Creation

By

Publisher: Ballantine Books

4.1
(179)

Language: English | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0345340205 | Isbn-13: 9780345340207 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Book Description
Once again the incomparable Gore Vidal interprets and animates history -- this time in a panoramic tour of the 5th century B.C. -- and embellishes it with his own ironic humor, brilliant insights, and piercing observations. We meet a vast array of historical figures in a staggering novel of love, war, philosophy, and adventure . . .
"There isn't a page of CREATION that doesn't inform and very few pages that do not delight."
-- John Leonard, The New York Times
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  • 4

    Libro, ahimè, troppo intellettuale per appassionare il lettore medio a temi (chi ha creato il mondo) lontanissimi a noi e ancora agli orientali dei tempi dell'immaginario Ciro Spitama.
    Lettura comu ...continue

    Libro, ahimè, troppo intellettuale per appassionare il lettore medio a temi (chi ha creato il mondo) lontanissimi a noi e ancora agli orientali dei tempi dell'immaginario Ciro Spitama.
    Lettura comunque interessante: tra i popoli della "linea" e quelli del "cerchio" l'eterno dilemma su chi il mondo ha creato...

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  • 3

    Ciro Spitama, nipote di Zoroastro, inviato dal Gran Re Dario e poi da suo figlio Serse in India e in Catai, detta la storia della sua vita a un giovane ateniese che farà strada, di nome Democrito. Ne ...continue

    Ciro Spitama, nipote di Zoroastro, inviato dal Gran Re Dario e poi da suo figlio Serse in India e in Catai, detta la storia della sua vita a un giovane ateniese che farà strada, di nome Democrito. Ne ha viste tante, Ciro Spitama, prima di perdere la vista (ma non l’udito, e così gli tocca ascoltare un sedicente storico, Erodoto, fornire una versione distorta della battaglia di Salamina); ha incontrato la hit-parade intellettuale dell’epoca, Budda e Confucio (il suo preferito), Socrate (che non gli è sembrato granché) e Lao Tzu, e con tutti ha ragionato sulla creazione del mondo, non riuscendo mai a darsi una risposta soddisfacente. Ci proverà, nelle ultime righe, ormai vecchio, Democrito, a proporre una soluzione: c’è solo la materia, che nessuno ha creato ma è sempre esistita, il resto sono vane speculazioni. Sarcastico e straordinariamente erudito, in questo libro Gore Vidal si diverte, e ci diverte, prendendo a schiaffi la visione eurocentrica del mondo. Atene è una piccola città ai margini dell’impero, i greci un popolo diviso e fazioso, guidato da capi sempre pronti a vendersi ai potenti vicini persiani pur di avere qualche vantaggio nelle proprie minuscole beghe locali. I capitoli dedicati alla Grecia e alla corte persiana sono spassosi e intellettualmente stimolanti; dove questo libro fallisce è nel tentativo di raccontare mondi sconosciuti, l’India e soprattutto la Cina. Lì l’immaginazione non soccorre a sufficienza Vidal, che ci offre troppe pagine prive di nerbo e alla fine francamente noiose. Così, ci restano l’ammirazione per la vasta cultura dell’autore, ma anche il senso di una narrazione non sempre all’altezza degli ambiziosissimi propositi.

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  • 3

    Alla fine di 800 pagine a Ciro Spitama ti sei quasi affezionato. E meno male. Perchè se l'idea di narrare il mondo antico in maniera così poco usuale rispetto ai nostri canoni: dalla parte dei Persian ...continue

    Alla fine di 800 pagine a Ciro Spitama ti sei quasi affezionato. E meno male. Perchè se l'idea di narrare il mondo antico in maniera così poco usuale rispetto ai nostri canoni: dalla parte dei Persiani, con un occhio all'Oriente, riducendo la Grecia classica ad un pulviscolo accidentale e dalla parte di un quasi sacerdote, che intreccia il suo cammino con quello dei contemporanei Confucio, Buddha, Lao-Tze, Democrito, se questa idea, dicevo, affascina e promette, la sua resa è rimasta, alle mie orecchie, fredda e deludente, nel complesso.

    Documentatissima la narrazione, buona la scrittura, però, però....

    Il libro non decolla e non atterra. Vola a mezz'aria. Una fatica ricompensata solo a tratti.

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  • 3

    Un libro che risente un pò della sindrome di Marco Polo...perchè, come quando ho letto "Il milione", la mia attenzione ha cominciato a calare drasticamente quando i viaggi del protagonista lo hanno po ...continue

    Un libro che risente un pò della sindrome di Marco Polo...perchè, come quando ho letto "Il milione", la mia attenzione ha cominciato a calare drasticamente quando i viaggi del protagonista lo hanno portato in Cina...e non per colpa della povera Cina.
    E' stata comunque una lettura interessante perchè, figuriamoci, un romanzo storico in cui si affrontano lunghi viaggi, dal punto di vista persiano, che parla di grandi saggi e correnti di pensiero religioso...non poteva non lasciarmi nulla. Però non mi ha convinto pienamente...troppo lungo, troppo poco coinvolgente a livello emotivo e non poi così approfondito sul livello dell'esplorazione storico-religiosa. Forse sarebbe stato meglio se avesse puntato di più all'una o all'altra cosa.

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  • 5

    Non riuscirei mai a scrivere una recensione equilibrata di questo libro.
    Dentro c'è tutta quella parte di mondo per la quale nutro una fascinazione immensa, nonché un profondissimo rispetto.
    La Persia ...continue

    Non riuscirei mai a scrivere una recensione equilibrata di questo libro.
    Dentro c'è tutta quella parte di mondo per la quale nutro una fascinazione immensa, nonché un profondissimo rispetto.
    La Persia, con la sua magnificenza, la sua corte, i suoi Re.
    L'India, gigantesco calderone dell'umanità, eternamente immutata, vecchia quanto il creato.
    E il Catai, luogo di nascita del maestro K'ung, Confucio, dipinto con sincera devozione da un Ciro Spitama ormai cieco, ospite di un'Atene "fredda e piena di spifferi".
    Il quesito sulla creazione, che il nipote di Zoroastro porta con sé durante tutti i suoi viaggi, trova l'indifferenza dei popoli dell'est, immersi in un ciclo eterno di nascita e morte.
    Nella tradizione letteraria occidentale, è difficile trovare un libro che ammetta come il mondo esistesse anche prima dei greci, in tutta la sua complessità di forme e di pensiero. "Creazione" è un'opera fondamentale per capire che "la saggezza non è nata in Attica, Democrito, ma forse è lì che morirà".

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  • 4

    Un ottimo romanzo storico, pieno di informazioni utili con una prospettiva inusuale per la cultura occidentale.
    La Grecia è solo una piccolo territori, pressochè isignificante nello scacchiere geopoli ...continue

    Un ottimo romanzo storico, pieno di informazioni utili con una prospettiva inusuale per la cultura occidentale.
    La Grecia è solo una piccolo territori, pressochè isignificante nello scacchiere geopolitico dell'epoca...
    geniale per chi pensa che la civiltà sia solo la nostra, interessante per capire come si possano interpretare vicende storiche e umane in modo coerente ma completamente diverso se vissute all'altro capo del mondo..

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  • 5

    I cardini del libro sono la sottolineatura del punto di vista di chi narra i fatti storici, elemento che rende parziale ogni presunta verità storica, e la ricerca di una risposta alla domanda “come è ...continue

    I cardini del libro sono la sottolineatura del punto di vista di chi narra i fatti storici, elemento che rende parziale ogni presunta verità storica, e la ricerca di una risposta alla domanda “come è avvenuta e qual è il senso della Creazione”.

    Vidal non solo assume un punto di vista, quello persiano, diverso da quello al quale siamo abituati a leggere la storia antica, nel quale la famosa battaglia delle Termopili si riassume in una semplice frase… il Gran Re di Persia sulla strada per Atene incontra un re spartano e lo uccide insieme ai suoi uomini, ma all’interno di questo opera un ulteriore approfondimento, presentando di eventi determinanti i differenti punti di vista all’interno della corte persiana… e rendendo evidente che per quegli eventi sarà impossibile conoscere l’effettiva verità storica.
    L’altro argomento non darà al lettore maggiori sicurezze, il protagonista viaggiando verso est incontrerà molti saggi e sacerdoti, tra cui Budda e Confucio, avrà modo di conoscere molte religioni e di dialogare sempre in modo critico, anche perché di fatto nessuno riuscirà a dargli una risposta convincente sulla creazione…

    Pur con qualche forzatura, inevitabile visto che il protagonista viaggia e incontra sempre i maggiori filosofi e saggi dell’antichità (!), lo spirito di questo libro è insieme grandioso ed ironico, sicuramente raggiunge l’obiettivo di far fare al lettore un viaggio con occhi nuovi.

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  • 3

    Erodoto è più divertente

    Arido: per metterci dentro la storia, la geografia, la filosofia, le teorie religiose, mancano i sentimenti e le passioni. Carino è che la narrazione sia dal punto di vista del persiano, sarcastico v ...continue

    Arido: per metterci dentro la storia, la geografia, la filosofia, le teorie religiose, mancano i sentimenti e le passioni. Carino è che la narrazione sia dal punto di vista del persiano, sarcastico verso i rozzi greci, cui attribuisce litigiosità (vera) e falsità (che loro attribuivano agli orientali).
    Ho scoperto che la Battriana è pressapoco l'attuale Afganistan: quindi non sono in guerra contro invasori vari da 200 anni ma da più di 2000.
    Comunque è interessante, magari si potevano eliminare qualche centinaio di pagine.

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  • 4

    " non puoi riaccendere il fuoco una volta che la legna si è consumata. finché ardi di vita, il tuo seme può generare un altro uomo ma, una volta che il tuo fuoco è spento, nessuno potrà riportarti in ...continue

    " non puoi riaccendere il fuoco una volta che la legna si è consumata. finché ardi di vita, il tuo seme può generare un altro uomo ma, una volta che il tuo fuoco è spento, nessuno potrà riportarti in vita. "

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