Crimen y castigo

(Clasicos de la literatura series)

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Publisher: Edimat Libros

4.5
(8211)

Language: Español | Number of Pages: 412 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , French , Italian , Russian , Catalan , Portuguese

Isbn-10: 8497644727 | Isbn-13: 9788497644723 | Publish date:  | Edition Tra

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , Others , Mass Market Paperback , eBook

Category: Crime , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
For lovers of timeless classics, this series of beautifully packaged and affordably priced editions of world literature encompasses a variety of literary genres including theater, novels, poems, and essays. Los lectores tomarán un gran placer en descubrir los clásicos con estas bellas y económicas ediciones de literatura famosa y universal. Esta selección editorial cuenta con títulos que abarcan todos los géneros literarios, desde el teatro, la narrativa, la poesía y el ensayo.
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  • 4

    Il vortice del crimine e il travaglio interiore che conduce al pentimento e all'espiazione

    Mi affascinano i romanzi in cui, arrivati a un certo punto, si nota che tutto ciò che si legge diventa metafora di qualche tema od ossessione centrale.
    Ho trovato questo procedimento, usato su vasta ...continue

    Mi affascinano i romanzi in cui, arrivati a un certo punto, si nota che tutto ciò che si legge diventa metafora di qualche tema od ossessione centrale.
    Ho trovato questo procedimento, usato su vasta scala, in Delitto e castigo (è chiarissimo già dalla Prima parte, dove ritornano due o tre ossessioni assumendo di volta in volta una forma diversa, fino a sfociare nell'allucinante racconto del delitto).

    E' un romanzo contro il nichilismo e sulla poetica nobiltà del martirio, pieno di pagine notevoli, soprattutto laddove si percepisce l'angoscia di Raskol'nikov di venir scoperto, incastrato. Far capire e sentire come un individuo intelligente possa incastrarsi da sé per una serie di idee capziose e di fattori contingenti, calandoci nella sua mente inferma, è poi una delle grandi qualità di questo libro; come lo è il logoramento interiore dopo il delitto: quel travaglio in cui consiste in gran parte il castigo del titolo.

    Senza contare la romanzesca bellezza della nutrita galleria degli altri "malati", che lo arricchisce di sottotrame: i vari Svidrigajlov, Marmeladov, Dementev, Luzhin - cui fanno da contrappunto figure incarnanti la virtù quali Razumichin, Sonja, Dunja, etc. Il personaggio che ho amato di più è però Porfirij Petrovic. Sarà per il mio gusto proclive al giallo, ma ogni episodio in cui appare mi sembra spicchi in qualche modo sul resto.

    Mi aspettavo forse solo qualcosa di più nello stile; ma è pur vero che dopo essersi fatti la bocca al fancy prose style di "Lolita" persino lo stile capolavoresco può - erroneamente - sembrare non tanto giusto di sale.

    Comunque, fatti questi accenni estemporanei e molto personali sul "giallo" (termine che forse qui andrebbe virgolettato quattro o cinque volte almeno) e sullo stile, sia chiaro che quel che conta veramente in questo romanzo è il centro mistico-morale.

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  • 5

    Alla fine siamo un po’ tutti Raskol’nikov...

    Uno dei romanzi più famosi della letteratura universale non tradisce le aspettative di chi lo legge o lo rilegge, come nel mio caso a distanza di molti anni, alla scoperta di nuovi significati e nuove ...continue

    Uno dei romanzi più famosi della letteratura universale non tradisce le aspettative di chi lo legge o lo rilegge, come nel mio caso a distanza di molti anni, alla scoperta di nuovi significati e nuove interpretazioni. La vicenda è fin troppo nota per lasciarsi sedurre da inaspettati colpi di scena, eppure il ritmo narrativo rimane sempre incalzante e l’approfondimento psicologico dei personaggi e le riflessioni sulla “storia” narrata non appesantiscono affatto la scorrevolezza dell’intreccio, ma, anzi, ne scandiscono i momenti topici e spingono il lettore ad interrogarsi sul valore dell’espiazione, sul concetto di colpa, sulla gratuità del male, sull’amore che salva e redime.

    said on 

  • 5

    Tra le opere più lineari di Fedor M. Dostoevskij soprattutto dal punto di vista dell'intreccio: alla vicenda centrale dello studente Raskolnikov, sì affiancano altri due piani narrativi, la storia del ...continue

    Tra le opere più lineari di Fedor M. Dostoevskij soprattutto dal punto di vista dell'intreccio: alla vicenda centrale dello studente Raskolnikov, sì affiancano altri due piani narrativi, la storia della famiglia Marmeladov e quella della sorella di Raskolnikov, Dunja. E' il primo grande romanzo polifonico di Dostoevskij, un’opera dove non esistono personaggi minori, ma dove ogni figura è portatrice di una voce, di una propria potente visione del mondo. Tra le tematiche in Delitto e castigo vi sono il conseguimento della salvezza attraverso la sofferenza e i limiti morali dell'azione umana entro un mondo governato da Dio. In questo romanzo non si trova una ragione, una risoluzione definitiva; non ci si interroga sul perché del delitto, ma sul come l'autore del delitto si comporta a partire dall'istante successivo al delitto. La lettura è come l'analisi di una storia, la nostra storia, e come comprensione, la metabolizzazione dei propri sbagli, dei propri errori. Lettura come bilancio di quello che si è, di quello che si è stati, di quello che si è fatto o meno, di quello che non si è. Il romanzo è caratterizzato proprio da questa lotta fra il pentimento e la convinzione tenace di aver compiuto un’opera buona, l’irrisolto confronto tra ateismo e fede, tra il Bene e il Male: Raskol’nikov accetta la condanna degli uomini e si salva così moralmente. Ricorrente nelle pagine di Dostoevskij è la “doppiezza” dell’animo umano, la divisione inconciliabile della coscienza, in cui si agitano spinte contrastanti, laceranti tensioni irrazionali, conflitti sempre irrisolti. Parallelamente l'A. affronta il tema del disagio dell’uomo moderno, abbandonato in una condizione di solitudine sofferta e senza speranza, "Delitto e castigo", inoltre, denuncia la crisi di tutte le ideologie, da quella socialista a quella capitalista, e critica pesantemente la società russa del suo tempo, incapace di uscire dal secolare isolamento per realizzare la grande missione di progresso del popolo russo. Dostoevskij attua una serrata analisi delle emozioni che si alternano nell’animo del protagonista. Da ultimo Il narratore è onnisciente; il punto di vista è la focalizzazione zero.

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  • 5

    "Mentire alla propria maniera è quasi meglio che dire una verità che appartiene ad altri; nel primo caso, tu sei una persona, ma nel secondo sei solo un pappagallo!"

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    1

    Delitto: la decisione di leggerlo; castigo: l'averlo letto

    Uno studente perditempo che vive sulle spalle della madre, la quale si priva di tutto per farlo studiare, pare che abbia scritto, forse sul giornalino della scuola, un articolo sul superuomo. Come tut ...continue

    Uno studente perditempo che vive sulle spalle della madre, la quale si priva di tutto per farlo studiare, pare che abbia scritto, forse sul giornalino della scuola, un articolo sul superuomo. Come tutti quelli che scrivono cose del genere, presume di appartenere a detta categoria e, per suffragare questa sua convinzione, dopo vari tentennamenti, uccide una vecchia.

    Il superuomo occupa poi centinaia di pagine con le sue profonde elucubrazioni, che lo fanno oscillare tra il desiderio di confessare e quello opposto.

    Sullo sfondo tre donne che, per motivi sconosciuti ai più, lo adulano:
    - la madre piagnucolosa;
    - Dunja, la sorella superaffascinante e, a detta dell'autore, intelligentissima;
    - Sonja, una escort per necessità (professione che all'epoca non offriva sbocchi politici) che egli conquista pagandole la festa per il funerale del padre.

    Il superuomo, nella sua esaltazione mistica, confessa il delitto alla escort che, essendo donna proba e virtuosa, lo convince a costituirsi e a sottoporsi alla giusta espiazione.

    Il romanzo termina con il superuomo ai lavori forzati in Siberia. In realtà non troppo forzati perchè la escort, che lo segue e per mantenersi fa la sarta, essendo amata da tutti (chissà perchè) ci mette una parola buona (solo la parola?).

    Finalone: mentre il superuomo si trova sulla riva del fiume, teoricamente per lavorare, la proba donna lo raggiunge; lui le si butta ai piedi, piange e si pente.

    Sono blasfemo? Forse. Ma questa non è una recensione, è una vendetta!

    (Visto che Anobii me l'ha cancellata, io la reinserisco!!)

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  • 5

    Uno dei miei libri preferiti. Ho apprezzato molto l'analisi della psiche del protagonista e il fatto che la situazione sia osservata dal punto di vista dell'assassino e non di chi svolge le indagini. ...continue

    Uno dei miei libri preferiti. Ho apprezzato molto l'analisi della psiche del protagonista e il fatto che la situazione sia osservata dal punto di vista dell'assassino e non di chi svolge le indagini. Le 600 pagine sono volate, è un libro che coinvolge completamente, tanto che arrivavo a leggere 80 pagine e oltre al giorno e restavo con la mente sul libro mentre non lo leggevo. Finale molto commovente.

    said on 

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