Cosmopolis

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Publisher: Editorial Seix Barral

3.4
(1430)

Language: Español | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , German , French , Catalan

Isbn-10: 9507313893 | Isbn-13: 9789507313899 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Business & Economics , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
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  • 3

    - Ho letto una poesia in cui il topo diventa l'unità monetaria.
    - Sì. Sarebbe interessante, - disse Chin.
    - Sì. Avrebbe un certo impatto sull'economia mondiale.
    - Basterebbe il nome. Meglio del dong o
    ...continue

    - Ho letto una poesia in cui il topo diventa l'unità monetaria.
    - Sì. Sarebbe interessante, - disse Chin.
    - Sì. Avrebbe un certo impatto sull'economia mondiale.
    - Basterebbe il nome. Meglio del dong o del kwacha.
    - Il nome dice tutto.
    - Sì. Il topo, - disse Chin.
    - Sì. Oggi il topo ha chiuso in perdita rispetto all'euro.
    - Sì. Aumenta il timore di una svalutazione del topo russo.
    - Topi bianchi. Pensaci.
    - Sì. Topi gravidi.
    - Sì. Enorme svendita di topi gravidi russi.
    - La Gran Bretagna si converte al topo, - disse Chin.
    - Sì. Si unisce al trend verso una moneta universale.
    - Sì. Gli Stati Uniti stabiliscono lo standard del topo.
    - Sì. Ogni dollaro americano è convertibile in topi.
    - Topi morti.
    - Sì. Minaccia alla salute mondiale dovuta all'accumulo di topi morti.
    - Quanti anni hai? - disse Chin. - Adesso che non sei il più giovane di tutti.

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  • 4

    Bellezza, violenza, asimmetria

    Ho capito cosa mi piace di DeLillo, e l'ho capito con questo romanzo piuttosto breve ed estremamente caotico.
    Vorrei scrivere come lui: possedere poche, sceltissime, frecce. Da scagliare al momento gi ...continue

    Ho capito cosa mi piace di DeLillo, e l'ho capito con questo romanzo piuttosto breve ed estremamente caotico.
    Vorrei scrivere come lui: possedere poche, sceltissime, frecce. Da scagliare al momento giusto, dritte al cuore di chiunque.

    Poi, un giorno, riuscirò a scrivere qualcosa anche su "Underworld", autentico capolavoro.

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  • 2

    Existen salidas. Siempre existen. En los libros traducidos, por ejemplo. Si el autor se encuentra entre los futuribles al Nobel de Literatura y copa las listas de los mejores autores/libros puedes rec ...continue

    Existen salidas. Siempre existen. En los libros traducidos, por ejemplo. Si el autor se encuentra entre los futuribles al Nobel de Literatura y copa las listas de los mejores autores/libros puedes recurrir a las salidas. Si el libro no te gusta basta con cargar las tintas con el traductor. Nunca, al autor. Nunca a tu propia incapacidad como lector.

    La culpa es del traductor. Las páginas se sucedían y la confusión era la nota predominante. A veces me encontraba con frases, con reflexiones que compartía, pero se acababan perdiendo en la maraña, en la telaraña en la que el autor inserta a los personajes. Una confusión distinta a la dulce de Foster Wallace. Una confusión que cuando terminé de leer llegué a plantearme qué había leído.

    said on 

  • 4

    Le mie aspettative, prima di leggerlo, erano altissime.
    Non solo per la trama intrigante, ma perché penso che DeLillo sia un grandissimo scrittore ma che tende un po' alla fuffa. Avendo però questo li ...continue

    Le mie aspettative, prima di leggerlo, erano altissime.
    Non solo per la trama intrigante, ma perché penso che DeLillo sia un grandissimo scrittore ma che tende un po' alla fuffa. Avendo però questo libro meno di 200 pagine, pensavo che la fuffa sarebbe stata evitata. E in effetti è così, e però devo dire che le mie aspettative sono comunque state in parte deluse.
    "Cosmopolis" è un bel romanzo, intendiamoci: magari ci fossero più libri così. Grande densità di "significati" (è il classico libro che va riletto), atmosfere a tratte oniriche, storia a suo modo avvincente, alcuni momenti di impatto. E una scrittura di classe.
    Ma in certe scene, dal grandissimo potenziale, manca un po' di "forza" narrativa. Senza voler spoilerare, c'è una scena piuttosto violenta, che ha un grande impatto sul protagonista, ma non ha avuto lo stesso impatto su di me.
    Inoltre, i momenti di erotismo sono gestiti in maniera secondo me poco interessante, così come è poco interessante la relazione sentimentale con la moglie.

    Se questo romanzo l'avesse scritto qualcun altro, gli darei 5 stelle e sarei entusiasta. Ma avendolo scritto DeLillo, mi sembra come se non avesse espresso in pieno le potenzialità che erano insite in questo personaggio e in questa storia.
    C'è da dire che è un romanzo che va letto, perché quel senso di morte che riguarda non solo il protagonista, ma la società occidentale così come la conosciamo, lo rende molto attuale.

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  • 3

    Perdere la bussola

    Ambientato nell'anno 2000 a New York.
    Un giovane uomo ricchissimo e ben introdotto nei meandri del potere attraversa su un'iperaccessoriata limousine, in una caotica giornata di traffico, la metropoli ...continue

    Ambientato nell'anno 2000 a New York.
    Un giovane uomo ricchissimo e ben introdotto nei meandri del potere attraversa su un'iperaccessoriata limousine, in una caotica giornata di traffico, la metropoli per andare a farsi fare un taglio di capelli. In questo tragitto, dilatato nelle lunghe ore di percorso, accade di tutto : dalla buffonata alla tragedia.

    In questo libro di De Lillo, che ho trovato molto bello e piuttosto noioso, c'è una rappresentazione inquietante e implicitamente parecchio critica della realtà americana contemporanea, con una scrittura di vetro e acciaio, che ben si adatta a quel contesto urbano, un linguaggio che evidenzia la pochezza umana e la volgarità della realtà descritta; linguaggio talvolta in bilico, sul filo di lana, a rischio di diventare esso stesso portatore di quello scadimento. Lo stile dell'autore però regge; anzi diventa un meccanismo letterario collaudato, in cui spesso è possibile gustare il piacere estetico emanato dall'architettura del discorso, dal concatenarsi delle frasi : per me lettore, unica piacevolezza che questo libro consenta.
    Qui De Lillo è scrittore 'americano-americano', erede di Fitzgerald. Mentre, però, nel romanzo "Il Grande Gatsby" , pur lasciando percepire una rappresentazione implicitamente critica, l'autore lascia trapelare il fascino del 'sogno americano' , qui emerge quasi esclusivamente lo svelamento di personaggi che han perduto se stessi.
    La pienezza del significato del libro sta proprio nella rappresentazione dell'assenza di significato nella dimensione esistenziale di quei personaggi, dove "la vita è troppo contemporanea", "la città mangia e dorme rumore" e ci si chiede "perché morire quando puoi vivere su disco?".
    Si avverte il disorientamento di uno spaccato di società senza radici, senza una consolidata tradizione a cui attingere, totalmente carente di interiorità spirituale. La ragione, poi, non è quella illuminista, bensì di derivazione positivistica fatta di tecnicismo e aridità.
    Il potere capitalistico-finanziario pare avere un dominio agghiacciante : l' "andamento dello yen (...) potrebbe annientarci nel giro di qualche ora" e "il denaro parla a se stesso", "l'unica cosa che importa è il prezzo che paghi".

    A questo punto, l'immagine emblematica che resta è "la grande, sparsa bellezza dei bidoni della spazzatura rovesciati".

    Quale saggezza nel nostro buon Manzoni che scriveva : "Non tutto ciò che viene dopo è progresso" !

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  • 4

    "Tu hai tutto per cui vivere e morire. Io non ho niente, né per una cosa né per l’altra. Ecco un’altra ragione per ucciderti."

    Era un bel po' di tempo che volevo leggere questo tredicesimo titolo di D ...continue

    "Tu hai tutto per cui vivere e morire. Io non ho niente, né per una cosa né per l’altra. Ecco un’altra ragione per ucciderti."

    Era un bel po' di tempo che volevo leggere questo tredicesimo titolo di DeLillo, che ho trovato molto particolare rispetto a quelli già letti per la disturbante compressione temporale: tutto accade come in una piece teatrale attraverso un falso movimento lungo un giorno in una New York delirante, un viaggio "interno" sottolineato dalla lussuosissima claustrofobia della limousine allungata e dalla vaghezza della meta (che poi si rivelerà un vero e proprio rituale mnemonico). Al centro dell'obiettivo c'è l'ultra-miliardario Eric Packer ed il suo terminale scollamento dalla realtà.
    Tutto sembra perdere senso dal momento in cui tutto rischia di venire schiacciato dall'eccesso (e dall'eccedersi) dei rapporti di potere: capita al significato delle parole come a quello degli oggetti, passando dalla memoria all'etica, persino lo stesso istinto di autoconservazione sembra polverizzarsi, perdere rilevanza.
    Periodi folgoranti come sentenze punteggiano pagine iniettate di lirismo visionario e angoscioso, eppure lucido, spietato, persino asciutto. Non stupisce che Cronenberg ne abbia voluto trarre un film (che non ho visto).

    said on 

  • 5

    a un certo punto non capirete più nulla ma sarete totalmente coinvolti

    Avete presente quando andate in un ristorante di categoria o uno stellato Michelin? Al di là del fatto che vi stanno dilapidando il portafoglio, state gustando dei piatti unici in cui gli ingredienti ...continue

    Avete presente quando andate in un ristorante di categoria o uno stellato Michelin? Al di là del fatto che vi stanno dilapidando il portafoglio, state gustando dei piatti unici in cui gli ingredienti sono cucinati con sapiente maestria, con la giusta cottura per dare al palato un piacere sublime. Quando uscite dal ristorante vi sentite sazi ma non appesantiti e vi sentite leggermente euforici perchè avrete ancora con voi la sensazione piacevole che vi lascia il cibo buono quando solletica le vostre papille gustative. Ecco, questa sensazione è la stessa che ho provato durante la lettura di questo romanzo. Al di là della dinamica del racconto, che è geniale in quanto sa rendere avvincente un viaggio in limousine, il piacere arriva dalle parole e dalle espressioni usate. Si rimane affascinati dalle immagini metaforiche che l'autore suscita attraverso le parole. Ci si trova così ad esempio all'inizio del libro a leggere con toni quasi scientifici, dell'insonnia del protagonista per passare a immagini poetiche che descrivono l'imminente arrivo dell'alba. In tutto il romanzo i toni e il ritmo cambiano e a tratti sono dolci come una sinfonia di musica classica per passare a ritmi e immagini più brutali come un rap ribaltando nelle parole la situazione descritta all'inizio del libro dove il protagonista ha nel suo attico due ascensori dell'attico di Erick uno con musica classica e l'altro con musica rap, giusto per iniziare la giornata con la giusta colonna sonora.. Le situazioni sono molteplici e sarebbero inutile e noiso elencarle ma passano da situazioni logico/scientifiche a situazioni forti e irriverenti passando poi a commenti filosofici. Lo stesso protagonista vive di contrasti e la sua personalità è fortemente narcisistica fino a toccare il delirio di onnipotenza sconfinando nel nichilismo per poi sottendere un'insicurezza infantile che lo rende bisognoso di affetto e considerazione. Tutto il romanzo si svolge con una linea temporale disgiunta spiazzando il lettore, ma l'insieme degli ingredienti è talmente ben abbinato da dare al lettore più spunti di piacere toccando diversi spazi sensoriali.Il romanzo è una goduria per il vostro cervello, leggetelo che vi farà bene.

    http://bolabooks.blogspot.it/2016/05/cosmopolis-don-delillo.html

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  • 4

    Eric Packer è il classico figlio di New York: giovane, brillante e soprattutto ricco. Oltre a questo, Eric è il simbolo di una società super tecnologica che,quasi come un Re Mida moderno, rende fluid ...continue

    Eric Packer è il classico figlio di New York: giovane, brillante e soprattutto ricco. Oltre a questo, Eric è il simbolo di una società super tecnologica che,quasi come un Re Mida moderno, rende fluido tutto ciò che tocca (ah, Zygmunt, Zygmunt). Sono fluidi i rapporti tra le persone, è fluido il denaro (sempre meno "liquido", cioè cash, ma sempre più qualcosa di incorporeo che si concretizza (?) in titoli e listini). E' una società che tende a rendere disumano tutto ciò che è umano, o, detto in altri termini, che preferisce, anzi necessita l'omologazione alla diversità. E' la società capitalistica, non quella ottocentesta marxiana, ma quella americana del 2000, in cui ogni tassello della società, anche quello che vi si oppone, fa comunqe parte di essa. Anche chi protesta contro questo tipo di società è un suo prodotto, prodotto di un mercato totale.
    A cambiare è la stessa idea di temporalità: siamo abituati, più o meno, a considerare il tempo secondo tre momenti cronologici precisi: il passato. il presente e il futuro; la società capitalistica, invece, cerca di eliminare il passato e con esso ciò che il passato ha di umano e cioè il ricordo e cerca di sovrastare il presente con il futuro: di fronte ad una protesta De Lillo dirà: "Questa è una protesta contro il futuro. Vogliono tenere a distanza il futuro. Vogliono normalizzarlo, impedirgli di sommergere il presente". Il libro è pervaso da questa dialettica: da un lato una società in cui il presente è cancellato dal futuro; dall'altro il tentativo di normalizzazione. E alla fine qualcosa di rompe. E' sempre presente all'interno del sistema, qualcosa che non si omologa fino in fondo e che porterà alla distruzione del sistema stesso (Derrida?), in altri termini lo sviluppo e l'estremizzazione del futuro non possono che condrre alla morte ( che DeLillo abbia letto Heidegger?, chi lo sa). Come dice Marx: il problema del capitalismo è che ha dentro di sè i suoi carnefici.
    Ps: il libro si svolge in una giornata come l'Ulisse ( con tutto il rispetto per DeLillo Joyce si rivolta nella tomba).
    Ps2: Come in Underworld la narrazione è divisa in due parti che si sovrappongono dal punto di vista temporale. Ma di queste cose non me ne frega nulla :).

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