Cosmopolis

Di

Editore: Edizione Mondolibri S.p.A.

3.4
(1364)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 180 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Catalano

Isbn-10: A000006838 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: Affari & Economia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    a un certo punto non capirete più nulla ma sarete totalmente coinvolti

    Avete presente quando andate in un ristorante di categoria o uno stellato Michelin? Al di là del fatto che vi stanno dilapidando il portafoglio, state gustando dei piatti unici in cui gli ingredienti ...continua

    Avete presente quando andate in un ristorante di categoria o uno stellato Michelin? Al di là del fatto che vi stanno dilapidando il portafoglio, state gustando dei piatti unici in cui gli ingredienti sono cucinati con sapiente maestria, con la giusta cottura per dare al palato un piacere sublime. Quando uscite dal ristorante vi sentite sazi ma non appesantiti e vi sentite leggermente euforici perchè avrete ancora con voi la sensazione piacevole che vi lascia il cibo buono quando solletica le vostre papille gustative. Ecco, questa sensazione è la stessa che ho provato durante la lettura di questo romanzo. Al di là della dinamica del racconto, che è geniale in quanto sa rendere avvincente un viaggio in limousine, il piacere arriva dalle parole e dalle espressioni usate. Si rimane affascinati dalle immagini metaforiche che l'autore suscita attraverso le parole. Ci si trova così ad esempio all'inizio del libro a leggere con toni quasi scientifici, dell'insonnia del protagonista per passare a immagini poetiche che descrivono l'imminente arrivo dell'alba. In tutto il romanzo i toni e il ritmo cambiano e a tratti sono dolci come una sinfonia di musica classica per passare a ritmi e immagini più brutali come un rap ribaltando nelle parole la situazione descritta all'inizio del libro dove il protagonista ha nel suo attico due ascensori dell'attico di Erick uno con musica classica e l'altro con musica rap, giusto per iniziare la giornata con la giusta colonna sonora.. Le situazioni sono molteplici e sarebbero inutile e noiso elencarle ma passano da situazioni logico/scientifiche a situazioni forti e irriverenti passando poi a commenti filosofici. Lo stesso protagonista vive di contrasti e la sua personalità è fortemente narcisistica fino a toccare il delirio di onnipotenza sconfinando nel nichilismo per poi sottendere un'insicurezza infantile che lo rende bisognoso di affetto e considerazione. Tutto il romanzo si svolge con una linea temporale disgiunta spiazzando il lettore, ma l'insieme degli ingredienti è talmente ben abbinato da dare al lettore più spunti di piacere toccando diversi spazi sensoriali.Il romanzo è una goduria per il vostro cervello, leggetelo che vi farà bene.

    http://bolabooks.blogspot.it/2016/05/cosmopolis-don-delillo.html

    ha scritto il 

  • 4

    Eric Packer è il classico figlio di New York: giovane, brillante e soprattutto ricco. Oltre a questo, Eric è il simbolo di una società super tecnologica che,quasi come un Re Mida moderno, rende fluid ...continua

    Eric Packer è il classico figlio di New York: giovane, brillante e soprattutto ricco. Oltre a questo, Eric è il simbolo di una società super tecnologica che,quasi come un Re Mida moderno, rende fluido tutto ciò che tocca (ah, Zygmunt, Zygmunt). Sono fluidi i rapporti tra le persone, è fluido il denaro (sempre meno "liquido", cioè cash, ma sempre più qualcosa di incorporeo che si concretizza (?) in titoli e listini). E' una società che tende a rendere disumano tutto ciò che è umano, o, detto in altri termini, che preferisce, anzi necessita l'omologazione alla diversità. E' la società capitalistica, non quella ottocentesta marxiana, ma quella americana del 2000, in cui ogni tassello della società, anche quello che vi si oppone, fa comunqe parte di essa. Anche chi protesta contro questo tipo di società è un suo prodotto, prodotto di un mercato totale.
    A cambiare è la stessa idea di temporalità: siamo abituati, più o meno, a considerare il tempo secondo tre momenti cronologici precisi: il passato. il presente e il futuro; la società capitalistica, invece, cerca di eliminare il passato e con esso ciò che il passato ha di umano e cioè il ricordo e cerca di sovrastare il presente con il futuro: di fronte ad una protesta De Lillo dirà: "Questa è una protesta contro il futuro. Vogliono tenere a distanza il futuro. Vogliono normalizzarlo, impedirgli di sommergere il presente". Il libro è pervaso da questa dialettica: da un lato una società in cui il presente è cancellato dal futuro; dall'altro il tentativo di normalizzazione. E alla fine qualcosa di rompe. E' sempre presente all'interno del sistema, qualcosa che non si omologa fino in fondo e che porterà alla distruzione del sistema stesso (Derrida?), in altri termini lo sviluppo e l'estremizzazione del futuro non possono che condrre alla morte ( che DeLillo abbia letto Heidegger?, chi lo sa). Come dice Marx: il problema del capitalismo è che ha dentro di sè i suoi carnefici.
    Ps: il libro si svolge in una giornata come l'Ulisse ( con tutto il rispetto per DeLillo Joyce si rivolta nella tomba).
    Ps2: Come in Underworld la narrazione è divisa in due parti che si sovrappongono dal punto di vista temporale. Ma di queste cose non me ne frega un cazzo :).

    ha scritto il 

  • 5

    Racconto di un viaggio attraverso la città, un Leopold Bloom contemporaneo ricco e dissociato, in una limousine dotata di tutti i comfort, sullo sfondo un paesaggio spezzato e surreale, gravido di pre ...continua

    Racconto di un viaggio attraverso la città, un Leopold Bloom contemporaneo ricco e dissociato, in una limousine dotata di tutti i comfort, sullo sfondo un paesaggio spezzato e surreale, gravido di presagi oscuri.

    Il linguaggio lucido e spietato, distaccato, fatto di vetro e acciaio e brandelli di cemento, evoca un'assenza, (di amore? di consapevolezza? di umanità?) che si traduce in un viaggio allucinato e surreale, fra comportamenti rabbiosi e distruttivi, o spietati e autodistruttivi, e una città che ci viene descritta per frammenti dissociati e incontri al limite del comprensibile.

    Ambientato nel 2000 prevede e racconta la futura crisi economica, la distinzione fra agiati e poveri, la perdita totale di aderenza e punti di riferimento, lo smarrimento di chi si trova a stringere il nulla.

    E poi, Benno Levin.

    ha scritto il 

  • 3

    DeLillo e la conformità sociale di Asch

    Nel 1956 Solomon Asch condusse un celebre esperimento sui processi di conformità sociale, ossia sulla pressione sociale che il gruppo esercita sul soggetto portandolo a conformarsi: alla base di tale ...continua

    Nel 1956 Solomon Asch condusse un celebre esperimento sui processi di conformità sociale, ossia sulla pressione sociale che il gruppo esercita sul soggetto portandolo a conformarsi: alla base di tale esperimento vi era l'assunto che l'essere membro di un gruppo è una condizione sufficiente a modificare non solo le azioni, ma anche i giudizi e le percezioni visive di una persona.
    Una dimostrazione di questa teoria si può riscontrare, a mio avviso, nel mondo della letteratura: vi sono autori, universalmente riconosciuti come dei geni, che vengono osannati per ogni loro esperimento stilistico e per ogni loro scritto (pur se si tratta della lista della spesa) e autori che, appena viene annunciata l'uscita di un nuovo libro, sono coperti da una pioggia di critiche a prescindere dallo stile e dal contenuto (e a prescindere dall'aver letto o meno il libro).
    Per carità, non voglio affermare che gli elogi e le critiche spesso non siano meritate, il problema è che, a volte, non scaturiscono da un giudizio "puro", ma sono condizionate da pregiudizi, preconcetti e dalla famosa pressione sociale di cui parlava Asch.
    In Cosmopolis, DeLillo (considerato, a torto o a ragione, uno dei più grandi scrittori contemporanei) narra la giornata del miliardario Eric Packer che attraversa la città per andare a tagliarsi i capelli a bordo della sua limousine iper-tecnologica mentre la società sta crollando, travolta da una crisi generata da speculazioni finanziarie che si sono rivelate disastrose; se inizialmente il libro può sembrare interessante, il risultato finale è deludente, decisamente deludente, e l'idea di base finisce col naufragare tra yen, sesso, prostate asimmetriche e dialoghi no sense che appesantiscono eccessivamente la narrazione, l'aspetto visionario e surreale della storia si trasforma velocemente in noia e fastidio, ritrovandosi ad arrancare tra le pagine e a finire il libro più per dovere che per piacere.
    Se un Dan Brown o un Fabio Volo avessero scritto una roba simile sarebbero stati perculati per il resto dei loro giorni (e anche oltre), ma trattandosi di un libro di DeLillo ci si affanna a trovare una "giustificazione": si parla di libro visionario, profetico, sperimentale... quando in realtà si dovrebbe avere il coraggio di dire che "il re è nudo".
    Cos'è allora che spinge ad elogiare e decantare come un capolavoro questo libro? la soggezione nei confronti della fama internazionale di DeLillo? il giudizio di blogger opinion leader? il desiderio di conformarsi al giudizio della maggioranza? Chissà.

    ha scritto il 

  • 1

    totalmente forzato, volutamente sperimentale, e assolutamente noioso, Cosmopolis non è altro che un mero e fastidiosissimo esercizio di stile. Un libro senza né capo né coda in cui si muovono personag ...continua

    totalmente forzato, volutamente sperimentale, e assolutamente noioso, Cosmopolis non è altro che un mero e fastidiosissimo esercizio di stile. Un libro senza né capo né coda in cui si muovono personaggi banali, mai approfonditi (a partire dal protagonista), che si esprimono in dialoghi e situazioni ridicole che superano lo stesso concetto di assurdo. Non mi sorprende (peccato che l'abbia scoperto solo dopo averlo letto) il fatto che venga considerato dagli esperti del settore il PEGGIOR romanzo di DeLillo . E pensare che, invece, qualcuno ha anche OSATO paragonarlo all'Ulisse di Joyce perché si svolge all'interno di un'unica giornata. A certa gente che si lascia abbagliare dal nome degli autori (o da non so cos'altro) dovrebbero negare il diritto di voto.

    ha scritto il 

  • 3

    L'Autore è un po' digressivo e letterario: alterna a bellissime pagine profonde, pagine che interrompono il flusso narrativo. Ciò non toglie nulla alla sua bravura, anzi ne celebra in modo indiscutibi ...continua

    L'Autore è un po' digressivo e letterario: alterna a bellissime pagine profonde, pagine che interrompono il flusso narrativo. Ciò non toglie nulla alla sua bravura, anzi ne celebra in modo indiscutibile la sua maestria. Nell'opera accade tutto in una giornata, in una grande metropoli americana, New York. I suoi personaggi non sono mai banali, anche quelli che stanno di contorno: vengono caratterizzati con quattro veloci pennellate rimanendo incisi per sempre nella mente del lettore.

    ha scritto il 

  • 3

    Il mio primo incontro con De Lillo. Faticoso e a tratti frustrante. Ben scritto sia chiaro, ma tanta pesantezza che ho faticato a venirne a capo. Colpevole forse di aver visto il film prima di leggere ...continua

    Il mio primo incontro con De Lillo. Faticoso e a tratti frustrante. Ben scritto sia chiaro, ma tanta pesantezza che ho faticato a venirne a capo. Colpevole forse di aver visto il film prima di leggere il romanzo mi ritrovo nella condizione di stallo incapace di affrontare altro dello scrittore.

    ha scritto il 

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