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Courage and Honour

By

Publisher: Black Library, The

4.0
(5)

Language:English | Number of Pages: 416 | Format: Paperback

Isbn-10: 1844167224 | Isbn-13: 9781844167227 | Publish date: 

Also available as: Hardcover

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Book Description
The noble Ultramarines epitomise the Space Marines, the genetically enhanced warriors who protect the Imperium from its foes. Newly returned from the Eye of Terror, Captain Uriel Ventris must redeem himself in the eyes of his battle-brothers, who fear he may have been tainted by Chaos. When the planet Pavonis is invaded by tau, what better opportunity could Uriel have to join his Chapter in combat and prove that his honour is beyond reproach?
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    Graham McNeill è sempre una sicurezza nel mediocre panorama BL. Finalmente dopo tante storielle di profilo estremamente basso, si riesce a leggere qualcosa di decente. Sarà pure la versione economica di un libro uscito l'anno scorso, il che vuol dire riscaldare la vecchia minestra invece di propo ...continue

    Graham McNeill è sempre una sicurezza nel mediocre panorama BL. Finalmente dopo tante storielle di profilo estremamente basso, si riesce a leggere qualcosa di decente. Sarà pure la versione economica di un libro uscito l'anno scorso, il che vuol dire riscaldare la vecchia minestra invece di proporre qualcosa di nuovo, però non è affatto male e, soprattutto, risolleva le sorti della saga dopo l'infelice sbandamento di Killing Ground. Killing Ground infatti rappresentava un campanello d'allarme, con un plot che non riusciva a mantenersi allo stesso buon livello di Dead Sky Black Sun. Courage and Honour, magari senza la stessa intensità, si avvicina invece a Dead Sky Black Sun. Courage and Honour, al di là del titolo roboante (come se alla BL ce ne fossero che non lo sono), è la consueta miscela di elementi narrativi, che una volta tanto sono ben dosati: la storia torna in carreggiata, il plot è corale quanto basta da offrire diversi punti di vista senza diluire troppo il filone principale ed ovviamente i bossoli di bolter s'impilano che è un piacere. Dunque, il capitano Uriel Ventris riesce infine a tornare a casa dopo aver completato la sua espiazione. I suoi commilitoni tra l'incredulo ed il diffidente lo riaccolgono tra i loro ranghi. Già qui c'è una nota di originalità nella prosa di McNeill: nonostante tutta la buona volontà Uriel non riesce a farsi riaccettare senza riserve e sono diversi in seno al Chapter a tenerlo d'occhio temendo che non sia completamente redento. E' piacevole leggere le ansiose riflessioni ed elucubrazioni dei capi del Chapter, che a dispetto dell'evidenza dei fatti, faticano ad accettare il ritorno del coraggioso capitano. E' un soggetto interessante che accompagnerà la storia per tutto il libro, riafforando qua e là man mano che Uriel si riconquista la fiducia degli altri Ultramarines. McNeill non insiste più di tanto, ma quanto basta per mantenere presente la questione sullo sfondo e per segnalare i progressi sulla via della riabilitazione definitiva del capitano della Quarta Compagnia. Fin qui, la prima parte del racconto. Si passa poi alla seconda. Qui, il grosso elemento che costituisce la maggior iniezione d'interesse è rappresentato dall' avversario degli Ultramarines: una volta tanto non abbiamo crudeli seguaci del Chaos né selvaggi Orchi, bensì gli sfuggenti Tau. Quante sono le storie che vedono come antagonisti i Tau? Molto poche. A parte la coppia di libri Star of Damocles e Rogue Star, l'unico altro libro che mi viene in mente è uno di Chiapas Cain (anche se non ricordo quale). Inoltre, mentre in questi libri i Tau sono avversari da battaglia spaziale, oppure da scaramuccia minore, in Courage and Honour diventano il poderoso nemico da battaglia campale, tratto narrativo in cui McNeill da il meglio indubbiamente! I Tau, con i loro modi sinuosi a favore del Greater Good, cercano di sfilare il pianeta Pavonis dalle grinfie imperiali. I loro manierismi non incantano nessuno ed ovviamente si va alla guerra. McNeill è un maestro nel descrivere scontri colossali di dimensione epica. Guardie Imperiali contro Fire Warriors, Space Marines contro Battlesuits, Leman Russ contro Hammerheads; su tutti torreggia il ciclopico Baneblade dell'ufficiale in comando del pianeta imperiale. Nelle pagine in cui compare, le scene descritte sono così vivide che le vibrazioni dei cingoli si sentono nelle gengive! Anche a costo di rubare la scena a Uriel & compagni! In realtà si tratta di uno dei più spettacolari cammei del racconto. Gli Ultramarines sono i protagonisti, questo è certo, però le sottotrame che arricchiscono la storia, in diversi casi non sono solo pagine zavorra: micro-storie che nascono e muoiono all'ombra di quella principale sono un marchio di fabbrica BL. A volte non aggiungono nulla ed anzi tolgono spazio ai veri protagonisti, altre invece s'incastrano bene, spezzando il ritmo senza rovinarlo ed introducendo quelle varianti che esulino dalla consueta routine, che in questo caso assume la forma dell'irresistibile assalto degli Space Marines. I vari innesti con le testimonianze privilegiate di che partecipa alla battaglia, non fanno altro che arricchire la narrazione principale, con molteplici punti di vista che possano rendere meglio l'atmosfera dello scontro, oppure, qualora si tratti di uno scontro in un altro punto del pianeta, rende l'idea della vastissima estensione del fronte. Le battaglie sono un tratto narrativo in cui l'autore eccelle. Come altri libri, ha il buongusto di allegare nelle pagine iniziali le mappe dei teatri dello scontro. E' una goduria saltare dalla lettura a queste mappe per ripercorrere con gli occhi le pagine appena lette, immaginarsi l'assedio dei Tau che si scagliano contro le difese della città di Olzetyn e gli scontri casa per casa che ne seguono. E' la stessa eccitazione che mi diede Tempesta di Ferro, quando all'epoca non leggevo ancora gli originali e mi accontentavo delle traduzioni Hobby & Work. A proposito degli adattamenti Hobby & Work, traccio un ulteriore linea di collegamento con un altro libro tradotto anni fa': Nightbringer. E' il primo della saga di Uriel Ventris, ma i tratti comuni non si esauriscono in questo. In quel libro la storia era ambientata proprio sullo stesso Pavonis. Ed infatti sporadicamente si allude all'altro racconto. Nulla di particolareggiato; Uriel si limita in questi passaggi a ricordare il contesto che lo portò su questo pianeta l'altra volta. Potrebbe pure risultare un espediente efficace per chi volesse leggersi anche l'altra storia.... Il risultato finale di Courage and Honour lo si può facilmente intuire. Ciò che è meno scontato è la successione di eventi che portano alla sua maturazione. A dire il vero non si respira mai nel racconto quell'aria di disperazione che accompagna missioni apparentemente destinate a fallire. Dall'inizio alla fine il pacato contegno di Uriel, scandisce fin da subito il ritmo e più che altro svela già la direzione in cui si muove la storia. Non per questo si finisce per annoiarsi, anche se ammetto che qualche volta l'atteggiamento dell'eroe possa risultare irritante nella sua sicumera. Si tratta di una sensazione impercettibile, grandemente smussata dal basso profilo adottato dal capitano Ventris per riprendere l'autorità negatagli dal suo recente passato. Insomma, un buon libro che conferma ancora una volta il grado di "mostro sacro" che McNeill ha nell'ampio paesaggio del 40k.

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