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Cosmopolis

By Don DeLillo

(29)

| Paperback | 9789507313899

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Book Description

250 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Pagina 8

    Era davanti alla finestra e vedeva sorgere il grande giorno. Lo sguardo attraversava ponti, stretti e baie e si spingeva oltre i quartieri e i lindi sobborghi al dentifricio fino a estensioni di terra e cielo che si potevano definire solo profonda di ...(continue)

    Era davanti alla finestra e vedeva sorgere il grande giorno. Lo sguardo attraversava ponti, stretti e baie e si spingeva oltre i quartieri e i lindi sobborghi al dentifricio fino a estensioni di terra e cielo che si potevano definire solo profonda distanza. Non sapeva cosa voleva. Era ancora buio giù sul fiume, semibuio, e vapori cinerei ondeggiavano sopra le ciminiere lungo la riva opposta. Pensò che le puttane avessero abbandonato gli angoli rischiarati dai lampioni, ormai, sculettando come anatre, mentre altri arcaici commerci si mettevano in moto, i camion degli ortaggi uscivano dai mercati, i camion dei giornali dalle banchine di
    carico. Che i furgoni del pane stessero attraversando la città e qualche sporadica macchina uscita dalla bolgia serpeggiasse lungo le avenue, pompando suoni violenti dalle casse dello stereo.
    Una cosa assolutamente nobile, un ponte sopra un fiume, e il sole che comincia a ruggire alle sue spalle.
    Guardò un centinaio di gabbiani seguire una chiatta che avanzava dondolando lungo il fiume. Avevano cuori grandi e forti. Lo sapeva, sproporzionati al resto del corpo. Un tempo li aveva studiati ed era riuscito a padroneggiare gli innumerevoli dettagli dell'anatomia degli uccelli. Gli uccelli hanno le ossa cave. Riusciva a padroneggiare le materie più ardue nello spazio di metà pomeriggio.
    Non capiva cosa voleva. Poi capì. Voleva tagliarsi i capelli.

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    Arturo said on Aug 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "(...)questa gente è un'invenzione del libero mercato. Non esistono fuori dal mercato. Non possomo starne fuori. Non esiste un fuori. (...) la cultura del mercato è totale. Questi uomini e donne sono il suo prodotto".

    Mentre accompagnamo Eric Packer nel suo viaggio in limousine attraverso New York e incontro al suo destino, non possiamo non notare un dettaglio inquietante: nel 2003, Don DeLillo è riuscito quasi a prevedere la Crisi in cui il mondo capitalista sare ...(continue)

    Mentre accompagnamo Eric Packer nel suo viaggio in limousine attraverso New York e incontro al suo destino, non possiamo non notare un dettaglio inquietante: nel 2003, Don DeLillo è riuscito quasi a prevedere la Crisi in cui il mondo capitalista sarebbe precipitato da lì a quattro anni.

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    Ellis_4733 said on Jul 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “Anche quando ti autodistruggi, tu vuoi fallire di più, perdere di più, morire più degli altri, puzzare più degli altri.”

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    Dimitja said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    (2003)

    "Cosmopolis" è una premonizione di morte. Quello dell'umanità è un processo evolutivo che alla fine si rivelerà un vicolo cieco biologico: l'immortalità. Il romanzo racconta molte ore nel corso della giornata del giovane miliardario Eric Packer per l ...(continue)

    "Cosmopolis" è una premonizione di morte. Quello dell'umanità è un processo evolutivo che alla fine si rivelerà un vicolo cieco biologico: l'immortalità. Il romanzo racconta molte ore nel corso della giornata del giovane miliardario Eric Packer per le strade di Manhattan mentre si reca ad "aggiustare il taglio" dei capelli sulla sua limousine bianca.
    Il perchè David Cronenberg abbia deciso di adattare "Cosmopolis" è semplice: il romanzo di DeLillo rilegge alcune delle tematiche centrali del cinema del grande regista canadese.
    Le mie scene preferite sono(tutta) la magnifica sequenza della visita medica in limousine, che culmina nell'esame rettale della prostata di Eric e nella scena di sesso "virtuale"; la scena dell'ultimo techno-rave e quella delle comparse di una scena di massa sdraiate nude in mezzo alla strada. Da ammirare poi come Delillo sviluppa, per esempio, il tema del tempo (centrale nel romanzo), in questa nuova e fluida realtà contemporanea.
    "Cosmopolis" è un vertiginoso periplo intorno al corpo, dal quale l'uomo moderno vorrebbe staccarsi persino quando lo modella sotto l'effetto calcolato di pesi e bilanceri. Un corpo che vorrebbe considerare superfluo e trasferibile, convertibile in guide d'onda d'informazione, una coscienza salvata nel vuoto, libera dal tempo e dal ricordo. Perché morire quando puoi vivere su disco? Il piccolo capriccio della prostata asimmetrica di Eric (che mi ricorda in modo commovente l'utero triforcuto di Claire Niveau, tanto sconvolgente per i due gemelli ginecologi di "Dead Ringers" di Cronenberg), è lì a ricordarci la realtà bruciante dentro la nostra biologia. Noi siamo i nostri corpi, in maniera intraducibile, tramite il dolore. E la memoria.

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    VittorioC said on May 29, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Tre stelle scarse....

    Questo romanzo di De Lillo è altamente simbolico:Eric è tutto il capitalismo mondiale matto e forsennato, le banche che stritolano i piccoli investitori pur di non rinunciare ad un centesimo del loro guadagno, le guardie del corpo sono i sostenitori ...(continue)

    Questo romanzo di De Lillo è altamente simbolico:Eric è tutto il capitalismo mondiale matto e forsennato, le banche che stritolano i piccoli investitori pur di non rinunciare ad un centesimo del loro guadagno, le guardie del corpo sono i sostenitori del sistema capitalistico, pronti a farsi ammazzare pur di soddisfare ogni capriccio che ruota intorno al Dio denaro che tutto può (il protagonista nell'arco della giornata fa sesso con più donne, ammazza una guardia del corpo e costringe gli accompagnatori ad attraversare tutta New York per un banale taglio di capelli....).

    L'autore ci vuole però far capire che nemmeno tutto questo basta, al riccone che scoppia di quattrini servono nuove emozioni...denudarsi per la strada, raggiunge il suo Killer per finire ammazzato come un cane:che sia anche questa una nuova esperienza necessaria per sentirsi vivo?Per sentirsi finalmente parte del mondo?

    Forse si, forse solo con l'annientamento di se stessi è possibile provare emozioni che ormai sono impossibili da sperimentare per qualcuno nella sua situazione...

    Il problema di questo libro è che tutta la metafora è fin troppo evidente ed insistita, il che, unito ad un finale francamente un po troppo criptico e , lasciatemelo dire, troppo ricercato, finisce per inficiare il valore del romanzo.

    Sicuramente non un capolavoro....

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    H. P. Lovecraft said on May 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    un singolo giorno, un giorno d'aprile del 2000, Manhattan. il giovane, rampante miliardario Eric Packer sale sulla propria limousine e va incontro al proprio destino finanziario, legato ad una scommessa sull'andamento dello yen, ed umano, in cui s'in ...(continue)

    un singolo giorno, un giorno d'aprile del 2000, Manhattan. il giovane, rampante miliardario Eric Packer sale sulla propria limousine e va incontro al proprio destino finanziario, legato ad una scommessa sull'andamento dello yen, ed umano, in cui s'intrecciano un matrimonio di comodo tra estranei, conoscenze ed incontri sessuali superficiali, legati sempre al potere ed al denaro, e una “minaccia attendibile” alla propria persona.
    DeLillo ambienta nel presente una storia apparentemente fantascientifica e denuncia, portandola all'estremo, la deriva della società contemporanea, costruita sull'immagine pubblica, sulla fiducia nel legame tra denaro e felicità e sull'ostentazione del potere e del successo.

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    Marco said on Apr 12, 2014 | Add your feedback

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