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Crash

By

Publisher: Faber & Faber

3.6
(1011)

Language:English | Number of Pages: 67 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Italian , French , German , Dutch , Finnish

Isbn-10: 0571191274 | Isbn-13: 9780571191277 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , eBook , Audio CD , Others

Category: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Set in a bleak, passionless world of multi-lane freeways, Crash presents the story of James Ballard and his wife Catherine, whose search for authentic experience leads them into the sump oil-soaked world of Vaughan, a renegade scientist who seeks sexual release by crashing into cars on the freeway, hoping in this way to achieve a new relationship between flesh and metal, man and machine.
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  • 4

    Non posso farci nulla, Crash mi ha disgustato.
    Ho vagato per pagine e pagine combattendo contro la noia e il fastidio, contro un linguaggio alto e termini tecnici che non riuscivo a triangolare.
    La po ...continue

    Non posso farci nulla, Crash mi ha disgustato.
    Ho vagato per pagine e pagine combattendo contro la noia e il fastidio, contro un linguaggio alto e termini tecnici che non riuscivo a triangolare.
    La postfazione ha dato senso a tutto quello che avevo letto e la cosa che mi ha più sorpreso è stata che non avevo la minima idea fosse un romanzo fantascientifico. Paradossalmente faceva tutto talmente senso ed era tutto così fastidioso e pungente che non mi aveva proprio sfiorato potesse trattarsi di una visione non troppo ottimistica dell'esistenza così come potrebbe essere.
    Mi sembrava "normale", certo, non proprio alla portata di tutti i cervelli fortunatamente, ma quantomeno verosimile.
    Gli ho creduto ed è per questo che ringrazio Ballard di avermi mostrato come io stessa veda il mondo.
    Io, che credevo di vedere tutto rose e fiori.

    said on 

  • 1

    Tutti stranieri, anche gli italiani - 08 feb 15

    Nonostante il piacevole salto che mi ha consentito la lettura di questo libro, e su cui si ritornerà, devo dire che sono rimasto alquanto deluso. Dalla scrittura, dalla storia, dal modo anche che se n ...continue

    Nonostante il piacevole salto che mi ha consentito la lettura di questo libro, e su cui si ritornerà, devo dire che sono rimasto alquanto deluso. Dalla scrittura, dalla storia, dal modo anche che se ne parla in giro (in rete e sui libri). Il salto è stato il ritorno, almeno nella memoria, al tempo in cui le mie uniche letture erano dedicate alla “fantascienza” (uso le virgolette che il termine mi è rimasto sempre antipatico, essendo un tipo di scrittura variegato, e spesso per nulla fantastico: ucronie, sociologie possibili, certo i robot di Asimov, ma anche Bradbury, Farmer, la Le Guin e tanti altri, dove la scienza non sempre era il fulcro della storia). Nella mia libreria “juvenilia” sono rimasti ancora qualche migliaio di libri di genere, e Ballard aveva senz’altro un posto in questo mondo, con la sua scrittura che ha aperto (proprio nei tempi a cavallo degli anni ’70) la strada per un modo nuovo, anglosassone ma non solo, di scrivere (che da lì si diparte la vena umoristica alla Douglas Adams ed il cyber-punk alla Gibson). Fatto questo revival, mi sono messo in lettura, pensando di ritrovare queste atmosfere, anche perché il libro viene etichettato come fantascienza tecnologica di pochi anni avanti. Ed anche, perché spesso Ballard è un gran provocatore, di pornografia tecnologica (fanta-pornografia mi sembrerebbe un termine un po’ troppo forte). Ma letto ora, a quarant’anni dalla scrittura, non ha nulla di anticipatorio, è solo un romanzo che sfrutta dei meccanismi tecnologici (in questo caso le automobili) per portare avanti un suo discorso sulla difficoltà dei rapporti umani, e sulle alienazioni che l’innamoramento verso la tecnologia può portare. La storia, molto cruda in sé, gira intorno al protagonista soggettivo, che scopriamo ben presto avere dei seri problemi di rapporto con la moglie Catherine. Non riescono a fare l’amore se non tradendosi continuamente a vicenda, e raccontandosi i loro tradimenti. La svolta avviene quando il protagonista ha un grande incidente automobilistico, dove uccide una persona che viene in senso opposto, ferendo gravemente la di lui moglie al volante, nonché rimanendo lui stesso gravemente ferito. Questo shock, dopo vari capitoli un po’ inutili, lo porta a contatto con un certo Vaughan, adoratore di incidenti, e fotografo degli stessi. Lui stesso, pluri-incidentato con cicatrici ovunque. Vaughan si aggira cercando incidenti, fotografandoli, e tenendo dietro di sé una specie di scuderia fatta da uno stuntman strafatto di coca, la di lui moglie cicatrizzata, un regista fallito e la moglie di questi, in giro con stampelle sempre per incidenti vari. Una corte dei miracoli, che il nostro però scopre terribilmente eccitata dal pericolo e dalle sue conseguenze. Il nostro, tra l’altro, continua a scopare in macchina ripensando all’incidente, e, tra un coito e l’altro, riesce anche a rimorchiare sia la moglie del morto sia la stampellata. Ma quando comincia a frequentare da vicino Vaughan, oltre ad avere un soprassalto di eccitazione tecnologica, ha anche un soprassalto di passione omosessuale verso di lui. Vaughan continua a studiare morti possibili, e Ballard ci maciulla un po’ i “cabasisi” con queste storie di accartocciamenti di cruscotti ed altre menate. Si vede che i due sono attratti e respinti da questa ordalia di sangue e sesso. Niente di più facile quindi immaginarne la fine annunciata: strafatti di LSD il protagonista e Vaughan fanno l’amore. E poi Vaughan si getta da un cavalcavia (ovviamente con l'auto) e muore. Una fine ovviamente annunciata, e scoperta, come se non resistesse più alla “vergogna” dell’atto consumato. Ma tutto ciò si protrae per duecento inutili pagine. Continuiamo a vedere sesso e crude descrizioni dello stesso, continuiamo ad avere descrizioni di incidenti. Tutto senza un vero perché. Senza un briciolo di “anticipazione”, se non nel fatto dell’uso della tecnologia. Ed alla fine, non ritengo sia un romanzo ascrivibile al genere. Anche se bisogna riconoscere che Ballard si è sempre rifiutato di considerarsi un fantascrittore, piuttosto pensava di sé essere un investigatore dello spazio interiore. Tuttavia, quello che volevo sottolineare è il fatto che non è un romanzo che mantiene il passo con i tempi: è datato, e leggibile solo in una prospettiva storica. Per me, al contrario, un qualsiasi romanzo, di qualsiasi natura, ha senso se riesce a mantenersi godibile (anche se può non piacere, intento godibile nel senso intellettuale) con il passare degli anni. Questo, ora, è solo un romanzo di pornografia pudica, come vedere le fotografie delle donnine discinte che si facevano nell’Ottocento. Divertente vederne una, palloso leggere tutto un romanzo.

    said on 

  • 1

    Ossessione erotica da incidente stradale descritta fino al disgusto, e resa come somma di piccolissimi dettagli disgustosi minuziosamente elencati.
    Un ritratto fiammingo della perversione.
    Grandemente ...continue

    Ossessione erotica da incidente stradale descritta fino al disgusto, e resa come somma di piccolissimi dettagli disgustosi minuziosamente elencati.
    Un ritratto fiammingo della perversione.
    Grandemente sopravvalutato.

    said on 

  • 3

    Sesso e scontro, grazie

    Lettura che ho trovato molto difficoltosa nelle sue 150 pagine, che sembrano 1500.
    Non esiste una storia vera e propria dietro al romanzo che ha ispirato anche il film di Cronemberg. Esiste piuttosto ...continue

    Lettura che ho trovato molto difficoltosa nelle sue 150 pagine, che sembrano 1500.
    Non esiste una storia vera e propria dietro al romanzo che ha ispirato anche il film di Cronemberg. Esiste piuttosto una serie di eventi con due protagonisti che si rincorrono a suon di sesso estremo, scontri automobilistici e droga. Il risultato sarà annichilente.
    Una ricerca spasmodica ma subconscia della comunicazione che manca totalmente e si trasfigura in oggetti materiali (le auto).
    Oggi lo stesso romanzo potrebbe essere riportato con Internet al posto delle auto e il risultato non cambierebbe.
    Quello che mi ha sorpreso è come Ballard riesce a dare un senso alla mancanza di dialogo rendendola tangibile e materializzandola. In questo modo al centro di tutto rimangono i personaggi e non le loro trasgressioni.
    Grosso difetto, a mio parere, le parentesi che si aprono ogni dove, rendendo la lettura lenta e scervellotica.

    said on 

  • 2

    Ho amato "La mostra delle atrocità", per questo motivo mi aspettavo tanto da quest'altro romanzo che, purtroppo, mi ha deluso.
    La grande tematica di questo libro, la connessione sesso/incidente automo ...continue

    Ho amato "La mostra delle atrocità", per questo motivo mi aspettavo tanto da quest'altro romanzo che, purtroppo, mi ha deluso.
    La grande tematica di questo libro, la connessione sesso/incidente automobilistico, all'inizio può essere interessante, ma dalla seconda metà inizia ad essere monotona e ad annoiare.
    Non riesco a capire come faccia ad essere considerato uno dei migliori di Ballard.

    said on 

  • 4

    Link recensione blog

    Ballard è reduce da un incidente automobilistico con una coppia sposata, nel quale perde la vita l'uomo. L'evento modifica la sua percezione circa le possibilità dell'esistenza: tutto ciò che offre il ...continue

    Ballard è reduce da un incidente automobilistico con una coppia sposata, nel quale perde la vita l'uomo. L'evento modifica la sua percezione circa le possibilità dell'esistenza: tutto ciò che offre il mondo è sezionato nel dettaglio, in chiave volutamente pornografica, fino a spingersi nel far diventare reale le più torbide fantasie. Inizia una relazione sessuale con la vedova, fatta di incontri in auto, lo stesso modello di auto del protagonista, riacquistato dopo lo scontro.

    [http://francescast84.blogspot.it/2014/03/crash-di-jg-ballard-recensione.html]

    Veronica

    said on 

  • 2

    Carne e ferro

    Un cuore di tenebra metropolitano, con un Kurtz-Vaughan parimenti oscuro e misterioso, "angelo ossessivo delle superstrade" coperto di cicatrici.
    Un accartocciamento di sesso e paraurti, deformazioni ...continue

    Un cuore di tenebra metropolitano, con un Kurtz-Vaughan parimenti oscuro e misterioso, "angelo ossessivo delle superstrade" coperto di cicatrici.
    Un accartocciamento di sesso e paraurti, deformazioni di corpi e cofani che avrebbe lasciato secco Freud; i sedili in vinile, le vetrate dei palazzi, "il ferro fatto vulnerabile, come la carne" (Hiroshima mon amour, Alain Resnais). Tutta questa ossessione morbosa per gli incidenti, non so, mi è sembrata più una masturbazione cerebrale, un orpello voyeuristico talmente estremo da risultare falso. Ballard ha scritto di meglio.
    Ma forse sono io a essere un tradizionalista dell'illesionismo, e mi ostino a preferire una birra con gli amici alla corsia di Traumatologia.

    said on 

  • 3

    Poteva essere un libro straordinario, ma...

    ... Ma è talmente estremo da rendere difficile ed estenuante la lettura. Le descrizioni degli incidenti sono l'espressione della competenza stilistica di Ballard nel modo più alto e "sporco", degradan ...continue

    ... Ma è talmente estremo da rendere difficile ed estenuante la lettura. Le descrizioni degli incidenti sono l'espressione della competenza stilistica di Ballard nel modo più alto e "sporco", degradante ed aulico, di cui è in grado di mostrare. Dopo un po', però, questa continua aggettivazione di metallo grondanti di sangue e sperma va a stancare. Un libro da leggere con grande dedizione e ingerito velocemente per non farselo stancare.

    said on 

  • 3

    Eros, Thanatos e Techne

    Ballard ci porta dentro un altro delirio postmoderno: la Unione fisica e carnale di uomo e macchina, anzi di automobile. Un tema non nuovo per gli anni 70, affrontato anche da Dick e Pynchon su fronti ...continue

    Ballard ci porta dentro un altro delirio postmoderno: la Unione fisica e carnale di uomo e macchina, anzi di automobile. Un tema non nuovo per gli anni 70, affrontato anche da Dick e Pynchon su fronti diversi. La ripetizione ossessiva di elementi narrativi ( gli onnipresenti pullman delle linee aeree, aerei che rombano ad ogni ora, ingorghi soffocanti) creano una atmosfera inquietante e quasi surrealista: la parte migliore è infatti il trip allucinogeno da LSD. Quindi il libro rimane una viva narrazione di una ossessione psicotica e non una fredda dimostrazione di una teoria antropologica. Dall'altro lato i toni da predica messianica sul futuro apocalittico e le fissazioni maniacali sul sesso indeboliscono il libro banalizzandone il tema. Mi resta il dubbio: benissimo, è un incubo riuscito. Ma dimmi, sogni spesso le cose che racconti o le hai inventate solo per scandalizzarmi ? … ho anche provato a guardare il mio cassonetto con le ruote con occhi diversi… niente, non mi attizza per nulla, neanche il cruscotto tondeggiante mi stimola pensieri lubrichi...

    said on 

  • 3

    fosse stato questo il primo Ballard che mi fossi trovato a leggere, probabilmente non sarebbe diventato uno dei miei scrittori preferiti. ma conoscendo gli altri libri, comprendo l'estremizzare certi ...continue

    fosse stato questo il primo Ballard che mi fossi trovato a leggere, probabilmente non sarebbe diventato uno dei miei scrittori preferiti. ma conoscendo gli altri libri, comprendo l'estremizzare certi vizi o perversioni umane. che qui raggiungono l'apice. avevo anche visto il film tratto dal libro diversi anni fa. anche quello risultò parecchio difficile da digerire e quel senso di disagio che allora mi lasciò la pellicola è rimasto anche con la lettura.

    said on