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Crash

Di

Editore: Bompiani

3.6
(998)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Olandese , Finlandese

Isbn-10: 8845227375 | Isbn-13: 9788845227370 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gianni Pilone Colombo

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Crash, pubblicato nel 1973, raccoglieva i timori e le ipotesi sociologiche di allora sul rapporto uomo/macchina. L'automobile veniva vista come passaggio da un'epoca di unicità del corpo umano a un'altra in cui non sarebbe mai più stato senza protesi. Ballard non ha fatto altro che rendere concreta questa ipotesi, trasformandola nella perversione di Vaughan. L'auto per Vaughan è il mezzo che gli permette di sviluppare le sue psicopatologie più invisibili. E' un sogno fatto di sesso, carne e metallo. Gli attributi dell'auto sono l'estrinsecazione di pulsioni che non avevano ancora un linguaggio per essere descritte. Il fine del protagonista, dopo aver percorso tappe di avvicinamento con la macchina, è avere uno scontro frontale con Elisabeth Taylor.
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  • 3

    Sesso e scontro, grazie

    Lettura che ho trovato molto difficoltosa nelle sue 150 pagine, che sembrano 1500.
    Non esiste una storia vera e propria dietro al romanzo che ha ispirato anche il film di Cronemberg. Esiste piuttosto una serie di eventi con due protagonisti che si rincorrono a suon di sesso estremo, scontri ...continua

    Lettura che ho trovato molto difficoltosa nelle sue 150 pagine, che sembrano 1500.
    Non esiste una storia vera e propria dietro al romanzo che ha ispirato anche il film di Cronemberg. Esiste piuttosto una serie di eventi con due protagonisti che si rincorrono a suon di sesso estremo, scontri automobilistici e droga. Il risultato sarà annichilente.
    Una ricerca spasmodica ma subconscia della comunicazione che manca totalmente e si trasfigura in oggetti materiali (le auto).
    Oggi lo stesso romanzo potrebbe essere riportato con Internet al posto delle auto e il risultato non cambierebbe.
    Quello che mi ha sorpreso è come Ballard riesce a dare un senso alla mancanza di dialogo rendendola tangibile e materializzandola. In questo modo al centro di tutto rimangono i personaggi e non le loro trasgressioni.
    Grosso difetto, a mio parere, le parentesi che si aprono ogni dove, rendendo la lettura lenta e scervellotica.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho amato "La mostra delle atrocità", per questo motivo mi aspettavo tanto da quest'altro romanzo che, purtroppo, mi ha deluso.
    La grande tematica di questo libro, la connessione sesso/incidente automobilistico, all'inizio può essere interessante, ma dalla seconda metà inizia ad essere monot ...continua

    Ho amato "La mostra delle atrocità", per questo motivo mi aspettavo tanto da quest'altro romanzo che, purtroppo, mi ha deluso.
    La grande tematica di questo libro, la connessione sesso/incidente automobilistico, all'inizio può essere interessante, ma dalla seconda metà inizia ad essere monotona e ad annoiare.
    Non riesco a capire come faccia ad essere considerato uno dei migliori di Ballard.

    ha scritto il 

  • 4

    Link recensione blog

    Ballard è reduce da un incidente automobilistico con una coppia sposata, nel quale perde la vita l'uomo. L'evento modifica la sua percezione circa le possibilità dell'esistenza: tutto ciò che offre il mondo è sezionato nel dettaglio, in chiave volutamente pornografica, fino a spingersi nel far di ...continua

    Ballard è reduce da un incidente automobilistico con una coppia sposata, nel quale perde la vita l'uomo. L'evento modifica la sua percezione circa le possibilità dell'esistenza: tutto ciò che offre il mondo è sezionato nel dettaglio, in chiave volutamente pornografica, fino a spingersi nel far diventare reale le più torbide fantasie. Inizia una relazione sessuale con la vedova, fatta di incontri in auto, lo stesso modello di auto del protagonista, riacquistato dopo lo scontro.

    [http://francescast84.blogspot.it/2014/03/crash-di-jg-ballard-recensione.html]

    Veronica

    ha scritto il 

  • 2

    Carne e ferro

    Un cuore di tenebra metropolitano, con un Kurtz-Vaughan parimenti oscuro e misterioso, "angelo ossessivo delle superstrade" coperto di cicatrici.
    Un accartocciamento di sesso e paraurti, deformazioni di corpi e cofani che avrebbe lasciato secco Freud; i sedili in vinile, le vetrate dei pala ...continua

    Un cuore di tenebra metropolitano, con un Kurtz-Vaughan parimenti oscuro e misterioso, "angelo ossessivo delle superstrade" coperto di cicatrici.
    Un accartocciamento di sesso e paraurti, deformazioni di corpi e cofani che avrebbe lasciato secco Freud; i sedili in vinile, le vetrate dei palazzi, "il ferro fatto vulnerabile, come la carne" (Hiroshima mon amour, Alain Resnais). Tutta questa ossessione morbosa per gli incidenti, non so, mi è sembrata più una masturbazione cerebrale, un orpello voyeuristico talmente estremo da risultare falso. Ballard ha scritto di meglio.
    Ma forse sono io a essere un tradizionalista dell'illesionismo, e mi ostino a preferire una birra con gli amici alla corsia di Traumatologia.

    ha scritto il 

  • 3

    Poteva essere un libro straordinario, ma...

    ... Ma è talmente estremo da rendere difficile ed estenuante la lettura. Le descrizioni degli incidenti sono l'espressione della competenza stilistica di Ballard nel modo più alto e "sporco", degradante ed aulico, di cui è in grado di mostrare. Dopo un po', però, questa continua aggettivazione di ...continua

    ... Ma è talmente estremo da rendere difficile ed estenuante la lettura. Le descrizioni degli incidenti sono l'espressione della competenza stilistica di Ballard nel modo più alto e "sporco", degradante ed aulico, di cui è in grado di mostrare. Dopo un po', però, questa continua aggettivazione di metallo grondanti di sangue e sperma va a stancare. Un libro da leggere con grande dedizione e ingerito velocemente per non farselo stancare.

    ha scritto il 

  • 3

    Eros, Thanatos e Techne

    Ballard ci porta dentro un altro delirio postmoderno: la Unione fisica e carnale di uomo e macchina, anzi di automobile. Un tema non nuovo per gli anni 70, affrontato anche da Dick e Pynchon su fronti diversi. La ripetizione ossessiva di elementi narrativi ( gli onnipresenti pullman delle linee a ...continua

    Ballard ci porta dentro un altro delirio postmoderno: la Unione fisica e carnale di uomo e macchina, anzi di automobile. Un tema non nuovo per gli anni 70, affrontato anche da Dick e Pynchon su fronti diversi. La ripetizione ossessiva di elementi narrativi ( gli onnipresenti pullman delle linee aeree, aerei che rombano ad ogni ora, ingorghi soffocanti) creano una atmosfera inquietante e quasi surrealista: la parte migliore è infatti il trip allucinogeno da LSD. Quindi il libro rimane una viva narrazione di una ossessione psicotica e non una fredda dimostrazione di una teoria antropologica. Dall'altro lato i toni da predica messianica sul futuro apocalittico e le fissazioni maniacali sul sesso indeboliscono il libro banalizzandone il tema. Mi resta il dubbio: benissimo, è un incubo riuscito. Ma dimmi, sogni spesso le cose che racconti o le hai inventate solo per scandalizzarmi ? … ho anche provato a guardare il mio cassonetto con le ruote con occhi diversi… niente, non mi attizza per nulla, neanche il cruscotto tondeggiante mi stimola pensieri lubrichi...

    ha scritto il 

  • 3

    fosse stato questo il primo Ballard che mi fossi trovato a leggere, probabilmente non sarebbe diventato uno dei miei scrittori preferiti. ma conoscendo gli altri libri, comprendo l'estremizzare certi vizi o perversioni umane. che qui raggiungono l'apice. avevo anche visto il film tratto dal libro ...continua

    fosse stato questo il primo Ballard che mi fossi trovato a leggere, probabilmente non sarebbe diventato uno dei miei scrittori preferiti. ma conoscendo gli altri libri, comprendo l'estremizzare certi vizi o perversioni umane. che qui raggiungono l'apice. avevo anche visto il film tratto dal libro diversi anni fa. anche quello risultò parecchio difficile da digerire e quel senso di disagio che allora mi lasciò la pellicola è rimasto anche con la lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire, Croenberg ne ha tratto un film. mi sembra abbastanza. scioccante, perverso, malato, umano, come sempre Ballard sviscera il cervello dell'uomo moderno e lo proietta su carta in un prisma di colori che vanno al di la del visibile. Una rivisitazione di alcuni dei temi di Ironman (non il fu ...continua

    Che dire, Croenberg ne ha tratto un film. mi sembra abbastanza. scioccante, perverso, malato, umano, come sempre Ballard sviscera il cervello dell'uomo moderno e lo proietta su carta in un prisma di colori che vanno al di la del visibile. Una rivisitazione di alcuni dei temi di Ironman (non il fumetto) in una chiave totalmente diversa, nuova e più reale. un libro che non lascia indifferenti...

    ha scritto il 

  • 3

    Crash es un libro distinto, atípico, con una gran carga sexual, pero que lejos de excitarnos, nos producirá cierta repulsa. Y es que esas escenas en las que los fluidos, genitales y elementos del coche se funden como parodias de accidentes de tráfico me han producido rechazo en toda la novela. ...continua

    Crash es un libro distinto, atípico, con una gran carga sexual, pero que lejos de excitarnos, nos producirá cierta repulsa. Y es que esas escenas en las que los fluidos, genitales y elementos del coche se funden como parodias de accidentes de tráfico me han producido rechazo en toda la novela.

    Por otro lado, tenemos la obsesión cada vez más manifiesta del protagonista por los accidentes y la figura de Vaughan. Dos cosas no necesariamente separadas y que le harán meterse más y más en el mundo retorcido del otro personaje.

    Una novela que sin duda no es recomendada para menores, que sabe lo que quiere y como contarlo, pero que desgraciadamente no me ha acabado de llegar (aunque como he dicho, sí que me ha hecho sentir algo, lo que ya es mucho).

    La recomiendo? Es difícil, muy difícil recomendar ésta novela (casi tanto como ponerle nota), así que de entrada os diré que no, que si os interesa busquéis un poco más de información sobre la misma, y que si aun así seguís queriendo leerla, no os cortéis.

    Una experiencia distinta, que no me ha gustado demasiado tener, pero que precisamente por lo distinta adquiere su valor. Lo que nadie podrá negar es que tiene personalidad propia.

    Reseña completa en: http://darlantan8.blogspot.com.es/2013/06/crash.html

    ha scritto il