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Cose che nessuno sa

Di

Editore: A. Mondadori

3.8
(1777)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 332 | Formato: eBook

Isbn-10: 8852021140 | Isbn-13: 9788852021145 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Margherita ha quattordici anni e sta per varcare una soglia magica e spaventosa: l'inizio del liceo. I corridoi della nuova scuola sono pieni di fascino ma anche di minacce, nel primo intervallo dell'anno scolastico si stringono alleanze e si emettono sentenze capaci di segnare il futuro. Chiusa nella sua stanza, con il tepore del sole estivo ancora sulla pelle, Margherita si sente come ogni adolescente: un'equilibrista su un filo sospeso nel vuoto. Solo l'amore dei genitori, della straordinaria nonna Teresa, del fratellino le consentono di lanciarsi, di camminare su quel filo, di mostrarsi al mondo e provare a diventare grande con le sue forze. Ma un giorno Margherita ascolta un messaggio in segreteria telefonica. È suo padre: annuncia che non tornerà più a casa. Per Margherita si spalanca il vuoto sotto i piedi. Ancora non sa che sarà proprio attraversando questo doloroso smarrimento che a poco a poco si trasformerà in una donna, proprio come una splendida perla fiorisce nell'ostrica in seguito all'attacco di un predatore marino. Perché questo è il segreto del dolore: sa dove si nasconde la vita e se ne nutre per farle crescere le ali. Questa volta però la saggezza sorridente di nonna Teresa non basterà a Margherita, e sarà dal suo nuovo mondo, quello scolastico, che giungeranno nuove voci in grado di aiutarla: quella di Marta, la compagna di banco capace di contagiarla con il suo entusiasmo, quella profonda di Giulio, il ragazzo più misterioso della scuola, e anche quella di un professore, un giovane uomo alla ricerca di sé eppure capace di ascoltare le pulsazioni della vita nelle pagine dei libri. Proprio in un libro, l'Odissea, Margherita legge la storia di Telemaco e trova le energie per partire in un viaggio alla ricerca del padre che cambierà radicalmente il suo destino. Dopo il grande successo del romanzo d¿esordio Bianca come il latte, rossa come il sangue, Alessandro D¿Avenia torna a raccontarci con tenerezza, coraggio e vibrante partecipazione l¿adolescenza ¿ i suoi tormenti, i suoi enigmi e insieme la sua spensieratezza e vitalità; ma questa volta ai suoi giovani protagonisti affianca personaggi adulti còlti nel passaggio stretto di una crisi: quello che prima o poi capita a tutti, rivelando fragilità e desideri che ci portiamo dentro e appartengono ai ragazzi che siamo stati. Cose che nessuno sa ha il passo lungo di una grande storia: quella di tutti coloro che sanno guardare in faccia i propri fantasmi e compiere il viaggio avventuroso che li riporterà a casa.
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  • 5

    Mi è piaciuto moltissimo. Forse un pò troppo lungo ma, oltre al piacermi la storia, l'autore riesce anche a trasmettere i sentimenti e gli stati d'animo di ogni singolo personaggio. E' scorrevole e scritto veramente molto bene. Ve lo consiglio!

    ha scritto il 

  • 3

    Ho paura che D'Avenia non sarà mai tra i miei preferiti. Ho trovato che l'autore metta troppo in risalto, in modo un pò "soffocante" i pensieri interiori dei personaggi e i loro drammi, lasciando pochissimo spazio all'azione dei protagonisti. Direi che si salva sul finale, a partire dall'incident ...continua

    Ho paura che D'Avenia non sarà mai tra i miei preferiti. Ho trovato che l'autore metta troppo in risalto, in modo un pò "soffocante" i pensieri interiori dei personaggi e i loro drammi, lasciando pochissimo spazio all'azione dei protagonisti. Direi che si salva sul finale, a partire dall'incidente di Margherita e Giulio. solo in quel momento è riuscito a catturarmi nella lettura. Ciò non toglie che senza dubbio scriva molto bene, e che abbia apprezzato alcuni pensieri sulla vita o su alcune sensazioni sentite dai ragazzi, dalla nonna, alla madre di Margherita. Però, forse ha esagerato un pò. Forse sono io che a trent'anni non riesco più a leggere alcune cose per adolescenti. Un'altra cosa che mi è piaciuta è quando il prof dice a Stella che vuole ricominciare aiutandosi con i titoli di alcuni libri come "Ragione e Sentimento" o "Guerra e Pace" ecc. Questa è una sola azione, ma è bella come immagine, lunga forse una pagina. Ecco, io avrei dato più spazio e più voce a queste immagini. Peccato.

    ha scritto il 

  • 3

    Se avessi avuto 14 anni questo libro l'avrei adorato, ma da "grande" ne colgo anche i difetti. Si tratta, appunto, di una favoletta per adolescenti con diverse incongruenze temporali e una visione un po' troppo edulcorata della realtà.
    Ricco di citazioni musicali, cinematografiche e lettera ...continua

    Se avessi avuto 14 anni questo libro l'avrei adorato, ma da "grande" ne colgo anche i difetti. Si tratta, appunto, di una favoletta per adolescenti con diverse incongruenze temporali e una visione un po' troppo edulcorata della realtà.
    Ricco di citazioni musicali, cinematografiche e letterarie (che mi auguro siano state inserite per sollecitare gli adolescenti ad approfondire l'argomento), diventa ripetitivo e noioso nel descrivere continuamente come si forma una perla.

    ha scritto il 

  • 2

    Sarà un problema mio, ma lo stile pretenzioso e melenso di questo libro proprio non lo reggo. La tentazione di chiudere alla terza pagina era fortissima, ho resistito fino a pagina 70.

    ha scritto il 

  • 4

    Rispetto al precedente libro (Bianca come il latte, rossa come il sangue) la qualità è aumentata. Bella la similitudine tra la vicenda raccontata e gli eventi dell'Odissea.

    ha scritto il 

  • 5

    Aah, ho letto e riletto questo libro tante volte che in due anni le pagine sono diventate gialle.
    Non c'è niente da dire, se non che tutti dovrebbero leggerlo.
    Un capolavoro, D'Avenia si è superato.

    ha scritto il 

  • 5

    Non c'è un bel libro senza il secondo

    Dopo aver amato "Bianca come il latte, rossa come il sangue" speravo che l'autore ricalcasse lo stile adoperato nel primo libro. Stavolta però l'autore ha alzato lo standard e la narrazione, rendendola quasi più adatta a degli adulti che a dei ragazzi, trattando, anche questa volta, di argomenti ...continua

    Dopo aver amato "Bianca come il latte, rossa come il sangue" speravo che l'autore ricalcasse lo stile adoperato nel primo libro. Stavolta però l'autore ha alzato lo standard e la narrazione, rendendola quasi più adatta a degli adulti che a dei ragazzi, trattando, anche questa volta, di argomenti difficili come il disgregamento della famiglia, dapprima porto sicuro e onnipresente nei momenti difficili per poi diventare motivo di pianti e di dolori. Parla poi delle possibili ripercussioni sulla vita di quest'ultima e anche questa volta, dell'amore tra ragazzi. Ho apprezzato molto la mamma di Margherita, donna forte provata dall'improvvisa sparizione del marito dalla vita famigliare, di Marta, la frizzante compagna di banco di Margherita e del fratellino, un piccolo artista silenzioso, più propenso a disegnare la verità che a esporla parole. E poi, il mio preferito in assoluto, Giulio: affascinante ragazzo dai mille segreti non svelati, senza genitori e regole, che sotto una fredda corazza di silenzio nasconde la forza che lo spingerà a seguire Margherita nella sua avventura contro il tempo per ritrovare il padre, che ricomincerà tutto d'accapo, perché nella vita non è importante chi non sbaglia mai, ma quello che si rialza per combattere. I personaggi sono incredibilmente strutturati, tanto che a metà libro mi ero affezionata a tutti, poiché ricchi di particolari co una storia alle spalle che viene svelata piano, così da permettere al lettore di calarsi in essa senza perdersi un dettaglio di questa meravigliosa storia.

    ha scritto il 

  • 1

    Diamoci delle arie

    La storia in sè non era sicuramente brutta, quello che proprio mi ha disturbata è questo continuo inserire parti dell'Odissea... Ok D'Avenia, adesso hai fatto sapere a tutti che lo hai letto!
    Scusatemi ma proprio non l'o retto!

    ha scritto il 

  • 2

    Margherita ha quattordici anni e si prepara ad affrontare cinque anni di liceo scientifico. Può contare su una bella famiglia composta da padre, madre, fratellino e nonna. Ma all’improvviso tutto precipita. Suo madre con un messaggio avverte che non tornerà più a casa. Margherita, complice anche ...continua

    Margherita ha quattordici anni e si prepara ad affrontare cinque anni di liceo scientifico. Può contare su una bella famiglia composta da padre, madre, fratellino e nonna. Ma all’improvviso tutto precipita. Suo madre con un messaggio avverte che non tornerà più a casa. Margherita, complice anche un professore di lettere dalle mille speranze e la lettura dell’Odissea decide di partire per andarlo a cercare, in compagnia di Giulio un ragazzo enigmatico e “difficile” conosciuto a scuola.

    “Quello che so è che cerchiamo la vita. Il nostro respiro non ci basta e vogliamo il respiro di un altro. Vogliamo respirare di più, vogliamo tutto il fiato di tutta la vita.”
    Il romanzo alterna momenti in cui il lettore si commuove e lo reputa “bellissimo” ad altri in cui è tentato di metterlo via. Ma andiamo con ordine.

    La trama del romanzo, che ha per protagonisti principalmente adolescenti, potrebbe rievocare lo stile Moccia. Lei imbranata e sognatrice e lui dai tanti problemi, apparentemente forte ma assai debole.

    C’è poi il professore di lettere innamorato dei libri, convinto di poter cambiare il mondo grazie al messaggio dei libri. Ricorda molto il compianto Robin Williams ne “l’attimo fuggente”.

    Dall’altro lato l’autore sviluppa con assoluta delicatezza il tema degli affetti familiari. La famiglia dapprima un porto sicuro all’improvviso non esiste più e per un adolescente è decisamente dura sopportare questo abbandono.

    Il lettore si commuove durante le difficoltà di sopravvivere di Margherita e, indubbiamente, anche dinanzi al grande finale, due momenti narrativi di grande impatto e davvero ben costruti.

    Lo stile è lineare, semplice, ma abbonda di metafore e similitudini per non parlare di citazioni di opere letterarie (ma questo è un bene!) e di testi di canzoni.

    Nel complesso non mi sento di criticare totalmente questo libro, certo rispetto a “Bianca come il latte e rossa come il sangue” perde molto ed è molto simile specialmente per quel che riguarda l’ambientazione o l’età dei protagonisti, ma è pur vero che l’autore, insegnante, sceglie il luogo nel quale i giovani vivono la maggior parte delle loro giornate.

    Ne consiglio la lettura per innamorarsi dell’Odissea che l’autore, tra le righe, spiega al lettore come se stesse assistendo a una lezione scolastica. Per nulla pesante eh!

    ha scritto il 

  • 2

    Dopo la delusion di "Rossa come il sangue e bianca come il latte" ho deciso di dare un'altra opportunità a D'Avenia. Ho trovato il libro un po più interessante, a tratti avvincente addirittura, ma prevalentemente noioso in alcuni passaggi e "costruito" in altri. In conclusione suggerisco altro. ...continua

    Dopo la delusion di "Rossa come il sangue e bianca come il latte" ho deciso di dare un'altra opportunità a D'Avenia. Ho trovato il libro un po più interessante, a tratti avvincente addirittura, ma prevalentemente noioso in alcuni passaggi e "costruito" in altri. In conclusione suggerisco altro.

    ha scritto il 

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