Cosmopolis

Di

Editore: Edizione Mondolibri S.p.A.

3.4
(1345)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 180 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Catalano

Isbn-10: A000006838 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: Affari & Economia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    Racconto di un viaggio attraverso la città, un Leopold Bloom contemporaneo ricco e dissociato, in una limousine dotata di tutti i comfort, sullo sfondo un paesaggio spezzato e surreale, gravido di pre ...continua

    Racconto di un viaggio attraverso la città, un Leopold Bloom contemporaneo ricco e dissociato, in una limousine dotata di tutti i comfort, sullo sfondo un paesaggio spezzato e surreale, gravido di presagi oscuri.

    Il linguaggio lucido e spietato, distaccato, fatto di vetro e acciaio e brandelli di cemento, evoca un'assenza, (di amore? di consapevolezza? di umanità?) che si traduce in un viaggio allucinato e surreale, fra comportamenti rabbiosi e distruttivi, o spietati e autodistruttivi, e una città che ci viene descritta per frammenti dissociati e incontri al limite del comprensibile.

    Ambientato nel 2000 prevede e racconta la futura crisi economica, la distinzione fra agiati e poveri, la perdita totale di aderenza e punti di riferimento, lo smarrimento di chi si trova a stringere il nulla.

    E poi, Benno Levin.

    ha scritto il 

  • 3

    DeLillo e la conformità sociale di Asch

    Nel 1956 Solomon Asch condusse un celebre esperimento sui processi di conformità sociale, ossia sulla pressione sociale che il gruppo esercita sul soggetto portandolo a conformarsi: alla base di tale ...continua

    Nel 1956 Solomon Asch condusse un celebre esperimento sui processi di conformità sociale, ossia sulla pressione sociale che il gruppo esercita sul soggetto portandolo a conformarsi: alla base di tale esperimento vi era l'assunto che l'essere membro di un gruppo è una condizione sufficiente a modificare non solo le azioni, ma anche i giudizi e le percezioni visive di una persona.
    Una dimostrazione di questa teoria si può riscontrare, a mio avviso, nel mondo della letteratura: vi sono autori, universalmente riconosciuti come dei geni, che vengono osannati per ogni loro esperimento stilistico e per ogni loro scritto (pur se si tratta della lista della spesa) e autori che, appena viene annunciata l'uscita di un nuovo libro, sono coperti da una pioggia di critiche a prescindere dallo stile e dal contenuto (e a prescindere dall'aver letto o meno il libro).
    Per carità, non voglio affermare che gli elogi e le critiche spesso non siano meritate, il problema è che, a volte, non scaturiscono da un giudizio "puro", ma sono condizionate da pregiudizi, preconcetti e dalla famosa pressione sociale di cui parlava Asch.
    In Cosmopolis, DeLillo (considerato, a torto o a ragione, uno dei più grandi scrittori contemporanei) narra la giornata del miliardario Eric Packer che attraversa la città per andare a tagliarsi i capelli a bordo della sua limousine iper-tecnologica mentre la società sta crollando, travolta da una crisi generata da speculazioni finanziarie che si sono rivelate disastrose; se inizialmente il libro può sembrare interessante, il risultato finale è deludente, decisamente deludente, e l'idea di base finisce col naufragare tra yen, sesso, prostate asimmetriche e dialoghi no sense che appesantiscono eccessivamente la narrazione, l'aspetto visionario e surreale della storia si trasforma velocemente in noia e fastidio, ritrovandosi ad arrancare tra le pagine e a finire il libro più per dovere che per piacere.
    Se un Dan Brown o un Fabio Volo avessero scritto una roba simile sarebbero stati perculati per il resto dei loro giorni (e anche oltre), ma trattandosi di un libro di DeLillo ci si affanna a trovare una "giustificazione": si parla di libro visionario, profetico, sperimentale... quando in realtà si dovrebbe avere il coraggio di dire che "il re è nudo".
    Cos'è allora che spinge ad elogiare e decantare come un capolavoro questo libro? la soggezione nei confronti della fama internazionale di DeLillo? il giudizio di blogger opinion leader? il desiderio di conformarsi al giudizio della maggioranza? Chissà.

    ha scritto il 

  • 1

    totalmente forzato, volutamente sperimentale, e assolutamente noioso, Cosmopolis non è altro che un mero e fastidiosissimo esercizio di stile. Un libro senza né capo né coda in cui si muovono personag ...continua

    totalmente forzato, volutamente sperimentale, e assolutamente noioso, Cosmopolis non è altro che un mero e fastidiosissimo esercizio di stile. Un libro senza né capo né coda in cui si muovono personaggi banali, mai approfonditi (a partire dal protagonista), che si esprimono in dialoghi e situazioni ridicole che superano lo stesso concetto di assurdo. Non mi sorprende (peccato che l'abbia scoperto solo dopo averlo letto) il fatto che venga considerato dagli esperti del settore il PEGGIOR romanzo di DeLillo . E pensare che, invece, qualcuno ha anche OSATO paragonarlo all'Ulisse di Joyce perché si svolge all'interno di un'unica giornata. A certa gente che si lascia abbagliare dal nome degli autori (o da non so cos'altro) dovrebbero negare il diritto di voto.

    ha scritto il 

  • 3

    L'Autore è un po' digressivo e letterario: alterna a bellissime pagine profonde, pagine che interrompono il flusso narrativo. Ciò non toglie nulla alla sua bravura, anzi ne celebra in modo indiscutibi ...continua

    L'Autore è un po' digressivo e letterario: alterna a bellissime pagine profonde, pagine che interrompono il flusso narrativo. Ciò non toglie nulla alla sua bravura, anzi ne celebra in modo indiscutibile la sua maestria. Nell'opera accade tutto in una giornata, in una grande metropoli americana, New York. I suoi personaggi non sono mai banali, anche quelli che stanno di contorno: vengono caratterizzati con quattro veloci pennellate rimanendo incisi per sempre nella mente del lettore.

    ha scritto il 

  • 3

    Il mio primo incontro con De Lillo. Faticoso e a tratti frustrante. Ben scritto sia chiaro, ma tanta pesantezza che ho faticato a venirne a capo. Colpevole forse di aver visto il film prima di leggere ...continua

    Il mio primo incontro con De Lillo. Faticoso e a tratti frustrante. Ben scritto sia chiaro, ma tanta pesantezza che ho faticato a venirne a capo. Colpevole forse di aver visto il film prima di leggere il romanzo mi ritrovo nella condizione di stallo incapace di affrontare altro dello scrittore.

    ha scritto il 

  • 3

    Più forma che sostanza

    'Da ovest giungeva il suono dei clacson, la campana a morto elettrica dei veicoli d'emergenza che a volte venivano ancora chiamati ambulanze, bloccati nel traffico stagnante.'

    ...che?

    Sperimentale e ...continua

    'Da ovest giungeva il suono dei clacson, la campana a morto elettrica dei veicoli d'emergenza che a volte venivano ancora chiamati ambulanze, bloccati nel traffico stagnante.'

    ...che?

    Sperimentale e (forzatamente) trasgressivo, questo libro è un prodotto degli anni '90. La sua critica sembra più una scusa per portare in scena la provocazione, piuttosto che il fine che giustifica i mezzi.

    Non l'ho apprezzato, ma voglio dare a DeLillo un'altra possibilità, nella speranza di ricredermi.

    ha scritto il 

  • 4

    Come inchiostro.

    Ho sperimentato DeLillo proprio con questo libro, e ne sono uscita persuasa e confusa, lo ammetto ma nonostante ciò l'ho veramente apprezzato. Alcune parti delle prime due pagine, son arrivata a trasc ...continua

    Ho sperimentato DeLillo proprio con questo libro, e ne sono uscita persuasa e confusa, lo ammetto ma nonostante ciò l'ho veramente apprezzato. Alcune parti delle prime due pagine, son arrivata a trascivermele nella mia agenda. Ha avuto in me un impatto poetico ma non mi spiego ancora il motivo.

    ha scritto il 

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