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Creation

By

Publisher: Ballantine Books

4.1
(169)

Language:English | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0345340205 | Isbn-13: 9780345340207 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Book Description
Once again the incomparable Gore Vidal interprets and animates history -- this time in a panoramic tour of the 5th century B.C. -- and embellishes it with his own ironic humor, brilliant insights, and piercing observations. We meet a vast array of historical figures in a staggering novel of love, war, philosophy, and adventure . . .
"There isn't a page of CREATION that doesn't inform and very few pages that do not delight."
-- John Leonard, The New York Times
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  • 3

    Alla fine di 800 pagine a Ciro Spitama ti sei quasi affezionato. E meno male. Perchè se l'idea di narrare il mondo antico in maniera così poco usuale rispetto ai nostri canoni: dalla parte dei Persiani, con un occhio all'Oriente, riducendo la Grecia classica ad un pulviscolo accidentale e dalla p ...continue

    Alla fine di 800 pagine a Ciro Spitama ti sei quasi affezionato. E meno male. Perchè se l'idea di narrare il mondo antico in maniera così poco usuale rispetto ai nostri canoni: dalla parte dei Persiani, con un occhio all'Oriente, riducendo la Grecia classica ad un pulviscolo accidentale e dalla parte di un quasi sacerdote, che intreccia il suo cammino con quello dei contemporanei Confucio, Buddha, Lao-Tze, Democrito, se questa idea, dicevo, affascina e promette, la sua resa è rimasta, alle mie orecchie, fredda e deludente, nel complesso.

    Documentatissima la narrazione, buona la scrittura, però, però....

    Il libro non decolla e non atterra. Vola a mezz'aria. Una fatica ricompensata solo a tratti.

    said on 

  • 3

    Un libro che risente un pò della sindrome di Marco Polo...perchè, come quando ho letto "Il milione", la mia attenzione ha cominciato a calare drasticamente quando i viaggi del protagonista lo hanno portato in Cina...e non per colpa della povera Cina.
    E' stata comunque una lettura interessante per ...continue

    Un libro che risente un pò della sindrome di Marco Polo...perchè, come quando ho letto "Il milione", la mia attenzione ha cominciato a calare drasticamente quando i viaggi del protagonista lo hanno portato in Cina...e non per colpa della povera Cina. E' stata comunque una lettura interessante perchè, figuriamoci, un romanzo storico in cui si affrontano lunghi viaggi, dal punto di vista persiano, che parla di grandi saggi e correnti di pensiero religioso...non poteva non lasciarmi nulla. Però non mi ha convinto pienamente...troppo lungo, troppo poco coinvolgente a livello emotivo e non poi così approfondito sul livello dell'esplorazione storico-religiosa. Forse sarebbe stato meglio se avesse puntato di più all'una o all'altra cosa.

    said on 

  • 5

    Non riuscirei mai a scrivere una recensione equilibrata di questo libro.
    Dentro c'è tutta quella parte di mondo per la quale nutro una fascinazione immensa, nonché un profondissimo rispetto.
    La Persia, con la sua magnificenza, la sua corte, i suoi Re.
    L'India, gigantesco calderone dell'umanità, ...continue

    Non riuscirei mai a scrivere una recensione equilibrata di questo libro. Dentro c'è tutta quella parte di mondo per la quale nutro una fascinazione immensa, nonché un profondissimo rispetto. La Persia, con la sua magnificenza, la sua corte, i suoi Re. L'India, gigantesco calderone dell'umanità, eternamente immutata, vecchia quanto il creato. E il Catai, luogo di nascita del maestro K'ung, Confucio, dipinto con sincera devozione da un Ciro Spitama ormai cieco, ospite di un'Atene "fredda e piena di spifferi". Il quesito sulla creazione, che il nipote di Zoroastro porta con sé durante tutti i suoi viaggi, trova l'indifferenza dei popoli dell'est, immersi in un ciclo eterno di nascita e morte. Nella tradizione letteraria occidentale, è difficile trovare un libro che ammetta come il mondo esistesse anche prima dei greci, in tutta la sua complessità di forme e di pensiero. "Creazione" è un'opera fondamentale per capire che "la saggezza non è nata in Attica, Democrito, ma forse è lì che morirà".

    said on 

  • 4

    Un ottimo romanzo storico, pieno di informazioni utili con una prospettiva inusuale per la cultura occidentale.
    La Grecia è solo una piccolo territori, pressochè isignificante nello scacchiere geopolitico dell'epoca...
    geniale per chi pensa che la civiltà sia solo la nostra, interessante per capi ...continue

    Un ottimo romanzo storico, pieno di informazioni utili con una prospettiva inusuale per la cultura occidentale. La Grecia è solo una piccolo territori, pressochè isignificante nello scacchiere geopolitico dell'epoca... geniale per chi pensa che la civiltà sia solo la nostra, interessante per capire come si possano interpretare vicende storiche e umane in modo coerente ma completamente diverso se vissute all'altro capo del mondo..

    said on 

  • 5

    I cardini del libro sono la sottolineatura del punto di vista di chi narra i fatti storici, elemento che rende parziale ogni presunta verità storica, e la ricerca di una risposta alla domanda “come è avvenuta e qual è il senso della Creazione”.


    Vidal non solo assume un punto di vista, quel ...continue

    I cardini del libro sono la sottolineatura del punto di vista di chi narra i fatti storici, elemento che rende parziale ogni presunta verità storica, e la ricerca di una risposta alla domanda “come è avvenuta e qual è il senso della Creazione”.

    Vidal non solo assume un punto di vista, quello persiano, diverso da quello al quale siamo abituati a leggere la storia antica, nel quale la famosa battaglia delle Termopili si riassume in una semplice frase… il Gran Re di Persia sulla strada per Atene incontra un re spartano e lo uccide insieme ai suoi uomini, ma all’interno di questo opera un ulteriore approfondimento, presentando di eventi determinanti i differenti punti di vista all’interno della corte persiana… e rendendo evidente che per quegli eventi sarà impossibile conoscere l’effettiva verità storica. L’altro argomento non darà al lettore maggiori sicurezze, il protagonista viaggiando verso est incontrerà molti saggi e sacerdoti, tra cui Budda e Confucio, avrà modo di conoscere molte religioni e di dialogare sempre in modo critico, anche perché di fatto nessuno riuscirà a dargli una risposta convincente sulla creazione…

    Pur con qualche forzatura, inevitabile visto che il protagonista viaggia e incontra sempre i maggiori filosofi e saggi dell’antichità (!), lo spirito di questo libro è insieme grandioso ed ironico, sicuramente raggiunge l’obiettivo di far fare al lettore un viaggio con occhi nuovi.

    said on 

  • 3

    Erodoto è più divertente

    Arido: per metterci dentro la storia, la geografia, la filosofia, le teorie religiose, mancano i sentimenti e le passioni. Carino è che la narrazione sia dal punto di vista del persiano, sarcastico verso i rozzi greci, cui attribuisce litigiosità (vera) e falsità (che loro attribuivano agli orie ...continue

    Arido: per metterci dentro la storia, la geografia, la filosofia, le teorie religiose, mancano i sentimenti e le passioni. Carino è che la narrazione sia dal punto di vista del persiano, sarcastico verso i rozzi greci, cui attribuisce litigiosità (vera) e falsità (che loro attribuivano agli orientali). Ho scoperto che la Battriana è pressapoco l'attuale Afganistan: quindi non sono in guerra contro invasori vari da 200 anni ma da più di 2000. Comunque è interessante, magari si potevano eliminare qualche centinaio di pagine.

    said on 

  • 4

    " non puoi riaccendere il fuoco una volta che la legna si è consumata. finché ardi di vita, il tuo seme può generare un altro uomo ma, una volta che il tuo fuoco è spento, nessuno potrà riportarti in vita. "

    said on 

  • 0

    ciro spitama, nipote di zoroastro, incontra nel suo viaggiare come ambasciatore del re dei re serse di persia, buddha, confucio, socrate, la domanda è sempre la stessa, ma non ci sono risposte...

    said on 

  • 5

    Il mondo visto da Est.

    "Sono cieco. Ma non sordo. Poiché dunque la mia disgrazia non è completa, ieri mi è toccato ascoltare per quasi sei ore un sedicente storico, il quale ci ha offerto un resoconto così assurdo di quelle che gli ateniesi chiamano "guerre persiane", che se solo fossi stato un po' meno vecchio e un po ...continue

    "Sono cieco. Ma non sordo. Poiché dunque la mia disgrazia non è completa, ieri mi è toccato ascoltare per quasi sei ore un sedicente storico, il quale ci ha offerto un resoconto così assurdo di quelle che gli ateniesi chiamano "guerre persiane", che se solo fossi stato un po' meno vecchio e un po' più influente mi sarei alzato dal mio scranno all'Odeon e gli avrei risposto per le rime, scandalizzando tutta la città. Perché io so qual è l'origine delle guerre greche. Ma lui no. E come potrebbe, del resto? Nessuno greco potrebbe. Io ho passato quasi tutta la vita alla corte di Persia e ancora oggi, a settantacinque anni, continuo a servire il Gran Re come feci con suo padre Serse - il mio amico adorato - e prima ancora col padre di lui, un vero eroe, noto anche tra i greci come Dario il Grande".

    Così ha inizio Creazione di Gore Vidal, uno dei libri più belli che abbia mai letto. Forse il più bello. L'altro giorno, tanto per aver qualcosa da sfogliare a colazione, l'ho estratto nuovamente dalla libreria: per la terza volta sono stato inesorabilmente trascinato nel vortice della vita dell'ambasciatore del Gran Re ad Atene, Ciro Spitama.

    Il vecchio Ciro, ormai cieco e amareggiato dall'esser stato relegato dal successore di Serse in una sede così lontana dal cuore dell'Impero, spende i suoi ultimi giorni dettando al nipote Democrito le memorie della sua lunga esistenza. Nipote di Zoroastro il profeta, Ciro ha assistito alla parabola di ben tre sovrani di Persia. Per loro conto, ha viaggiato come ambasciatore in terre che gli abitanti delle piccole città greche sono abituati a considerare leggenda, e ancora più in là.

    Accompagnando il lettore con l'ironia caustica e l'occhio penetrante di un vecchio persiano, Vidal usa la vita dell'immaginario nipote di Zoroastro per andare alla scoperta di ciò che accadeva nel mondo mentre quella che noi consideriamo la nostra civiltà vedeva i suoi albori.

    L'incipit del romanzo, in cui il vecchio spende parole altezzose per le lungaggini di Erodoto nell'Odeon, fornisce una delle principali chiavi di lettura del libro. Erodoto è palesemente l'interlocutore principale di Creazione: lo storico di Alicarnasso, al cui occhio etnografico Ryszard Kapuściński ha dedicato il suo bellissimo In viaggio con Erodoto, ha creato con i suoi viaggi e ricerche interminabili la nostra immagine del mondo antico. Lo sguardo delle Storie, così curioso e al contempo (e anzi forse proprio per questo) così greco, ha forgiato un'idea della storia dalla quale non ci siamo più liberati: che sia stata una scelta consapevole o un'inevitabile conseguenza biografica dell'autore, Erodoto racconta un mondo il cui culmine sono le vicende delle città della Grecia e la sconfitta da parte loro delle immense armate del Re di Persia. Un testimone preziosissimo il cui sguardo è, necessariamente, periferico.

    Invece, quasi a fare da contraltare alle Storie, Creazione di Vidal ripercorre quegli eventi guardandoli dal punto di vista della Persia, dell'impero smisurato per il quale le guerre greche furono poco più che una nota a piè di pagina e la battaglia delle Termopili un banale episodio bellico sulla strada che portò alla distruzione di Atene.

    "Democrito pensa che Atene sia meravigliosa. Il fatto è, figliolo, che non hai visto il resto del mondo. Spero che un giorno potrai viaggiare e andare oltre la tua grecità. Democrito è con me da tre mesi. Cerco di educarlo. E lui di educare me. Ma siamo d'accordo che quando morirò - tra non molto, credo - dovrà andarsene a est. Per adesso è ancora troppo greco, anzi troppo ateniese. Scrivi, scrivi, Democrito".

    Creazione allarga poi il suo respiro seguendo Ciro Spitama alla scoperta delle terre a oriente della Persia: come il vecchio ambasciatore sottolinea più volte, è nell'est che il Gran Re vedeva il suo futuro. Mentre Atene, giubilante e provinciale, assiste ai suoi meschini scontri tra fazioni, il nipote di Zoroastro esplora con il fare baldanzoso dell'emissario della superpotenza mondiale gli scenari grandiosi e bizzarri dell'antica India.

    "Fino a poco tempo fa, nella piana del Gange, il nome della Persia era sconosciuto. Poiché nel giovane regno di Magadha mancano buone università, i giovani più promettenti vengono mandati a studiare a Varanasi o a Taxila. Naturalmente, essendo più lontana, Taxila viene preferita a Varanasi, perché i giovani vogliono sempre allontanarsi da casa il più possibile. Così a Taxila, i giovani del Magadha non solo studiano il potere della Persia, ma fanno anche conoscenza con i persiani della ventesima satrapia. Nel palazzo vicereale fummo ricevuti dal viceré di Varanasi. Per quanto fosse scuro come un dravidico, apparteneva alla classe guerriera aria. Al mio arrivo, fece un profondo inchino. Mentre pronunciavo il discorso di circostanza, mi accorsi che tremava come un salice nella tormenta. Era chiaramente atterrito e la cosa mi gratificò enormemente. Lascia che temano Dario, pensai, nonché il suo ambasciatore".

    L'ambasciatore parla con i saggi indiani e conosce il gelido Budda. Più a est ancora, nella terra che ancora non si chiama Cina, apprende gli insegnamenti del più saggio degli uomini, Confucio. Ironicamente condannato ad essere il nipote di un grande profeta, Ciro Spitama viaggia in terre lontane ossessionato dalla domanda che costituisce il secondo filo conduttore e motivo del titolo del libro: qual è il senso della Creazione?

    Il risultato è un capolavoro assoluto, a mio parere il libro migliore di Vidal (anche se è una dura sfida). Lo reputo superiore anche all'eccelso Giuliano, per l'ampiezza della visione e per il capovolgimento che diede ai miei punti di vista la prima volta che lo lessi. Una rivoluzione copernicana che, per fortuna, non mi ha più abbandonato.

    "Attraversammo giungle dove interi stormi di pappagalli colorati gridavano a più non posso e leoni senza criniera fuggivano al nostro passaggio. Una volta, alzando gli occhi, vidi una tigre accovacciata sul ramo di un albero. La guardai e lei rispose al mio sguardo, coi suoi occhi gialli come il sole. Mi spaventai a morte. Anche lei, credo, perché scomparve nel cuore umido e oscuro della foresta come un miraggio, o un sogno a occhi aperti".

    said on