Crimen y castigo

(Clasicos de la literatura series)

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Publisher: Edimat Libros

4.5
(8002)

Language: Español | Number of Pages: 412 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , French , Italian , Russian , Catalan , Portuguese

Isbn-10: 8497644727 | Isbn-13: 9788497644723 | Publish date:  | Edition Tra

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , Others , Mass Market Paperback , eBook

Category: Crime , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
For lovers of timeless classics, this series of beautifully packaged and affordably priced editions of world literature encompasses a variety of literary genres including theater, novels, poems, and essays. Los lectores tomarán un gran placer en descubrir los clásicos con estas bellas y económicas ediciones de literatura famosa y universal. Esta selección editorial cuenta con títulos que abarcan todos los géneros literarios, desde el teatro, la narrativa, la poesía y el ensayo.
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  • 4

    Un capolavoro diseguale

    Come capolavoro letterario, Delitto e Castigo è delittuosamente diseguale. L'incipit è debole, l'atmosfera forzatamente cupa, i dialoghi prolissi e pieni di fuffa, disattesa la promessa di dissezioni ...continue

    Come capolavoro letterario, Delitto e Castigo è delittuosamente diseguale. L'incipit è debole, l'atmosfera forzatamente cupa, i dialoghi prolissi e pieni di fuffa, disattesa la promessa di dissezioni psicologiche, e la scena cruciale dell'assassinio povera di pathos. Pare che la maniera invalsa di giudicare un titano russo sia di compararlo agli altri della stessa cerchia, ebbene: lo stile di Dosto. è pratico, eccessivamente sbrigativo, sprovvisto del delizioso afflato che contraddistingue la prosa di Tolstoij o Cechov. Con la pura fabulazione Dosto. non ci sa fare, lo si evince quando si bevono le pagine nella speranza di sapere dove voglia andare a parare, il che non accade con gli autori sopracitati o, ad esempio, con Dickens (su cui tra l'altro ho parecchie riserve) che pur divagando e scrivendo di nulla esalta l'interesse e il piacere del lettore(penso al capolavoro David Copperfield). Ma nel momento in cui Dosto. si decide a mettere in chiaro le sue intenzioni, ovvero appena dopo le 300 pagine, quei difetti che ingolfavano la lettura cedono il posto ad un turbine emozionale. Le dissertazioni metafisiche sulla legittimità del delitto da parte di una casta di individui "straordinari"(Nietzsche sarà sussultato leggendolo), il crimine come affermazione e superamento di se stessi, la complessa ambiguità di personaggi come Porfirij e Svidrigajlov, e le contorsioni della trama danno un'impennata sbalorditiva al romanzo che si lascia divorare con gusto fino alla fine. La domanda è: basta una bellissima metà a riscattare il romanzo per intero? Forse non del tutto...
    Grande scrittore? Probabilmente.
    Mirabile artista? Direi di no.

    said on 

  • 1

    La mia prima volta

    La mia prima volta. Ad abbandonare un libro. Non ce l'ho fatta. Non amo i romanzi russi, ma questo è stato in assoluto il più faticoso e pesante.

    said on 

  • 4

    Basti pensare che mi aveva coinvolto a tal punto da avere le stesse paronoie del protagonista; come se fossi stata io l'assassina. Nient'altro da aggiungere...capolavoro!

    said on 

  • 3

    delitto e paranoia

    Letto con molta fatica e sforzo. Forse non apprezzo l'eccessivo logorio interiore, e non vedo dove sta la grandezza nel descriverlo. Quando non c'è lo snodarsi di una vicenda, io non riesco proprio ad ...continue

    Letto con molta fatica e sforzo. Forse non apprezzo l'eccessivo logorio interiore, e non vedo dove sta la grandezza nel descriverlo. Quando non c'è lo snodarsi di una vicenda, io non riesco proprio ad appassionarmi, o forse semplicemente ritengo inverosimile che chi compia un delitto del genere possa poi effettivamente giungere a pentirsene così. Colui che compie il delitto non sembra lo stesso che ne subisce i devastanti effetti psicologici. Sullo stile dello scrivente, niente da dire.

    said on 

  • 5

    Obbligatorio.

    Leggendo il celeberrimo capolavoro di colui che da molti viene additato come il più grande romanziere dell'ottocento, non è che resta molto da dire, se non che quelli che lo dicono hanno semplicemente ...continue

    Leggendo il celeberrimo capolavoro di colui che da molti viene additato come il più grande romanziere dell'ottocento, non è che resta molto da dire, se non che quelli che lo dicono hanno semplicemente ragione. Chi mi conosce sà che non amo l'amore per il drammatico e la verbosità dei romanzi di questo periodo, ma la penna di Dostoevskij è così ecelsa da rendere necessaria ogni singola riga delle oltre seicento pagine di "Delitto e Castigo".

    Non mi sento all'altezza e non oso giudicare un libro simile, mi piace però ricordare una importante chioave di lettura riportata nella nuova edizione Einaudi Supercoralli, che secondo me aggiunge valore all'opera. "Delitto e castigo" è una trasposizione più affine alla cultura russa (così incredibilmente finalista e giustizialista in tutto) di quello che potrebbe essere letto come "Delitto e pena": il riferimento a Cesare Beccaria è evidentissimo, ed infatti Dostoevskij ha letto quest'opera rimanendone impressionato. E' quindi legittimo sentirsi invitati dalla scelta del titolo che il grande russo ha fatto, a cosiderare "Delitto e Castigo" anche come una elegia del rimorso e del suo superamento; una trattazione della progressiva perdizione dell'animo umano quando si macchia della colpa (verrebbe da dire del peccato); una presa di posizione decisa e di livello altissimo contro la pena di morte. Perchè se il castigo è davvero strumento di cancellazione del rimorso e di ritorno alla vita, terminare la vita col castgo stesso è un drammatico e disumano controsenso.

    Nessuno degli intellettuali che ho incontrato ha capito così bene la pena di morte come Dostoevskij: ed i populisti di oggi fautori di castighi facili dovrebbero fare i conti anche con questo libro, oltre che ovviamente apprezzarlo per il suo immenso valore artistico. Ma quanti nell'Italia di oggi ne avrebbero la capacità e la voglia? Molto pochi, temo.

    said on 

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