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Crónica de una muerte anunciada

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4.0
(8404)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , Italian , French , Dutch , Portuguese

Isbn-10: 8777834968 | Isbn-13: 9788777834967 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , School & Library Binding , Leather Bound , Mass Market Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 5

    questo libro è semplicemente GENIALE.
    cadi subito nella trappola del brivido.
    corri,sbuffi perchè vuoi sapere come è successo,come diavolo è morto Santiago Nasar.
    perchè chi sapeva non lo ha avvertito ...continue

    questo libro è semplicemente GENIALE.
    cadi subito nella trappola del brivido.
    corri,sbuffi perchè vuoi sapere come è successo,come diavolo è morto Santiago Nasar.
    perchè chi sapeva non lo ha avvertito?perchè chi lo voleva avvisare non
    è riuscito nell'intento?perchè nessuno ha fermato i fratelli Vicario che praticamente
    imploravano di essere fermati?
    non c'era nessun modo di evitare questa morte?
    ma soprattutto santiago Nasar era veramente "colpevole"?
    l'unica risposta a queste domande è la fatalità.
    il crudele e beffardo caso...perchè dico "beffardo"?
    alla fine del libro si intuisce (Marquez non lo dice esplicitamente)
    che Santiago non ha neppure commesso il "crimine"...
    il danno e la beffa!
    il romanzo è basato su una storia vera,il che rende la storia ancora più drammatica.
    100 pagine meravigliose.
    leggetelo tutti,è un ordine!

    said on 

  • 4

    Libro all'altezza del bellissimo titolo. Oltre che ad essere annunciata, la morte è assurda, come lo è il destino. Ultimo capitolo crudo, diretto come un pugno nello stomaco. Gabriel Garcia Marquez, q ...continue

    Libro all'altezza del bellissimo titolo. Oltre che ad essere annunciata, la morte è assurda, come lo è il destino. Ultimo capitolo crudo, diretto come un pugno nello stomaco. Gabriel Garcia Marquez, quanto ci manchi!

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Para leer y releer...

    Parece mentira que una obra maestra pueda ocupar tan pocas páginas. Algunos autores necesitan casi 1000 páginas para lograr una, otros menos y luego está García Márquez que en 64 páginas (según mi eb ...continue

    Parece mentira que una obra maestra pueda ocupar tan pocas páginas. Algunos autores necesitan casi 1000 páginas para lograr una, otros menos y luego está García Márquez que en 64 páginas (según mi ebook) lo consigue.

    Según el prólogo, Gabriel García Márquez sabe que muchas novelas negras terminan con un asesinato y entre tanto, vas pasando páginas sospechando lo que va a ocurrir. En "Crónica de una muerte anunciada" ya sabes desde el principio que hay un asesinato y a lo largo del relato vas formando parte del impotente pueblo (que sabe como tú lo que va a pasar) en el que se sitúa la historia de Santiago Nasar, el difunto.

    El narrador reconstruye el día del asesinato basándose en los testimonios de numerosos testigos. Todos lo saben pero caprichos del destino, ninguno consigue evitarlo. En conclusión, el único que no sabe que lo van a asesinar es el propio protagonista, ni siquiera lo sospecha. Entre la propia crónica del narrador figuran elementos del realismo mágico del que el autor es el principal pilar en la literatura iberoamericana que a su vez le dan toque de fábula; visiones, presentimientos, sueños...

    Que gran genio.

    said on 

  • 4

    La ricostruzione temporale di Marquez orbita intorno al cruente scempio commesso dai fratelli Vicario, coloro che uccisero Santiago Nasar; intorno al delitto girano molteplici elementi: moralità, pud ...continue

    La ricostruzione temporale di Marquez orbita intorno al cruente scempio commesso dai fratelli Vicario, coloro che uccisero Santiago Nasar; intorno al delitto girano molteplici elementi: moralità, pudore, costume, religiosità, dogmi, tutti tendenti a giustificare il crimine, anzichè condannarlo.

    said on 

  • 5

    "Il giorno che l’avrebbero ucciso, Santiago Nasar si alzò alle 5 e 30 del mattino per andare ad aspettare il battello con cui arrivava il vescovo."

    Inizia così “Cronaca di una morte annunciata” di Gab ...continue

    "Il giorno che l’avrebbero ucciso, Santiago Nasar si alzò alle 5 e 30 del mattino per andare ad aspettare il battello con cui arrivava il vescovo."

    Inizia così “Cronaca di una morte annunciata” di Gabriel Garcia Marquez. Basato su un fatto reale, il libro nasce da alcune interviste fatte dall’autore, trent’anni dopo l’omicidio, ai testimoni dell’accaduto. È un resoconto a più voci nel quale ognuno racconta la storia dal proprio punto di vista e ricomponendo i vari pezzi del puzzle si ottiene una ricostruzione accurata delle ultime ore di vita del giovane. Pubblicato nel 1981 (un anno prima del Nobel a García Márquez), pur nella sua brevità, questo libro rappresenta uno dei vertici della narrativa dello scrittore: un romanzo magistrale che sa fondere i toni della tragedia antica con il ritmo di una detective story.

    A Manaure, un villaggio dei Caraibi, lo sanno tutti: i fratelli Vicario uccideranno Santiago Nasar per vendicare l’onore della loro sorella Angela, ripudiata da Bayardo San Roman la notte delle loro nozze, perché non più vergine. Tutti lo sanno, ma nessuno fa niente per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l’alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. La morte lo sorprende in una splendida mattinata tropicale, a causa di un destino bizzarro e crudele che si compie per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l’esecuzione.

    Fin da subito il lettore sa cosa accadrà al protagonista, l’autore non ha potuto giocare sull’elemento sorpresa ma, partendo dall’esito finale, ciò che interessa è fare luce nella caotica fatalità delle ore nelle quali si svolgono le vicende che coinvolgono l’intero paese. Quello che cattura è il gioco narrativo, il ritmo serrato, lo stile vivace, ironico e poetico al tempo stesso, capace di tenervi incollati alle pagine fino alla fine.

    In questa sua cronaca, Garcia Marquez sottolinea come spesso l’uomo rischi di trovarsi in balia della sorte, cadendo vittima inerme di un fato avverso. La fatalità tesse ragnatele, manovra tutti come burattini, parole taciute, azioni non compiute, luoghi sbagliati possono determinare il destino di un uomo.

    said on 

  • 5

    Davvero

    riuscite a recensire Marquez voi?
    Io no.
    Mi piace pensare che sia ancora vivo mentre leggo le sue parole e piango e sorrido insieme.
    lo amo ogni volta di più .
    Grazie Gabo per tutto quello che ci hai ...continue

    riuscite a recensire Marquez voi?
    Io no.
    Mi piace pensare che sia ancora vivo mentre leggo le sue parole e piango e sorrido insieme.
    lo amo ogni volta di più .
    Grazie Gabo per tutto quello che ci hai lasciato.

    said on 

  • 4

    Molti di quelli che erano al porto sapevano che stavano per uccidere Santiago Nasar

    Santiago Nasar, unico figlio di Plácida Linero, giovanotto affascinante ed estroverso, è stato ucciso e la sua morte annunciata in anticipo a quasi tutti gli abitanti del paese del Caribe in cui vive: ...continue

    Santiago Nasar, unico figlio di Plácida Linero, giovanotto affascinante ed estroverso, è stato ucciso e la sua morte annunciata in anticipo a quasi tutti gli abitanti del paese del Caribe in cui vive: questa la premessa da cui parte il racconto vero e proprio, una ricostruzione dei fatti ad opera di un non meglio identificato narratore in prima persona, amico di Santiago. Egli raccoglie le testimonianze dei compaesani, coinvolgendo tutti, anche chi ha soltanto osservato da lontano l'ultimo passaggio in vita della vittima.
    Fin dalle prime battute il lettore conosce già l'identità degli assassini e, a poco a poco, scopre anche il loro movente. Gabriel García Márquez non è interessato agli elementi classici del giallo (l'intreccio, lo svolgimento, gli indizi, la ricerca del colpevole e il suo movente), quanto invece a ragionare sulla parzialità delle fonti e sulla fallibilità di talune prospettive.
    Cronaca di una morte annunciata è un piccolo compendio di giornalismo, ma anche una storia densa di personaggi, caratterizzata dallo scorrimento non lineare: riunisce presagi, ricostruzioni meticolose e memorie sparse dei diversi testimoni, senza seguire con precisione il flusso temporale. Il narratore si fa portavoce dei diversi racconti che precedono la morte di Santiago e, spesso, ritorna indietro, aggiunge particolari e punti di vista, per cui ci mostra varie volte lo stesso dettaglio, ma attraverso voci e occhi diversi. Questa cronaca è romanzata nella misura in cui indugia nelle descrizioni di luoghi e di sensazioni, sottolineando in modo ancor più marcato quanto i ricordi possano essere fallaci (pensiamo, per esempio, all'incapacità dei personaggi di concordare in maniera univoca su quali fossero le condizioni meteorologiche la mattina del delitto).
    L'intero romanzo si snoda nell'arco temporale di tre giorni, anche se il narratore si concentra soltanto sulla mattina fatale: le fastose nozze di Angela e Bayardo, l'arrivo del bastimento del Vescovo e l'omicidio, tre fatti tra loro solo apparentemente slegati e organizzati come in un crescendo di eventi memorabili per l'intera comunità.
    La conclusione arriva in fretta e sembra calare un sipario proprio nell'attimo in cui Santiago cade a terra, morto: è inevitabile riconoscere la fortissima carica teatrale di quest'opera, non a caso ricordata tra le più celebri di Márquez. Oserei aggiungere che in vita mia ho letto davvero pochi romanzi così ben costruiti e singolari, seppur nella loro semplicità.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2015/05/cronaca-di-una-morte-annunciata-anno-iv.html

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Mi ha ricordato un po' le atmosfere di Cent'anni di solitudine. Non c'è colpo di scena. Il titolo del libro è perentorio. Secondo me però, è inesatto dire che tutto il paese ha ucciso Santiago, la cuo ...continue

    Mi ha ricordato un po' le atmosfere di Cent'anni di solitudine. Non c'è colpo di scena. Il titolo del libro è perentorio. Secondo me però, è inesatto dire che tutto il paese ha ucciso Santiago, la cuoca e sua figlia hanno delle responsabilità oggettivamente maggiori. D'altronde erano le uniche che veramente lo detestavano.

    said on 

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