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Crimen y castigo

By Fiódor Dostoievski

(73)

| Others | 9789505630066

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1063 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Riconosco la bravura di Dostoevskij ma...

    È indubbia l'abilità del Dostoevskij nello scrivere un simile romanzo: con uno stile elegante e fluido ci porta alla scoperta dei più reconditi segreti della psicologia umana. Eppure la storia in sé mi ha annoiato terribilmente, ho trovato alcuni pas ...(continue)

    È indubbia l'abilità del Dostoevskij nello scrivere un simile romanzo: con uno stile elegante e fluido ci porta alla scoperta dei più reconditi segreti della psicologia umana. Eppure la storia in sé mi ha annoiato terribilmente, ho trovato alcuni passi decisamente superflui e lenti tanto che non son riuscito a leggere più di uno/due capitoli al giorno senza addormentarmi durante la lettura. Exploit finale nelle ultime cento pagine che incredibilmente scorrono, ma queste non bastano a renderlo una delle mie migliori letture.

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    Eu said on Sep 22, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo libro è magnifico! una delle cose più potenti che esistano. Sono commossa, e vorrei che ciò che mi ha lasciato vivesse in me il più a lungo possibile. Ho sentito il bisogno di commentare subito, di dire qualcosa riguardo a questo capolavoro ch ...(continue)

    Questo libro è magnifico! una delle cose più potenti che esistano. Sono commossa, e vorrei che ciò che mi ha lasciato vivesse in me il più a lungo possibile. Ho sentito il bisogno di commentare subito, di dire qualcosa riguardo a questo capolavoro che di certo non ha bisogno delle mie parole.
    Sono felice di averlo letto, immensamente felice.

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    randomblue said on Sep 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Perchè leggere i classici? Vi risponderà Calvino, se non risuona in noi stessi la risposta.
    Un viaggio travagliato attraverso l'umana coscienza, dove non appare il Giudizio e il Giudice se non quello che noi applichiamo a noi stessi. La scrittura f ...(continue)

    Perchè leggere i classici? Vi risponderà Calvino, se non risuona in noi stessi la risposta.
    Un viaggio travagliato attraverso l'umana coscienza, dove non appare il Giudizio e il Giudice se non quello che noi applichiamo a noi stessi. La scrittura finisce dove finisce la dialettica e dove inizia la vita. Alla durezza del delitto e del castigo si può sopravvivere solo tramite l'unica verità, quella umana.

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    La Malcontenta said on Sep 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Delitto e castigo

    E' molto più facile trovare le parole per recensire una lettura mediocre piuttosto che una indimenticabile come questa.
    "Delitto e castigo" è uno di quei libri per cui non è necessario parlare della trama, l'autore e quant'altro; è uno di quei libri ...(continue)

    E' molto più facile trovare le parole per recensire una lettura mediocre piuttosto che una indimenticabile come questa.
    "Delitto e castigo" è uno di quei libri per cui non è necessario parlare della trama, l'autore e quant'altro; è uno di quei libri che si lascia leggere offrendo al lettore migliaia di spunti di riflessione, infinite chiavi di lettura e la possibilità di interpretare ogni cosa a proprio modo.

    La psicologia del protagonista, Raskol'nikov, viene indagata a fondo, con la minuziosissima descrizione di ogni parola e ogni piccolo gesto, particolari insignificanti che fanno la differenza; di pagina in pagina ci si addentra nella mente di un assassino e si vivono insieme a lui l'attesa febbrile del momento di compiere il delitto, il terrore di non esserne in grado, l'arroganza di aver messo in atto ciò che agli altri non è concesso, il delirio e i sensi di colpa di un animo tormentato, il conflitto con la propria coscienza e, infine, la resa.
    In tutto questo si inserisce perfettamente una serie di personaggi, anche questi descritti in maniera più che dettagliata, che danno un contributo fondamentale alla storia e ricoprono un ruolo tutt'altro che secondario.

    Aggiungiamo un amore smisurato capace di restare solido attraverso i ripetuti colpi della vita, un amico tanto onesto da potergli affidare le sorti della propria famiglia, quel “sentirsi Napoleone” che rende tutto possibile e troviamo davvero la combinazione perfetta che rende questo un romanzo dal valore inestimabile.

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    ARIANNA said on Sep 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Nonostante il suoo improvviso desiderio di poco fa , il desiderio di un contatto con qualsiasi specie di gente, alla prima parola che gli era stata realmente rivolta aveva provato quel suo abituale, fastidioso senso d'avversione verso ogni estraneo ...(continue)

    "Nonostante il suoo improvviso desiderio di poco fa , il desiderio di un contatto con qualsiasi specie di gente, alla prima parola che gli era stata realmente rivolta aveva provato quel suo abituale, fastidioso senso d'avversione verso ogni estraneo che sfiorasse, o che avesse idea di sfiorare la sua personalità".

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    citizen erased said on Sep 9, 2014 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Quello che mi è rimasto a distanza di un anno dalla lettura

    È un libro potentissimo: la prima notte dopo averne cominciato la lettura ho avuto gl'incubi. Questo dipende soprattutto, ovviamente, dalle vicende (più interiori che esteriori, com'è noto) di Raskolnikov, alle quali mi sono tanto appassionato da ess ...(continue)

    È un libro potentissimo: la prima notte dopo averne cominciato la lettura ho avuto gl'incubi. Questo dipende soprattutto, ovviamente, dalle vicende (più interiori che esteriori, com'è noto) di Raskolnikov, alle quali mi sono tanto appassionato da essere infastidito quando s'interrompevano per far spazio a quelle degli altri personaggi, tutti comunque molto ben delineati. E già che si parla di personaggi, dico che quelli che più m'hanno colpito, oltre al protagonista, sono la di lui sorella Dunja e il giudice Petrovič. Dunja è bellissima e nel descriverla Dostoevskij rispetta quell'avvertimento codificato anni dopo da Kraus in un suo aforisma: « Le mancava un difetto per essere perfetta »; ecco, lei questo difetto ce l'ha, ed è una leggera (ma graziosa, nella mia immaginazione) sporgenza del mento, che me la rende più reale, quindi credibile, quindi adorabile. Il giudice è invece un aguzzino sadico, con tutte quelle sue compiaciute pressioni sul povero Raskolnikov e i suoi mezzucci per carpirne la confessione; è questa una maieutica socratica che ben ricorda le doglie del parto e nel leggere le pagine dove compare Petrovič ho sofferto atrocemente, tanto da dover saltare quelle dove per la seconda volta l'Autore gli concede la scena. M'è pure rimasto impresso Marmeladov, con quel suo (cito a memoria) « Un uomo ha sempre bisogno di un posto dove andare », e l'odioso Lužin, che purtroppo mi richiama alla mente un brutto figuro che ringraziando il Cielo non vedo da anni (e Dio voglia che sia sempre così). Infine, non conoscendo il russo, non posso entrare troppo nel merito, ma la traduzione del madrelingua Giorgio Kraiski scorre con gran naturalezza e piacere.

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    emmelle said on Sep 8, 2014 | Add your feedback

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