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Costantinopoli

(Miraggi)

By Edmondo De Amicis

(29)

| Others | 9788836512164

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33 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    lettura piacevole (libro da autobus)

    buon viaggiatore e buon narratore: credo l'editore abbia opportunamente fatto una scelta: Istanbul non è più così esotica e siamo abituati alle immagini più che alle descrizioni.

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    lunatica said on Oct 8, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Che scrittore!

    Dimentichiamo il ricordo del libro Cuore della nostra infanzia per scoprire uno stile da abile giornalista/curioso. Il nostro, nel 1875, approda dopo giorni di viaggio in nave a Cosyantinopoli, anzi a Stamboul, la parte piu' antica della città, e que ...(continue)

    Dimentichiamo il ricordo del libro Cuore della nostra infanzia per scoprire uno stile da abile giornalista/curioso. Il nostro, nel 1875, approda dopo giorni di viaggio in nave a Cosyantinopoli, anzi a Stamboul, la parte piu' antica della città, e questo capitolo iniziale e' da dieci stelle. Poi passa, in questa ampia scelta dal reportage originale, a considerare vari aspetti della città e dei suoi abitanti, sempre in maniera interessante, anche se la parte finale dedicata alle donne turche e' un po' lungheggiante e datata. Ottima introduzione al mood necessario per visitare Istanbul per la prima volta.

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    Dododoc said on Jan 16, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sorprendente. Una descrizione accattivante di luoghi, costumi, tempi. Certo la Istanbul che ho visitato io il mese scorso é molto diversa da quella del 1875. O no?
    Istanbul was Constantinople...

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    Gingolph65 said on Nov 20, 2012 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    La quarta indispensabile dimensione di un viaggio a Istanbul:-)

    Le ultime pagine le ho scorse mentre il volo della Turkish Airline da Istanbul iniziava l'atterraggio su Torino...

    Diario di viaggio a Istanbul datato 1877: delizioso, spumeggiante, vivissimo.
    Lo abbiamo usato spesso per immaginare cosa fosse questa ...(continue)

    Le ultime pagine le ho scorse mentre il volo della Turkish Airline da Istanbul iniziava l'atterraggio su Torino...

    Diario di viaggio a Istanbul datato 1877: delizioso, spumeggiante, vivissimo.
    Lo abbiamo usato spesso per immaginare cosa fosse questa città - ancor oggi straordinaria - non solo quando la vide De Amicis, quasi un secolo e mezzo fa, ma anche prima, nei suoi tempi più gloriosi...
    Perchè l'Edmondo è un appassionato, e prima di giungere a Costantinopoli ha studiato come un matto.
    E quando racconta - per fare un esempio - l'ingresso delle truppe ottomane di Mehmet II in città, trionfanti, nel 1453, e tu sei seduto sui gradini dentro quella meraviglia che è Aya Sofia, è come se vedessi e sentissi il batter di asce sui portoni, il panico ed il terrore delle decine di migliaia di patrizi, villani e vergini che rinchiusi nella chiesa sperano che il timor di Dio (o un angelo con la spada fiammeggiante) arresti i vincitori...
    Ed invece crollano le porte, e l'urlo disumano delle orde asiatiche incrostate della polvere e del sangue della battaglie che le han condotte lì si unisce all'urlo di terrore delle vittime...e poi son scimitarre che decapitano, braccia vigorose che rovesciano e saccheggiano, catene e corde che portano via schiavi, stupri e violenze senza fine...fino all'apparizione a cavallo, sulle macerie dei portoni, di Mehmet II che indica di fare di questo luogo simbolico una Moschea (con qualche forzatura: poichè la preesistente struttura era la chiesa voluta da Giustiniano nel 532, il Mihrab rivolto verso la Mecca risulta obliquo rispetto all'asse centrale della costruzione).

    Spettacolare anche il racconto di quando si pone fermo sul ponte di legno di Galata (oggi ci passa il tram ed è zeppo di pescatori:-)) ad osservare l'incredibile passaggio di personaggi che ormai non esistono nemmeno più nella memoria (vi copio paro paro nella nota l'intero capitolo, perchè è altrimenti impossibile darvi un'idea delle capacità descrittive del Nostro).

    Così come è fantastica la ricostruzione della vita nel Serraglio, ovvero nel palazzo di Topkapi: e sembra di vedere ancora le decapitazioni sotto il gigantesco platano nel giardino, o le orde di giannizzeri che si concentrano urlanti, le scimitarre sguainate, sotto la Porta della Felicità, ad esigere dal Sultano più ricchezze e più potere: ed ottenerle, oltre al sacrificio di vizir e concubine che verranno sacrificate senza problemi dal Signore pur di mantenere il suo posto (poi i Giannizzeri verranno "sciolti", come dice pudicamente e ipocritamente l'audioguida, nel 1826...ma questa è un'altra storia...)

    Splendido anche il racconto del viaggio a piedi attraverso i quartieri di Galata, e l'incontro con le comunità musulmane, ortodosse, ebraiche, greche, armene...(noi abbiamo riprovato in piccolo un'emozione simile salendo faticosamente a piedi le ripide rampe verso Fener, oltre il colossale liceo greco, e gironzolando per un quartiere completamente diverso dalla Istanbul "occidentale"...)

    Esilaranti, davvero, i capitoli dedicati al Gran Bazar (ma oggi non dà più alcuna di quelle emozioni: è un luccicante e rassicurante mercato per turisti...molto più belli e veri i bazar esterni, o quello che si trova spingendosi almeno fino a Findikzade con il tram).

    Un libro dunque che risente piacevolmente della sua età, ma dona le emozioni aggiuntive che una guida turistica non potrà mai fornire. Si consiglia caldamente la lettura, soprattutto in loco, quando si è dentro i luoghi descritti da De Amicis: in modo da godersi anche la quarta dimensione, quella discesa profonda nel passato incredibile che di Istanbul costituisce tanta parte...

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    Luposelvatico (ha impresso una svolta:-)) said on Oct 22, 2012 | 6 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Di ritorno da Istanbul avevo voglia di riassaporare un po' dell'atmosfera di quella città unica. Così mi sono lasciato guidare dai commenti entusiasti di Pamuk e mi sono tuffato in questo libro di De Amicis. L'autore è sicuramente acuto e il periodo ...(continue)

    Di ritorno da Istanbul avevo voglia di riassaporare un po' dell'atmosfera di quella città unica. Così mi sono lasciato guidare dai commenti entusiasti di Pamuk e mi sono tuffato in questo libro di De Amicis. L'autore è sicuramente acuto e il periodo in cui avviene la sua visita a Costantinopoli interessante (la seconda metà dell'800, con l'Impero Ottomano ormai decadente in bilico tra tentativi di riforma e orgoglio della sua identità). Molte osservazioni sulla società turca cosmopolita e sulla condizione della donna mi sono piaciute, sebbene a volte troppo eurocentriche. La cosa che però mi ha più disturbato è la ferma intenzione di stupire il lettore ad ogni costo, enumerando e accumulando dettagli meravigliosi e stranezze orientali, come nella descrizione della folla che attraversa il ponte di Galata o in quella del Gran Bazar. Bisogna anche dire che probabilmente questo era quello che chiedeva l'editore: una serie di articoli pieni di esotismo per i curiosi lettori del giornale.

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    Cane Fantasma said on Sep 21, 2012 | Add your feedback

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