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Crank

By

Publisher: Margaret K. McElderry Books

4.2
(87)

Language:English | Number of Pages: 544 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-13: 9781439106518 | Publish date: 

Also available as: Paperback , School & Library Binding , Library Binding , Others

Category: Fiction & Literature , Teens

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Book Description

Kristina Georgia Snow is the perfect daughter: gifted high school junior, quiet, never any trouble. But on a trip to visit her absentee father, Kristina disappears and Bree takes her place. Bree is the exact opposite of Kristina -- she's fearless.

Through a boy, Bree meets the monster: crank. And what begins as a wild, ecstatic ride turns into a struggle through hell for her mind, her soul -- her life.

Sorting by
  • 4

    Romanzo in versi duro e poetico che racconta il viaggio intenso fatto a grande velocità di una adolescente verso l'abisso della droga.
    Ne parlo anche qui:
    http://libraiainsoffitta.blogspot.it/2014/07/il-libri-del-giorno-6-crank-di-ellen.html

    said on 

  • 5

    La vita è piena di scelte. Non sempre si fanno quelle giuste.

    « Il Crank , vedete non è un mostro come gli altri. E’ una piovra gigante che intreccia i suoi tentacoli non solo intorno a te, ma dentro di te, ti avvinghia non tanto da ucciderti, ma abbastanza perché tu non barcolli, finché non cerchi di sfuggirle »
    Quando ho letto il titolo del l ...continue

    « Il Crank , vedete non è un mostro come gli altri. E’ una piovra gigante che intreccia i suoi tentacoli non solo intorno a te, ma dentro di te, ti avvinghia non tanto da ucciderti, ma abbastanza perché tu non barcolli, finché non cerchi di sfuggirle »
    Quando ho letto il titolo del libro l’ho subito associato al Kraken, la piovra mitologica che attaccava le navi di poveri ignari passati di lì per caso. “Crank” è anche questo : un mostro che illude, seduce, induce a credere che quella sia la strada più facile da fare finché con i suoi tentacoli ti avvinghia fino a farti affogare.
    Provate a dire ad alta voce “Crank”, lo sentirete anche voi: una parola dura, diretta, spietata. Come la vita e la sua privazione.
    “Crank-Cronache di una dipendenza” racconta l’esperienza della dipendenza da droghe. Pesanti. Leggere. Racconta di eccessi. Di Kristina che durante una vacanza dal padre, che non vedeva da anni, si innamora di Adam. Diventa così Bree, l’alter ego sfacciato e sfrontato, indomabile e pronto a tutto. Assieme a lui incontrerà il Crank e inizierà l’incubo della droga, delle bugie, del dolore che causerà non solo a se stessa, ma a chi la ama veramente.
    Un’ eccellente studentessa, una figlia irreprensibile che di colpo scopre come una dose riesce a colmare la mancanza di amore che cerca negli altri e di come questo la porti inesorabilmente a toccare il fondo. Ed è proprio quello che cerca Bree perché lei se ne infischia di cosa pensa il mondo e persino di quello che vuole Kristina.
    Kristina, Bree. Bree, Kristina. Due entità ben distinte in un unica persona capace di assecondare l’una e affossare inevitabilmente l’altra. Fino al punto di non ritorno. Il Mostro vince su tutti e nemmeno Bree sa quanto sia vero.
    Oltre la storia drammaticamente vera, il punto di forza di questo libro è proprio il tipo di scrittura che la Hopkins ha deciso di adottare. Cuori, croci di parole, momenti raccontanti in modo sparso nella pagina come appunti mentali persi nel caos della sua tremenda quotidianità. Frasi brevi, intense, capaci di centrare in pieno il lettore lasciandolo sconvolto, ma desideroso di divorare l’intera storia fino alla fine. Ogni parola fa rivivere la sofferenza di Kristina, di quel loop in cui è stata catturata. Un vortice mortale che ingoia giorno dopo giorno la sua vita.
    Ellen Hopkins ci ha voluto raccontare una storia vera, quella di sua figlia e della condivisione di quel dolore straziante che è stato portato nella loro vita attraverso la droga.
    Un libro speciale e unico che consiglio a chiunque di leggere. Così come è accaduto negli Stati Uniti che, grazie a un tam-tam fra i più giovani, è diventato un caso letterario. Il più censurato nelle scuole, un milione di copie vendute.
    Del resto il proibito è quello che ci attira di più, no?
    Unico appunto che mi permetto di fare sta nel fatto che non ho apprezzato la nota dell’autrice all’inizio del libro perché chi è già avvezzo alla lettura di romanzi di questo genere può intuire anche la sua conclusione.
    Cinque stelle alla maestria con cui la scrittrice è riuscita a trattare un argomento così attuale senza giri di parole o la solita demagogia degli adulti. Non si pone su un piedistallo,non fa la morale, ma semplicemente urla “Stupidi finitela di ammazzarvi perché prima di voi, ucciderete chi vi ama. Il Mostro ha migliaia di tentacoli e riesce a buttare giù chiunque vi stia vicino.”

    said on 

  • 5

    In assoluto il mio libro preferito. I versi scritti in quel modo colpiscono assolutamente di più. Per il semplice fatto che OGNI SINGOLA RIGA è d'effetto, sbaaam addosso! Ellen esprime tante di quelle cose avendo vissuto davvero quel che racconta. Consiglio di leggere questo libro a tutti, sia ad ...continue

    In assoluto il mio libro preferito. I versi scritti in quel modo colpiscono assolutamente di più. Per il semplice fatto che OGNI SINGOLA RIGA è d'effetto, sbaaam addosso! Ellen esprime tante di quelle cose avendo vissuto davvero quel che racconta. Consiglio di leggere questo libro a tutti, sia adulti che adolescenti! Fa capire molte cose. Dopo che si legge quel libro, in qualche modo si cambia nell'animo. Se lo comprendi fino in fondo di sbalordisce e ti zittisce.
    Leggetelo, davvero.

    said on 

  • 4

    LA MAMMA!?!?!

    La principessa dei ghiacci? La regina delle stronze?
    la madre di tutte le madri?

    Cos'aveva nella testa?
    Come potevo parlare con lei?

    Non ci parlavamo da mesi
    ...continue

    LA MAMMA!?!?!

    La principessa dei ghiacci? La regina delle stronze?
    la madre di tutte le madri?

    Cos'aveva nella testa?
    Come potevo parlare con lei?

    Non ci parlavamo da mesi
    cosa le avrei detto?

    Che ero incinta?
    Che ero incinta perchè ero stata violentata?
    Che ero stata violentata perchè avrei fatto

    di tutto

    per un altro morso del mostro?

    Da dove cominciare?
    Dove finire?
    Quanto ammettere?
    Quanto nascondere?
    Quanto confessare?

    Dove trovare il coraggio
    di aprire bocca, senza crank?

    E se avessi scavato abbnastanza a fondo da trovarlo,
    sarei crollata a piangere?

    E lei?

    Un libro frammentato come l'esperienza di una tossicodipendenza, flash. Le poesie hanno un contenuto e una forma. Qualcuno che sa di dipendenze ha detto che è la sintesi perfetta di ciò che puoi raccontare e anche di ciò di cui ti vergogni o non vuoi ricordare.

    said on 

  • 4

    libro particolare e shockante
    particolare per lo stile adottato da Ellen Hopkins, una scrittura con impaginazione in "versi"
    shockante per il contenuto, la caduta nell'abisso del Mostro eroina da parte di una ragazza di 16 anni
    libro che consiglio

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Amy Willim MSIT 4325

    Crank by Ellen Hopkins is a uniquely written story about a suburban teen tweaker. What I most enjoyed about the novel was the unique writing style. Each page organizes the words into poetry, both physically on the page and rhythmically within the structure. Adolescents typically do not enjoy read ...continue

    Crank by Ellen Hopkins is a uniquely written story about a suburban teen tweaker. What I most enjoyed about the novel was the unique writing style. Each page organizes the words into poetry, both physically on the page and rhythmically within the structure. Adolescents typically do not enjoy reading poetry, and Hopkins has managed to find a way to make poetry accessible and enjoyable for teenage readers. I found the plot very interesting, as it continually unexpected turns. The downward spiral of suburbia due to the influence of narcotics is beautifully described through Hopkins’ novel.

    With that being said, there were aspects of the novel that I did not care for. Although the novel was horrifically realistic, this mixture of poetry and prose does not allow for extensive character development. Typically a six hundred page novel has depth for every character, but this novel left many characters static and flat. Which, considering the restrictions of the poetry form, is understandable. To be honest, that is the only issue that I adamantly dislike about this book.

    A book like Crank is surprisingly easy to connect to. The readers will typically be a part of suburbia. After all, they have access to a library or a Barnes & Nobles to get the novel in the first place. Although speed is not a common street drug in the suburbs, it is normal to know someone who has fallen into the trap of narcotics. I can personally connect with this novel from a female perspective. I have felt the pressures of drug use in parties, and luckily in my teenage years I was responsible enough to decline. However, this book makes you truly think about the fact that addiction comes easily, and can happen to anyone. [SPOILER] I can also connect with this book because I had several friends during my teenage years who became pregnant. Although some of them did abort, a few chose to raise their baby. Finally, I can connect with this book, as well as most readers, because rape is much more common than you would think. Although I have never been in that awful situation, a close friend of mine was a victim. The aspects and plot of this book are real. Whether or not they may seem far -fetched, rape, drug use, and pregnancy occur even in the suburbs.

    To be honest, Crank would be difficult to integrate into a classroom curriculum due to the graphic nature of the book. However, this novel could be included in a “Book Pick”. Students would be provided with four or five books of the same social content, and be able to pick the book they want to read. All of the students would have the same assignments, and would work in groups according to the books they have chosen to read. Crank would need to be approved by the parents of the readers, however. This book, although written for adolescent readers, is graphic in both sexual and narcotic ways. Crank would be an excellent book to discuss during a unit about monsters. A teacher could teach Crank with other monster-related stories. For example, one could teach Frankenstein, Twilight, The Hunger Games, etc. Also, this novel could be used to introduce poetry to unwilling students. This form of poetry is much more accessible that what students are used to. Style, structure, form, and creative license would be excellent topics to discuss during this reading. This book, despite its dramatic downfalls, gives a plethora of opportunities to teach in the classroom.

    said on 

  • 4

    “ Come posso giustificare di aver messo piede di proposito su un sentiero così evidentemente insidioso? Che il divertimento stesse proprio nella caduta? ”

    Inizio con una piccola critica che mi ha infastidito non poco: questo libro è stato censurato in America per via dei suoi contenuti. Vorrei ridere, vorrei piangere e vorrei vomitare al tempo stesso. E' una cosa ridicola che nel mondo e in rete circolano cose assurde e che quando una persona che h ...continue

    Inizio con una piccola critica che mi ha infastidito non poco: questo libro è stato censurato in America per via dei suoi contenuti. Vorrei ridere, vorrei piangere e vorrei vomitare al tempo stesso. E' una cosa ridicola che nel mondo e in rete circolano cose assurde e che quando una persona che ha vissuto in quanto madre di una ragazza che ha toccato con mano “ il Mostro ”, la droga per farci capire, scrive un libro e riesce a pubblicarlo questo venga censurato. La storia in sé è di pura fantasia però questo è un libro che parla di droga, anche se non è un manuale che spiega a livello scientifico cosa accade al corpo di una persona che fa uso di queste sostanze ma è il diario, chiamiamolo così, di una ragazza che conosce il Mostro e da quel momento non riesce più a troncare il rapporto che ha con esso.

    Io già leggendo la trama mi ero aspettata una cosa leggermente diversa ma gente, è un po' difficile dire “ Questo libro ha deluso le mie aspettative. ”

    Una particolarità del libro è la scrittura sottoforma di poesia: versi liberi che spesso nella pagina assumono forme particolare ( cuori, croci... ) che ci fanno conoscere Kristina Snow e Bree. Sono la stessa persona solo che Bree non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, fa quello che vuole e per lei le regole non esistono. In parole povere è la Kristina libera, selvaggia, quella che ama il rischio e che tra le due prende spesso il controllo. Kristina invece è la ragazza perfetta, con ottimi voti, con amici con la testa sulle spalle come lei. Una ragazza normale, insomma.

    Ha i genitori divorziati fin da piccola ed è solita passare un po' di tempo con il padre durante l'estate, ad Albuquerque.
    Kristina ha sempre messo sul piedistallo il padre, facendolo apparire un bel Principe residente in un bel castello fiabesco. La delusione è grande e palese quando si ritrova davanti un uomo di mezz'età dipendente dalla droga che vive in una topaia insieme ad alcuni scarafaggi giganti.
    Ma qui incontra Adam, lascia che Bree prenda il sopravvento e comincia una vita dissoluta, dove è il Crank, il Mostro a farla da padrone. E imperversa in tutta tranquillità anche quando ritorna a casa perché anziché smettere ne diventa ancora più dipendente, attraversando tutti i passaggi:
    - Sniffare;
    - Fumare;
    - Iniettare.

    Sono sola
    e tutto cambia.
    C’è chi la definirebbe realtà distorta,
    ma è proprio quello il mio posto:
    senza mamma,
    Marie, sempre più distante
    in una tardiva ricerca di celebrità
    senza patrigno
    Scott, arcigno e di mano pesante,
    con aspettative irrealizzabili
    senza sorella maggiore,
    Leigh, intrappolata in una bufera
    di sessualità incerta
    senza fratello minore,
    Jake, bambino viziato, invasore
    svergognato della mia nicchia.
    Sola,
    ed esiste dolo la persona che ho dentro.
    E ha iniziato a piacermi sempre più
    di questo mio guscio preuntuoso. Certo,
    non è proprio silenziosa,
    sbraita oscenità solo perchè
    le scivolano bene sulla lingua
    non è proprio una secchiona,
    ma ha un-mu-cchio di altre
    doti invidiabili
    non è proprio pulita,
    scoreggia di gusto, si scaccola
    e sputa come un maschio
    non è proprio sana di mente
    certe volte, a dire il vero,
    lascia perplessa persino me.
    Sola,
    e non esiste la figlia perfetta,
    niente studentessa modello,
    niente Kristina Georgia Snow.
    C’è soltanto Bree.

    Ovviamente mente a tutto e tutti, incolpando Bree la sua parte meno avvezza alle regole e con cui deve convivere durante la storia.
    La fine del libro lascia un po' insoddisfatti ma ho scoperto per caso che questo è il primo libro di una saga che spero vivamente di trovare anche qui perché è un libro che merita di essere letto, dagli adolescenti come me e anche dai grandi. E' pur sempre esperienza anche per voi. M'immagino già i vostri sbuffi e i vostri pensieri/commenti su quanto sia inutile leggere un libro come questo ma posso assicurare che non è la solita rottura scritta da qualcuno che probabilmente sa di droga perché ne ha studiato gli effetti e simili. Questa è una storia di vita anche se inventata di sana pianta da una persona. Non è vendita promozionale, è un invito a leggere e capire senza prendere libri che usano paroloni sconosciuti ed incomprensibili. Pensateci mentre mi mandate a quel paese d'accordo?

    Io nel frattempo vi lascio con qualche assaggio:

    Come posso spiegarvi la pura scarica raggelante
    dell’attesa di fare qualcosa di radicalmente sbagliato?
    Nessuna paura. Nessuna colpa.
    Come posso giustificare di aver messo piede di proposito su un
    sentiero così evidentemente insidioso? Che il divertimento
    stesse proprio nella caduta?

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Ellen Hopkins reinventa il modo di scrivere dando vita a un romanzo il cui stile, elettrizzante e insofferente agli schemi, accompagna il lettore in una storia che racconta di una caduta nel precipizio – spesso senza fine – della tossicodipendenza.

    Libro davvero particolare. Insolito, questo sicuramente. Seguo con interesse le uscite della collana Lain della Fazi editore, romanzi spesso Young Adult dal taglio Urban Fantasy, come ultimamente va molto di moda. Crank, in questo senso, si discosta notevolmente. E’ sicuramente un romanzo car ...continue

    Libro davvero particolare. Insolito, questo sicuramente. Seguo con interesse le uscite della collana Lain della Fazi editore, romanzi spesso Young Adult dal taglio Urban Fantasy, come ultimamente va molto di moda. Crank, in questo senso, si discosta notevolmente. E’ sicuramente un romanzo caratterizzato da personaggi in piena adolescenza, questo sì. Ma invece di concentrarsi su demoni leggendari, licantropi e vampiri, le pagine del romanzo di Ellen Hopkins propongono al lettore un altro tipo di mostro. Un mostro vero, spesso in mezzo a noi: la tossicodipendenza.
    Crank si propone infatti come “cronaca di una dipendenza”. Al centro della vicenda troviamo Kristina, adolescente ormai a pochi passi dall’età adulta. Una brava ragazza, con ottimi voti a scuola e due genitori divorziati. E’ durante una delle vacanze passate con il padre che Kristina avverte per la prima volta la presenza di Bree.
    Ma chi è Bree? Bree è l’altra faccia di quella Kristina che non osa, che si attiene alle regole. Bree è quella parte di lei a lungo sopita, bramosa di prendere possesso sulle sue azioni, sui suoi pensieri, sui suoi desideri. Bree non conosce timidezza o pudore. O più semplicemente, Bree non conosce limiti.
    Complice il soggiorno a casa di un padre che fa uso di droghe e l’incontro con un giovane e attraente ragazzo di nome Adam, anch’esso incline allo stesso “vizio”, Kristina finisce per farsi da parte mentre Bree prende il sopravvento. Qualche tempo dopo la ragazza torna a casa e quello che poteva sembrare un isolato “periodo da sballo” risulta invece solo l’inizio di un lento, inarrestabile degrado, verso una schiavitù che sembra non avere via d’uscita.
    A colpirmi di questo romanzo non è stato solo il contenuto, ma anche il modo in cui è scritto. Dalla scelta delle parole all’impostazione delle singole pagine. Sarò sincera, quando ho sfogliato distrattamente il libro e ho visto che era in realtà una raccolta di pagine dall’aria a sé stante, ognuna impaginata più o meno come una poesia, sono rimasta piuttosto perplessa. Titubante, direi. Con le aspettative pronte ad essere seppellite sotto pesanti strati di noia.
    E invece, già dopo poche pagine, ogni dubbio si è dissolto e non ho potuto fare a meno di ammirare l’ingegno di questa autrice, capace di procedere spedita in un racconto utilizzando forme e strutture assolutamente nuove e originali. Ogni pagina è legata alla successiva e impone quasi un ritmo calzante alla narrazione stessa. L’impaginazione del testo cambia di continuo, sfrutta gli spazi, li lascia scoperti, gioca con la geometria delle parole, con il perimetro delle frasi e l’area di piccoli, mirati paragrafi. Spesso il testo è disposto in modo tale da dare molteplici possibilità di lettura: non è raro che singole parole vengano evidenziate su un lato della pagina, e alla classica lettura orizzontale si può contrapporre anche un veloce sguardo verticale che si focalizza sui termini cruciali del racconto.
    Non ci sono giri di parole, la Hopkins lascia il lettore a bocca a parte con singoli vocaboli, che da soli hanno il potere di lasciare dietro di sé una precisa emozione, dalla sorpresa allo sconcerto più totale. Come dicevo, l’impaginazione cambia di continuo e sembra in qualche modo seguire l’evolversi della trama. Il mondo di Crank è un mondo stravolto, contro le regole, contro ogni logica. E allo stesso modo, il testo si rifiuta di essere ingabbiato nelle classiche righe, disposte ordinatamente e controllate da margini precisi. Il nero su bianco si impreziosisce di nuove strutture, esce dagli schemi a volte in modo quasi delirante. Così come la sua protagonista.
    Oltre all’insolita impaginazione vi è poi uno stile di tutto rispetto. Accattivante e diretto, fa breccia tra i pensieri del lettore suscitando emozioni forti, coinvolgenti. La Hopkins abbandona le solite costruzioni e propende per frasi in cui mescola gli aggettivi più disparati, gioca su metafore e similitudini che invece di suonare bizzarre rendono chiaro - e indelebile – anche il più piccolo e all’apparenza insignificante passaggio. Davvero, se dovessi citare questo libro avrei solo l’imbarazzo della scelta. Le pagine traboccano di costruzioni singolari e affascinanti, che possono prendere vita solo da una penna veramente capace.
    Il tema trattato, inutile ripetersi, è indiscutibilmente serio. Alla tossicodipendenza si affiancano poi tutta una serie di questioni non meno importanti. Non sto qui ad elencarle, vi svelerei buona parte del libro, che invece deve essere per ogni lettore un percorso verso l’ignoto, per essere compreso appieno. Vi dico solo che ci sono passaggi crudi, dalle tinte sicuramente forti. Temi che possono urtare la sensibilità dei lettori più impressionabili, soprattutto perché Ellen Hopkins non tende a indorare la pillola, ma al contrario descrive lo sfacelo in cui precipita la vita di Kristina nel modo più duro e graffiante possibile. Non cerca di parafrasare situazioni degradanti o indelicate, non vi è l’ombra di alcun volo pindarico volto ad accennare fatti che poi vengono lasciati all’immaginazione del lettore. L’autrice dice tutto quello che c’è da dire, senza peli sulla lingua. Usa le parole come dardi per inchiodare gli occhi del lettore sulla pagina, trascinandolo in un vortice che si placherà solo al termine della lettura. Una lettura molto veloce, mi viene da aggiungere, poiché spesso l’inchiostro versato su una singola pagina è praticamente ridotto ai minimi termini, e ci si ritrova così a sfogliare il libro a una velocità superiore rispetto a una qualsiasi altra lettura. Le quattrocento e passa pagine si dissolvo quindi nell’arco di due o tre ore, volendo.
    Ho trovato questo libro splendido forse anche perché molto sentito. Non nascondo di aver letto la nota dell’autrice prima di inoltrarmi nella lettura del romanzo, ma credo – se anche non l’avessi fatto – avrei comunque avvertito del vero in quelle parole. E’ un coinvolgimento sentito, palesemente voluto. Ellen Hopkins è allo stesso tempo autrice del libro e madre di Kristina/Bree (anche se suppongo che, nella realtà, la figlia abbia un altro nome). Non è una storia di pura invenzione, bensì il mosaico di una vicenda reale che l’ha toccata molto da vicino. E che evidentemente ha lasciato un segno, un segno profondo. Perché non credo che altrimenti sarebbe stata capace di dare vita a un racconto tanto sentito, che trasuda dolore, incoscienza, disillusione e verità.
    In conclusione, quattro stelline pienamente meritate per quest’autrice che ha saputo – tanto di cappello – proporre qualcosa di assolutamente nuovo. Un libro che “spezza” la lunga serie delle solite letture. Quel libro che ci vuole, una volta ogni tanto, ma non sempre perché finirebbe per annoiare o risultare banale. Crank è seguito a ruota da “Glass” e “Fallout”, titoli che spero verranno pubblicati in Italia prossimamente e che leggerò senz’altro con piacere.
    Ultimo consiglio, perché so che davanti a quanto detto sull’impaginazione molti faranno un passo indietro, probabilmente soggetti agli stessi dubbi che nutrivo io nella fase pre-lettura. Datemi retta, non fatelo. Non è una raccolta di poesie, è un racconto vero e proprio, semplicemente scritto in modo elettrizzante. Non ne resterete delusi!

    said on 

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