Crash

Di

Editore: Bompiani

3.5
(1054)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Olandese , Finlandese

Isbn-10: 8845227375 | Isbn-13: 9788845227370 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gianni Pilone Colombo

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Crash, pubblicato nel 1973, raccoglieva i timori e le ipotesi sociologiche di allora sul rapporto uomo/macchina. L'automobile veniva vista come passaggio da un'epoca di unicità del corpo umano a un'altra in cui non sarebbe mai più stato senza protesi. Ballard non ha fatto altro che rendere concreta questa ipotesi, trasformandola nella perversione di Vaughan. L'auto per Vaughan è il mezzo che gli permette di sviluppare le sue psicopatologie più invisibili. E' un sogno fatto di sesso, carne e metallo. Gli attributi dell'auto sono l'estrinsecazione di pulsioni che non avevano ancora un linguaggio per essere descritte. Il fine del protagonista, dopo aver percorso tappe di avvicinamento con la macchina, è avere uno scontro frontale con Elisabeth Taylor.
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  • 2

    Eccitamenti artificiali

    I concetti chiave del libro, sesso, velocità, meccanica, si inseguono in maniera ossessiva nelle descrizioni dettagliatissime di prestazioni sessuali combinate con uno strano erotismo nei confronti de ...continua

    I concetti chiave del libro, sesso, velocità, meccanica, si inseguono in maniera ossessiva nelle descrizioni dettagliatissime di prestazioni sessuali combinate con uno strano erotismo nei confronti delle auto, del rischio e della morte per incidente stradale. Per questa motivazione in particolare mi ha ricordato Le città della morte rossa di William Burroughs, per il continuo riferimento al sesso e per il forte legame con il dolore e con la morte. Per il resto, tutti i personaggi (pochi e poco interessanti) riescono a combinarsi tra loro in accoppiamenti sessuali e giri in macchina sempre al limite della collisione. Buona l'idea di base, ma a mio parere sfruttata male. Buona anche l'idea di Vaughan come guru di una nuova forma di erotismo meccanico che però non convince mai il lettore, ma solo il protagonista e sua moglie, due che non avevano bisogno di essere invitati a fare giochi perversi, dal momento che sembrano già essere la loro principale occupazione fin da prima di conoscere Vaughan. Ottima la scrittura, i dettagli emergono in tre dimensioni dal libro, ma sprecata per un progetto che alla fine non ha niente da dire, ma rimane un grande viaggio solo nel potenziale.

    ha scritto il 

  • 2

    Il problema dei romanzi troppo "intellettuali" è che, se partono da un concetto filosofico superato, risultano essi stessi datati.
    La teoria cyborg, il sexappeal dell'inorganico, gli innesti corpo uma ...continua

    Il problema dei romanzi troppo "intellettuali" è che, se partono da un concetto filosofico superato, risultano essi stessi datati.
    La teoria cyborg, il sexappeal dell'inorganico, gli innesti corpo umano-macchina, il post moderno, tutto ciò ha un sapore oramai antico. Poi ci sono atmosfere intense e cupe, interminabili descrizioni poetiche di auto che sembrano corpi e corpi che sembrano macchine, ma non sono convinta fino in fondo.

    ha scritto il 

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    Letto fino a metà, poi ho deciso che non valeva la pena sprecare il mio tempo, dato il contenuto del libro, e son passato a qualcosa di meglio. Strano però, J. G. Ballard era un autore che nella fanta ...continua

    Letto fino a metà, poi ho deciso che non valeva la pena sprecare il mio tempo, dato il contenuto del libro, e son passato a qualcosa di meglio. Strano però, J. G. Ballard era un autore che nella fantascienza non mi aveva mai deluso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    consiglio di leggere al max 20 pag (anche in ordine sparso) di Crash e di andare direttamente alla postfazione che sembra un excusatio non petita per ammettere di aver scritto un brutto romanzo di fan ...continua

    consiglio di leggere al max 20 pag (anche in ordine sparso) di Crash e di andare direttamente alla postfazione che sembra un excusatio non petita per ammettere di aver scritto un brutto romanzo di fantascienza

    ha scritto il 

  • 2

    Ad accomunare le vite del narratore, James Ballard, e dello scienziato televisivo e psicopatico Robert Vaughan è la passione morbosa per gli incidenti stradali con il loro strascico di morte, deformaz ...continua

    Ad accomunare le vite del narratore, James Ballard, e dello scienziato televisivo e psicopatico Robert Vaughan è la passione morbosa per gli incidenti stradali con il loro strascico di morte, deformazione e mutilazione dei corpi, commistione di tecnologia e carne, lamiere e sesso. Entrambi sono reduci da scontri che hanno modificato la loro percezione di cose e persone. Attorno a loro si muovono le figure di Catherine, la moglie di James, con la sua attrazione omoerotica per Karen, la dottoressa Helen Remington, il cui marito è morto nello schianto con l'automobile di James, e altri individui a loro volta presi nelle spire del fascino perverso della tecnologia e del suo impatto sulla vita umana. Il tutto descritto con algido, clinico distacco che allontana dalla storia e la fà sembrare impossibile anche se con un fondo di verità come altri libri "futuristi" tipo questo. Altri libri futuristi x eccellenza sono 1984, Fahrenheit 451, il signore delle mosche, ecc, anche essi impossibili ma con un fondo di verità, solo che molto più coinvolgenti, sarà forse x tutto quest'acciaio così freddo nell'autore e nel libro ma non riesco a dargli più di 2 stelle.

    ha scritto il 

  • 0

    Il romanzo è ripetitivo, a tratti noioso, forzato nella dimostrazione della tesi che lo ispira: l’investimento erotico sull’automobile come estensione più o meno metaforica del corpo (insieme di parti ...continua

    Il romanzo è ripetitivo, a tratti noioso, forzato nella dimostrazione della tesi che lo ispira: l’investimento erotico sull’automobile come estensione più o meno metaforica del corpo (insieme di particolari anatomici), e come teatro elettivo dell’atto sessuale. Sarebbe stato più opportuno – credo – farci un saggio, anche per analizzare con modalità più oneste la disumanizzazione tecno-pornografica, la deriva gelida di un’idea fissa che, girando e avvitandosi su se stessa, dimentica l’Altro, collassa in una lugubre solitudine di progetti meccanici (incentrati, di fatto, sulla morte).
    Nella postfazione, la parte più interessante del libro, Ballard svela tutta la serietà dei suoi intenti – ma questo non basta a salvare l’opera, che vive di picchi isolati, perlopiù clinici, con relativi geyser di sangue, vomito, sperma e liquidi di raffreddamento. La psicopatologia, è vero, amplia il panorama umano e culturale, purché non ci si limiti a descrivere una mera casistica con episodi ossessivi, un po’ inerti, e si affronti l’intera dinamica eziologica restando comunque dentro codici umani. Solo così, da lettori, possiamo risalire alle cause, ai patimenti “scatenanti”.
    Il Romanzo è una forma di umanismo, anche se i mezzi per esprimerlo cambiano. Ma i personaggi di Crash somigliano a robot, o terminali erotici, e nessuno, nemmeno chi abbia questo tipo di sessualità, può davvero comprenderli.

    ha scritto il 

  • 1

    Non l'ho ancora finito, ma ho già voglia di recensirlo.
    Una noiosa, interminabile serie di allusioni che cercano un nesso metaforico fra erotismo e incidenti stradali, fra sesso e ferite e metallo e c ...continua

    Non l'ho ancora finito, ma ho già voglia di recensirlo.
    Una noiosa, interminabile serie di allusioni che cercano un nesso metaforico fra erotismo e incidenti stradali, fra sesso e ferite e metallo e cicatrici. Mi chiedo se sono sono l'unico a non vedere, in questo sproloquio di similitudini, altro che un tentativo di provocazione, senza il minimo realismo.
    Stephen King dice che "la metafora inizia nella mente dello scrittore e deve finire in quella del lettore". Ballard non ci riesce minimamente.
    Adesso che l'ho finito, non posso che confermare che si tratta di un libro di una noia mortale. Completamente senza senso. Nessuna trama interessante. Nessun dialogo brillante. Nessun personaggio affascinante.
    Probabilmente il piú brutto libro letto in vita mia.

    ha scritto il 

  • 0

    Ci devo pensare...
    Ho amato ed amo tantissimo il film che ne ha fatto David Cronenberg, amo tantissimo la maggioranza dei romanzi di Ballard ma non posso dire altrettanto per "Crash".
    Al momento riusc ...continua

    Ci devo pensare...
    Ho amato ed amo tantissimo il film che ne ha fatto David Cronenberg, amo tantissimo la maggioranza dei romanzi di Ballard ma non posso dire altrettanto per "Crash".
    Al momento riuscirei a mettere solo un paio di stelle e mezzo. Ci penso e poi vediamo di buttare giù una recensione degna e magari cambio pure idea sul voto.

    ha scritto il