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Creature ostinate

Di

Editore: Minimum Fax (Sotterranei, 105)

3.9
(223)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Catalano

Isbn-10: 8875211116 | Isbn-13: 9788875211110 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Martina Testa

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
I quindici racconti di questa raccolta sono incroci tra la realtà e la fiaba: vi compaiono omini in miniatura tenuti in gabbia come animali da compagnia, piccole patate ambulanti, coppie con la testa a forma di zucca e sculture fatte d'aria e d'acqua in vendita nel bel mezzo del deserto del Nevada; ma anche l'inevitabilità della morte, la crudeltà delle adolescenti, le dinamiche irresistibili del desiderio, la solitudine e il conforto dell'amore, la voglia di sfidare il proprio destino.
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  • 3

    Ostinate e straordinarie

    Tre sezioni ben definite. Quella che ho preferito? Quella centrale. Ci sono creature profane, attuali, normali, ossessionate, rotte, in qualche modo. Poi ci sono anche quelle un pochino più fuori dall'ordinario. Una serie di racconti originali, che quasi quasi ricordano quelli dei geni sudamerica ...continua

    Tre sezioni ben definite. Quella che ho preferito? Quella centrale. Ci sono creature profane, attuali, normali, ossessionate, rotte, in qualche modo. Poi ci sono anche quelle un pochino più fuori dall'ordinario. Una serie di racconti originali, che quasi quasi ricordano quelli dei geni sudamericani del genere.

    ha scritto il 

  • 3

    [IN LETTURA]
    Io Aimee Bender la vorrei conoscere, dev'essere completamente pazza.

    [FINITO]
    Confermo, matta da legare. In "Un segno invisibile e mio" questa sua follia mi aveva attratta e affascinata, in "L'inconfondibile tristezza della torta al limone" mi aveva incuriosita, qu ...continua

    [IN LETTURA]
    Io Aimee Bender la vorrei conoscere, dev'essere completamente pazza.

    [FINITO]
    Confermo, matta da legare. In "Un segno invisibile e mio" questa sua follia mi aveva attratta e affascinata, in "L'inconfondibile tristezza della torta al limone" mi aveva incuriosita, qui però è andata un pochino troppo oltre per i miei gusti. Sono strane, queste creature ostinate del titolo (perché ostinate, poi? Ci devo pensare). Bambini con la testa a forma di ferro da stiro o con le dita a forma di chiavi, un uomo che come animale domestico ha un omino rapito dal suo villaggio di omini, Dio che minaccia di morte un artista, avvenimenti bizzarri e inspiegabili che però non vengono spiegati, non ne hanno bisogno, succedono e basta.
    Forse è un libro da leggere dopo aver assunto qualche sostanza allucinogena. Forse non ho abbastanza fantasia o forse la sospensione dell'incredulità richiesta andava oltre le mie possibilità. Mi è piaciuto, ma mi ha anche lasciata perplessa. Cioè, se a me venisse in mente di scrivere una storia su delle patate che per quanto le butti via tornano sempre e poi si trasformano in esserini con braccia e gambe che si muovono e tutto, qualche domandina sulla mia salute mentale me la farei.

    ha scritto il 

  • 0

    Cerchiamo qualcuno che possiamo veder piangere, perché dopotutto il pianto non è un gesto in via di estinzione.


    Una raccolta di racconti molto vari nello stile e nel contenuto, dalle storie di ragazze alle situazioni surreali (più che fantascientifiche).


    Ho amato particolarm ...continua

    Cerchiamo qualcuno che possiamo veder piangere, perché dopotutto il pianto non è un gesto in via di estinzione.

    Una raccolta di racconti molto vari nello stile e nel contenuto, dalle storie di ragazze alle situazioni surreali (più che fantascientifiche).

    Ho amato particolarmente la costruzione dei personaggi di Via (a che ti servono le armi se sei un cactus?) e di Ti staccherò le costole (che mi sono rimaste incastrate fra i denti).

    Le fatiche di Giobbe è un racconto molto bello su quello che resta a un uomo dopo che ha perso tutto – la sua umanità gli resta, quella non può essere mai negata da nessuna forza esterna.

    Conoscersi è forse al limite del banale, del trito e ritrito, ma la delicatezza della scrittura permette di riflettere una volta di più, e può solo far bene, sull’amore (volenti o nolenti, una persona, una volta conosciuta non può ridiventare una sconosciuta).

    ha scritto il 

  • 3

    «(...) si rifiutava sempre di pronunciare il verbo amare dentro casa, perché temeva di avere solo un determinato numero di occasioni in cui usare quella parola, e non voleva rischiare di consumarle tutte.»


    Ho idea che ultimamente nel genere racconto - che ho sempre faticato a ...continua

    «(...) si rifiutava sempre di pronunciare il verbo amare dentro casa, perché temeva di avere solo un determinato numero di occasioni in cui usare quella parola, e non voleva rischiare di consumarle tutte.»

    Ho idea che ultimamente nel genere racconto - che ho sempre faticato ad amare - viga una regola che induce l’autore a considerarsi quasi in dovere di scrivere quei racconti sempre e comunque sul filo del fantastico o fantascientifico. Ho amato visceralmente la Aimee Bender di Un segno invisibile e mio, dove con estrema delicatezza e potenza era stata capace di illustrare, invece, una realtà spietata. E quella crudele e poetica de L’inconfondibile tristezza della torta al limone. In Creature ostinate - raccolta di racconti in cui sfilano personaggi reali e surreali - ho ritrovato solo una parte del talento che le riconosco.

    [Continua su Leciliegieparlano: http://leciliegieparlano.tumblr.com/post/85009356622/ho-idea-che-ultimamente-nel-genere-racconto-che]

    ha scritto il 

  • 0

    L'uomo che scopava le madri

    Ascolta. Guarda. Il desiderio è una casa. Al desiderio servono spazi chiusi. Il desiderio scappa via dalle porte e dalle finestre, dalle fessure e dai buchini, e sotto il cielo non ci sta, è uno spazio troppo ampio. Devi chiudere le porte. Chiudere le finestre. Appena ti metti a ridere per il ner ...continua

    Ascolta. Guarda. Il desiderio è una casa. Al desiderio servono spazi chiusi. Il desiderio scappa via dalle porte e dalle finestre, dalle fessure e dai buchini, e sotto il cielo non ci sta, è uno spazio troppo ampio. Devi chiudere le porte. Chiudere le finestre. Appena ti metti a ridere per il nervosismo o fai una battuta o dici qualcosa tanto per dire o cominci a fissarti con i cespugli, è come se aprissi una finestra nella tua casa del desiderio, e a quel punto la casa non riesce più a riscaldarsi come si deve. Entra uno spiffero di freddo.”
    “Non è una casa tanto grande, vero?”, disse lei.
    “Non sorridere”, disse lui. Lei ritrasse le labbra.
    “Non sorridere”, disse lui. “Non deve mica essere grande. Anzi, dovrebbe essere il più possibile vicina alle dimensioni reali del tuo corpo.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è risultato piacevole leggerlo, è scritto bene e le storie non sono male ma non mi ha emozionata più di tanto, non c'è stato niente di particolare che mi abbia colpita.

    ha scritto il 

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