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Crepuscolo degli idoli

Ovvero come si filosofa col martello

By Friedrich Nietzsche

(500)

| Softcover | 9788845905438

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Book Description

Gli idoli sono le vecchie verità cui gli uomini hanno creduto sinora. Socrate, per N. ha corrotto l'anima greca col veleno della "ragionevolezza a tutti i costi". Affronta poi il problema della trascendenza. Riprende anche un tema favorito, la "moral Continue

Gli idoli sono le vecchie verità cui gli uomini hanno creduto sinora. Socrate, per N. ha corrotto l'anima greca col veleno della "ragionevolezza a tutti i costi". Affronta poi il problema della trascendenza. Riprende anche un tema favorito, la "morale come contro-natura". Successivamente designa gli errori che hanno traviato gli uomini: la confusione tra causa e effetto, il concetto della causalità, il ricorso a cause immaginarie per spiegare le azioni e infine il concetto del libero arbitrio. Nelle notazioni sulla "psicologia dell'artista" N. esalta l'arte come stimolatrice della vita e vede l'"ebrezza"come condizione preliminare di ogni creazione artistica. Predica infine il ritorno alla natura come "amor fati".

25 Reviews

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    La vera filosofia del martello che pulsa di vitalità e inattualità, capace di annientare ogni dogma per fare tabula rasa, e ripartire dall'inizio.

    Nessuno si salva, dalla zampata della tigre.

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    Filosofo Incognito said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

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    Per salvarsi bisogna rischiare 2

    "si è fertili solo a patto di esser ricchi di contrasti; si resta giovani solo a condizione che l'anima non li distenda, non desideri la pace..."

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    Sol de Nit said on Jan 11, 2013 | Add your feedback

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    La mia tesi di laurea

    Un autore guida della mia vita. Ogni volta che lo rileggo, sono sempre più affascinato della sua grandezza

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    Fabio said on Nov 24, 2012 | Add your feedback

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    E' stupefacente la capacità di Nietzsche di toccare corde profonde anche quando non se ne condivide affatto la dottrina. Ciò che non si può respingere è la profondità della sua esperienza, è il peso delle sue parole, così taglienti, così eccessive, c ...(continue)

    E' stupefacente la capacità di Nietzsche di toccare corde profonde anche quando non se ne condivide affatto la dottrina. Ciò che non si può respingere è la profondità della sua esperienza, è il peso delle sue parole, così taglienti, così eccessive, così esasperatamente aggressive come di chi soffra intimamente e si nasconda dietro il tono di voce, dietro il gesto un po' gradasso, per sembrare forte e incurante dei pericoli, mentre è sofferente, debole, provato dalla realtà delle cose che lo circondano come valori, come principi, come luoghi comuni di una civiltà. Il gesto del rifiuto netto, irreversibile, e insieme autodistruttivo, così è stato il gesto niceano. Ma non si può fare a meno di ascoltare questo suo tentativo di ribaltare i nostri valori condivisi, perché in esso è contenuto anche quel tessuto critico necessario per comprendere noi stessi che i nostri valori condivisi non sono nè certi, nè assoluti, nè tantomeno eterni. Nietzsche non avrà ragione, ma è difficile sostenere tale e quale ciò che egli rovescia, il suo dispregio non può passare inosservato, perchè non lascia nulla come prima. .

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    Stefano Zampieri said on Oct 31, 2012 | Add your feedback

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    Suvvia. Le cose più importanti Nice le ha già dette (meglio) in altre occasioni. Qui ci si ripete molto e neanche troppo bene.

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    rfranz said on Jan 21, 2012 | Add your feedback

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    Donde l'abusatissimo: Ciò che non mi uccide mi rende più forte

    Una delle sue ingenuità più nocive … prevalentemente interpretato come invito all‘ entusiasmo più sconsiderato. Come se fossimo divinità.
    O come se, ad avere la pelle callosa, fo ...(continue)

    Donde l'abusatissimo: Ciò che non mi uccide mi rende più forte

    Una delle sue ingenuità più nocive … prevalentemente interpretato come invito all‘ entusiasmo più sconsiderato. Come se fossimo divinità.
    O come se, ad avere la pelle callosa, fossimo invulnerabili.

    Non sempre ci tempriamo, sotto i colpi della vita: troppo spesso, noi ci indeboliamo.
    E perdiamo un po' di anima, e sensibilità dove duole.

    Bisogna avere cautela ed un inflessibile rispetto di se stessi.
    Poiché chi ci fa’ del male, ce ne fa’ sempre troppo, più di quanto ne sentiamo.

    Ciò che non riesce ad uccidermi, comunque mi fiacca: prudenza !

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    tibidabo said on Dec 29, 2011 | Add your feedback

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