Crash

Di

Editore: Bompiani

3.5
(1046)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Olandese , Finlandese

Isbn-10: 8845227375 | Isbn-13: 9788845227370 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gianni Pilone Colombo

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Crash?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Crash, pubblicato nel 1973, raccoglieva i timori e le ipotesi sociologiche di allora sul rapporto uomo/macchina. L'automobile veniva vista come passaggio da un'epoca di unicità del corpo umano a un'altra in cui non sarebbe mai più stato senza protesi. Ballard non ha fatto altro che rendere concreta questa ipotesi, trasformandola nella perversione di Vaughan. L'auto per Vaughan è il mezzo che gli permette di sviluppare le sue psicopatologie più invisibili. E' un sogno fatto di sesso, carne e metallo. Gli attributi dell'auto sono l'estrinsecazione di pulsioni che non avevano ancora un linguaggio per essere descritte. Il fine del protagonista, dopo aver percorso tappe di avvicinamento con la macchina, è avere uno scontro frontale con Elisabeth Taylor.
Ordina per
  • 0

    Letto fino a metà, poi ho deciso che non valeva la pena sprecare il mio tempo, dato il contenuto del libro, e son passato a qualcosa di meglio. Strano però, J. G. Ballard era un autore che nella fanta ...continua

    Letto fino a metà, poi ho deciso che non valeva la pena sprecare il mio tempo, dato il contenuto del libro, e son passato a qualcosa di meglio. Strano però, J. G. Ballard era un autore che nella fantascienza non mi aveva mai deluso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    consiglio di leggere al max 20 pag (anche in ordine sparso) di Crash e di andare direttamente alla postfazione che sembra un excusatio non petita per ammettere di aver scritto un brutto romanzo di fan ...continua

    consiglio di leggere al max 20 pag (anche in ordine sparso) di Crash e di andare direttamente alla postfazione che sembra un excusatio non petita per ammettere di aver scritto un brutto romanzo di fantascienza

    ha scritto il 

  • 2

    Ad accomunare le vite del narratore, James Ballard, e dello scienziato televisivo e psicopatico Robert Vaughan è la passione morbosa per gli incidenti stradali con il loro strascico di morte, deformaz ...continua

    Ad accomunare le vite del narratore, James Ballard, e dello scienziato televisivo e psicopatico Robert Vaughan è la passione morbosa per gli incidenti stradali con il loro strascico di morte, deformazione e mutilazione dei corpi, commistione di tecnologia e carne, lamiere e sesso. Entrambi sono reduci da scontri che hanno modificato la loro percezione di cose e persone. Attorno a loro si muovono le figure di Catherine, la moglie di James, con la sua attrazione omoerotica per Karen, la dottoressa Helen Remington, il cui marito è morto nello schianto con l'automobile di James, e altri individui a loro volta presi nelle spire del fascino perverso della tecnologia e del suo impatto sulla vita umana. Il tutto descritto con algido, clinico distacco che allontana dalla storia e la fà sembrare impossibile anche se con un fondo di verità come altri libri "futuristi" tipo questo. Altri libri futuristi x eccellenza sono 1984, Fahrenheit 451, il signore delle mosche, ecc, anche essi impossibili ma con un fondo di verità, solo che molto più coinvolgenti, sarà forse x tutto quest'acciaio così freddo nell'autore e nel libro ma non riesco a dargli più di 2 stelle.

    ha scritto il 

  • 0

    Il romanzo è ripetitivo, a tratti noioso, forzato nella dimostrazione della tesi che lo ispira: l’investimento erotico sull’automobile come estensione più o meno metaforica del corpo (insieme di parti ...continua

    Il romanzo è ripetitivo, a tratti noioso, forzato nella dimostrazione della tesi che lo ispira: l’investimento erotico sull’automobile come estensione più o meno metaforica del corpo (insieme di particolari anatomici), e come teatro elettivo dell’atto sessuale. Sarebbe stato più opportuno – credo – farci un saggio, anche per analizzare con modalità più oneste la disumanizzazione tecno-pornografica, la deriva gelida di un’idea fissa che, girando e avvitandosi su se stessa, dimentica l’Altro, collassa in una lugubre solitudine di progetti meccanici (incentrati, di fatto, sulla morte).
    Nella postfazione, la parte più interessante del libro, Ballard svela tutta la serietà dei suoi intenti – ma questo non basta a salvare l’opera, che vive di picchi isolati, perlopiù clinici, con relativi geyser di sangue, vomito, sperma e liquidi di raffreddamento. La psicopatologia, è vero, amplia il panorama umano e culturale, purché non ci si limiti a descrivere una mera casistica con episodi ossessivi, un po’ inerti, e si affronti l’intera dinamica eziologica restando comunque dentro codici umani. Solo così, da lettori, possiamo risalire alle cause, ai patimenti “scatenanti”.
    Il Romanzo è una forma di umanismo, anche se i mezzi per esprimerlo cambiano. Ma i personaggi di Crash somigliano a robot, o terminali erotici, e nessuno, nemmeno chi abbia questo tipo di sessualità, può davvero comprenderli.

    ha scritto il 

  • 1

    Non l'ho ancora finito, ma ho già voglia di recensirlo.
    Una noiosa, interminabile serie di allusioni che cercano un nesso metaforico fra erotismo e incidenti stradali, fra sesso e ferite e metallo e c ...continua

    Non l'ho ancora finito, ma ho già voglia di recensirlo.
    Una noiosa, interminabile serie di allusioni che cercano un nesso metaforico fra erotismo e incidenti stradali, fra sesso e ferite e metallo e cicatrici. Mi chiedo se sono sono l'unico a non vedere, in questo sproloquio di similitudini, altro che un tentativo di provocazione, senza il minimo realismo.
    Stephen King dice che "la metafora inizia nella mente dello scrittore e deve finire in quella del lettore". Ballard non ci riesce minimamente.
    Adesso che l'ho finito, non posso che confermare che si tratta di un libro di una noia mortale. Completamente senza senso. Nessuna trama interessante. Nessun dialogo brillante. Nessun personaggio affascinante.
    Probabilmente il piú brutto libro letto in vita mia.

    ha scritto il 

  • 0

    Ci devo pensare...
    Ho amato ed amo tantissimo il film che ne ha fatto David Cronenberg, amo tantissimo la maggioranza dei romanzi di Ballard ma non posso dire altrettanto per "Crash".
    Al momento riusc ...continua

    Ci devo pensare...
    Ho amato ed amo tantissimo il film che ne ha fatto David Cronenberg, amo tantissimo la maggioranza dei romanzi di Ballard ma non posso dire altrettanto per "Crash".
    Al momento riuscirei a mettere solo un paio di stelle e mezzo. Ci penso e poi vediamo di buttare giù una recensione degna e magari cambio pure idea sul voto.

    ha scritto il 

  • 5

    Celebrammo così nelle nostre ferite le rinascite dei morti da incidenti stradali, le morti e le ferite di tutti quanti avevamo visto spirare sui bordi delle strade, le ferite e le posizioni immaginar ...continua

    Celebrammo così nelle nostre ferite le rinascite dei morti da incidenti stradali, le morti e le ferite di tutti quanti avevamo visto spirare sui bordi delle strade, le ferite e le posizioni immaginarie dei milioni che ancora dovevano morire.

    ha scritto il 

  • 4

    Non posso farci nulla, Crash mi ha disgustato.
    Ho vagato per pagine e pagine combattendo contro la noia e il fastidio, contro un linguaggio alto e termini tecnici che non riuscivo a triangolare.
    La po ...continua

    Non posso farci nulla, Crash mi ha disgustato.
    Ho vagato per pagine e pagine combattendo contro la noia e il fastidio, contro un linguaggio alto e termini tecnici che non riuscivo a triangolare.
    La postfazione ha dato senso a tutto quello che avevo letto e la cosa che mi ha più sorpreso è stata che non avevo la minima idea fosse un romanzo fantascientifico. Paradossalmente faceva tutto talmente senso ed era tutto così fastidioso e pungente che non mi aveva proprio sfiorato potesse trattarsi di una visione non troppo ottimistica dell'esistenza così come potrebbe essere.
    Mi sembrava "normale", certo, non proprio alla portata di tutti i cervelli fortunatamente, ma quantomeno verosimile.
    Gli ho creduto ed è per questo che ringrazio Ballard di avermi mostrato come io stessa veda il mondo.
    Io, che credevo di vedere tutto rose e fiori.

    ha scritto il