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Costretti a sanguinare

Romanzo sul punk 1977-84

Di

Editore: Shake

3.9
(537)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Altri

Isbn-10: 8886926359 | Isbn-13: 9788886926355 | Data di pubblicazione: 

Genere: Biography , Fiction & Literature , Musica

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Descrizione del libro
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  • 4

    Inaspettato

    Un libro che mi ha aperto un mondo, raccontandomi di una realtà così incredibilmente vicina ma al tempo stesso così assolutamente inaspettata: il punk italiano. Il racconto è in prima persona e a narrare le sue vicende, in un lasso di tempo che va dal '77 all'84, è un giovane punk milanese; ne ri ...continua

    Un libro che mi ha aperto un mondo, raccontandomi di una realtà così incredibilmente vicina ma al tempo stesso così assolutamente inaspettata: il punk italiano. Il racconto è in prima persona e a narrare le sue vicende, in un lasso di tempo che va dal '77 all'84, è un giovane punk milanese; ne risulta una narrazione estremamente diretta e reale, coinvolgente, che assomiglia più a una conversazione e descrive l'esperienza punk in italia come qualcosa di più complesso e articolato rispetto all'immagine stereotipata del giovane ribelle dalla cresta colorata. Da leggere assolutamente.

    ha scritto il 

  • 5

    un documentario sul punk in italia dal 77 all'84, scritto sotto forma di romanzo dall'interno del movimento. ricco di dati ed aneddoti ma anche piacevole da leggere con questo stile diretto senza punteggiatura.

    ha scritto il 

  • 3

    Il punk per me rimane il coitus interruptus rivoluzionario degli ultimi decenni. Sento che c'è stato un senso, un potenziale, una voglia di cambiare le cose - di sicuro a livello di musica è successo.
    Ma il futuro, nonostante tutto, ci è toccato lo stesso.

    http://www.youtube.com/watc ...continua

    Il punk per me rimane il coitus interruptus rivoluzionario degli ultimi decenni. Sento che c'è stato un senso, un potenziale, una voglia di cambiare le cose - di sicuro a livello di musica è successo.
    Ma il futuro, nonostante tutto, ci è toccato lo stesso.

    http://www.youtube.com/watch?v=mOf6w59jz_g

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro da leggere per conoscere le ragioni di un movimento, di una generazione.
    Quando l'ho iniziato metà dei miei colleghi mi diceva: "sei un comunista", qualcuno mi dava dell'antisociale, gli altri mi guardavano come se avessi la lebbra. Che dire è stata una bella esperienza di vita. Co ...continua

    Un libro da leggere per conoscere le ragioni di un movimento, di una generazione.
    Quando l'ho iniziato metà dei miei colleghi mi diceva: "sei un comunista", qualcuno mi dava dell'antisociale, gli altri mi guardavano come se avessi la lebbra. Che dire è stata una bella esperienza di vita. Come si fa a giudicare una persona da ciò che legge o un libro dalla sua copertina?
    IN UNA COSA SONO RIUSCITI, MI HANNO DATO UNA BUONA RAGIONE PER LEGGERLO TUTTO DI UN FIATO.

    ha scritto il 

  • 4

    Rispetto alla Banda Bellini, nel quale alla lunga mi aveva affaticato, ho trovato lo stile di Philopat (niente punteggiatura, lunghi capitoli come flussi di coscienza fatti di brevi frasi divise da un trattino) decisamente più appropriato per la vicenda narrata e capace di dare il giusto, freneti ...continua

    Rispetto alla Banda Bellini, nel quale alla lunga mi aveva affaticato, ho trovato lo stile di Philopat (niente punteggiatura, lunghi capitoli come flussi di coscienza fatti di brevi frasi divise da un trattino) decisamente più appropriato per la vicenda narrata e capace di dare il giusto, frenetico, ritmo alla lettura.
    La conoscenza della musica punk e dei suoi maggiori rappresentanti (anche se aiuta ad apprezzare alcuni passaggi) non è necessaria: questo romanzo è molto di più, è il racconto in prima persona - senza mai cadere nella tentazione di magnificare o giudicare col senno di poi un momento così intenso, cardine della propria giovinezza – dell'essere punk, di un’epoca e di un movimento che ha comunque dato vita a molte altre e meno estreme realtà, e che è quasi sempre giudicato sulla base di stereotipi; un libro di storia metropolitana che difficilmente può lasciare indifferenti. A me che sono di Milano, che ho iniziato a girare per le strade da adolescente appena la vicenda narrata si era conclusa e che leggevo su decine di muri la misteriosa scritta “virus vive”, o che incrociavo qualche reduce alle colonne di San Lorenzo guardato dai passanti come un brutto animale in via d’estinzione, forse a maggior ragione.

    ha scritto il 

  • 4

    Non ho mai avuto particolari affinità verso il movimento punk, nè dal punto di vista estetico nè da quello musicale, il loro nichilismo non mi hai mai conquistato.
    Eppure leggendo questo libro mi sono reso conto di come la loro sia stata una disperata reazione contro il riflusso degli anni ...continua

    Non ho mai avuto particolari affinità verso il movimento punk, nè dal punto di vista estetico nè da quello musicale, il loro nichilismo non mi hai mai conquistato.
    Eppure leggendo questo libro mi sono reso conto di come la loro sia stata una disperata reazione contro il riflusso degli anni '80.
    Quando i movimenti degli anni '70 erano ormai a pezzi, devastati dalla repressione e dall'eroina, i punk cercavano ancora di proporre un modo di vivere alternativo, andando oltre il semplice e distruttivo slogan "no future".
    Se ancora nel 1984 erano presenti a Milano spazi di sopravvivenza dal rampatismo e paninarismo imperante lo dobbiamo aanche a loro.
    Bella la sezione delle immagini, con fotografie e copertine di fanzine, una di queste schematizza la posizione delle dita sul manico di una chitarra: "Questo è un'accordo. Questo è un'altro. Ora forma una band!"

    ha scritto il 

  • 3

    Apprezzabile il tentativo di raccontare un periodo storico (la nascita delle sottoculture, dei centri sociali ecc ecc a Milano) dal punto di vista di chi l'ha vissuto in prima fila senza intenti moralistici o sociologici. Tuttavia lo stile di scrittura è troppo adolescenziale e "fanzinesco"

    ha scritto il 

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