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Crepuscolo degli idoli

Di

Editore: libritalia

4.1
(431)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Chi semplificata , Tedesco , Inglese , Francese , Portoghese , Spagnolo , Olandese , Ceco

Isbn-10: 8840382259 | Isbn-13: 9788840382258 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Paperback , Tascabile economico

Genere: Non-fiction , Philosophy , Political

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Descrizione del libro
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  • 4

    Per salvarsi bisogna rischiare 2

    "si è fertili solo a patto di esser ricchi di contrasti; si resta giovani solo a condizione che l'anima non li distenda, non desideri la pace..."

    ha scritto il 

  • 4

    E' stupefacente la capacità di Nietzsche di toccare corde profonde anche quando non se ne condivide affatto la dottrina. Ciò che non si può respingere è la profondità della sua esperienza, è il peso delle sue parole, così taglienti, così eccessive, così esasperatamente aggressive come di chi soff ...continua

    E' stupefacente la capacità di Nietzsche di toccare corde profonde anche quando non se ne condivide affatto la dottrina. Ciò che non si può respingere è la profondità della sua esperienza, è il peso delle sue parole, così taglienti, così eccessive, così esasperatamente aggressive come di chi soffra intimamente e si nasconda dietro il tono di voce, dietro il gesto un po' gradasso, per sembrare forte e incurante dei pericoli, mentre è sofferente, debole, provato dalla realtà delle cose che lo circondano come valori, come principi, come luoghi comuni di una civiltà. Il gesto del rifiuto netto, irreversibile, e insieme autodistruttivo, così è stato il gesto niceano. Ma non si può fare a meno di ascoltare questo suo tentativo di ribaltare i nostri valori condivisi, perché in esso è contenuto anche quel tessuto critico necessario per comprendere noi stessi che i nostri valori condivisi non sono nè certi, nè assoluti, nè tantomeno eterni. Nietzsche non avrà ragione, ma è difficile sostenere tale e quale ciò che egli rovescia, il suo dispregio non può passare inosservato, perchè non lascia nulla come prima. .

    ha scritto il 

  • 0

    Donde l'abusatissimo: Ciò che non mi uccide mi rende più forte


    Una delle sue ingenuità più nocive … prevalentemente interpretato come invito all‘ entusiasmo più sconsiderato. Come se fossimo divinità.
    O come se, ad avere la pelle callosa, fossimo invulnerabili.


    Non sempre ci ...continua

    Donde l'abusatissimo: Ciò che non mi uccide mi rende più forte

    Una delle sue ingenuità più nocive … prevalentemente interpretato come invito all‘ entusiasmo più sconsiderato. Come se fossimo divinità. O come se, ad avere la pelle callosa, fossimo invulnerabili.

    Non sempre ci tempriamo, sotto i colpi della vita: troppo spesso, noi ci indeboliamo. E perdiamo un po' di anima, e sensibilità dove duole.

    Bisogna avere cautela ed un inflessibile rispetto di se stessi. Poiché chi ci fa’ del male, ce ne fa’ sempre troppo, più di quanto ne sentiamo.

    Ciò che non riesce ad uccidermi, comunque mi fiacca: prudenza !

    ha scritto il 

  • 5

    "Crepuscolo degli idoli (ovvero come si filosofa col martello)", originariamente parte della progettata, e mai scritta, "Volontà di potenza", fu scritto da Nietzsche nel 1888, anno di febbrile produzione (basti pensare a "L'Anticristo", a "Nietzsche contro Wagner", a "Ecce homo"), pochi mesi prim ...continua

    "Crepuscolo degli idoli (ovvero come si filosofa col martello)", originariamente parte della progettata, e mai scritta, "Volontà di potenza", fu scritto da Nietzsche nel 1888, anno di febbrile produzione (basti pensare a "L'Anticristo", a "Nietzsche contro Wagner", a "Ecce homo"), pochi mesi prima che la follia s'impossessasse di lui. La volontà sistematica che caratterizzava il progetto "Volontà di potenza. Trasvalutazione di tutti i valori" lascia il posto ad agili volumi nei quali Nietzsche condensa il suo pensiero, ed appare evidente anche ad un lettore più distratto come in questi libri "finali" la rabbia, l'esaltazione, il rancore vada, talvolta, a discapito di una pur sempre eccezionale capacità di analisi. Per intenderci, il libro resta un capolavoro assoluto, ma non vi è quel distacco terribile e meraviglioso che caratterizzava, ad esempio, "Aurora" e "La gaia scienza". Circa il contenuto, rimando al libro, non senza aver prima sottolineato due capitoli che a mio avviso da soli meritano, per la loro lucida, spietata e concisa analisi, un posto nell'olimpo immaginario delle opere nietzschiane. Parlo dei capitoli "Come il mondo vero finì per diventare favola" e de "I quattro grandi errori".

    ha scritto il 

  • 4

    Un mio personale tuffo nel passato, agli anni del liceo, quando a malapena il programma ufficiale riusciva a toccare Hegel, Kierkegaard e Schopenauer, e i più coraggiosi di noi si immergevano da soli (proprio grazie ai tascabili Newton Compton) nel pensiero nietzchiano rimanendone affascinati. ...continua

    Un mio personale tuffo nel passato, agli anni del liceo, quando a malapena il programma ufficiale riusciva a toccare Hegel, Kierkegaard e Schopenauer, e i più coraggiosi di noi si immergevano da soli (proprio grazie ai tascabili Newton Compton) nel pensiero nietzchiano rimanendone affascinati.

    ha scritto il