Crash

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Publisher: Faber & Faber

3.5
(1070)

Language: English | Number of Pages: 67 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Italian , French , German , Dutch , Finnish

Isbn-10: 0571191274 | Isbn-13: 9780571191277 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , eBook , Audio CD , Others

Category: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Set in a bleak, passionless world of multi-lane freeways, Crash presents the story of James Ballard and his wife Catherine, whose search for authentic experience leads them into the sump oil-soaked world of Vaughan, a renegade scientist who seeks sexual release by crashing into cars on the freeway, hoping in this way to achieve a new relationship between flesh and metal, man and machine.
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    Le strane nozze postmoderne di Eros e Psiche

    Chi l'avrebbe detto che le nozze tra Amore e Psiche si sarebbero celebrate e consumate sul sedile posteriore di una Lincoln Continental, lanciata a tutta velocità contro un guard-rail da Thanatos, gr ...continue

    Chi l'avrebbe detto che le nozze tra Amore e Psiche si sarebbero celebrate e consumate sul sedile posteriore di una Lincoln Continental, lanciata a tutta velocità contro un guard-rail da Thanatos, gran cerimoniere e testimone di nozze.
    La sessualità descritta da Ballard inizia dove si ferma quella di Freud e Jung, ingloba e rende protagonista uno degli emblemi della civiltà moderna: l'automobile. Ballard non fa altro che notificare, tramite l'interazione folle e morbosa dei corpi con le parti dell'auto, volanti, cruscotti e tachimetri, paraurti cromati e sedili in vinile o pelle, leve e pedali, che l'auto è diventata una nostra estensione fisica e psicologica, soprattutto sessuale, dotata di infinite possibilità che si possono esplorare su cavalcavia e svincoli aeroportuali, su banchine stradali, in parcheggi abbandonati e rarefatti paesaggi notturni di desolazione urbana. Non c'è nel libro l'ingenuità e la purezza delle avanguardie artistiche del 900 che hanno colto e sottolineato solo l'aspetto positivo di modernità e velocità dell'auto, c'è invece la consapevolezza del suo potenziale distruttivo che viene veicolato, in una trasformazione feticista, malata e ritualizzata dell'incidente automobilistico, in atto sessuale in cui si mischiano umori e sangue, ferite e parti meccaniche.

    Chi l'avrebbe detto che questo libro, non l'avrebbe scritto un americano, nativo della civiltà dell'auto, quella dei drive in e drive through, delle autostrade a sei corsie, dei centri urbani smaterializzati e in qualche modo disumanizzati dalle distanze, percorribili sono in auto, ma da un inglese, da uno scrittore di fantascienza che abbandona l'abituale surrealismo per quella che ritengo tuttora la critica più feroce, spietata e visionaria della società postmoderna.

    Non per stomaci deboli

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    Eccitamenti artificiali

    I concetti chiave del libro, sesso, velocità, meccanica, si inseguono in maniera ossessiva nelle descrizioni dettagliatissime di prestazioni sessuali combinate con uno strano erotismo nei confronti de ...continue

    I concetti chiave del libro, sesso, velocità, meccanica, si inseguono in maniera ossessiva nelle descrizioni dettagliatissime di prestazioni sessuali combinate con uno strano erotismo nei confronti delle auto, del rischio e della morte per incidente stradale. Per questa motivazione in particolare mi ha ricordato Le città della morte rossa di William Burroughs, per il continuo riferimento al sesso e per il forte legame con il dolore e con la morte. Per il resto, tutti i personaggi (pochi e poco interessanti) riescono a combinarsi tra loro in accoppiamenti sessuali e giri in macchina sempre al limite della collisione. Buona l'idea di base, ma a mio parere sfruttata male. Buona anche l'idea di Vaughan come guru di una nuova forma di erotismo meccanico che però non convince mai il lettore, ma solo il protagonista e sua moglie, due che non avevano bisogno di essere invitati a fare giochi perversi, dal momento che sembrano già essere la loro principale occupazione fin da prima di conoscere Vaughan. Ottima la scrittura, i dettagli emergono in tre dimensioni dal libro, ma sprecata per un progetto che alla fine non ha niente da dire, ma rimane un grande viaggio solo nel potenziale.

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  • 2

    Il problema dei romanzi troppo "intellettuali" è che, se partono da un concetto filosofico superato, risultano essi stessi datati.
    La teoria cyborg, il sexappeal dell'inorganico, gli innesti corpo uma ...continue

    Il problema dei romanzi troppo "intellettuali" è che, se partono da un concetto filosofico superato, risultano essi stessi datati.
    La teoria cyborg, il sexappeal dell'inorganico, gli innesti corpo umano-macchina, il post moderno, tutto ciò ha un sapore oramai antico. Poi ci sono atmosfere intense e cupe, interminabili descrizioni poetiche di auto che sembrano corpi e corpi che sembrano macchine, ma non sono convinta fino in fondo.

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    Letto fino a metà, poi ho deciso che non valeva la pena sprecare il mio tempo, dato il contenuto del libro, e son passato a qualcosa di meglio. Strano però, J. G. Ballard era un autore che nella fanta ...continue

    Letto fino a metà, poi ho deciso che non valeva la pena sprecare il mio tempo, dato il contenuto del libro, e son passato a qualcosa di meglio. Strano però, J. G. Ballard era un autore che nella fantascienza non mi aveva mai deluso.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

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    consiglio di leggere al max 20 pag (anche in ordine sparso) di Crash e di andare direttamente alla postfazione che sembra un excusatio non petita per ammettere di aver scritto un brutto romanzo di fan ...continue

    consiglio di leggere al max 20 pag (anche in ordine sparso) di Crash e di andare direttamente alla postfazione che sembra un excusatio non petita per ammettere di aver scritto un brutto romanzo di fantascienza

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  • 2

    Ad accomunare le vite del narratore, James Ballard, e dello scienziato televisivo e psicopatico Robert Vaughan è la passione morbosa per gli incidenti stradali con il loro strascico di morte, deformaz ...continue

    Ad accomunare le vite del narratore, James Ballard, e dello scienziato televisivo e psicopatico Robert Vaughan è la passione morbosa per gli incidenti stradali con il loro strascico di morte, deformazione e mutilazione dei corpi, commistione di tecnologia e carne, lamiere e sesso. Entrambi sono reduci da scontri che hanno modificato la loro percezione di cose e persone. Attorno a loro si muovono le figure di Catherine, la moglie di James, con la sua attrazione omoerotica per Karen, la dottoressa Helen Remington, il cui marito è morto nello schianto con l'automobile di James, e altri individui a loro volta presi nelle spire del fascino perverso della tecnologia e del suo impatto sulla vita umana. Il tutto descritto con algido, clinico distacco che allontana dalla storia e la fà sembrare impossibile anche se con un fondo di verità come altri libri "futuristi" tipo questo. Altri libri futuristi x eccellenza sono 1984, Fahrenheit 451, il signore delle mosche, ecc, anche essi impossibili ma con un fondo di verità, solo che molto più coinvolgenti, sarà forse x tutto quest'acciaio così freddo nell'autore e nel libro ma non riesco a dargli più di 2 stelle.

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    Il romanzo è ripetitivo, a tratti noioso, forzato nella dimostrazione della tesi che lo ispira: l’investimento erotico sull’automobile come estensione più o meno metaforica del corpo (insieme di parti ...continue

    Il romanzo è ripetitivo, a tratti noioso, forzato nella dimostrazione della tesi che lo ispira: l’investimento erotico sull’automobile come estensione più o meno metaforica del corpo (insieme di particolari anatomici), e come teatro elettivo dell’atto sessuale. Sarebbe stato più opportuno – credo – farci un saggio, anche per analizzare con modalità più oneste la disumanizzazione tecno-pornografica, la deriva gelida di un’idea fissa che, girando e avvitandosi su se stessa, dimentica l’Altro, collassa in una lugubre solitudine di progetti meccanici (incentrati, di fatto, sulla morte).
    Nella postfazione, la parte più interessante del libro, Ballard svela tutta la serietà dei suoi intenti – ma questo non basta a salvare l’opera, che vive di picchi isolati, perlopiù clinici, con relativi geyser di sangue, vomito, sperma e liquidi di raffreddamento. La psicopatologia, è vero, amplia il panorama umano e culturale, purché non ci si limiti a descrivere una mera casistica con episodi ossessivi, un po’ inerti, e si affronti l’intera dinamica eziologica restando comunque dentro codici umani. Solo così, da lettori, possiamo risalire alle cause, ai patimenti “scatenanti”.
    Il Romanzo è una forma di umanismo, anche se i mezzi per esprimerlo cambiano. Ma i personaggi di Crash somigliano a robot, o terminali erotici, e nessuno, nemmeno chi abbia questo tipo di sessualità, può davvero comprenderli.

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    Non l'ho ancora finito, ma ho già voglia di recensirlo.
    Una noiosa, interminabile serie di allusioni che cercano un nesso metaforico fra erotismo e incidenti stradali, fra sesso e ferite e metallo e c ...continue

    Non l'ho ancora finito, ma ho già voglia di recensirlo.
    Una noiosa, interminabile serie di allusioni che cercano un nesso metaforico fra erotismo e incidenti stradali, fra sesso e ferite e metallo e cicatrici. Mi chiedo se sono sono l'unico a non vedere, in questo sproloquio di similitudini, altro che un tentativo di provocazione, senza il minimo realismo.
    Stephen King dice che "la metafora inizia nella mente dello scrittore e deve finire in quella del lettore". Ballard non ci riesce minimamente.
    Adesso che l'ho finito, non posso che confermare che si tratta di un libro di una noia mortale. Completamente senza senso. Nessuna trama interessante. Nessun dialogo brillante. Nessun personaggio affascinante.
    Probabilmente il piú brutto libro letto in vita mia.

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