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Costumi degli italiani 1

Un eroe moderno

Di

Editore: Quodlibet (Compagnia extra, 3)

4.1
(59)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 135 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8874621957 | Isbn-13: 9788874621958 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nel suo sviluppo con molte trame, questa serie di racconti tocca gli aspetti più consueti dei costumi italiani del nostro tempo: le vacanze marine, il calcio, le automobili, il fascismo, la famiglia piccolo borghese, il sesso, il genero dell'industrialotto, la liceale che vuole che tutti siano innamorati di lei, il liceo ginnasio per i rampolli di buona famiglia, l'industriale Minosse, detto "il Capitalista Eterno"; le raccomandazioni della chiesa, le speculazioni edilizie, il furbo riformista chiamato "Macca il grande" (sostenuto dai preti contro i comunisti), la giovane Cornelia che si inventa un volume di viaggi intorno al mondo, e il capo comunista Cianciughi, detto anche "Rapina".
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  • 4

    Primo assaggio di una sorta di autobiografia tracciata attraverso racconti; faceva parte di un progetto che credo si sia arenato troppo presto. Nel 2008 esce questo volumetto e il successivo, in quarta di copertina si promette l'imminente pubblicazione di una terza parte che credo però non sia ma ...continua

    Primo assaggio di una sorta di autobiografia tracciata attraverso racconti; faceva parte di un progetto che credo si sia arenato troppo presto. Nel 2008 esce questo volumetto e il successivo, in quarta di copertina si promette l'imminente pubblicazione di una terza parte che credo però non sia mai avvenuta.
    Questo primo libro, 3 racconti più un sogno finale, affronta i ricordi di adolescenza; la scuola grigia e opprimente, a metà tra convento e prigione, dove già dai primi giorni si delineano i perdenti e i destinati al successo.
    Le donne adulte, madri, professoresse, come primi oggetti del desiderio per potersi pensare adulti di fronte alla sessualità. Un'educazione sentimentale tutta al maschile, fra imbarazzi e spacconate.
    Una tabaccheria della provincia emiliana che diventa una palestra di filosofia dove insieme a pensionati e ubriaconi si cerca vanamente di imparare a interpretare il mondo.
    "Eravamo una compagnia di appassionati ragionatori, e ragionavamo di tutto: della vita e della morte, della realtà e dell'apparenza, del tempo e dell'eternità, ma sempre arrivando a conclusioni che si capivano poco...
    Che vita! Quanti anni passati a parlare! Quante parole buttate al vento! Quanti libri letti e dimenticati! E poi le selve d'amore! E le nausee d'amore...
    Io vorrei sapere dove sono andati a finire tutti quanti, e se davvero siano esistiti, se è proprio questa la vita. Oppure è tutto un errore, solo dei lampi,brividi, non si sa".

    ha scritto il 

  • 2

    Avevo letto un altro Celati un paio di anni fa (Narratori delle pianure). Erano storie perfette. Questa breve raccolta di racconti è poca cosa. Non resta quasi nulla. Peccato.

    ha scritto il 

  • 3

    dietro un titolo molto ambizioso, si nasconde una raccolta di "racconti minimi" alla Celati, con il suo tono spesso felicemente vagolante ed etereo, e i suoi personaggi "mitici", la sua epica della Bologna (credo) vissuta in questo caso da studente e poi da aadolescente. é molto questione di gust ...continua

    dietro un titolo molto ambizioso, si nasconde una raccolta di "racconti minimi" alla Celati, con il suo tono spesso felicemente vagolante ed etereo, e i suoi personaggi "mitici", la sua epica della Bologna (credo) vissuta in questo caso da studente e poi da aadolescente. é molto questione di gusti, perché appunto puó anche capitare che in alcuni punti si avverta una pericolosa mancanza di sostanza, un raggomitolarsi del racconto nel proprio personalisimo epos, detto questo, é una lettura leggera e tutto sommato gradevole

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel viaggio tra i capricci e le manie della provincia italiana.
    La cosa emozionante di questo libro è la sua capacità di trascinarti indietro nel passato. E' stupefacente come alcuni racconti abbiano sempre qualcosa in comune con la tua esperienza passata, con le tue avventure. ...continua

    Un bel viaggio tra i capricci e le manie della provincia italiana.
    La cosa emozionante di questo libro è la sua capacità di trascinarti indietro nel passato. E' stupefacente come alcuni racconti abbiano sempre qualcosa in comune con la tua esperienza passata, con le tue avventure. Altri invece sono l'espressione delle contraddizioni della nostra epoca, anche se l'autore le racconta in chiave "forse" umoristica.

    ha scritto il 

  • 4

    in realtà...

    ...le stelle sarebbero quattro e mezzo, ma la mezza non c'è e cinque sono troppe. Puro amarcord celatiano del suo periodo adolescenziale, quattro racconti (in realtà tre più un sogno) che condividono gli stessi personaggi tragicomici che "pascolano" indolenti nei paeselli di provincia. Pura poesi ...continua

    ...le stelle sarebbero quattro e mezzo, ma la mezza non c'è e cinque sono troppe. Puro amarcord celatiano del suo periodo adolescenziale, quattro racconti (in realtà tre più un sogno) che condividono gli stessi personaggi tragicomici che "pascolano" indolenti nei paeselli di provincia. Pura poesia.

    ‎"Intanto là fuori quegli uomini e quelle donne si guardavano senza muoversi, con le facce lunghe, sempre per la storia dell'accoppiarsi, sempre con gli amori in predicato, le anime in cerca di compagnia, come i cani vaganti nella notte" (vite di pascolanti)

    ha scritto il 

  • 4

    La semplicità di raccontare la vita

    Il punto è che non sempre la vita è drammatica. Lo può anche essere, ma se la racconta Gianni Celati, ogni più grande dubbio come il vivere una vita in cui ci si sente "troppo incanalati", o come arrivare a vivere delle vere avventure, toccare le donne sotto la gonna - cose da farsi bollire il ce ...continua

    Il punto è che non sempre la vita è drammatica. Lo può anche essere, ma se la racconta Gianni Celati, ogni più grande dubbio come il vivere una vita in cui ci si sente "troppo incanalati", o come arrivare a vivere delle vere avventure, toccare le donne sotto la gonna - cose da farsi bollire il cervello solo a pensarci...
    Celati le racconta con ironia e con quel doveroso passo indietro, come se chi scrive è seduto ad un bar e ti invitasse a bere per raccontarti di sua madre e dei compagni di scuola e di tutti quei piccoli e grandi personaggi che fanno di un paesino un universo completo e perfetto.
    Un libro consigliato a chi vuole sapere da dove viene Cristiano Cavina e le sue storie stupende.

    ha scritto il 

  • 5

    vale la pena di leggerlo solo per la madre che sbaglia portone e iscrive il figlio al liceo... può essere successo veramente in alcune zone dell'Emilia che conosco all'epoca dei "fatti". GENIALE.

    ha scritto il 

  • 5

    L'individuo o il tipo?

    Bisogna butti giù due righe a proposito di questa inconsueta scrittura. Intanto "Costumi degli Italiani" è una serie di mini-racconti che si svolge e dipana in una serie di mini-volumetti, dei quali questo è il primo, e il secondo sta qui accanto nello scaffale; le narrazioni sono legate da uno s ...continua

    Bisogna butti giù due righe a proposito di questa inconsueta scrittura. Intanto "Costumi degli Italiani" è una serie di mini-racconti che si svolge e dipana in una serie di mini-volumetti, dei quali questo è il primo, e il secondo sta qui accanto nello scaffale; le narrazioni sono legate da uno spazio fisico e temporale da identificarsi nella provincia emiliana e nell'età della ricostruzione post-bellica; i personaggi che vi compaiono, significativamente battezzati collettivamente 'i pascolanti', si ritrovano da un racconto (ma sarebbe più corretto definirlo episodio) all'altro con una meccanica non dissimile a quella degli 'spoiler' dei telefilm, in genere americani. Ed inoltre, unico è il narratore, auto-ironico ed umorale, che, vivaddio, si chiama Gianni Celati. Non so quanto ci sia di autobiografico qua dentro, ma è gia un conforto non dover assecondare il gioco di specchi delle identità del personaggio che dice "io". Tanto, la scrittura è comunque costruzione, tanto vale... E tanto vale soprattutto per una scrittura così profondamente anti-realista come quella di Celati, che predilige il ritratto del tipo, più che dell'individuo, del percorso segnato più che della volontà. Nel 'pascolare' distratto di tutti i suoi personaggi per i vari contesti cittadini, dalla sala da biliardo, che evidentemente si chiama Accademia in tutte le città del mondo, alla scuola, alle ville-alto-borghesi, ai vicoli, emerge chiara una visione della società come una poco tragica, ma molto oscena, baracconata. Nonostante la leggerezza dell'insieme, sembra dirci Celati, li dentro, non ci si può che ammalare, inguaribilmente. Unica speranza, destinata comunque alla frustrazione pare essere l'eros, che non è il sesso realizzato, oggetto di consumo, ma una sorta di adolescenziale desiderio come fantasticheria. Un po' Leopardi e un po' Fellini. Nel bellissimo episodio che dà il titolo a questo volumetto, compare il personaggio che è forse la punta di massima consapevolezza di questa milizia di pascolanti: Zoffi è l'allievo prediletto del filosofo, l'uomo votato alle esperienze più elevate, che per predestinazione e censo, finisce a vendere i sigari ai pensionati, fra un commento calcistico e uno sguardo ammirato al culo delle passanti. Tutti i doni dello spirito e le aspirazioni finiscono in un inevitabile scacco. Un vero eroe moderno. Davvero leopardiano. E, forse, è proprio lì che l'individuo può, almeno parzialmente, emergere a se stesso. Sarà un individuo marginale, appartato, diverso, forse cadrà nella catatonia addirittura, come Pucci, un'altro degli eroi di questi racconti, che aggira l'orrore della personalità, del riconoscersi come agente di se stesso, della propria autodeterminazione, attraverso la pura contemplazione delle forme, le mosche sul vetro, il non-essere, il non-accadere. E vengono in mente lo scrivano Bartleby ("preferei di no"), o le Anime Morte di Gogol, che è uno di quei libri che ho costantemente voglia di riprendere in mano, e prima o poi lo farò. Spesso Celati ci apre anche dei sipari extra-temporali, ci racconta come i personaggi finiranno, al di fuori della contingenza del racconto. E ciò aumenta ulteriormente il senso di inesorabilità del loro, e, probabilmente, comune, destino.
    Ci sarebbe poi da dire della enorme, invadente idea della donna (ancora Fellini), della madre come prima seduzione. E della ricerca del senso della forma, che è di grande nitore, in un modo che fa pensare a quello di un bravo artigiano che tiene ordine nel proprio laboratorio, tra i propri attrezzi. Ma per stasera è abbastanza, si va a nanna.

    ha scritto il 

  • 3

    "Con questa organizzazione pianificata della vita domestica, le cose non potevano andare meglio. Ma forse, proprio perché tutto andava così bene, un giorno, non so come sia successo, Bacchini ha cominciato ad avere l'idea d'essere un po' troppo incanalato nella vita. [...]
    Credo che quando ...continua

    "Con questa organizzazione pianificata della vita domestica, le cose non potevano andare meglio. Ma forse, proprio perché tutto andava così bene, un giorno, non so come sia successo, Bacchini ha cominciato ad avere l'idea d'essere un po' troppo incanalato nella vita. [...]
    Credo che quando uno si sente troppo incanalato è perchè capisce che c'è un dentro e un fuori che non collimano come vorrebbe lui."

    Lo stile ricorda quello di Ugo Cornia, scanzonato e amaro al tempo stesso. Basterà leggere il primo racconto per capire il perchè del titolo che raccoglieva alcuni racconti dello stesso autore: "Vite pascolanti".

    ha scritto il 

  • 4

    i consigli di lettura di Libreria Atlantide

    La collana è nata da pochissimo, e i primi nomi fanno davvero ben sperare. Dpo aver iniziato con Federico Fellini (Il viaggio di G.Mastorna) e con Ugo Cornia (Sulle tristezze e i ragionamenti) l'editore Quodlibet propone in COMPAGNIA EXTRA due nuovi piccoli libri di Gianni Celati.
    Da un auto ...continua

    La collana è nata da pochissimo, e i primi nomi fanno davvero ben sperare. Dpo aver iniziato con Federico Fellini (Il viaggio di G.Mastorna) e con Ugo Cornia (Sulle tristezze e i ragionamenti) l'editore Quodlibet propone in COMPAGNIA EXTRA due nuovi piccoli libri di Gianni Celati.
    Da un autore quanto mai schivo e riservato, lontano dalle tentazioni televisive, una raccolta di racconti dal titolo emblematico, Costumi degli italiani. Vi confluiscono alcune storie già apparse ne Vita da Pascolanti, edito da Nottetempo, che si era meritato il Premio Viareggio, ampliando però la portata dell'offerta! Racconti in cui ritroviamo con piacere la vena comica de Le avventure di Guizzardi, e una straordinari capacità di pennellare con tratti inconfondibili i colori dell'Italia provinciale, vista nei suoi personaggi minori.

    ha scritto il