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Crimen y castigo

Novela en seis partes con epílogo

By Fiódor Dostoievski

(6)

| Others | 9785050021120

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1055 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    dire corbellerie è l'unico privilegio umano nei confronti di tutti gli altri esseri viventi. a furia di dirne, si arriva alla verità. si è uomini appunto perché si dicono corbellerie; non si è mai raggiunta nessuna verità senza aver prima sbagliato q ...(continue)

    dire corbellerie è l'unico privilegio umano nei confronti di tutti gli altri esseri viventi. a furia di dirne, si arriva alla verità. si è uomini appunto perché si dicono corbellerie; non si è mai raggiunta nessuna verità senza aver prima sbagliato quattordici volte, a forse anche centoquattordici; a suo modo, è una cosa onorevole. mentre noi, non siamo nemmeno capaci di sbagliare con il nostro cervello! sparale grosse e ti vorrò un bene dell'anima.

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    Pirex said on Aug 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Impressionate la capacità di Dostoevskij di scandagliare l'animo umano, riesce a farci cogliere a piano ogni singolo stato d'animo, ma questa grande abilità si è rivelata un'arma a doppio taglio, per lo meno per me : in alcuni punti si è soffermato t ...(continue)

    Impressionate la capacità di Dostoevskij di scandagliare l'animo umano, riesce a farci cogliere a piano ogni singolo stato d'animo, ma questa grande abilità si è rivelata un'arma a doppio taglio, per lo meno per me : in alcuni punti si è soffermato talmente tanto su questo aspetto che mi risultava pesante continuare a leggere. Non è sicuramente una lettura leggera, anzi più che impegnativa direi, ma è veramente un gran bel libro

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    Riccardo said on Aug 13, 2014 | Add your feedback

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    L'anima nera di D. si misura con le miserie umane , le colpe peggiori, l'inquietudine personificata e proiettata sulle figure del suo nero teatrino, per emergerne , paradigma moralistico, col pistolotto evangelico finale. Da dove emerga la forza narr ...(continue)

    L'anima nera di D. si misura con le miserie umane , le colpe peggiori, l'inquietudine personificata e proiettata sulle figure del suo nero teatrino, per emergerne , paradigma moralistico, col pistolotto evangelico finale. Da dove emerga la forza narrativa che configura i suoi personaggi in modo indimenticabile e li rende attuali ad ogni rilettura, resta per me un mistero un mistero.

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    Romeomuratori said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Caldo e rutilante

    Un universo emozionale, questo di Dostoevskij, denso di scrittura appassionata, calda e rutilante, in continuo movimento, ricco di personalità e personaggi di diverse estrazioni sociali che, incrociando le loro storie, accompagnati dalle loro disgraz ...(continue)

    Un universo emozionale, questo di Dostoevskij, denso di scrittura appassionata, calda e rutilante, in continuo movimento, ricco di personalità e personaggi di diverse estrazioni sociali che, incrociando le loro storie, accompagnati dalle loro disgrazie, seguiti dai loro destini, si prestano a rappresentare le riflessioni dell’autore con palpabile ardore.

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    byAx said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

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    Dopo tempo immemore ho colmato una grave lacuna dando seguito al consiglio del mio professore di italiano delle superiori. Era addirittura la fine del biennio quando fermandomi nel corridoio il suddetto professore mi consegnò un bigliettino sul quale ...(continue)

    Dopo tempo immemore ho colmato una grave lacuna dando seguito al consiglio del mio professore di italiano delle superiori. Era addirittura la fine del biennio quando fermandomi nel corridoio il suddetto professore mi consegnò un bigliettino sul quale c’erano scritti i suoi consigli di lettura extra, ovvero non prettamente inerenti l’attività scolastica. Ero talmente orgoglioso, di me stesso e di lui, nel constatare che nel biglietto c’era indicato Tondelli e che io Tondelli lo avevo già letto, che sorvolai del tutto un’altra riga nella quale il professore mi esortava a leggere i classici russi. Alla fine ho voluto rendere omaggio alla memoria di quel grand’uomo e in una insolita estate come quella attuale ho preso in mano uno dei libri meno estivi che potevano esserci nella mia libreria. Delitto e castigo non è propriamente un libro da ombrellone, già a partire dalla mole, ma soprattutto per i temi. Non si parla certo di sciocchezze distensive da prendere troppo alla leggera di cui poter parlare mentre si aspetta di andare a fare il bagno. Dostoevskij mette subito in chiaro che tipo di romanzo sia il suo e il delitto del titolo avviene poco dopo l’inizio e si completa in modo abbastanza rapido. Le restanti pagine offrono lo spazio al castigo e ai vari pentimenti, i turbamenti dell’omicida. Certo, era una cosa che mi aspettavo. Non credevo affatto che dentro quel volume si nascondesse chissà quale storia gialla alla Agatha Christie. La lettura è andata però a sbattere contro al risultato delle pagine post-delitto. Non vi è solo l’evoluzione psicologica del protagonista a impegnare la narrazione. Ci sono anche alcune sottotrame secondarie che vanno a intrecciarsi con la storia dell’omicida, che si snodano tra avvenimenti e circostanze amorose, matrimoni tentati matrimoni andati a male. Il tutto è stato condito con la mia innata avversione verso i nomi russi, secondo cui dopo tre nomi tutti quanti cominciano ad apparirmi uguali e inizio inevitabilmente a fare confusione. Questo non ha certo aiutato a distinguere i vari personaggi che si susseguivano nelle pagine, ma non credo abbia influito molto nel giudizio complessivo. È ovvio che bisogna pensare che il romanzo è stato scritto molto tempo fa, ma a dispetto di questo la prosa non appesantisce troppo la lettura. Ciò che mi ha stupito, in senso più vicino al negativo che al positivo, è stato il trattamento del castigo, o meglio del pentimento (come era nell’originale russo [il titolo più famoso che recita Delitto e castigo deriva da una traduzione in italiano fatta da una traduzione francese del testo originale, nella quale il secondo termine era stato tradotto con un vocabolo che poi a preso la connotazione di castigo nel trasportarlo in italiano]). La descrizione mi è parsa un po’ troppo repentina nel cambiamento, con il facile espediente della malattia del protagonista ad aiutare il susseguirsi dei fatti. Non metto in dubbio che sia comunque un testo importante e di valore, ma dopo aver aspettato così tanto tempo per leggerlo forse mi aspettavo una dimostrazione più eclatante della fantastica narrativa russa.

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    Edward S. Portman said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

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