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Crónica del pájaro que da cuerda al mundo

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Publisher: Tusquets Editores

4.1
(4183)

Language:Español | Number of Pages: 903 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Japanese , German , French , Italian , Russian , Dutch , Swedish , Portuguese , Catalan , Polish

Isbn-10: 848383510X | Isbn-13: 9788483835104 | Publish date:  | Edition 8

Also available as: Paperback , Others , Softcover and Stapled

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
«Desde una arboleda cercana llegaba el chirrido regular de un pájaro, un ric-ric, como si estuviera
dándole cuerda a algún mecanismo. Nosotros hablábamos de él como del pájaro-que-da-cuerda…»
Haruki Murakami es uno de los novelistas japoneses contemporáneos con mayor prestigio en su país. Pero hablar aquí de literatura japonesa sugiere siempre un mundo exótico, ajeno por completo al nuestro. Sin embargo, Murakami no sólo está considerado ya en Occidente un autor de culto, sino que su extensa obra narrativa ha roto fronteras y la crítica mundial lo sitúa entre Mishima y Pynchon. Era, pues, imprescindible darle a conocer definitivamente también en nuestra lengua.
Tooru Okada, un joven japonés que acaba de dejar voluntariamente su trabajo en un bufete de abogados, recibe un buen día la llamada anónima de una mujer. A partir de ese momento la vida de Tooru, que había transcurrido por los cauces de la más absoluta normalidad, empieza a sufrir una extraña transformación. A su alrededor van apareciendo personajes cada vez más extraños, y la realidad, o lo real, va degradándose hasta convertirse en algo fantasmagórico. La percepción del mundo se vuelve mágica, los sueños son realidad y, poco a poco, Tooru Okada deberá resolver los conflictos que, sin sospecharlo siquiera, ha arrastrado a lo largo de toda su vida. Crónica del pájaro que da cuerda al mundo pinta una galería de personajes tan sorprendentes como profundamente reales. El mundo cotidiano del Japón moderno se nos aparece de pronto como algo extrañamente familiar.
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  • 5

    L'ennesimo capolavoro di Murakami. Fatto di particolari, di trame nelle trame, di personaggi insoliti e di eventi inspiegabili. Più volte mi ha lasciato una certa amarezza per il corso delle vicende d ...continue

    L'ennesimo capolavoro di Murakami. Fatto di particolari, di trame nelle trame, di personaggi insoliti e di eventi inspiegabili. Più volte mi ha lasciato una certa amarezza per il corso delle vicende descritte. Non è una lettura facilissima e probabilmente non è nemmeno il suo libro migliore. Eppure ha il suo fascino, il suo perché.

    said on 

  • 3

    Murakami alla ricerca di sé

    http://www.roarmagazine.it/libri/uccello-che-girava-le-viti-del-mondo-murakami-recensione.html

    La scrittura permette di leggere quest'opera da oltre 800 pagine con la voracità degna di un succulento p ...continue

    http://www.roarmagazine.it/libri/uccello-che-girava-le-viti-del-mondo-murakami-recensione.html

    La scrittura permette di leggere quest'opera da oltre 800 pagine con la voracità degna di un succulento pranzo di Natale, lasciando il lettore con quel senso di bella stanchezza che risulta dopo un lungo viaggio e con tante domande che si chiariranno solo con il tempo, ma già con la mente al viaggio successivo.

    said on 

  • 5

    Visionario!

    Probabilmente una delle migliore prove di Murakami. 800 pagine che si leggono senza fatica, nonostante la complessità della storia. Tanti personaggi si incontrano e si scontrano con il protagonista, i ...continue

    Probabilmente una delle migliore prove di Murakami. 800 pagine che si leggono senza fatica, nonostante la complessità della storia. Tanti personaggi si incontrano e si scontrano con il protagonista, impossibile non immedesimarsi con lui. il surreale lascia spazio ad alcune scene di cruda realtà, narrate con una precisione tale da far venire i brividi. Realtà e non realtà si incrociano in maniera così naturale da portare a credere che davvero tutto sia possibile.

    said on 

  • 3

    Piacevolmente interdetto.

    Non saprei minimamente che voto dare ad un libro che è una montagna russa che si conclude in salita. Dopo Kafka sulla spiaggia è difficile apprezzare a pieno un libro simile. Ma sono comunque rimasto ...continue

    Non saprei minimamente che voto dare ad un libro che è una montagna russa che si conclude in salita. Dopo Kafka sulla spiaggia è difficile apprezzare a pieno un libro simile. Ma sono comunque rimasto sorpreso dalla bellezza leggera.

    said on 

  • 4

    E volavo, volavo felice più in alto del sole ed ancora più su.. ♫ ♬ ♪

    In After dark (recensione sparita per sempre) ero diventata la sua ombra e l’ho seguito per le strade di Tokyo un’intera notte.
    Stavolta ho vissuto con lui, in una casa circondata da un piccolo giardi ...continue

    In After dark (recensione sparita per sempre) ero diventata la sua ombra e l’ho seguito per le strade di Tokyo un’intera notte.
    Stavolta ho vissuto con lui, in una casa circondata da un piccolo giardino incolto. Dagli alberi intorno arrivava costantemente il verso stridente di un uccello, sembrava stesse avvitando qualcosa; noi lo chiamavamo l’uccello giraviti. Il suo vero nome non lo sapevamo, non sapevamo nemmeno che aspetto avesse. Ma questo all’uccello giraviti era indifferente.
    Una sera Haruki preparava gli spaghetti mentre io fischiettavo La gazza ladra. Gli ha telefonato una stordita che voleva fare dieci minuti di sesso cerebrale con lui, perciò ha lasciato scuocere la pasta. E poi m’ha chiesto di comprarmi un cappello rosso, di plastica.
    Sono rimasta basita.
    Sottoposto a queste terribili prove il nostro amore ha vacillato, per provare a salvarlo abbiamo deciso di partire per un lungo viaggio.In mongolfiera. Alle prime luci dell'alba abbiamo mollato gli ormeggi e siamo saliti su, su, su ...
    Ora siamo fra nuvole che sembrano immense sculture di zucchero filato, il suono del mondo arriva ovattato, misterioso, lontano. Sotto di noi si snodano i panorami mozzafiato della Cappadocia; ecco i camini delle fate, magici e pornografici... straordinari. Ma il vento ci spinge oltre, sorvoliamo Pamukkale, il bianco castello di cotone, così irreale da sembrare un sogno. Nemmeno il tempo di un sospiro e siamo sopra Derinkuyu, un'immensa città sotterranea. Haruki vuole assolutamente scendere dentro uno di quei profondi pozzi, in compagnia di una mazza da baseball.
    Lo lascio fare.
    Riemerge dopo diversi giorni, rintronato e con una grande voglia blu su una guancia, e mi confida: immaginavo di essere diventato l’uccello giraviti, volavo nel cielo, mi fermavo su un ramo e giravo le viti del mondo. Qualcuno doveva girare quelle viti. Altrimenti a poco a poco si sarebbero allentate, e alla fine tutto il delicato meccanismo si sarebbe fermato.
    A questo punto, prima che mi scambi per un bullone, penso sia meglio rimandarlo alla neuro di Tokyo.
    Al momento di lasciarci lo abbraccio e gli chiedo se ci rivedremo ancora. Lui mi sorride e sussurra: il destino della gente bisogna voltarsi indietro a guardarlo dopo che è passato.
    Ah ecco! Ok. Ciao.

    Confesso che gli intermezzi di racconti di guerra m’hanno un po’ annoiata. Forse il fatto di aver concentrato i tre romanzi originali in uno ha un po’ appesantito l’insieme. Dance dance dance resta saldamente in testa alla hit parade delle mie preferenze. Ma comunque, per quasi tutto il tempo della lettura, ho avuto la sensazione di essere finita dentro una magia. O ero dentro un manicomio?

    ★★★☆ leggermente incerte..ci stanno riflettendo sopra

    said on 

  • 5

    Un’opera oltremodo complessa, in cui il dualismo fra realtà e mondo onirico crea un’allegoria in cui vengono sviluppati con maestria i temi fra i più delicati e complessi dell’animo umano e della soci ...continue

    Un’opera oltremodo complessa, in cui il dualismo fra realtà e mondo onirico crea un’allegoria in cui vengono sviluppati con maestria i temi fra i più delicati e complessi dell’animo umano e della società contemporanea: il potere di influenza sulla comunità sociale che deriva dalla abile esposizione mediatica, pur nella vuotezza dei contenuti; l’alienazione del lavoro nella frenetica società moderna, contrapposta alla pacificazione che deriva dalla scelta di una vita ancorata a semplici cose; il rapporto con la sessualità e le varie possibilità di viverla; la forza dei legami familiari; il senso del destino come sequenza che si ripete fino a chiudersi; l’ineluttabilità del destino, rappresentata dalla presenza costante dell’uccello protagonista del titolo; la complessità dei rapporti interpersonali; il contrasto fra la scelta faticosa di vivere interrogandosi sul senso della vita e la scelta di cercare di vivere nella speranza che la normalità appiani i dubbi. Un capolavoro che meriterebbe il Nobel

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Finalmente un libro di Murakami che ha smosso il mio parere di quest'autore dalla parabola discendente che stava diventando. Partita da un "non c'è male", dopo quattro romanzi di quest'autore ero arri ...continue

    Finalmente un libro di Murakami che ha smosso il mio parere di quest'autore dalla parabola discendente che stava diventando. Partita da un "non c'è male", dopo quattro romanzi di quest'autore ero arrivata a un "che noia 'sto libro", ma volevo comunque dargli un'altra possibilità e stavolta ho scelto bene. Rimane comunque uno stile che non mi piace molto, il suo modo di rendere dialoghi e vicissitudini dei personaggi mi sembra sempre troppo finto, come se invece di persone reali stesse scrivendo di personaggi su una scena teatrale, ma per il resto sono rimasta piacevolmente colpita. Nelle tipiche atmosfere oniriche di quest'autore, in cui nulla o quasi è spiegato, assistiamo alle vicende del protagonista Okada Toru, che si giostra tra sogni e realtà in una quest molto atipica per riavere (e forse salvare) la moglie che di punto in bianco lo ha lasciato. E' un libro lunghetto, infarcito di storie dentro la storia, storie che si bloccano a metà per ricominciare quando meno uno se lo aspetta, tutte legate da simboli ricorrenti di cui, lo dico con tutta onestà, non sono riuscita a capire il senso di uno che fosse uno. Nonostante questo, però, il romanzo mi è piaciuto, non tanto per la storia in sé quanto proprio per la ricchezza di vicende, di personaggi atipici, di particolari magari subito lasciati cadere ma che ti fanno apprezzare la trama complessiva di cui è intessuta tutta la storia. Sono rimasta anche piacevolmente colpita dal finale: mi aspettavo uno dei soliti finali alla Murakami, in cui in realtà non conclude niente, ma stavolta quando ho chiuso il libro ho provato una sensazione di compiutezza che non avevo mai sperimentato con quest'autore.
    Voto: 7,5

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