ... - 26 dic 12

    Un libro “difficile”, anche per il momento della scrittura. Non bellissimo, ma sicuramente con spunti di riflessione. Già altre volte ho parlato di Macchiavelli e del suo Sarti Antonio. Alcune prove interessanti, altre (soprattutto quelle pubblicate da Repubblica) molto meno. Qui ci troviamo di f ...continua

    Un libro “difficile”, anche per il momento della scrittura. Non bellissimo, ma sicuramente con spunti di riflessione. Già altre volte ho parlato di Macchiavelli e del suo Sarti Antonio. Alcune prove interessanti, altre (soprattutto quelle pubblicate da Repubblica) molto meno. Qui ci troviamo di fronte ad un reperto storico, che contiene in sé molti degli alti e bassi macchiavellici. Infatti, il romanzo esce la prima volta nel 1979, a valle di tutti quei sommovimenti che ingrigirono la vita italiana nella seconda metà degli Anni Settanta. E dico ingrigirono e non rallegrarono, anche se erano gli anni della Pantera, degli Indiani, delle fantasie, perché erano anche gli anni che portarono a Moro ed oltre. Macchiavelli è già al suo settimo libro, e vive in quel di Bologna. Qui decide di utilizzare il suo strumento classico, il giallo, ed il suo personaggio eponimo, Sarti Antonio, per emettere una serie di grida perché qualcosa cambi. Grida inascoltato, se, come confessa nella prefazione, “da allora ad oggi le cose non sono cambiate”, tant’è che decide di ripubblicare il romanzo. C’è ovviamente una trama “gialla”, un morto ammazzato. E per le sue vie traverse, Sarti Antonio arriverà al disvelamento del mistero. Ma il morto viene ammazzato durante una manifestazione dell’estrema sinistra, durante quelli che venivano chiamati “espropri proletari”. Ed il morto era persona, d’apparato e non di spicco, del PCI bolognese. Ed era tra coloro che pensavano utile un dialogo tra le parti (seppur su posizioni distanti). E con durezza, Macchiavelli si scaglia contro la dabbenaggine di quell’estrema sinistra, contro le faide interne che a volte rimandano alla Spagna del ’36, ma anche contro l’inizio di un clientelismo palese anche all’interno della sinistra ufficiale, e per finire contro l’arroganza della borghesia (ora come allora). La prima metà del libro è tutta giocata su questi registri, e si capisce che il fino ad allora ben voluto “Macchia”, sia calato in popolarità e stima. Io ne trarrei utili lezioni, collegandomi a quegli scritti di etica che ho citato in trame post-estive. Il comportamento retto verso sé stessi, ed il rispetto verso l’altro, sempre, è una cosa che non può essere barattata con nessuna pretesa rivoluzionaria. La seconda parte scivola sulla soluzione del giallo, sulla costruzione del personaggio Sarti Antonio, e sui sodali, da Rosas a tutto quel mondo ai margini di ladruncoli e prostitute che (è questo il messaggio forte) sono molto più perbene di quel mondo di potere meschino e baro. Questa parte è un po’ flebile, rispetto ai pugni della prima, e rende il tutto degno di una considerazione mediana più che di una verso l’eccellenza. Tuttavia, nel complesso sono stato contento della lettura, chiedendomi con l’autore che cos’è accaduto alla Bologna perbene, a quella cantata anni dopo da Guccini in una memorabile canzone sui luoghi del vivere (ricordate: “Bologna è una strana signora, volgare matrona / Bologna bambina per bene, Bologna "busona").

    ha scritto il 

  • 2

    I personaggi, dal protagonista Sarti Antonio, sergente, fino all'ultima delle comparse, sono stereotipati fin quasi a diventare macchiette. Stessa cosa per lo stile, sostanzialmente sciatto e banale, è vero come si dice, nei suoi ingenui intercalari. La storia è piuttosto prevedibile, guidata più ...continua

    I personaggi, dal protagonista Sarti Antonio, sergente, fino all'ultima delle comparse, sono stereotipati fin quasi a diventare macchiette. Stessa cosa per lo stile, sostanzialmente sciatto e banale, è vero come si dice, nei suoi ingenui intercalari. La storia è piuttosto prevedibile, guidata più dalle tesi politiche dell'autore che dalla logica. A meritare al libro la seconda stella ci pensano l'ambientazione bolognese del '77, ben fatta, e il coraggio che deve avere avuto Macchiavelli a scrivere una cosa di questo genere in quegli anni.

    ha scritto il 

  • 4

    Ce lo stiamo ancora chiedendo

    Al di là del giallo complimenti a Macchiavelli per l'analisi lucida di cosa stava succedendo a Bologna (e purtroppo non ha ancora smesso di succedere) negli anni '70 e per la lungimiranza nel prevedere il progressivo deterioramento civico e sociale del paese intero.

    ha scritto il