Crime and Punishment

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Publisher: Penguin Books Ltd

4.5
(8151)

Language: English | Number of Pages: 448 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , French , Italian , Russian , Catalan , Portuguese

Isbn-10: 0140621806 | Isbn-13: 9780140621808 | Publish date:  | Edition New

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , Others , School & Library Binding , eBook

Category: Crime , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
Raskolnikov, a destitute and desperate former student, wanders through the slums of St Petersburg and commits a random murder without remorse or regret. He imagines himself to be a great man, a Napoleon: acting for a higher purpose beyond conventional moral law. But as he embarks on a dangerous game of cat and mouse with a suspicious police investigator, Raskolnikov is pursued by the growing voice of his conscience and finds the noose of his own guilt tightening around his neck. Only Sonya, a downtrodden prostitute, can offer the chance of redemption.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    1

    Delitto: la decisione di leggerlo; castigo: l'averlo letto

    Uno studente perditempo che vive sulle spalle della madre, la quale si priva di tutto per farlo studiare, pare che abbia scritto, forse sul giornalino della scuola, un articolo sul superuomo. Come tut ...continue

    Uno studente perditempo che vive sulle spalle della madre, la quale si priva di tutto per farlo studiare, pare che abbia scritto, forse sul giornalino della scuola, un articolo sul superuomo. Come tutti quelli che scrivono cose del genere, presume di appartenere a detta categoria e, per suffragare questa sua convinzione, dopo vari tentennamenti, uccide una vecchia.

    Il superuomo occupa poi centinaia di pagine con le sue profonde elucubrazioni, che lo fanno oscillare tra il desiderio di confessare e quello opposto.

    Sullo sfondo tre donne che, per motivi sconosciuti ai più, lo adulano:
    - la madre piagnucolosa;
    - Dunja, la sorella superaffascinante e, a detta dell'autore, intelligentissima;
    - Sonja, una escort per necessità (professione che all'epoca non offriva sbocchi politici) che egli conquista pagandole la festa per il funerale del padre.

    Il superuomo, nella sua esaltazione mistica, confessa il delitto alla escort che, essendo donna proba e virtuosa, lo convince a costituirsi e a sottoporsi alla giusta espiazione.

    Il romanzo termina con il superuomo ai lavori forzati in Siberia. In realtà non troppo forzati perchè la escort, che lo segue e per mantenersi fa la sarta, essendo amata da tutti (chissà perchè) ci mette una parola buona (solo la parola?).

    Finalone: mentre il superuomo si trova sulla riva del fiume, teoricamente per lavorare, la proba donna lo raggiunge; lui le si butta ai piedi, piange e si pente.

    Sono blasfemo? Forse. Ma questa non è una recensione, è una vendetta!

    (Visto che Anobii me l'ha cancellata, io la reinserisco!!)

    said on 

  • 5

    Uno dei miei libri preferiti. Ho apprezzato molto l'analisi della psiche del protagonista e il fatto che la situazione sia osservata dal punto di vista dell'assassino e non di chi svolge le indagini. ...continue

    Uno dei miei libri preferiti. Ho apprezzato molto l'analisi della psiche del protagonista e il fatto che la situazione sia osservata dal punto di vista dell'assassino e non di chi svolge le indagini. Le 600 pagine sono volate, è un libro che coinvolge completamente, tanto che arrivavo a leggere 80 pagine e oltre al giorno e restavo con la mente sul libro mentre non lo leggevo. Finale molto commovente.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Dostevskij scrive un vero capolavoro destinato a confrontarsi non solo con le generazioni del momento, ma anche (soprattutto) con quelle future. Nella trama narrativa risultano ben evidenti le idee de ...continue

    Dostevskij scrive un vero capolavoro destinato a confrontarsi non solo con le generazioni del momento, ma anche (soprattutto) con quelle future. Nella trama narrativa risultano ben evidenti le idee dell’Autore incarnate dai diversi personaggi, non solo Raskolnikov, ma anche Son’ja e Svidrigajlov. Si tratta di personaggi forti che in più di una occasione del racconto si contrappongono tra loro. Son’ja è il personaggio dell’Amore e, pur essendo costretta a prostituirsi per la famiglia, alla fine risulterà il personaggio più puro della vicenda. Raskolnikov, folle di sé, non potrà che accettare la miseria della propria esistenza con la giusta punizione che unica gli permetterà di rinascere e vivere nuovamente. Svidrigajlov preso dalla propria depravazione non troverà altro modo di sopravvivere se non uccidendosi. Forti e corposi anche i personaggi che sembrano minori e che al contrario arricchiscono il racconto, facendone un unicum degno di grande attenzione. La critica non può che essere positiva con un caldo invito alla lettura di quest’opera memorabile, tale da non lasciar nessuno indifferente.

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  • 2

    noioso

    io posso riconoscere la grandezza dell'autore, la grandezza dell'opera, ma nel leggerla io mi sono veramente annoiata.
    Rodja è in perenne conflitto con se stesso, che pensa una cosa ma poi ne fa o dic ...continue

    io posso riconoscere la grandezza dell'autore, la grandezza dell'opera, ma nel leggerla io mi sono veramente annoiata.
    Rodja è in perenne conflitto con se stesso, che pensa una cosa ma poi ne fa o dice un'altra. intorno a lui sono comunqye tanti i personaggi contraddittori.
    a parte la noia, in questo romanzo si ha uno spaccato realistico della russia ottocentesca povera, dove si vive in camere condivise, nella miseria, nella sporcizia. dove si spinge una figlia a prostituirsi per il sostentamento della famiglia, mentre i padri si ubriacano.
    fa riflettere

    said on 

  • 5

    Dostoevskij, o lo ami o lo detesti. A cominciare dal nome, che non so mai come scrivere, ma a chiamarlo Dosto e basta mi sembra di arrogarmi una familiarità che nessuno mi ha mai concesso.
    Questo libr ...continue

    Dostoevskij, o lo ami o lo detesti. A cominciare dal nome, che non so mai come scrivere, ma a chiamarlo Dosto e basta mi sembra di arrogarmi una familiarità che nessuno mi ha mai concesso.
    Questo libro ha una trama notissima e piuttosto lineare; uno stile lento e un po' farraginoso; dei personaggi dalle idee alquanto confuse e dall'agire inconsulto. Il protagonista è un pazzoide spesso in preda a febbri cerebrali, a crisi allucinatorie, a deliri di onnipotenza, a oscillazioni bipolari tra la sfida all'autorità e il desiderio di essere scoperto. Eppure si fa leggere tutto d'un fiato, come se fosse un poliziesco ben congegnato. Eppure si trepida in attesa dello scioglimento finale, come se non si sapesse come va a finire. Eppure si ingoiano teorie sociali demodé come se fossero nuove. Questo è genio.

    said on 

  • 0

    Riletto a distanza di quarantacinque anni, non ho ritrovato le emozioni della prima lettura. Forse c'è un tempo anche per leggere determinati libri.
    Ho comunque apprezzato moltissimo la traduzione, mo ...continue

    Riletto a distanza di quarantacinque anni, non ho ritrovato le emozioni della prima lettura. Forse c'è un tempo anche per leggere determinati libri.
    Ho comunque apprezzato moltissimo la traduzione, molto fluida e scorrevole, indubbiamente meno pesante della precedente. Ma sono, appunto, passati molti anni.

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  • 2

    Io ci ho provato, ma...

    La scrittura mi ha lasciata subito perplessa: sembra scritto in fretta e furia, quasi in uno stato di concitazione - dico una bestialità: sembra approssimativa e non ho ravvisato i lampi di genio che ...continue

    La scrittura mi ha lasciata subito perplessa: sembra scritto in fretta e furia, quasi in uno stato di concitazione - dico una bestialità: sembra approssimativa e non ho ravvisato i lampi di genio che mi aspettavo, guizzi tipo: "Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che forse esistono soltanto quando si è giovani", per capirci.
    Quest''approssimazione', ammesso e non concesso sussista, suppongo sia intenzione dell'autore.
    Nei libri mi piace che 'succedano cose' - più che descrizioni, divagazioni, personaggi extra non significativi ai fini della vicenda e flussi di coscienza - e, in effetti, qualcosa è successo, ma tutto stava nel giusto dosaggio di questi elementi e qui si è invece appesantito delle farciture degli 'ante factus' e dei 'post factus', rendendolo un polpettone indigesto.
    Ahimè!, dirò un'altra bestialità, ma sono costretta per onestà a esprimere la mia delusione: ho trovato 'Delitto e castigo' datato e superato; una prolissità fatta di ripetizioni, di conversazioni vacue e di noiosi pettegolezzi.
    La vicenda si snoda al pari di una telenovela; i personaggi ridondanti, melodrammatici ed esageratamente teatrali sono mossi da una psicologia elementare.
    Pecco di contemporaneismo e di ignoranza, non riesco a rapportare un libro di tale fama alla sua epoca: i capolavori dovrebbero essere universali, al di là del tempo e dello spazio - mollato a metà.

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  • 0

    Algo tedioso....

    Siempre (o casi siempre) me pasa lo mismo con los clásicos), me genero unas expectativas que luego no cumplen.
    No es que no me haya gustado, es que creo que hasta que ha no entrado el libro en materia ...continue

    Siempre (o casi siempre) me pasa lo mismo con los clásicos), me genero unas expectativas que luego no cumplen.
    No es que no me haya gustado, es que creo que hasta que ha no entrado el libro en materia... me ha parecido algo pesado.....

    said on 

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